Rubrica settimanale su eventi e fatti in Sicilia -a cura RedPA-

Danilo Dolci avrebbe compiuto 97 anni. Non è stato solo un profeta della non violenza: il suo messaggio vale ancora. “Non basta l’idea del lievito a far lievitare il pane. Occorre proprio il lievito e nella pasta. E i domani amati verranno, anche se oggi, quasi, non par vero”

È stato un sociologo, uno scrittore, un poeta, un infaticabile organizzatore di iniziative per il riscatto della Sicilia, un provocatore, un rivoluzionario, un educatore, un comunicatore, un musicista. Si potrebbe parlare giorni interi della poliedricità di questa persona che scelse di vivere e morire in Sicilia. Ma soprattutto di agire: tutta la sua vita è un susseguirsi di iniziative, digiuni, interventi, progetti, marce, cortei, realizzazioni, scritte murali, conferenze, contatti internazionali con gli intellettuali più noti dell’Europa del ‘900. Una delle sue iniziative più eclatanti fu la nascita, si potrebbe dire l’invenzione della prima radio libera nata per far conoscere al mondo la disumana condizione dei sopravvissuti, al micidiale terremoto del Belice del 14 gennaio 1968. A due anni di distanza non era stato fatto niente e da lì nacque un grido d’aiuto attraverso Radio Libera Partinico, da Danilo stesso chiamata “La radio dei poveri cristi” che mise in onda un messaggio e una serie di voci per 27 ore, sino all’irruzione delle forze dell’ordine. “S.O.S, S.O.S. Qui parlano i poveri cristi della Sicilia occidentale attraverso la radio della nuova resistenza… si sta compiendo un delitto di enorme gravità, assurdo, si lascia spegnere un’intera popolazione…”. Questo è l’inizio del messaggio trasmesso il 27 marzo 1970 alle ore 19,30 da Franco Alasia e Pino Lombardo, all’interno di Palazzo Scalia a Partinico. Fuori c’era Danilo e un gruppo di cittadini che ascoltavano il messaggio alla radio, messaggio che continuava: “Uomini di governo, non sentite vergogna a non garantire subito case, lavoro, scuole, nuove strutture sociali ed economiche?… questa è la radio della nuova Resistenza, abbiamo il diritto di parlare e di farci sentire, abbiamo il dovere di farci sentire, dobbiamo essere ascoltati… Qui si sta morendo… La nostra terra, pur avendo grandi possibilità, sta morendo abbandonata”. [leggi articolo integrale]

 

Donne, creatività e intercultura: arriva a Palermo ILOI, la mostra d’arte concettuale che unisce Sicilia e Nigeria. Sorella, amica, donna, altra: chi è ILOI? Una regina, ma anche un’idea, un mito che si evolve nel tempo – evento itinerante fino al 4 luglio – Chiesa dello Spasimo

ILOI è la mostra concettuale, interattiva e multimediale che svela come trascendere l’Accademia trasformando un dottorato di ricerca in un’opera d’arte. L’idea è dell’antropologa Maria Shaidrova che cambia punto di vista e sceglie di affiancare ai suoi studi un approccio creativo e di co-creazione con un gruppo di donne della comunità nigeriana di Palermo e il collettivo di artiste composto da Avantia Damberg, Alena Ponomareva e Marta Pagliuca Pelacani in qualità di curatrice.

La mostra è promossa e organizzato dal Ciss – Cooperazione Internazionale Sud Sud all’interno del progetto LifeSkills per l’Inclusione/FAMI 2014-2020 ed è patrocinata dal Comune di Palermo: La nostra associazione lavora nel campo dell’intercultura a Palermo dall’inizio degli anni ’90 – afferma Sergio Cipolla del CISS – e questa mostra ci rende fieri perché sintetizza al meglio ciò in cui abbiamo sempre creduto”.

