Nella seduta del 26 maggio il Consiglio Comunale ha approvato la mozione presentata dai consiglieri di Carpi Futura: Michele Pescetelli e Anna Colli riguardante il calcolo in bilancio ambientale dei costi derivanti dal consumo di suolo. Parliamo non solo di mancata produzione agricola, ma di assorbimento di carbonio, drenaggio e regolazione delle acque, rimozione di particolato e di ozono, protezione dall’erosione e regolazione del microclima.

Adesso anche nel territorio carpigiano possiamo dare un valore economico a questa perdita – a tutti gli effetti un “costo nascosto” – che un organismo istituzionale indipendente come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha valorizzato in circa 10 euro per ogni mq di suolo consumato, ovvero circa 100.000 euro per ogni ettaro: questo per ogni anno e poi per tutti gli anni a venire!

Solo per fare chiarezza con un esempio che ci riguarderà da vicino – e parlando senza polemiche – la nuova bretella di nord-est, con i suoi 80.000 mq di terreno agricolo consumati, comporterà (per sempre, un anno dopo l’altro) una perdita di risorse eco-sistemiche equivalente a circa 800.000 euro l’anno. Altrettanto sarà per il nuovo ospedale, anch’esso da costruirsi su terreno vergine.

In questi ultimi vent’anni, Carpi ha patito un’impressionante espansione edilizia: ora possiamo almeno capire quanto ci sia costata questa insensata cementificazione che ha letteralmente tolto il suolo sotto nostri i piedi. Con l’approvazione di questa mozione viene finalmente alla luce una vera e propria “contabilità ambientale” la quale – se solo ci fosse la copertura giuridica necessaria – meriterebbe di essere considerata nero su bianco nel bilancio comunale.

In questo senso Carpi Futura ha accettato, rispetto alla proposta iniziale, un emendamento presentato dal gruppo consiliare PD in favore di un pacchetto di indicatori per il monitoraggio annuale del consumo di suolo e degli interventi compensativi oltre che l’impegno ad inserire nel PUG (Piano Urbanistico Generale) una normativa più stringente rispetto alle eccezioni costruttorie previste in materia dalla legge regionale 24/2017 che disciplina «l’uso del territorio». Fatta la norma – con il contributo di molti e nessuna opposizione – il compito di Carpi Futura sarà proprio quello di controllarne l’applicazione affinché il bilancio ambientale non resti solo un elenco di buone intenzioni.