Angelo Ficarra, vicepresidente vicario dell’Anpi Palermo “Comandante Barbato”, scomparso ieri nel capoluogo siciliano, avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 21 gennaio, nel giorno in cui, 105 anni fa, Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga e altri dirigenti fondarono il Partito Comunista d’Italia.

Ficarra si considerava un “social-comunista” come suo cognato Pietro Ancona, già segretario generale della Cgil siciliana e marito della sorella, la professoressa Giuseppina Ficarra.

Angelo Ficarra predicava l’unità tra socialisti e comunisti, ma non da posizioni riformiste, quanto da posizioni antagoniste, cercando l’unità anche con movimenti studenteschi, centri sociali, sindacati di base, pacifisti, cattolici progressisti e sinistra extraparlamentare.

La presenza di Angelo Ficarra nelle piazze era costante da circa 70 anni: dalle lotte contadine alle lotte operaie, dai cortei per il 25 aprile alle manifestazioni contro l’aggressione Usa al Vietnam, dalle rivolte contro il governo Tambroni al Sessantotto, dal Settantasette ai cortei antimafia del 1992, dalla marcia contro i missili Nato a Comiso alle manifestazioni contro l’intervento Usa in Iraq, dalla mobilitazione della “Pantera” (1989)alle mobilitazioni pro-Palestina dei mesi scorsi.

Suo zio era monsignor Angelo Ficarra, vescovo di Patti dal 1937 al 1957, citato dallo scrittore Leonardo Sciascia nel volume “Dalle parti degli infedeli” (Adelphi) come esempio di vescovo scomodo e illuminato, che fu accusato dalla sezione locale della Democrazia Cristiana di non avere appoggiato il partito e di averne causato la sconfitta, allo scopo di preservare l’indipendenza della Chiesa dal collateralismo con il partito di maggioranza del governo dell’epoca.

Proprio Angelo e il fratello Luigi donarono i carteggi e altri documenti dello zio Vescovo all’Istituto Gramsci Siciliano, presieduto dal grecista Salvatore Nicosia.

Angelo Ficarra era laureato in Fisica, aveva insegnato per alcuni anni e poi aveva intrapreso la carriera amministrativa nell’Università.

La solida formazione scientifica non gli precludeva una notevole conoscenza della Storia.

Ad esempio, per i Quaderni dell’Anpi pubblicati dalla casa editrice Istituto Poligrafico Europeo (diretta da Dario Carnevale), Angelo Ficarra aveva scritto il volume “8 Luglio 1960. La Battaglia di Palermo” (dedicata agli scontri nel capoluogo siciliano di 65 anni fa, quando la Celere uccise 4 manifestanti in Via Maqueda) e aveva curato il saggio “Dai Fasci Siciliani alla Resistenza”, che proponeva un parallelo tra il movimento per l’emancipazione dei contadini di fine Ottocento e la Lotta di Liberazione dal nazifascismo.

L’amore congiunto per Scienza, Natura e Storia viene oggi evidenziato dal figlio Davide, scrittore e titolare del caffè letterario “Bar Pickwick” di Palermo:

“Mi piace ricordare mio padre mentre sorride alla vita e sogna anche se non dorme. Mi piace ricordarlo mentre coltiva la sua passione per i numeri e le stelle, per gli ulivi e le viti della sua campagna a Petralia, per i viaggi, per le assi di legno che era capace di trasformare in mobili preziosi. Mi piace ricordarlo mentre ci invita a non dimenticare i partigiani ed i compagni e le compagne dei fasci siciliani, chi nel mondo e lungo la nostra storia travagliata non si è mai arreso alle ingiustizie”.

L’altro figlio Marco, artista e fumettista a Bologna, aggiunge: “Mi piace pensare a mio padre sorridente, come sempre, a ripetere spesso, come una litania sacra, di goderci la vita. E’stato un papà fantastico. “Viva la rivoluzione” era il suo augurio preferito”.

L’ANPI nazionale, presieduta dal giornalista Gianfranco Pagliarulo, scrive:

“Ci ha lasciato Angelo Ficarra.  Un dirigente appassionato e prezioso dell’ANPI provinciale di Palermo. Aveva cuore e costanza. Angelo c’era sempre. La Resistenza era la sua vita. Lo ricordiamo con affetto e profonda gratitudine. Siamo vicini al dolore della famiglia, del Presidente Ottavio Terranova e di tutta l’ANPI palermitana”.

