Mentre a livello planetario i potenti asfaltano il diritto internazionale, nel nostro piccolo, al Meisino, tutti gli Enti cooperano a modificare un’altra volta tempi e contenuti del progetto, infrangendo ogni regola. E infatti i cantieri che avrebbero dovuto chiudere il 31 dicembre 2025 (già questa data era un rinvio sulle scadenze originali, stabilito con una prima Variante) sono stati riaperti ieri (07/01), inaugurando pure nuove modalità di violazione delle norme e di violenza sulla Natura, con il dare alle fiamme dei pallet, dei residui vegetali (e altro?) anche nella Zona di Protezione Speciale (vedere foto e video allegati).

Con un paio di determine della RUP (Responsabile Unica del Progetto), il 29 dicembre il Comune ha approvato una seconda Variante. Inoltre ha fatto slittare al 28 febbraio la fine dei lavori.

Il tempo è denaro, specie se tirato opportunamente in lungo: infatti una delle “ragioni” della Variante è che i prezzi sono aumentati. Inoltre i cittadini hanno messo in luce i vizi del progetto che lo rendono, oltre che un saccheggio di risorse pubbliche, anche totalmente antiecologico (quisquilie come il totale disinteresse per la fauna selvatica della riserva naturale, per fare un esempio), così l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Piemontese ha tentato di mettere una tardiva pezza chiedendo qualche inutile monitoraggio di anfibi e pipistrelli, e autorizzando al gran galoppo le modifiche.

A oggi manca però l’approvazione del Dipartimento dello Sport (che risulta richiesto ma non ancora concesso, anche perché i progettisti hanno consegnato al Comune le Varianti il 19 e il 22 dicembre, quindi a Roma devono sicuramente ancora esaminarle). Ma evidentemente la RUP e tutti i soggetti istituzionali e imprenditoriali coinvolti danno per scontato che il benestare arriverà. E lo diamo per scontato anche noi, perché il Meisino è un pezzettino di mondo uguale a tutto il resto, e il suo status di area protetta a livello regionale e comunitario non significa nulla.

Ma nessuna sopraffazione continua impunita per sempre. I cittadini che ormai sanno che cosa (non) aspettarsi dalle istituzioni, hanno la responsabilità di opporsi in prima persona alla devastazione in corso: nel vecchio come nel nuovo anno.

Comitato Salviamo il Meisino