ILOI è più di una mostra: si tratta di una conversazione aperta in cui poter interagire e discutere di temi relativi alla percezione, alla soggettività e al femminismo; porsi domande sugli stereotipi e di quanto la comunità nigeriana ne sia soggetta; di come poter conoscere a fondo una cultura differente dalla nostra senza inciampare in distorsioni narrative criminali o vittimizzanti; di quanto la forza e l’unione delle donne possa innescare meccanismi straordinari di bellezza e di condivisione.

Un approccio personale e riflessivo quello messo a punto da Maria Shaidrova che cerca di illustrare e interrogare la complessa relazione tra ricercatore e partecipanti coinvolgendo le comunità in un’ottica multiculturale.

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Nastrini e CUB Territorio in piazza a Palermo per avviare interlocuzione col sindaco Orlando. “Le istituzioni diano risposte alla città: una soluzioni per superare il dramma della disoccupazione” martedì 29 ore 16.00 presidio a Villa Niscemi

Sono passati mesi dall’ultima volta che sono scesi in piazza e, nonostante la disponibilità dichiarata dalle amministrazioni ad individuare percorsi utili alla fuoriuscita dalla disoccupazione, “ad oggi – scrive la Cub – le istituzioni non hanno ancora preso in carico le nostre legittime richieste”.

In particolare, uno dei temi vertenziali riguardate i lavoratori dei “Cantieri di Servizio” rimane ancora irrisolto: dopo 9 mesi questi lavoratori precari “non hanno ricevuto il completamento del pagamento” loro spettante per le prestazioni rese né riconosciuta l’agognata proroga approvata dall’ARS il 30 dicembre 2020.

Altro tema più generale è quello della crisi lavorativa e sociale che viviamo da anni: “vogliamo che si individuino subito delle soluzioni per garantire un salario ai tanti espulsi dal mercato del lavoro per i quali non è più sufficiente la misura del reddito di cittadinanza”. Peraltro, le condizionalità poste per l’accesso al reddito di cittadinanza penalizzano tutti coloro che hanno perso il lavoro nell’anno in corso, ma che hanno dichiarato un ISEE nel precedente anno di poco superiore al tetto massimo previsto per il diritto al sostegno.

“Crediamo – scrivono congiuntamente il movimento dei Nastrini e il sindacato Cub – che questa città abbia bisogno di progetti, investimenti e sviluppo utilizzando sia i fondi della ricollocazione al lavoro e contestualmente creare progetti utilizzando i fondi del Recovery Fund, che la comunità europea vincola alla creazione di posti di lavoro soprattutto nel settore del verde”.

Più in generale, nella piattaforma sociale su cui si articola la vertenza, si rivendica anche “il bisogno di ampliare e non restringere gli spazi di socialità, di garantire salute e recupero dei territori non curati”.

Nel loro comunicato concludono ricordando che: “creare comunità è importante, ragionare e creare alternative reali e fattibili ci rende un problema serio per le istituzioni. Creare comunità per cambiare lo stato di cose presenti, per non abbassare la testa ma piuttosto rialzarla e marciare uniti verso l’obiettivo: lavoro e diritti!”

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Palermo 2 e 3 Luglio -“Un calcio al razzismo. XIII edizione”. Mediterraneo Antirazzista riparte da Piazza Magione: “un luogo importante… un luogo di cui ci prendiamo cura”

Mercoledì 30 ore 18 incontro pubblico dal titolo “La piazza che vive” – comunicato

Si ragionerà sul percorso di progettazione partecipata che associazioni, abitanti e scuola hanno avviato dal 2013, intraprendendo un dialogo con il Comune che ha portato la piazza a quello che oggi vediamo e viviamo: abbiamo difeso il campetto di calcio che un progetto voleva trasformare in un’area per i cani, abbiamo progettato insieme ai bambini e alle bambine i giochi che arredano la piazza, abbiamo organizzato feste, sfilate e momenti di condivisione, e ancora stiamo progettando per rispondere ai bisogni che emergono. Negli ultimi tre anni lo abbiamo fatto con il progetto Dappertutto, che è giunto al termine, ma i processi innescati proseguiranno!

