Le organizzazioni firmatarie esprimono grave preoccupazione per la continua persecuzione del difensore dei diritti umani ucraino Yurii Sheliazhenko, obiettore di coscienza al servizio militare. Attualmente egli è esposto al grave rischio di essere arrestato e arruolato con la forza nell’ambito del sistema ucraino di registrazione militare universale, che viene applicato attraverso misure coercitive quali detenzioni arbitrarie e trasferimenti forzati agli uffici di leva. Tali pratiche costringono di fatto gli obiettori di coscienza ad agire contro le loro convinzioni e violano direttamente l’articolo 18(2) dell’ICCPR, che proibisce la coercizione che compromette la libertà di pensiero, coscienza e religione.

In risposta ai suoi ricorsi contro la convocazione ricevuta recentemente a Natale, Yurii Sheliazhenko ha ricevuto una comunicazione da diverse autorità[1], che affermano tutte per iscritto che in Ucraina non è riconosciuta l’obiezione di coscienza al servizio militare in tempo di guerra. La segreteria del Commissario parlamentare per i diritti umani Dmytro Lubinets ha risposto a un reclamo in merito affermando che «la mobilitazione da parte dello Stato ucraino è l’unica misura necessaria e urgente per prevenire l’aggressione da parte di un altro Stato, durante la quale è esclusa la possibilità di un servizio alternativo (poiché la mobilitazione stessa non ha semplicemente lo scopo di svolgere il servizio militare, ma di proteggere la patria dall’invasione militare da parte di un altro Stato). Allo stesso tempo, la legislazione vigente prevede la punibilità delle persone colpevoli di violare la legislazione sul dovere militare e sul servizio militare”.

Ciò viola gli standard internazionali e costituisce una grave violazione del diritto di coloro che rifiutano di prestare servizio militare per motivi di coscienza. La storia di altri paesi offre infatti esempi di buone pratiche relative alle disposizioni sul servizio alternativo durante i conflitti armati.[2]

L’obiezione di coscienza al servizio militare è un diritto umano sancito dall’articolo 18 dell’ICCPR sulla libertà di pensiero, coscienza e religione[3] e dall’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Secondo il diritto e gli standard internazionali in materia di diritti umani, il diritto all’obiezione di coscienza si applica sia in tempo di guerra che in tempo di pace, come riconosciuto dal Comitato per i diritti umani.[4] L’articolo 4, paragrafo 2, dell’ICCPR non consente alcuna deroga agli obblighi di uno Stato firmatario in merito all’articolo 18 sulla libertà di pensiero, coscienza e religione, anche in caso di emergenza pubblica che minacci la vita della nazione.[5]

Secondo i rapporti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, diversi obiettori di coscienza in Ucraina sono già stati torturati e imprigionati.[6]

La violazione del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare può anche minare i principi democratici che garantiscono la sopravvivenza di una società inclusiva, piuttosto che opprimere una parte di cittadini che cercano e sostengono, ad esempio, alternative alla guerra per ristabilire la pace e garantire il benessere della loro comunità.

Ø Esortiamo le autorità ucraine a cessare la persecuzione degli obiettori di coscienza nel Paese e in particolare del sig. Sheliazhenko, che dal 1998 ha dichiarato pubblicamente di essere obiettore di coscienza, e invitiamo il governo a smettere di criminalizzare coloro che esercitano il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare.

Ø Esortiamo le autorità ucraine a ritirare l’accusa di presunta “giustificazione dell’aggressione russa” contro il sig. Sheliazhenko[7] a causa delle sue dichiarazioni pacifiste, in cui ha invocato la resistenza nonviolenta all’aggressione russa e l’ha condannata insieme a tutte le altre guerre, e a garantire che la sua libertà di espressione e i suoi diritti siano protetti dalle leggi ucraine, in linea con gli standard internazionali.

Il caso del sig. Sheliazhenko è stato precedentemente incluso in una comunicazione dei Relatori speciali sui diritti alla libertà di riunione pacifica e di associazione, sulle questioni relative alle minoranze e sulla libertà di religione o di credo.[8] Il caso di Sheliazhenko, la comunicazione dei Relatori Speciali e la risposta delle autorità ucraine sono stati evidenziati anche dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, nella sua relazione sull’obiezione di coscienza al servizio militare, e in particolare nel capitolo intitolato “Astenersi dal limitare indebitamente i diritti umani di coloro che rappresentano o difendono i diritti degli obiettori di coscienza”.[9] Il suo caso è stato evidenziato anche nel rapporto annuale 2023/2024 di Amnesty International.[10]

Ø Facciamo appello alla comunità internazionale perchè intraprenda tutte le azioni necessarie per garantire che i difensori dei diritti umani e gli attivisti per la pace non siano criminalizzati per le loro azioni a favore della pace e della nonviolenza; inoltre, che il diritto all’obiezione di coscienza sia pienamente applicato in linea con gli standard internazionali e che agli obiettori di coscienza sia fornita la necessaria protezione contro la persecuzione nel loro paese d’origine, anche con l’asilo.

