Con le mani si fa la carta pesta, si dipinge, si strappano le erbacce e si pianta il prezzemolo, ma ci sono anche tante attività motorie, danza compresa, in cui è centrale l’uso di tutto il corpo. E non manca la musica anche quella con i tamburi africani.
Parliamo delle tante attività a cui partecipano i bambini e le bambine coinvolti nel progetto “Giovani e Genitori al centro”, attivato tre anni fa, nel contesto del bando per le comunità educanti dell’Impresa Sociale “Con i bambini”, per affrontare l’emergenza educativa a Librino. Un progetto che si pone in continuità con il lavoro iniziato, sin dal 2014, dal Polo di educazione interculturale.
Anche adesso a portare avanti il progetto è stata una rete di scuole, associazioni e realtà produttive, molte delle quali di nostra conoscenza per l’impegno profuso nell’area, da Talitàkum a Musicainsieme a Librino, da HdueO al COPE, una organizzazione nata per realizzare progetti di cooperazione con paesi africani ma ormai molto presente in realtà locali problematiche, che ha coordinato il progetto. E di cui fa parte Carmela D’Agostino, responsabile del progetto.
Non tutti i soggetti della rete sono radicati a Librino, ad esempio ne fanno parte l’Associazione Musicale Etnea e la scuola De Amicis di Tremestieri, proprio con l’intento di evitare la ghettizzazione e favorire l’apertura a realtà differenti, che – a loro volta – impareranno a conoscere il quartiere dal vivo, con i suoi limiti ma anche i suoi pregi.
L’Istituto Comprensivo Rita Atria, con la dirigente Concetta Patrizia Tumminia e il suo attivissimo braccio destro Melita Cristaldi, è al centro di questa esperienza, che ha la sua sede principale nella Nuova Masseria Moncada trasformata in Polo delle Arti.
In questi anni di lavoro sul territorio si è fatta sempre più chiara la necessità di coinvolgere maggiormente le famiglie. E’ nata la sartoria sociale, di cui Argo ha già parlato, una esperienza che prosegue e si amplia, e in cui le donne – sotto la guida della loro istruttrice, Naida Begeta – trovano spazio per imparare a cucire e per stare insieme dedicandosi ad un’attività creativa.
Adesso stanno realizzando delle borse che poi i bambini dipingono a loro gusto: nascono così oggetti originali ed unici che consolidano l’alleanza tra adulti e bambini, genitori e figli. E che portano all’esterno il logo della sartoria, i cui prodotti cominciano ad essere conosciuti e a trovare mercato.
Per coinvolgere le famiglie nel progetto “Giovani e Genitori al Centro” sono stati organizzati incontri con le mamme e i papà, ma soprattutto feste, momenti di socializzazione, di comunità, con le torte fatte in casa a testimoniare in modo semplice l’apertura agli altri e la disponibilità a condividere.
Ieri è stato ufficializzato un passo ulteriore, la nascita di AGO, Associazione Genitori e Oltre, composta da un gruppo di mamme, con il supporto – per adesso – di un solo papà. Un piccolo passo, un inizio più che un punto di arrivo, la prima tappa di un lavoro lento e difficile che deve essere portato avanti con impegno e speranza ma senza false illusioni. Ne sono consapevoli, Luisa Di Mauro, che di AGO è la presidente, e suo marito Alessandro, che hanno tre figli in uno dei plessi della Rita Atria e hanno scelto di dare il loro contributo “alla costruzione di un futuro migliore per i nostri figli e per tutti i bambini”.
Ad AGO la scuola ha riservato anche una saletta della Masseria, che le stesse mamme (e il papà, con le sue preziose competenze) hanno provveduto a sistemare e a rendere accogliente. Per incontri più affollati saranno comunque disponibili gli altri locali della scuola, una scuola sempre aperta a tantissime iniziative.
Che Librino non sia una realtà isolata lo dimostra anche la presenza, alla masseria, di Diala Brisly, artista nata in Kwait da genitori siriani e oggi residente a Francia, che ha realizzato per la Masseria -insieme ai ragazzi – un murale, che si aggiunge ad altri che abbelliscono la scuola e che, che proprio ieri, nel giorno di inaugurazione della associazione dei genitori, ha ricevuto anch’esso il suo battesimo.
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