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Muliebris, il primo festival dei diritti delle donne a Capaci dall’1 al 4 Luglio piazza Matrice

La Consulta delle Donne e l’Amministrazione comunale di Capaci, in collaborazione con Spazio Cultura Libreria Macaione, organizzano “Muliebris”, il primo Festival dei diritti delle donne. “Quattro serate ricche di ospiti e di eventi, per riflettere insieme sul ruolo della donna nella società, sulle dinamiche che conducono alla violenza di genere e su quanto sia fondamentale tutelare i diritti di tutte le donne”.
Il festival vedrà la nutrita partecipazione di artisti impegnati nella lotta per la parità di genere. “Ancora una volta, l’arte si farà veicolo di messaggi sociali utili a rendere la nostra comunità sempre più unita e consapevole”.
Cinema, canto, teatro e danza contemporanea (uno spettacolo quest’ultimo in ANTEPRIMA MONDIALE) gli ingredienti di un festival di grande interesse “quattro serate ricche di contenuti e di tanta bellezza!”

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Venerdì 2 luglio Assemblea Cittadina su beni comuni o interessi privati? Concessione per finalità sociali dell’ex-asilo di via Lazzaro. Mille difficoltà burocratiche dall’Assessorato al Patrimonio della giunta Orlando. Il solito rimpallo di responsabilità che blocca e paralizza l’avvio delle attività Comunicato

Dopo l’ingiusto, inutile e brutale sgombero della Casa del Popolo, che utilizzava i locali vuoti dell’ex Istituto dei sordomuti di Via Cavour, sgombero che ha interrotto un’intensa attività sociale e mutualistica, interamente gratuita, i soggetti che ivi si riunivano iniziavano subito un processo di rivendicazione per la prosecuzione della loro attività. Si svolgevano in città, oltre che una grossa manifestazione di protesta contro lo sgombero, ben tre riuscite Assemblee cittadine, che mettevano al centro la questione strategica dell’uso dei beni comuni e dei beni degli enti pubblici non utilizzati.

Si decideva di avviare una lunga trattativa con il COMUNE di PALERMO, che, a parole, nella persona dell’allora assessore Mattina, riconosceva l’alto valore sociale dell’esperienza interrotta e dichiarava la sua disponibilità e quella di tutta l’Amministrazione comunale a fornire risposte concrete con l’assegnazione di un bene comunale non utilizzato.

Questa trattativa durava da quasi un anno, in mezzo a cento difficoltà e lungaggini, sino a che si raggiungeva un accordo sul possibile utilizzo di un immobile, un ex asilo e centro vaccinale non più utilizzato, nei pressi dell’Ospedale Civico, in via Lazzaro. Si arriva alla stesura di un atto in cui si attesta questa disponibilità e si chiede al Settore di competenza di predisporre la consegna dei locali, un atto firmato dallo stesso Sindaco di Palermo, dal Vicesindaco e dall’ex Assessore Giuseppe Mattina. Successivamente viene predisposta una nota ufficiale dal Settore Risorse immobiliari che ci annuncia che a breve si sarebbe proceduto alla stipula del contratto e alla consegna dei locali. È qui proprio qui, la vicenda assume i contorni della farsa e della illegittimità.

Questo ultimi atti NON arrivano mai.

Si adombrano mille difficoltà da parte dei dirigenti dell’Assessorato al Patrimonio, il solito rimpallo di responsabilità, il tutto blocca e paralizza, inspiegabilmente, la concessione del bene. Ma noi siamo testardi e vogliamo andare in fondo e scopriamo con una certa facilità che dietro questi strani “palliamenti” c’è un interesse privato molto potente ed influente negli uffici comunali, che NON SOPPORTA questa assegnazione, avendo messo gli occhi da tempo sulla medesima struttura.

