Sabato 24 gennaio ha avuto inizio la Quarta Assemblea del Forum Umanista Mondiale con la partecipazione di una grande pluralità culturale di attivisti, organizzazioni e istituzioni.

La sfida lanciata nel titolo dell’evento era “Superare l’incertezza e la crisi mondiale: l’umanità in azione”.

Il convegno è iniziato con una riflessione volta a sentire e onorare la propria umanità e quella degli altri, guidata da Rose Neema Onyango dal Kenya e Michael Cameron dagli Stati Uniti. Con la convinzione derivante dalla sua lunga esperienza come attivista, Rose ha sottolineato: “Nella nostra tradizione umanista, riconosciamo che dentro ogni essere umano abita una ‘Forza’. Non si tratta di una forza soprannaturale, ma della forza vitale della vita, dell’intenzione e della direzione storica. È la forza che permette a uno studente di opporsi a un regime e a un insegnante di ispirare un’intera generazione”.

E Michael ha aggiunto: “Non ci riuniamo nel vuoto. Ci riuniamo in un momento di incertezza globale. Riconosciamo le ombre: la corruzione sistemica che prosciuga il sangue vitale delle nostre comunità, la violenza che lascia cicatrici nelle nostre terre e la confusione che porta allo scoraggiamento sociale”.

Rose ha proseguito con voce calma ma ferma: “Riconosciamo di essere gli artefici del futuro. Non c’è alcun destino scritto nelle stelle che non possiamo riscrivere con le nostre mani”.

“Che oggi possiamo trovare la lucidità necessaria per vedere oltre l’epoca della confusione. Che possiamo trovare il coraggio di passare dalle parole all’Umanità in Azione. Onoriamo il meglio di ciascuno di noi: la resilienza dei giovani, la saggezza degli anziani e lo spirito creativo degli artisti”, ha chiesto con i suoi migliori sentimenti il giovane americano.

Dopo alcuni brevi momenti di raccoglimento, la meditazione si è conclusa con l’esortazione affinché il cuore dei partecipanti pronunciasse le parole: “Sento l’umanità che c’è in me e vedo la stessa umanità in tutti voi. Questo è l’orizzonte comune. Questa è l’umanità in azione”.

Da lì in poi, la giornata è proseguita con la proiezione dei resoconti di due importanti attività svolte nell’ambito del Forum Umanista Mondiale. Adoch Fortunate, dall’Uganda, ha riferito sul Seminario Umanista dell’Africa Orientale, che ha riunito partecipanti provenienti da Uganda, Tanzania, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Sudan e Kenya. Il seminario è stato sostenuto da umanisti provenienti da Islanda, Gran Bretagna, Spagna, Argentina, Cile e Stati Uniti.

È stata poi presentata la relazione preparata dagli studenti dell’Università di Baguío City, nelle Filippine, sotto la guida della dott.ssa Genevieve B. Kupang, sul Forum internazionale “I movimenti generazionali possono porre fine alla corruzione sistemica”, che ha visto la partecipazione di studenti, accademici e attivisti provenienti dalle Filippine, dall’Indonesia e dal Nepal.

Per avviare le discussioni successive, uno dei membri del Segretariato del Forum Umanista Mondiale, Antonio Carvallo, ha presentato un’analisi della situazione mondiale attuale, sottolineando che “guidato da una direzione evolutiva verso un adattamento crescente, il mondo sociale deve articolare una triplice risposta nel rapporto con l’ambiente, nel rapporto tra gli esseri umani e nel rapporto con noi stessi.

Se si osserva la situazione globale, è evidente che il sistema attuale non fornisce risposte adeguate a nessuno di questi indicatori”.

Le ideologie prevalenti mettono il denaro e la speculazione finanziaria al di sopra dei diritti umani, della vita umana, della vita della natura. Ideologie che giustificano il genocidio, l’espropriazione e l’eliminazione di intere nazioni, come in Palestina, ha aggiunto.

Dopo aver raccontato il percorso che ha portato a questo momento storico in cui il multilateralismo ha preso chiaramente il sopravvento, lo studioso umanista ha affermato: “Non tutto è negativo. Dal mondo che sta morendo ci saranno elementi recuperabili e altri che sarà necessario elaborare, progettare e sviluppare nel più colossale sforzo di adattamento crescente nella storia dell’umanità. Noi umanisti siamo ottimisti. Crediamo che nella misura in cui i diritti umani di tutti vengono rispettati, il mondo si umanizza”.

Ha concluso il suo intervento dicendo: “Noi esseri umani siamo trasformatori del mondo e, di conseguenza, di noi stessi. Nel mezzo del caos dobbiamo affermare la nostra umanità. Le donne e gli uomini che ci hanno preceduto hanno sempre dovuto affrontare le avversità, con maggiore o minore intensità, ma sono sempre riusciti a superarle. Come Ulisse, dobbiamo sopravvivere al canto mortale delle sirene e continuare il nostro viaggio verso il mondo futuro.

Questa è la rotta e il messaggio da non dimenticare e da comunicare sempre con la certezza dell’esperienza di ‘tutto il bene che è successo a noi e alle persone che ci sono vicine’”, ha concluso.

La sessione si è poi divisa in gruppi per la generazione di posizioni e proposte umaniste di fronte alla situazione attuale. La prima sfida è stata vinta. Il sentimento dei partecipanti era unanime. Nonostante le difficoltà del momento, il futuro è aperto.

Nella seconda giornata dell’Assemblea, domenica 25, l’obiettivo era quello di consolidare le conclusioni emerse in una decisa azione collettiva attraverso il lavoro in 17 tavoli tematici specifici. Allora sarà pienamente compreso il significato dello slogan principale: “L’umanità in azione”.


Traduzione dallo spagnolo di Stella Maris Dante. Revisione di Thomas Schmid.