Il sig. Sheliazhenko è un accademico, segretario esecutivo del Movimento pacifista ucraino (organizzazione aderente alla War Resisters International fondata nel 1921) e membro del consiglio direttivo dell’Ufficio europeo per l’obiezione di coscienza[11] e di World Beyond War.

 

Organizzazioni firmatarie (in ordine alfabetico)

Agir pour la Paix – Belgio

Aktive Arbeitslose Österreich – Austria

Anglican Pacifist Fellowship

Another Development Foundation

Artist for Peace – Svezia

Aseistakieltäytyjäliitto (AKL) – Finlandia

Association of Conscientious Objectors – Grecia

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23) – Italia

Associazione Nazionale Giuristi Democratici – Italia

Board of Green Alternative e.V.

BOCS Civilization Planning Foundation – Ungheria

Bottna för Fred (Bottna for Peace) – Svezia

Bund für Soziale Verteidigung (Federation for Social Defence)

Bundesvereinigung Opfer der NS-Militärjustiz e.V. – Germania

Campaign for Nuclear Disarmament – Regno Unito

Center for Global Nonkilling

Center for Nonviolent Action, Lausanne – Svizzera

Center on Conscience & War – USA

Centre d’Estudis per la pau JM Delàs – Spagna

Church and Peace e.V. (European Ecumenical Peace Network)

Community of Christ British Isles Mission Centre

Connection e.V.

Conscientious Objection Initiative – Cipro

Conscientious Objection Watch – Turchia

Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo – Italia

Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience

De Nieuwe Vredesbeweging – Olanda

Deutsche Friedensgesellschaft – Vereinigte KriegsdienstgegnerInnen Frankfurt – Germania

DFG-VK – Germania

Dhesarme – Brazilian Action for Humanitarian Disarmament – Brasile

DiEM25

EAK – Germania

European Bureau for Conscientious Objection (EBCO)

Falu United Nations Association – Svezia

FemArtAct social cooperative – Grecia

Folk mot DCA – Svezia

Forum Friedensethik in the Protestant Church of Baden – Germania

Forum Nord-Sud – Belgio

Friedensinitiative Hersfeld-Rotenburg

Friedenszentrum Braunschweig e.V.

gewaltfrei grün e.V. (non-violent green association)

Global Strategy of Nonviolence – USA

Global Veterans Peace Network

Halte aux guerres, halte à la guerre sociale – Belgio

Independent and Peaceful Australia network – Australia

Institute of Peace and Law – Ucraina

International Fellowship of Reconciliation (IFOR)

International Peace Bureau

Internationale der Kriegsdienstgegner*innen (IDK)

Internationaler Versöhnungsbund – österreichischer Zweig (IFOR branch) – Austria

Internationaler Versöhnungsbund e.V. (IFOR branch) – Germania

Iona Community

ISP VIENNA – AbFaNG – Austria

Kerk en Vrede – Olanda

La Acción Colectiva de Objetores y Objetoras de Conciencia (ACOOC) – Colombia

Lay Down Your Arms – Norvegia & Svezia

Le Cercle de libre Pensée – Kring voor het Vrije Denken (CLP-KVD)

Le Mouvement de la Paix – Francia

Leuven Peace Movement – Belgio

Lex Innocentium 21st Century – Irlanda

Meeting of Friends of Ukraine – Ucraina

MERA25 – Italia

Mesarvot – Israele

MIR France (IFOR branch) – Francia

Montreal for a World Beyond War – Canada

Movimento Internazionale della Riconciliazione – MIR Italy (IFOR branch) – Italia

Movimento Nonviolento – Italia

Netzwerk Friedenssteuer e.V. – Germania

No to war – no to NATO

Nouveaux Droits de l’Homme – Cameroon

Observatorio de Militarismo – Colombia

Ökopax e.V. Würzburg – Germania

Our House – Bielorussia & Lituania

Pax Christi Inghilterra & Galles

Pax Christi Fiandre

Pax Christi Germania

Pax Christi Rhein-Main – Germania

PDF-Africa – Uganda

Peace and Social Concerns committee of Ottawa Quakers – Canada

Peace SOS – Olanda

Post-Soviet Left

Presbyterian Peace Fellowship – USA

Public Council of the South Coast of the Gulf of Finland

Quaker Council for European Affairs

Quäker-Hilfe e.V. – Germania

Quakers in Fiandre

Re-Imagining New Communities

Religious Society of Friends (Quakers) – Olanda

School of the Americas Watch (SOAW) – Cile

September 11th Families for Peaceful Tomorrows – USA

SERAPAZ – Messico

Service Civil International (SCI)

Stop Fuelling War Cessez d’alimenter la guerre

Stop the War Coalition

Stop the War Coalition Filippine

Stop Wapenhandel – Olanda

Stoparmy Movement – Russia

Sustainable Peace and Development Organization (SPADO)

