Il Primo gennaio 2026 l’Emilia Romagna è scesa in piazza per la pace e la nonviolenza , in occasione della 58a Giornata mondiale della pace.
E’ continuata la strage in Ucraina, non è stato ancora fermato il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, cresce la strage di migranti nel Mediterraneo e nella rotta balcanica, aumentano le spese militari globali e i conflitti armati in ogni parte del mondo.
Mentre decisori politici e militari, nazionali e internazionali sembrano incarnare “l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza” – come ha scritto papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata– a livello regionale si è costituita in ottobre la Rete Pace e Nonviolenza ER ,e che si è mobilitata in questi giorni nelle piazze di Bologna, Faenza, Ferrara, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini.
A Bologna la manifestazione, promossa dal Portico della Pace, ha visto la partecipazione di più di duemila persone, in crescita rispetto all’anno precedente.
E’ iniziata in piazza 8 Agosto con la lettura degli impegni della Rete regionale Pace e nonviolenza, e poi della lettura del testo comune redatto a livello nazionale nel settembre 2025 dalle religioni abramitiche da parte di rappresentanti delle diverse comunità religiose, il vescovo Zuppi, De Paz per la comunità ebraica,e alcuni responsabili delle comunità islamiche locali, si è snodata su via Indipendenza per poi arrivare in piazza Nettuno.
Il corteo era aperto da una macchina che trasmetteva tutte le canzoni più note sulla pace, a partire da ‘Imagine’ di John Lennon.
All’inizio del corteo, alcuni partecipanti innalzavano cartelli con i nomi delle 100 nazioni del mondo in cui attualmente vi sono guerre e conflitti armati, altri tenevano fra le mani lunghi lenzuoli scritti a mano con i nomi dei bambini uccisi a Gaza e in Israele negli ultimi due anni.
Arrivati in piazza Nettuno, dopo una presentazione dei relatori a cura del Portico della Pace, ha parlato una profuga dall’Ucraina, due obiettori di coscienza bolognesi che hanno svolto il servizio civile presso la Caritas di Bologna ( hanno costituito un gruppo ‘Onde di coscienza’ che ha presentato in piazza alcune proposte concrete di azione) .
Gli interventi finali sono stati quelli di Jassin Lafram, imam già presidente nazionale UCOII e partecipante alla Global Sumud Flotilla, del rabbino israeliano Jeremy Milgrom, e in conclusione dello scrittore e attore Luciano Bergonzoni.