Entra in campo la figura di una monaca, donna potente e ben ammanigliata con politici e funzionari pubblici. Una monaca che gestisce un intero immobile a fianco a quello da noi richiesto (la struttura gestita da suor Susanna nasce nel 2011, è stata inaugurata dal cardinale Romeo, all’epoca vescovo di Palermo, all’inaugurazione erano presenti l’assessore al Bilancio del Comune di Palermo Luciano Abbonato e l’ex presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti). Ma, purtroppo, per lei, si trova di fronte persone assai determinate.

Ci riuniremo in ASSEMBLEA CITTADINA il 2 Luglio dalle ore 17 davanti l’ingresso dell’immobile, tutti i soggetti coinvolti a vario titolo sono invitati, Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali, soggetti politici e sociali, tratteremo tutta questa storia con la massima trasparenza ed esigendo lo stesso dai nostri interlocutori.

QUESTA È UNA INCREDIBILE STORIA ESEMPLARE, di un uso DISTORTO dei BENI COMUNI

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Da Palermo/Sicilia, le lavoratrici dello Slai Cobas per il sindacato di classe resistono contro la volontà del governo regionale e governo nazionale, in difesa dell’occupazione e dei diritti degli studenti con disabilità. “Il posto di lavoro e diritti basilari non si toccano!”- comunicato

La Regione Sicilia con la complicità del MIUR/governo nazionale ha tolto il lavoro a 2.400 precari, di cui la maggioranza donne, Assistenti igienico-personale specializzati verso gli studenti disabili delle scuole.

DOPO UN ANNO INTERO dal lockdown continua la gravissima INTERRUZIONE del servizio di assistenza igienico-personale specializzato a danno pesantissimo degli studenti disabili di tutta la Sicilia; molti studenti non hanno frequentato neanche un giorno in presenza nell’anno scolastico 2020/2021 o se sono andati a scuola o non sono stati assistiti come è loro diritto o i genitori sono stati costretti ad andare a fare quello che avrebbero fatto gli assistenti specializzati se presenti, che dopo quasi 20 anni di lavoro sono stato buttati fuori dalle scuole dai palazzi del potere.

Un vero e proprio scempio di massa e la gravissima responsabilità è della Regione di Scavone/Musumeci innanzi tutto e poi di tutti i Sindaci delle Città Metropolitane per le scuole superiori e dei Comuni per le scuole di primo grado, con il beneplacito del MIUR/Governo nazionale che non ha alzato un dito per bloccare questa situazione di attacco pesantissimo a studenti disabili e lavoratrici/lavoratori.

È chiaro che per chi ci governa, in una scuola che deve essere al servizio del Capitale, delle esigenze dei padroni di Confindustria, che deve sfornare nuove braccia da sfruttare per il loro ”mercato = profitto”, gli studenti disabili non possono rientrare in questi piani così lavoratori e lavoratrici dei servizi scolastici per i padroni sono solo spese superflue, alla faccia di tutte le leggi vigenti della borghesia al potere, a partire dalla Costituzione che diventa solo carta straccia mentre si calpestano diritti basilari, e all’interno di un disegno di privatizzazione della scuola pubblica e di tagli alle risorse, le spese superflue si devono eliminare… via i servizi di assistenza per gli studenti disabili che la legge definisce “OBBLIGATORI ED ESSENZIALI” e per cui non ci devono affatto essere vincoli di bilancio, via il lavoro a tantissimi assistenti che dall’oggi al domani, approfittando anche della pandemia, si sono ritrovati in mezzo ad una strada.

Una vera e propria CONGIURA contro i ragazzi disabili e le loro famiglie, e le migliaia di lavoratrici lavoratori di questo settore, contro cui i precari e le precarie ma anche famiglie stanno lottando e resistendo con grande coraggio e determinazione da più di un anno ormai, subendo anche repressione come le precarie e i precari di Palermo, oggi sotto processo, il loro reato?

AVERE LOTTATO CONTRO LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI

E PER DIFENDERE LAVORO E DIRITTI

 

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