Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato dell’Osservatorio permanente sui  Disastri Ambientali costituitosi questa estate a Palermo, organismo istituito sulle sollecitazioni di centinaia di cittadini che hanno partecipato alle diverse manifestazioni di piazza, indette a seguito degli incendi devastanti susseguitisi nel comprensorio territoriale del palermitano. Dopo i fatti di questi giorni, con il ritorno dei roghi ancora accessi nella provincia e disseminati, perfino, lungo alcuni assi viari strategici della città, l’Osservatorio ha convocato una assemblea mercoledì prossimo, presso la sala Mediterraneo (h.17.30) di Legambiente ai Cantieri Culturali

 

Ancora una volta assistiamo impotenti alla devastazione del nostro territorio, devastazione che è la prova lampante dell’incapacità dei nostri responsabili politici ed amministrativi di assolvere ai loro compiti ed ai loro doveri.

Dopo gli incendi di luglio nessuna iniziativa è stata intrapresa per la difesa del territorio: nessuna prevenzione, nessuna vigilanza, nessuna iniziativa concreta a salvaguardia del nostro patrimonio naturale e a salvaguardia della salute e dei beni materiali dei cittadini.

Anche questa volta gli incendi hanno provocato la morte di innocenti.

Altre due vittime si aggiungono alla triste liste dei quattro morti a causa degli incendi.

Nessuna programmazione economica congrua è stata predisposta entro novembre dello scorso anno per le attività di previsione, prevenzione e vigilanza nelle aree a rischio incendio, lasciando così il territorio alla mercé di interessi più o meno occulti e criminali.

Concordiamo con la denuncia accorata del vescovo di Cefalù Marciante che ha affermato che per rispondere all’inerzia colpevole dei vari governi regionali occorre   organizzare una protesta generale, giacché tra incendi e spopolamento per emigrazione avanza la desertificazione della Sicilia.

L’Osservatorio Permanente sui disastri ambientali, a questo punto, intende accertare le reali responsabilità per verificare la ragione dell’inerzia della Pubblica Amministrazione e per verificare se ci siano state inadempienze e/o omissioni da parte degli organi preposti alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Come cittadinanza attiva ci riserviamo di denunciare quanto verificato alla Magistratura ed al contempo intendiamo proseguire nell’azione importante di costruire progetti e proposte e di chiedere che essi diventino parte fondante di un piano strutturale di messa in sicurezza del nostro territorio.

Noi, come Osservatorio permanente, proseguiamo nell’impegno collettivo, con  il nostro prossimo incontro di mercoledì 27 settembre, alle 17,30, alla sala Mediterraneo, di Legambiente, nei Cantieri culturali alla Zisa  (via Polo Gili, 4).