La marcia per la Pace e la Fratellanza del 1°gennaio si è svolta continuativamente dagli anni ’80 e vuole essere una testimonianza che la città esprime per ribadire il bisogno di pace, qui e nel mondo.
Dallo scorso Capodanno il Comitato Pace e Convivenza Danilo Dolci ha voluto continuare la testimonianza con la bandiera della pace e con delle candeline sulla targa che ricorda le leggi razziali in piazza Unità. Lo ha fatto tutti i giovedì alle ore 17, dal 9 gennaio fino a Natale.
Quest’anno vogliamo dedicare la Marcia alle persone morte per il freddo in questa regione e a Stanka Hrovatin già vicepresidente dell’ANPI nazionale.
La Marcia, pur essendo una Marcia laica, fa riferimento come sempre al messaggio papale per la Giornata Mondiale della Pace che per il 2026 è “Una pace disarmata e disarmante”; papa Prevost spiega cosa vuol dire disarmata e disarmante non solo per i credenti, ma per tutti gli uomini che credono nei valori dell’Uomo e nella convivenza pacifica tra i popoli:
“Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace.. (omissis) Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e mprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza. “
Disarmante: il Papa ricorda che già 60 anni fa Giovanni XXIII diceva nella Pacem in terris: «Occorre riconoscere che l’arresto agli armamenti a scopi bellici, la loro effettiva riduzione, e, a maggior ragione, la loro eliminazione sono impossibili o quasi, se nello stesso tempo non si procedesse ad un disarmo integrale; se cioè non si smontano anche gli spiriti, adoprandosi sinceramente a dissolvere, in essi, la psicosi bellica: il che comporta, a sua volta, che al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia. Noi riteniamo che si tratti di un obiettivo che può essere conseguito. Giacché esso è reclamato dalla retta ragione.” Continua Prevost: “Fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. “
Un’ulteriore richiesta importante, il disarmo climatico: nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale. Le Forze Armate e le strutture militari sono responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. I conflitti armati sconvolgono gli ecosistemi, esauriscono le risorse naturali, inquinando l’ambiente mettono a rischio la salute del nostro pianeta per le generazioni a venire e spingono interi popoli ad emigrare.
Anche per questo chiediamo un rafforzamento delle istituzioni internazionali, soprattutto più potere all’ONU e alle istituzioni europee che incidono sulla vita e sui diritti dei cittadini .
Ritrovo:alle 15 e 30 sotto il Municipio, partenza da piazza Unità all’angolo della Prefettura, prima stazione presso la chiesa Greco-ortodossa, poi via San Nicolò, ponte Curto, seconda stazione ponte Rosso con omaggio di fiori in mare per i migranti annegati, terza stazione chiesa di san Spiridione, via Filzi e via Milano, piazza Oberdan n.4 dove furono torturate le vittime della Gestapo durante la occupazione nazista. Termine alle 17e30 per possibile partecipazione alla Messa del Vescovo alle 18.
Comitato Pace Convivenza Danilo Dolci










