[Effimera] – Manifestazione nazionale delle realtà sociali, a Torino, 31 gennaio 2026. Decine di migliaia di persone (50mila) si radunano in tre concentramenti diversi per convergere verso un unico corteo. A un mese e mezzo dallo sgombero del C.S. Askatasuna, diffusa è la voglia di non rassegnarsi. Verso sera, dopo una lunga manifestazione, in Viale Regina Margherita, dove si trova la sede del “fu” Centro Sociale, “difeso” ora (come dice un solerte cronista televisivo, forse con inconsapevole ironia) dalla stessa polizia che l’aveva sgomberato, iniziano gli scontri con le forze dell’ordine che, di fronte a lanci di petardi e fuochi d’artificio, cercano di allontanare parte del corteo e di sgomberare l’area con idranti e uso massiccio di lacrimogeni (anche ad altezza d’uomo). Come ci ricorda benissimo in questo commento Salvatore Palidda [collaboratore anhe della nostra agenziandr], giornali e televisioni hanno fatto a gara a descrivere le azioni degli antagonisti violenti. Il ministro Crosetto ha fatto circolare, in serata, un video dove un poliziotto viene aggredito da una decina di manifestanti, buttato a terra e colpito persino con un martelletto: una scena, che non avremmo voluto vedere e che ha ricordato, purtroppo, i pestaggi polizieschi fatti a Genova 2001 e in altre numerose occasioni. La situazione è stata raccontata in modo impeccabile da una giornalista de il Manifesto, Rita Rapisardi, che era sul luogo. Una ricostruzione del contesto, del clima, dei fatti diversa da ciò che emerge dal video. Qui (e sotto il commento di Palidda) la testimonianza di Rapisardi (grazie a lei e grazie a il Manifesto anche da Pressenza)_
Come commentano tanti che c’erano o che hanno seguito lo svolgimento della manifestazione di Torino per Askatasuna, tutti i media non fanno che parlare degli “scontri”, delle “violenze inaudite” di black bloc, del poliziotto vittima di un “massacro fascista” da parte dei violenti, subito confortato di persona dalla sig.ra Meloni e dalla telefonata del presidente Mattarella al ministro Piantedosi.
Si occulta così la partecipazione di circa 50 mila persone venute da tutt’Italia e forse anche dall’estero. Alcuni media scrivono persino che c’era una sorta di internazionale di black bloc. Non si parla invece dei pestaggi da parte delle forze dell’ordine su manifestanti assolutamente
pacifici (vedi queste immagini: 1 e 2. )
E non si parla delle brutalità delle polizie durante lo sgombero e poi la militarizzazione totale del quartiere Vanchiglia sino all’obbligo per i residenti di esibire i documenti per l’accesso a tuttal’area istituita come zona rossa con grate alte 3 metri (vedi Osservatorio Repressione).
Come racconta qualche cronaca (vedi ilmanifesto e Osservatorio Repressione e qualche altro commento su facebook) il dispositivo delle polizie era abnorme e postato in modo di puntare sul disordine, usando migliaia di lanci di lacrimogeni, idranti, barriere ecc.
Tanti commenti seguono la tesi volta a dividere fra “pacifici e violenti”, fra “buoni e cattivi”, negando così che da sempre nella manifestazioni ci possono essere militanti che cercano di reagire con modalità estreme contro le polizie, soprattutto dopo aver subito brutalità da parte di queste.
Peraltro, come mostrano diversi momenti della sequenza delle immagini della diretta Live Torino, questi nominati black bloc non osano mai attaccare veramente le polizie.
E a ben guardare questa sequenza delle immagini della diretta Live Torino si ha l’impressione che le polizie abbiano appunto giocato al disordine: non hanno attaccato i manifestanti come avrebbero potuto, hanno lasciato incendiare un furgone della PS, e spesso stavano a guardare tranne quando alcuni agenti si sono passati il piacere di bastonare a sangue qualche manifestante pacifico.
Insomma non si è forse visto anche in questo caso il gioco del disordine tipico per il rilancio della campagna allarmistica al fine poi di legittimare una nuova normative super repressive come hanno prontamente promesso la sig.ra Meloni e il ministro Piantedosi?
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