Seconda edizione per la rassegna “Pace in terra”, organizzata da Il crogiuolo in collaborazione con Anpi sezione provinciale di Cagliari, Anpi Quartucciu sezione Pina Brizzi, Issasco, dal 24 al 29 gennaio sono previsti spettacoli, performance ed iniziative varie per riflettere insieme sul ruolo attivo della memoria per una pace da costruire giorno dopo.
Il ricordo degli orrori del passato deve essere d’aiuto per comprendere cosa porti la storia a ripetersi, spesso con la complicità dei governi, che hanno fondato le loro moderne costituzioni proprio sul ripudio della guerra e della violenza.
La pace che si vuole costruire non può fondarsi mai, su una economia di guerra, né può avere radici in una società dominata dalla violenza.
Gli spettacoli e le iniziative di “Pace in terra”, vogliono rappresentare uno spazio di riflessione attiva, che porti a scelte conseguenti e prese di posizioni nette per la condanna di tutti i genocidi, passati e presenti.
Il primo appuntamento è previsto per il 24 gennaio ore 17.30, presso la Chiesa di San Giuliano a Selargius (via San Nicolò) con il recital “Una bambina e basta“, tratto dall’omonimo libro di Lia Levi, voce narrante Rita Atzeri, all’arpa Chiara Vittone.
Il racconto ci riporta al tempo delle leggi razziali volute dal fascismo. Lo sguardo innocente di una bambina ci mostra l’orrore di una barbarie senza senso.
Sono tre diversi gli appuntamenti previsti per il 25 gennaio 2026, si inizia la mattina con una marcia della pace lungo il cammino di Bonaria, di cui verrà percorso l’ultimo tratto da Monserrato a Cagliari, appuntamento ore 8 nel sagrato della Chiesa del Redentore.
“Camminare per la pace” significa compiere un gesto fisico e simbolico di condivisione, solidarietà e resistenza contro guerre e conflitti, abbattendo muri e promuovendo dialogo e rispetto, invitando istituzioni e persone a costruire un mondo più giusto. È un invito a trasformare il dolore in speranza e azione, un passo alla volta, per un futuro di convivenza civile.
Nel pomeriggio alle 17.30 sempre nella Chiesa di San Giuliano, andrà in scena “3694 – Sara, il mio nome è Sara”, con Marta Gessa, regia Gianfranco Mazzoni, produzione Il crogiuolo, il racconto da voce alla testimonianza di una sopravvissuta ai campi di sterminio. A seguire, ore 18.30 “Storia di un uomo magro”.
La vicenda racconta le dolorose vicissitudini di Vittorio Palmas, contadino – soldato, reduce della seconda guerra mondiale, deportato nel campo di concentramento di Bergen-Belsen come traditore, che si salva dai forni crematori perché magro, ma non troppo. Vittorio Palmas, classe 1913, originario del paese ogliastrino di Perdasdefogu, noto a tutti come Catzai, non c’è più. Si è spento nel 2019 all’età di 105 anni, ma la sua storia per anni conservata nel profondo del suo cuore ha trovato voce grazie al giornalista Giacomo Mameli nel libro “Il forno e la sirena” da cui è stato tratto liberamente il monologo di Floris.
Il 27 gennaio 2026, a Quartucciu, ore 17, ispirata al libro “Una campana per Adano”, la compagnia Il crogiuolo, grazie alla collaborazione tra le due parrocchie di San Pietro Pascasio, da cui partirà lo spettacolo alle ore 17 e di San Giorgio, darà vita ad una performance che vuole essere un canto di pace attraverso il suono delle campane cittadine.
Il libro narra con genuinità e toni dimessi la liberazione ei primi passi sulla via della pace di un piccolo paese siciliano nel corso della seconda guerra mondiale. Una vicenda non privata di venature ironiche e patetiche che ha come personaggio centrale un maggiore americano, Victor Joppolo, il quale si adopera per far riavere agli abitanti di Adano una campana che i fascisti hanno distrutto per ricavarne materiale bellico. La performance ambienta i fatti in Sardegna e della vicenda sceglie alcuni personaggi caratteristici che ci rammentano come i fascismi siano un pericolo ancora presente nella società.
Gli interpreti sono Carla Orrù, Daniela Musiu, Marta Gessa, Alessandro Redegoso, Dino Pinna, Giorgio Pinna, Rita Giovanna Pau, Paola Pinna, voce narrante Rita Atzeri.
Il 28 gennaio, ore 18, presso Casa Sarritzu a Quartucciu si terrà la tavola rotonda, “Genocidi nella storia e nel presente. Memoria e processi educativi”, relatori Walter Falgio per Issasco, istituto sardo per la storia dell’antifascismo e Arianna Onidi, insegnante.
Il 29 gennaio 2025 ore 20.30 a Cagliari, presso il Teatro Adriano di via Sassari andrà in scena “Zingari, l’Olocausto dimenticato” di e con Pino Petruzzelli.
«Più di 500.000 rom e sinti sono stati uccisi nei campi di sterminio nazisti – racconta Pino Petruzzelli – è una storia dimenticata. Una storia non ancora scritta. Raccontarla è un atto dovuto. Nei vari processi contro i nazisti responsabili di crimini contro l’umanità – dice ancora l’autore e interprete – primo fra tutti quello di Norimberga, mai nessuno si preoccupò di sentire la testimonianza di uno zingaro. Al processo di Gerusalemme, nonostante Eichmann si fosse dimostrato consapevole delle pratiche di deportazione degli zingari, il capo d’imputazione che riguardava questo argomento venne annullato».
Zingari: l’olocausto dimenticato, lavoro dedicato al genocidio del popolo rom e sinti durante il nazismo. Un genocidio che nasce dal pregiudizio e dal razzismo imperanti nella Germania degli anni Trenta: a Berlino il dottor Robert Ritter, direttore del Centro di Ricerche per l’Igiene e la Razza dichiara che «gli Zingari risultano come un miscuglio pericoloso di razze deteriorate» e ancora che «la questione zingara potrà considerarsi risolta solo quando il grosso di questi asociali e fannulloni sarà sterilizzato», mentre la dottoressa Eva
Justin rivelava al mondo accademico nazista, nella sua applaudita tesi, la presenza nel sangue degli zingari di un gene molto pericoloso: quello dell’istinto al nomadismo, il terribile “wandertrieb”.
«Lo spettacolo – conclude Petruzzelli con sincera adesione – vuole essere un viaggio nella memoria, alla scoperta di una pagina di storia che inspiegabilmente non trova spazio nei testi scolastici». Uno spettacolo carico di umanità e di amore per un’etnia, che nel corso degli anni più che essere sconosciuta è stata misconosciuta.
Sono previsti inoltre spettacoli nelle scuole di Quartucciu, Assemini ed Iglesias: “Senza memoria” di e con Gisella Vacca, al pianoforte Andrea Cocco, “La piccola Lanterna” una fiaba palestinese di Ghassan Kanafani, un messaggio di speranza per un futuro di pace e dialogo, con Rita Atzeri, Rahul Berardelli e Franco Siddi.










