Nel 2021 è entrato in vigore il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, un passo storico che per la prima volta ha sancito, a livello di diritto internazionale, l’illegalità delle armi nucleari. A cinque anni da quell’evento, sentiamo la necessità di ripercorrere il cammino che, come Mondo senza Guerre e senza Violenza, abbiamo costruito nel tempo attorno al disarmo nucleare, riaffermando il senso profondo di un impegno che nasce molto prima del Trattato e guarda al futuro.

Un impegno che nasce con l’associazione

Fin dalla sua nascita, Mondo senza Guerre e senza Violenza ha posto al centro della propria azione il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e la difesa della vita umana. In questo quadro, la denuncia delle armi nucleari — massima espressione della violenza istituzionalizzata e minaccia alla sopravvivenza dell’umanità — è stata una scelta naturale e necessaria. Abbiamo sempre considerato il disarmo nucleare non come una questione tecnica riservata agli Stati, ma come una responsabilità collettiva che riguarda la società civile, le comunità locali e il futuro delle prossime generazioni.

Campagne, marce e lavoro in rete

Nel corso degli anni, l’associazione ha promosso e sostenuto numerose campagne di informazione, sensibilizzazione e mobilitazione contro le armi nucleari, contribuendo a mantenere vivo un tema spesso marginalizzato nel dibattito pubblico.

Un ruolo centrale in questo percorso è stato svolto dalla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, promossa da Mondo senza Guerre e senza Violenza fin dalla sua prima edizione. La Marcia ha rappresentato, e continua a rappresentare, uno spazio di convergenza internazionale in cui il tema del disarmo nucleare si intreccia con la rivendicazione di una cultura di pace, nonviolenza e giustizia sociale.

Durante il lancio della seconda edizione della Marcia Mondiale a Madrid, l’associazione ha presentato e sostenuto l’appello di ICAN alle città, invitando le amministrazioni locali a prendere una posizione chiara contro le armi nucleari e a sostenere il Trattato di Proibizione. Questo appello è stato successivamente diffuso e promosso nelle diverse località in cui l’associazione è presente, rafforzando il ruolo delle città come attori fondamentali del cambiamento.

L’impegno delle realtà locali: l’esempio della Grecia

Un esempio significativo di questo lavoro dal basso è rappresentato dal gruppo greco con Nikos Stergiou, che nel corso degli anni ha portato avanti con costanza il proprio impegno per il disarmo nucleare, promuovendo l’appello di ICAN alle città e costruendo relazioni con amministrazioni locali, realtà sociali e cittadinanza attiva. Questo lavoro dimostra come l’azione locale possa incidere concretamente su una questione globale, avvicinando il Trattato alle persone.

Il cammino verso il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari

Quando è iniziato il processo che ha condotto alla nascita del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, Mondo senza Guerre e senza Violenza ha seguito con attenzione e partecipazione ogni fase, riconoscendo in quel percorso il risultato di decenni di mobilitazioni della società civile a livello internazionale.

Abbiamo contribuito a diffondere il significato del Trattato, spiegandone i contenuti e le implicazioni, sottolineando che non si trattava soltanto di un atto giuridico, ma di un cambio di paradigma: da una sicurezza basata sulla minaccia a una sicurezza fondata sulla cooperazione e sulla protezione della vita.

L’entrata in vigore e il Cyberfestival

L’entrata in vigore del Trattato ha rappresentato un momento di grande valore simbolico e politico. Per celebrarlo e condividerne il significato, abbiamo organizzato il Cyberfestival – Liberi dalle Armi Nucleari, una trasmissione globale di 10 ore che ha riunito 190 eventi, centinaia di organizzazioni e numerosi concerti, interventi, artisti e attivisti di tutti i continenti, contro le armi nucleari e per la pace nel mondo. Rendendo visibile un impegno collettivo per un mondo senza guerre e libero da armi nucleari.

La presenza a Vienna e New York

Dopo l’entrata in vigore del Trattato, Mondo senza Guerre e senza Violenza ha partecipato agli incontri internazionali di Vienna (Rafael de la Rubia, Sandro Ciani, Davide Bertok, Juan Gomez) e di New York (Sandro Ciani, Liz Vaquez), portando la voce della società civile negli spazi in cui si discute dell’attuazione del Trattato e del futuro del disarmo nucleare. Questa presenza ha riaffermato l’importanza di mantenere un legame costante tra i processi istituzionali e le iniziative dal basso, tra le decisioni globali e le realtà locali.

Guardare avanti: dalla coscienza all’azione

A cinque anni dall’entrata in vigore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, ci troviamo in un momento storico di estrema delicatezza. Il fatto che l’Orologio dell’Apocalisse segni oggi 89 secondi alla mezzanotte, il punto simbolico della catastrofe globale, e che il 27 gennaio sia prevista una nuova aggiornamento, non è solo un dato simbolico: è un richiamo urgente alla responsabilità collettiva.

Di fronte al riarmo, alla normalizzazione della minaccia nucleare e all’inerzia di molti governi, il Trattato rappresenta una bussola etica e politica imprescindibile. Ma affinché sia realmente efficace, deve essere sostenuto, conosciuto e reso vivo attraverso l’impegno concreto della società civile, delle comunità e delle istituzioni locali.

In questo quadro, il ruolo delle città è decisivo. L’appello di ICAN alle città continua a essere uno strumento fondamentale per portare il disarmo nucleare dal piano astratto delle relazioni internazionali alla vita quotidiana delle persone. Lì dove questo appello non è ancora stato approvato, è necessario intensificare il lavoro di sensibilizzazione e la pressione democratica. Anche durante la quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza nella nostra città, è emersa con forza l’urgenza di continuare su questa strada, affinché le città diventino spazi attivi di pace, responsabilità e futuro.

Come Mondo senza Guerre e senza Violenza rinnoviamo il nostro impegno a proseguire questo lavoro, convinti che il disarmo nucleare non sia un obiettivo irraggiungibile, ma una scelta possibile e necessaria. In un mondo che si avvicina pericolosamente al limite, scegliere la nonviolenza, il disarmo e la cooperazione non è solo un atto politico: è un atto di responsabilità verso l’umanità e verso le generazioni che verranno.