Si sono svolte sabato 14 marzo due manifestazioni antimilitariste alla base Nato di Sigonella (in provincia di Catania) e all’aeroporto militare di Birgi (Trapani), ma nel frattempo elicotteri della US Navy utilizzavano i pianori nei pressi di Petralia Soprana nel parco delle Madonie, Unesco Global Geopark, come piste di atterraggio, sollevando le proteste dei sindaci del comprensorio e del presidente dello stesso parco. La deputata ARS in quota PD Valentina Chinnici ha immediatamente presentato un’interrogazione al presidente della Regione Schifani. Riportiamo di seguito le parole della onorevole rilasciate a Madonie Press Elicotteri militari americani nelle Madonie, scoppia il caso: “La Sicilia non diventi una portaerei”
“Esercitazioni in un’area protetta senza autorizzazioni note e in un contesto bellico internazionale delicatissimo. Il governo regionale rompa il silenzio e chiarisca se è stato informato e quali rischi corre la nostra terra”.
“L’atterraggio di elicotteri da guerra della U.S. Navy nel cuore della Sicilia, a Piano Catarineci, non è solo una questione ambientale: è l’ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l’Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico”.
“Il primo allarme è di natura politica e istituzionale. Ci troviamo di fronte a un’esercitazione militare straniera condotta in piena autonomia, in un’area strategica della Sicilia. In uno scenario internazionale incandescente, dove il Presidente Mattarella ha messo in guardia dai rischi delle azioni unilaterali che minano l’ordine internazionale, non possiamo assistere inerti a voli e atterraggi di mezzi bellici americani senza che il governo regionale e nazionale dicano una parola. Dobbiamo sapere con urgenza se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati, e chi ha autorizzato questo piano di volo. Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una ‘portaerei’ in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale”.
“A rendere la vicenda ancora più assurda è il fatto che queste manovre belliche siano state condotte in un’area di inestimabile pregio naturalistico: Piano Catarineci è una Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000, situata nel cuore del Parco delle Madonie, tutelata dall’Unesco”.
“Se non ci fosse già abbastanza il rischio geopolitico, scopriamo che l’esercitazione si è svolta in un sito protetto, senza che sia stata probabilmente rispettata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), obbligatoria per legge. I sindaci hanno posto domande precise su questo e su potenziali danni a fauna e avifauna. È inaccettabile che aree di tale fragilità vengano trasformate in poligoni di addestramento nel più totale silenzio delle istituzioni”.
“L’esecutivo regionale non può più tacere. Nella mia interrogazione chiederò chiarezza immediata e di valutare lo stop a queste attività. La sicurezza dei cittadini, l’integrità del nostro territorio e la sovranità nazionale non possono essere messe in discussione da voli fantasma autorizzati chissà da chi”.











