Lunedì 2 marzo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Ordinario di Roma, ha ARCHIVIATO la querela intentata all’attivista di Ultima Generazione Miriam Falco, dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

L’ipotesi di reato di diffamazione per cui è stata querelata Miriam Falco, è riconducibile all’intervento dell’attivista di Ultima Generazione durante il programmo televisivo “Prima di domani” del 15 febbraio 2024, condotto su Rete 4 da Bianca Berlinguer.

Il PM ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ritenendo l’intervento di Miriam Falco espressione del diritto di critica, esercitato nel rispetto dei limiti di veridicità dei fatti, della rilevanza sociale e della correttezza espositiva, più ampi rispetto a quelli del diritto di cronaca.

Si legge nel decreto di archiviazione: ”Miriam Falco, nel suo intervento ha attribuito la crisi del settore ittico al fatto che gli operatori sarebbero costretti a vendere il loro prodotto alla grande distribuzione ad un prezzo non sufficiente a coprire i costi, nonché al fatto che i contributi europei sarebbero appannaggio di un’unica associazione, Coldiretti, e non sarebbero invece distribuiti agli operatori in difficoltà. (…) Fatte queste premesse si deve, allora, osservare che l’opponente ha, anche nell’atto di opposizione, ribadito di non essere diretta beneficiaria dei fondi ma di svolgere una attività costante di sostegno ad operatori, sia del settore agroalimentare che ittico, per aiutarli a ricevere i contributi europei e/o nazionali. Tale attività, come emerge anche dagli articoli di stampa depositati in udienza, assume una importanza fondamentale poiché consente di accedere a risorse, nazionali ed europee, altrimenti di difficile fruizione. Ed allora il breve intervento dell’indagata, nel corso peraltro di una trasmissione televisiva, deve essere letto come l’espressione sintetica dell’analisi di un problema e, cioè, che le piccole aziende, gli operatori non riuniti in consorzi e, in generale, tutte le realtà di piccole dimensioni, avevano avuto difficoltà ad accedere a misure di sostegno, a differenza degli operatori associati, ai quali era infine andata la gran parte dei contributi. Ma anche se, come ritiene l’opponente, l’intervistata avesse voluto muovere una critica all’operato di Coldiretti, si tratterebbe di una critica lecita ed espressa in forme continenti”

Miriam Falco, 38 anni, ha dichiarato: “Mi ha fatto molto piacere leggere nella sentenza che ho esercitato il mio legittimo diritto di critica, e che le mie valutazioni non sono avulse dai fatti reali ma anzi di evidente interesse pubblico. Sono andata in TV per raccontare onestamente come stanno le cose e sono contenta che sia stato riconosciuto. Mi fa meno piacere che persone con molto potere e molti mezzi (e molto tempo libero?) si mettano a denunciare una semplice cittadina che li sta mettendo in discussione su questioni che riguardano tutte e tutti. Far passare la critica come calunnia è la nuova avanguardia del bavaglio? Nessuno di noi ha intenzione di farsi intimidire e anzi ringrazio tutte le persone che con le donazioni ci permettono di non farci schiacciare da questi giochi di potere”.

L a querela temeraria strumento del potere per reprimere il dissenso

La querela temeraria è un’azione legale infondata, presentata in malafede o con colpa grave, al solo scopo di intimidire o bloccare (SLAPP – Strategic Lawsuit Against Public Participation) il soggetto querelato, spesso giornalisti o attivisti. Spesso definita “bavaglio”, mira a limitare la libertà di espressione e il diritto di cronaca. Si tratta di un abuso del diritto che mira a proteggere interessi privati contro la libera informazione. Nel 2024 Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva per proteggere i giornalisti e attivisti da azioni legali abusive. La direttiva permette ai giudici di archiviare rapidamente le cause manifestamente infondate e prevede sanzioni pecuniarie per chi abusa del sistema giudiziario.

L’Iitalia ha il record europeo di querele temerarie

Nonostante le direttive europee, l’Italia deve recepire pienamente le nuove norme per introdurre una reale deterrenza economica (sanzioni proporzionali) contro chi utilizza la querela come strumento di molestia legale, un comportamento spesso utilizzato da esponenti politici o grandi gruppi economici.

Nel 2024 sono state censite 167 azioni legali di questo tipo in Europa. Ventuno arrivano dall’Italia, che per il secondo anno consecutivo è quello più colpito. Un segnale allarmante sulla contrazione dello spazio civico e sui limiti della nuova normativa europea anti-SLAPP.