Con l’inaugurazione della nuova sede di Medicina Democratica nasce un punto di riferimento aperto al territorio e alle sue associazioni sui temi del diritto alla salute e del sociale.
Con l’inaugurazione della nuova sede Nazionale di Medicina Democratica, in via Carlo Imbonati 23, da ieri la città di Milano, e in particolare, la zona Maciachini-Municipio 9, ha un nuovo punto riferimento aperto alla cittadinanza: “ Siamo qui, a disposizione del territorio e delle organizzazioni attive sui temi della salute e del sociale per collaborare a iniziative che sappiano intercettare i bisogni delle persone, soprattutto in riferimento al diritto alle cure e alla salute, a problematiche sociali specifiche, quali, fra le altre, la condizione degli anziani, il disagio minorile, e a quelle particolari legate alla multietnicità di questa area”, ha dichiarato Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica.
Tantissime le persone convenute e tanti i momenti emozionanti vissuti dalle decine di soci, alcuni presenti dalla prima ora: l’apertura della nuova sede avviene infatti a 50 anni dalla costituzione di Medicina Democratica, a maggio del 1976, quasi un regalo davvero particolare, perché si tratta di locali che Medicina Democratica ha avuto in concessione grazie al bando comunale per il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata.

“Ne siamo particolarmente orgogliosi e ringraziamo la Municipalità – ha aggiunto Caldiroli – in particolare i tecnici dell’Ufficio Spazi sociali e Immobili Confiscati alla criminalità organizzata (Direzione Welfare e Salute) per la collaborazione e la disponibilità, perché l’impegno e il sacrificio fatti per rimetterli in sesto e dotarli dei servizi anche tecnologici ci consentiranno di organizzarci al meglio con le associazioni di riferimento per rispondere alle diverse esigenze delle persone.”
Riconoscimento che è stato testimoniato dagli interventi dei rappresentanti istituzionali, quali Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare del Comune di Milano e Michele Stimola, consigliere del Municipio 9, intervenuto in rappresentanza della Presidente Anita Pirovano. “Uno spazio recuperato, rinnovato e a disposizione dei milanesi per il loro diritto alla salute”, questo il messaggio forte scaturito dai diversi interventi: molti rappresentanti delle associazioni hanno già espresso la disponibilità e la volontà di trovare forme di collaborazione con Medicina Democratica e hanno evidenziato, nello specifico, le caratteristiche multietniche del quartiere, che richiedono interventi particolari. Hanno sottolineato infatti che occorre trovare modalità adeguate per prendere contatto con i migranti, con persone che vengono da altri continenti e culture, che non solo parlano altre lingue, ma non hanno contezza dei nostri sistemi amministrativi, burocratici, in particolare con quelli connessi alla sanità e ai servizi sociali. “Tutte le attività e collaborazioni” ha aggiunto Caldiroli “saranno svolte a titolo gratuito, così come pure l’utilizzo dei nostri spazi: i programmi e le aperture saranno disponibili anche sul sito www.medicinademocratica.org.“
L’inaugurazione è stata anche occasione per annunciare l’imminente appuntamento dell’XI Congresso di Medicina Democratica, previsto dal 17 al 19 aprile, all’Auditorium Teresa Sarti Strada, Viale Cà Granda 19, con il patrocinio del Municipio 9.











