Tavolo di lavoro sulla scuola pubblica.

Il tavolo si apre a partire da una constatazione condivisa: la scuola pubblica italiana attraversa una fase di trasformazione profonda, in cui si intrecciano riforme istituzionali, pratiche disciplinari, pressioni politiche e ridefinizione dei contenuti educativi.

Non si tratta di interventi isolati, ma di un insieme coerente di dispositivi che incidono sul ruolo della scuola, sulla libertà di insegnamento e sull’esperienza quotidiana di di docenti e studentə

Si propone dunque di avviare una discussione che non separi artificialmente questi fenomeni, ma li consideri come parte di un unico quadro: quello di un progressivo rafforzamento delle logiche di controllo, disciplinamento e indirizzo ideologico all’interno delle istituzioni scolastiche.

In questo senso, il primo nodo da affrontare riguarda il mutamento del paradigma disciplinare.

Le recenti modifiche al peso del voto in condotta, l’introduzione di strumenti sanzionatori più incisivi e il rafforzamento della dimensione punitiva della valutazione sollevano interrogativi sulla natura stessa della scuola:
• è ancora uno spazio educativo orientato alla crescita critica, oppure
• si sta configurando come un ambiente regolato da logiche sempre più affini al controllo disciplinare?

Il tavolo intende interrogarsi su come queste misure incidano sulla relazione educativa e sulla possibilità per gli studentə di esercitare autonomia e partecipazione.

Parallelamente, emerge la questione della crescente “giuridificazione” della scuola.

L’introduzione di sanzioni penali ed economiche più severe nei confronti di studentə e delle famiglie, così come il ricorso sempre più frequente a strumenti normativi per regolare i conflitti interni, rischia di spostare l’asse dalla mediazione educativa alla gestione securitaria.

Ci si chiede se questo produca un miglioramento reale del clima scolastico o, al contrario, un suo irrigidimento.

Un ulteriore punto di discussione riguarda l’espansione del controllo esterno sulla didattica.

Le proposte normative che rafforzano il ruolo delle famiglie nel determinare contenuti e attività – in particolare su temi considerati “sensibili” – pongono una tensione evidente con il principio costituzionale della libertà di insegnamento.

Il tavolo si propone di discutere fino a che punto sia legittimo il coinvolgimento delle famiglie e dove invece esso rischi di tradursi in una forma di censura preventiva.

In questo quadro si inserisce anche la questione, sempre più dibattuta, del cosiddetto “contraddittorio obbligatorio” su temi controversi.

L’idea che ogni argomento debba essere necessariamente presentato attraverso posizioni contrapposte viene qui problematizzata:
• si tratta davvero di una garanzia di pluralismo, oppure può trasformarsi in un vincolo che limita la libertà didattica e impone una falsa equivalenza tra posizioni non equivalenti sul piano scientifico o etico?

Il tavolo intende approfondire le implicazioni di questa impostazione, soprattutto nei casi in cui essa venga utilizzata per limitare la trattazione critica di questioni politiche e sociali.

A questo proposito, si ritiene necessario affrontare apertamente la crescente difficoltà nel trattare liberamente temi di attualità internazionale, inclusi conflitti in corso e crisi umanitarie.

In particolare, si segnala come in diversi contesti scolastici emergano pressioni – esplicite o implicite – che scoraggiano o limitano la discussione su questioni come il genocidio in corso a Gaza o l’aggressione a stati sovrani quali il Venezuela e l’Iran.

Il tavolo si propone di interrogarsi su quali siano oggi i confini della libertà di insegnamento su temi “caldi” e su quali strumenti siano necessari per garantirla effettivamente.

Un capitolo centrale della discussione riguarda inoltre il processo di crescente integrazione tra scuola, apparati militari e industria della difesa, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali.

Le attività di orientamento, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), le collaborazioni con soggetti esterni e la presenza diretta delle forze armate nelle scuole pongono interrogativi rilevanti: quale modello di cittadinanza e di lavoro viene promosso? In che misura queste pratiche influenzano l’autonomia educativa delle istituzioni scolastiche? E quali effetti producono sulla formazione critica degli studenti?

Il tavolo intende discutere anche il rischio che tali dinamiche contribuiscano a una trasformazione della scuola in senso sempre più funzionale alle esigenze produttive e strategiche dello Stato, a scapito della sua funzione di responsabilizzazione.

Vogliamo una scuola libera, critica e partecipativa.

Partecipa al dibattito e costruiamo insieme una scuola diversa.

Ti aspettiamo SABATO 11 APRILE ORE 17:00
Casa del Popolo Rosa Luxemburg
Via Argentiera 14, Cagliari