Il procuratore generale dello Stato di New York Letitia James ha citato in giudizio la PepsiCo mercoledì scorso, accusando l’azienda di aver messo in pericolo l’ambiente e di aver ingannato il pubblico riguardo ai suoi piani per eliminare gli imballaggi di plastica monouso.

L’ufficio del procuratore generale ha scoperto che i prodotti del colosso alimentare e delle bevande hanno contribuito alla produzione di gran parte dei rifiuti di plastica nel Fiume Buffalo e nelle sue vicinanze, ha dichiarato la James, come riportato dal New York Times.

“Tutti i Newyorkesi hanno diritto all’acqua pulita, ma le confezioni e il marketing irresponsabili della PepsiCo mettono in pericolo la fornitura d’acqua, l’ambiente e la salute pubblica di Buffalo”, ha dichiarato la James in un comunicato stampa dell’ufficio del procuratore generale dello Stato di New York.

È una delle prime cause intentate da uno Stato americano contro un grande produttore di materie plastiche.

L’ufficio ha dichiarato che, secondo un’indagine sui rifiuti condotta lo scorso anno, dei 1.916 rifiuti in plastica raccolti nel fiume Buffalo facilmente attribuibili a un marchio identificabile, più del 17% erano prodotti dall’azienda, ha riportato Axios.

Circa il 78% dei rifiuti raccolti nel bacino idrografico del fiume Buffalo dal 2013 al 2022 dai volontari del Buffalo Niagara Waterkeeper era in plastica, secondo il comunicato stampa.

Oltre alla cola, PepsiCo produce patatine Lay’s, Doritos, Cracker Jack, Quaker, Ocean Spray, Ruffles, Gatorade, Mountain Dew e Lipton.

La James ha aggiunto che la plastica può decomporsi ed entrare nella rete idrica, creando ulteriori problemi di salute, secondo quanto riportato dalla Reuters.

L’azienda ha fissato l’obiettivo di rendere tutti i suoi prodotti completamente “riciclabili, compostabili, biodegradabili o riutilizzabili” entro il 2025. Un portavoce della PepsiCo ha dichiarato che “l’azienda è seriamente impegnata nella riduzione della plastica e nel riciclo efficace, ed è stata trasparente nel suo percorso di riduzione dell’uso della plastica e di accelerazione dell’innovazione degli imballaggi”. Secondo il New York Times, PepsiCo ha intrapreso un progetto a New York per rispondere alle esigenze delle comunità, anche incoraggiando il miglioramento delle leggi sulle bottiglie e sull’estensione della responsabilità del produttore”.

Le richieste della James prevedono il risarcimento dei danni, la riduzione della quantità di imballaggi in plastica che entrano nel fiume Buffalo, e un rimedio per la contaminazione causata dai prodotti PepsiCo nella regione di Buffalo. Il procuratore generale chiede inoltre che l’azienda smetta di distribuire o vendere nell’area prodotti in plastica monouso privi di etichette di avvertimento “adeguate”. “Nessuna azienda è troppo grande per garantire che i suoi prodotti non danneggino l’ambiente e la salute pubblica”, ha dichiarato la James nel comunicato. “Nessuno dovrebbe essere preoccupato della presenza di plastica nell’acqua potabile, della spazzatura che ricopre le rive dei fiumi o dell’inquinamento che danneggia la fauna selvatica. Non esiterò mai ad affrontare le grandi aziende che mettono a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini di New York e del nostro pianeta”.

Di Cristen Hemingway Jaynes


Cristen è una scrittrice di narrativa e saggistica. Ha conseguito un dottorato in giurisprudenza, un Ocean & Coastal Law Certificate presso la University of Oregon School of Law e un master in scrittura creativa presso la Birkbeck, University of London. È autrice della raccolta di racconti The Smallest of Entryways e della biografia di viaggio Ernest’s Way: An International Journey Through Hemingway’s Life.

Traduzione dall’inglese di Gloria Alligri. Revisione di Thomas Schmid

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