Svenska fredskommitten Göteborg – Svezia

Swedish Peace and Arbitration Society – Svezia

Swedish Peace Committee – Svezia

The Association of Conscientious Objectors – Grecia

The Center on Conscience & War – USA

The Fellowship of Reconciliation England and Scotland (IFOR branch) – Regno Unito

The Peace Committee of The Swedish Society of Friends – Svezia

The Peace Institute, Ljubljana – Slovenia

The Peace Movement of Orust – Svezia

transform! Italia – Italia

Transnational Institute

Ukrainian Pacifist Movement – Ucraina

Un ponte per – Italia

Victoria Peace Coalition – Canada

Vrede vzw (Belgian Peace organisation) – Belgio

Vredesactie – Belgio

Vredesbeweging Pais (Dutch section of War Resisters International) – Olanda

War Resisters’ International (WRI)

WILPF Bergen – Norvegia

Women Against Nuclear Power – Finlandia

Women for Peace – Finlandia

World BEYOND War

World BEYOND War Irlanda

World Without War – Corea del Sud

[1] Autorità tra cui Stanislav Kulish, direttore del Dipartimento per il monitoraggio del rispetto dei diritti nel settore della difesa e dei diritti dei veterani e del personale militare, dei prigionieri di guerra e dei loro familiari presso il Segretariato del Commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada dell’Ucraina, il colonnello Serhii Kalugin, comandante del Centro di coscrizione territoriale del distretto di Pechersk nella città di Kiev, e Taras Kovalchuk , vicecapo della terza divisione investigativa della Direzione territoriale dell’Ufficio investigativo statale con sede nella città di Kiev.

[2] “Obiezione di coscienza in tempo di guerra e altre emergenze nazionali”, Rapporto annuale EBCO 2024, pagine 199-204. https://ebco-beoc.org/sites/ebco-beoc.org/files/2025-06-05-EBCO_Annual_Report_2024.pdf

[3] Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Comunicazione n. 1642-1741/2007, Jeong et al. contro Repubblica di Corea (CCPR/C/101/D/1642-1741/2007), 27 aprile 2011, paragrafo 7.3. https://juris.ohchr.org/casedetails/1637/en-US

[4] Ad esempio, CCPR/CO/82/FIN, 2 dicembre 2004, paragrafo 14. http://undocs.org/CCPR/CO/82/FIN

[5] Vedi anche: Amy Maguire, “Perché vietare agli uomini di lasciare l’Ucraina viola i loro diritti umani”, The Conversation, 8 marzo 2022.

https://theconversation.com/why-banning-men-from-leaving-ukraine-violates-their-human-rights-178411

E “Diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione o credo, Scheda informativa per il settore pubblico”.

https://www.ag.gov.au/rights-and-protections/human-rights-and-anti-discrimination/human-rights-scrutiny/public-sector-guidance-sheets/right-freedom-thought-conscience-and-religion-or-belief#can-the-right-to-freedom-of-thought-conscience-and-religion-or-belief-be-limited

[6] https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/42nd-periodic-report-human-rights-situation-ukraine-1-december-2024-31 (paragrafi 85, 86)

https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/41st-periodic-report-human-rights-situation-ukraine-1-september-30 (paragrafi 90, 91)

https://rm.coe.int/memorandum-on-human-rights-elements-for-peace-in-ukraine-by-michael-o-/1680b678ec (paragrafi 49, 50)

[7] Il sig. Sheliazhenko è accusato ai sensi dell’articolo 436-2 (2) del Codice penale ucraino, che prevede pene fino a 5 anni di reclusione e la confisca dei beni, per aver inviato al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy una dichiarazione pacifista intitolata “Agenda di pace per l’Ucraina e il mondo” (https://www.civilni.media/235/). La dichiarazione contiene, oltre al sostegno alla condanna dell’aggressione russa da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, un appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto armato affinché rispettino i diritti degli obiettori di coscienza, consentano loro di opporsi alla guerra in modo nonviolento e non demonizzino il nemico al punto da escludere qualsiasi negoziazione, cosa che, secondo l’accusa, “giustificherebbe l’aggressione russa”. La casa di Yurii è stata perquisita, il suo smartphone e il suo computer sono stati sequestrati nel 2023, è stato agli arresti domiciliari fino al febbraio 2024 e il processo, rinviato numerose volte, continua ancora oggi.

[8] AL UKR 1/2023, 8 novembre 2023, pagg. 5-6. https://spcommreports.ohchr.org/TMResultsBase/DownLoadPublicCommunicationFile?gId=28562

[9] A/HRC/56/30, 23 April 2024, paragrafo 45. https://docs.un.org/en/A/HRC/56/30

[10] https://www.amnesty.org/en/documents/pol10/7200/2024/en/ p. 385.

[11] https://ebco-beoc.org/ebcoboard