Il TAAF esprime forte preoccupazione per il progetto che prevede l’insediamento della nuova Questura nell’area dell’ex Eridania, uno degli ultimi e più preziosi polmoni verdi della città di Forlì.
Quell’area, abbandonata da decenni alle logiche del cemento, si è trasformata spontaneamente in una vera oasi naturale urbana, svolgendo funzioni ambientali fondamentali per il benessere collettivo come ad esempio:
– assorbimento delle polveri sottili e miglioramento della qualità dell’aria;
– mitigazione delle temperature estreme e del microclima urbano;
– tutela della biodiversità, oggi sempre più rara all’interno delle città e un drenaggio naturale delle acque e riduzione del rischio idrogeologico.
– assorbimento delle polveri sottili e miglioramento della qualità dell’aria;
– mitigazione delle temperature estreme e del microclima urbano;
– tutela della biodiversità, oggi sempre più rara all’interno delle città e un drenaggio naturale delle acque e riduzione del rischio idrogeologico.
Per quanto riguarda il primo punto sottolineiamo la forte incidenza di forme tumorali negli ambienti dove la quantità di polveri sottili supera i limiti accettabili dalla specie umana (vedi le numerosissime pubblicazioni scientifiche al riguardo); per la seconda funzione (sempre accertata dalla ricerca scientifica mondiale) si evidenzia che l’area boscata limita le temperature estreme riducendo drasticamente le malattie da eccesso di calore in particolare nelle persone anziane.
Per la terza funzione è ben chiaro che non si tratta di un’area “vuota” o degradata, ma di un ecosistema vivo e funzionante e per questo riconosciuto anche dalla comunità scientifica. Studi naturalistici documentano infatti la presenza stabile di una garzaia urbana con nidificazione di tante specie fra le quali alcune protette dalle leggi come l’Airone cenerino, la Garzetta e l’Airone guardabuoi.
Queste specie sono tutelate dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, dalla Legge 157/1992 e dalla normativa ambientale nazionale ed europea, che vietano la distruzione dei siti di riproduzione e di sosta della fauna selvatica. Qualsiasi intervento che comporti la compromissione dell’habitat rappresenterebbe non solo un grave danno ambientale, ma anche una possibile violazione delle leggi vigenti (Direttiva Habitat (92/43/CEE), recepita dall’Italia nel 1997 (DPR 357/97).
Inoltre, il 29 luglio 2024 l’Unione Europea ha approvato la Nature Restoration Law, una legge che segna un punto di svolta nel rapporto fra uomo e biodiversità per il ripristino degli ecosistemi. Oltre alle normative sopra citate, facciamo presente che la stessa Provincia di Forlì-Cesena e la Regione Emilia Romagna si sono già espresse favorevolmente in merito al mantenimento della garzaia, offrendo anche la loro collaborazione per eventuali progetti di mantenimento dell’ambiente che si è formato come in fondo stanno facendo le città più avanzate dell’Europa che investono nella rinaturalizzazione e nella tutela degli spazi verdi e non nella loro cancellazione.
Il TAAF, con questo intervento, oltre ad aver presentato alla cittadinanza informazioni utilissime per il benessere collettivo regalate dall’area verde, chiede all’Amministrazione comunale di:
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riconoscere formalmente il valore naturalistico di tutta l’area e di avviare le procedure per l’istituzione di un’area di riequilibrio ecologico nella porzione boschiva a nord ovest dell’ex Eridania;
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fermare il progetto di intervento distruttivo della garzaia per il trasferimento di uffici del dipartimento di pubblica sicurezza;
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avviare, in tempi brevi, un confronto pubblico e trasparente con i cittadini, le associazioni e i tecnici competenti perché è una scelta che riguarda il futuro di tutta la città più sana, resiliente e vivibile.
Tavolo Associazioni Ambientali Forlì










