Riceviamo e pubblichiamo

Siamo persone che in questi anni si sono battute per cambiare radicalmente Torino, per renderla una città vivibile socialmente e ambientalmente, per sviluppare la partecipazione popolare e la socialità, per impedire che venisse modificata in peggio. Riteniamo che le linee fondamentali attorno a cui dovrebbe svilupparsi la città siano:

– lo sviluppo della partecipazione e del potere reale dei cittadini e dei corpi sociali intermedi superando l’attuale paralizzante e arcaica concentrazione di potere impermeabile alle istanze dal basso.

– lo sviluppo di posti di lavoro stabili e di qualità’ nel pubblico e nel privato, a partire dalle attività lavorative che fanno capo al Comune di Torino. Il concorso allo sviluppo sul territorio di attività produttive che siano utili per la popolazione e per l’ambiente. Il rifiuto di un’economia cittadina basata sulla produzione delle armi: nessun sostegno alla riconversione delle produzioni dal settore civile al settore militare.

– la cura e lo sviluppo del tessuto delle relazioni sociali ad ogni livello intrecciate con politiche finalizzate alla giustizia sociale, contro le discriminazioni genere e di razza, per la salvaguardia dei diritti dei migranti e la loro piena inclusione nella vita della città.

– la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento della qualità urbana intrecciata con lo sviluppo di un modello produttivo finalizzato alla lotta al cambio climatico. Centrale a questo scopo è l’ampliamento/realizzazione di una rete di trasporto pubblico capillare, ecologica e a basso costo, a partire dalle periferie

– lo sviluppo e la diffusione della conoscenza e della cultura connessa alla forte attenzione alla qualità e corretta remunerazione di ogni lavoro necessario in città.

– il pieno sviluppo dei diritti sociali quali la salute, l’istruzione, l’abitare, l’assistenza da soddisfarsi in forma pubblica e partecipata intrecciato con lo sviluppo dei diritti civili e dell’inclusione.

– la progettazione del disegno urbanistico della città finalizzato allo sviluppo della bellezza, al miglioramento dell’ambiente, alla creazione di spazi sociali ed in definitiva alla vivibilità della città per chi vi risiede e non per l’aumento della rendita e del profitto.

Il nostro obiettivo è di portare in Consiglio comunale e nelle circoscrizioni un gruppo di consiglier* che rappresentino queste istanze, al di fuori delle mediazioni e degli interessi che caratterizzano gli schieramenti che oggi occupano l’intero spettro della politica istituzionale torinese.

In questi decenni abbiamo visto susseguirsi molti sindaci ma non abbiamo visto realizzarsi in città un’alternativa, un netto cambio di rotta. In particolare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine è sempre stata usata solo per garantire il consenso alla propria parte politica mentre è stata considerata un disturbo, un fastidio, nella misura in cui portava il punto di vista dei cittadini sulla gestione della città.

Noi vogliamo costruire uno spazio politico su scala comunale in grado di valorizzare le risorse presenti nel tessuto sociale torinese al fine di dare risposte ai problemi del territorio, inventando soluzioni innovative come contestando le decisioni sbagliate del potere.

In questi anni sono state centinaia e centinaia le proposte, le istanze, le iniziative che sono state avanzate e sostenute con lotte dal basso ma ignorate da chi gestiva il potere. E’ ora di finirla con questa situazione, è ora di uscire da una condizione di subalternità e di delega verso chi usa la politica solo per poter gestire il proprio potere.

Essere presenti nel Consiglio comunale, eleggendo un* o più consiglier* al primo turno, dà diritto ad avere informazioni importanti in tempi rapidi, a interrogare chi amministra ottenendo risposte ufficiali, permette di avanzare ufficialmente e formalmente proposte per la città e di essere più efficaci nel far conoscere le proprie proposte e in generale nel raggiungere l’opinione pubblica.

Essere presenti in Consiglio comunale non sostituisce in alcun modo le lotte e l’iniziativa sociale e culturale ma aiuta a rafforzarle.

Noi proponiamo di costruire uno spazio politico comunale che partecipi al primo turno delle elezioni con l’obiettivo di eleggere un* o più consiglier* che si impegnino a dare rappresentanza diretta alle istanze popolari al di fuori degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, con cui non faremo alcun apparentamento. Non esprimeremo alcuna preferenza in un eventuale ballottaggio salvo il caso in cui il/la nostr* candidat* risulti essere un* dei due concorrenti”-

Proponiamo di costruire insieme un percorso comune e plurale a partire da poche regole che ci permettano di definire il programma, le liste e la loro composizione e individuare la/il candidat* sindaco.

Invitiamo a costruire insieme questo spazio politico comunale – a partire da una comune scelta antifascista e contro ogni discriminazione, contro la guerra e le spese militari – tutt* le donne e gli uomini, i movimenti di base, i comitati, le associazioni, le organizzazioni, i sindacati, i partiti che condividono questi valori.

Per dar vita a questo percorso occorre innanzitutto ricostruire una fiducia reciproca tra i diversi soggetti individuali e collettivi interessati. Noi pensiamo che sia necessario costruire un percorso in cui tutte e tutti si sentano a casa loro potendo contribuire liberamente con le proprie idee e il proprio impegno.

Per questo riteniamo necessario fissare sin da subito alcune regole fondamentali che permettano la convergenza tra percorsi e sensibilità diverse.

La prima riguarda la presenza dei partiti che condividono il progetto e i suoi contenuti: noi riteniamo sia auspicabile questa partecipazione

In secondo luogo è necessario che i soggetti collettivi e i singoli possano dar vita nell’ambito del costituendo spazio politico a una o più liste che non siano identificate con i partiti. Ovviamente in questo caso le forze politiche potrebbero dar vita a loro volta ad una o più liste.

In terzo luogo, al fine di dar vita ad un processo democratico e partecipato, è opportuno prevedere una adesione al processo individuale e/o collettiva e definire all’inizio del percorso le forme e le regole con cui stare insieme.

il gruppo promotore:
Simona Bombieri, Fiorenza Cora, Alessandra De Rossi, Claudio Decastelli, Mauro Demaria, Giovanni Limone, Andrea Maggiora, Irene Ricci, Stefano Risso, Mariangela Rosolen

per scaricare il documento: https://drive.google.com/file/d/1olSwUxPI_yolYHdBGkLnXlz99Q-pWJz3/view?usp=sharing