L’esercito israeliano ha dichiarato che non intende aprire il valico di Rafah al movimento di persone nelle due direzioni. Una misura vendicativa per impedire il ritorno di gazawi dall’Egitto e vietare il trasferimento di migliaia di malati e feriti per cure all’estero.

Secondo il Dott. Muhammad Abu Salmiya, Direttore del Complesso Medico Al-Shifa “circa il 50% dei pazienti sottoposti a dialisi renale è morto e si continuano a registrare decessi giornalieri a causa della carenza di oltre il 70% dei loro farmaci. La stessa sorte tocca ai malati di cancro. Si muore di meno sotto le bombe, ma la chiusura dei valichi ha provocato morti e aggravamenti delle condizioni sanitarie della popolazione assediata”. Il genocidio continua con altri metodi.

Università di Beir Zeit

Università di Beir Zeit. Hannak, Wikimedia Commons

Irruzione militare israeliana nell’università di Beir Zeit, in Cisgiordania. Una violazione grave che ha portato al ferimento di 11 studenti. I soldati hanno sparato pallottole da guerra all’interno delle aule universitarie, senza alcuna resistenza da parte di insegnanti e studenti. Al momento dell’aggressione vi erano all’interno della struttura 8.000 studenti. Le truppe hanno divelto il portone di ingresso principale e arrestato il vice rettore, Assem Khalil. “Una condotta repressiva che non condizionerà la nostra volontà di esplorare il mondo della conoscenza, contro ogni tentativo di sopprimere la volontà del nostro popolo di aspirare all’indipendenza e alla libertà e mettere fine all’occupazione coloniale”, ha detto il rettore in una conferenza stampa improvvisata, subito dopo il ritiro dei soldati invasori.