La Cgil provinciale (guidata da Mario Ridulfo) annuncia che la cerimonia di commiato per Angelo Ficarra avverrà mercoledì 7 luglio, alle ore 1030, nel salone della Camera del Lavoro di Palermo, in Via Meli 5, nel centro storico.

Francesco Foti, segretario della FIOM-CGIL Sicilia, non ha dubbi:

“La scomparsa di Angelo Ficarra è una grave perdita per il movimento della sinistra palermitana, per i sindacati e per l’Anpi.Restiamo orfani del valore inestimabile del suo sapere e dei suoi preziosi interventi. Abbiamo organizzato tante iniziative insieme, Angelo è stato un punto di riferimento per tutti noi”.

L’ARCI Palermo scrive:

“Ad Angelo, dirigente dell’ANPI, e alla sua militanza resistente dobbiamo moltissimo: è stato per molti e molte di noi un riferimento costante nelle iniziative e nei presidi antifascisti ed è sempre stato uno dei riferimenti principali dei nostri “ritrovati” 25 aprile in piazza a Palermo”.

Rifondazione Comunista Palermo ricorda l’iscrizione di Ficarra al “circolo Francesco Vella”, intitolato ad una delle 4 vittime della repressione dell’8 luglio 1960 in Via Maqueda:

“Ѐ scomparso Angelo Ficarra, un amico, un partigiano, un compagno da molti anni iscritto al circolo Francesco Vella di Rifondazione Comunista. La sua morte è una grave perdita per il nostro partito e per l’intera comunità.Angelo ha vissuto direttamente molti dei fatti del secolo scorso contribuendo a scriverne la storia e le pagine più belle; protagonista di importanti battaglie; strenuo difensore dei valori dell’antifascismo e della Costituzione; sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei più deboli.Fino all’ultimo, ha sfilato nelle manifestazioni per fermare il genocidio del popolo palestinese. La sua coerenza, il suo impegno politico, i suoi valori e le sue idee sono il patrimonio più grande che ci ha lasciato.Non dimenticheremo il suo sguardo dolce ed accogliente e la forza delle sue parole”.

Il sindacalista Pietro Milazzo, da decenni protagonista delle lotte sociali palermitane e uno dei fondatori di “Potere al Popolo” a Palermo, ricorda:

“Volevo bene ad Angelo Ficarra, un compagno serio e rigoroso, ma, anche, tenero ed affettuoso. Non aveva l’atteggiamento di chi, avendo una lunga esperienza alle spalle, guardava le compagne ed I compagni più giovani o di diversa formazione od orientamento, con superiorità, oppure con sospetto e fastidio. No, Angelo, come i veri compagni, era inclusivo ed unitario. Era dialogante e costruttivo. Costruiva ponti, non alzava muri. Queste erano qualità, umane e politiche, che lo rendevano prezioso”.

Il Partito Comunista (guidato dall’economista Alberto Lombardo) celebra Angelo Ficarra con un lungo comunicato stampa:

“La Federazione Regionale siciliana del Partito Comunista si associa al cordoglio per la scomparsa del compagno Angelo Ficarra. Vicesegretario regionale dell’ANPI, ha sempre difeso l’eredità del movimento comunista siciliano. Pregevoli e molto istruttivi i suoi scritti sui Fasci Siciliani, di cui ha difeso la memoria storica nel suo libro DAI FASCI SICILIANI ALLA RESISTENZA (I quaderni dell’ANPI Sicilia), in cui stabilisce un collegamento tra quel rigoglioso movimento di lavoratori di fine Ottocento – che furono la prima esperienza organica di lotta di liberazione del popolo siciliano – e la lotta di Liberazione dal nazifascismo – alla quale il Meridione e la Sicilia hanno dato un importante contributo ancora oggi poco conosciuto – a cui è stata negata una memoria popolare. In entrambi gli eventi c’è stato un sistematico uso terroristico della violenza, a volte anche ammantata dalla sacralità dello Stato. I Fasci siciliani e le lotte per l’occupazione delle terre costituiscono insieme il più grande movimento di massa impegnato in una lotta di liberazione dalla mafia e dai suoi complici che continua fino ai nostri giorni. Ne parlò con noi in un’interessantissima assemblea tenutasi a Casamatta l’8 maggio 2015”.