L’Italia dovrebbe fare amicizia con la gente degli Stati Uniti e del mondo cacciando le basi militari statunitensi

04.10.2019 - David Swanson

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo

L’Italia dovrebbe fare amicizia con la gente degli Stati Uniti e del mondo cacciando le basi militari statunitensi

Alla fine degli anni ’80, quando ero un adolescente e uno studente a Bassano del Grappa, amavo l’Italia per le stesse ragioni per cui l’amo ancora, ragioni che includono le bellezze naturali, quelle create dall’uomo, e la bellezza umana.

Ho trovato gli italiani in generale amichevoli, gentili, generosi, amorevoli, divertenti, umili, autocritici, e intelligenti. Potrebbe anche avermi aiutato un po’ il fatto che quando dicevo agli altri ragazzi che ero degli Stati Uniti, in genere pensavano fosse una cosa fantastica. Gli anziani dicevano che gli Stati Uniti avevano salvato l’Italia dal nazismo.

Non sapevo abbastanza per rispondere che il governo e le élite statunitensi avevano alimentato l’ascesa del nazismo, che aveva attinto ai finanziamenti di Wall Street, alle leggi sulla segregazione degli Stati Uniti, ai programmi di eugenetica degli Stati Uniti, ai campi statunitensi per i nativi americani, e al sostegno del governo degli Stati Uniti.

Non sapevo abbastanza per sottolineare che l’idea degli Stati Uniti come salvatori veniva mantenuta viva al fine di evitare il ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia, perché dovevano restare allo scopo di aggredire altri paesi per tutt’altre ragioni che salvare le persone dal nazismo.

Non sapevo che il governo degli Stati Uniti vedesse la Russia come una minaccia per le grandi ricchezze, la disuguaglianza e il dominio globale, e considerasse l’Unione Sovietica come il nemico principale anche durante l’ascesa del nazismo e del fascismo, fino alla guerra ed oltre.

Non sapevo che gli Stati Uniti si fossero lasciati alle spalle truppe, sabotatori e spie, avessero interferito nella politica italiana, e visto l’Italia dal primo giorno (il primo giorno nella cultura degli Stati Uniti è il Pearl Harbor Day) come un pezzo di un impero da imporre nel nome dell’anti-imperialismo.

Non avevo idea che ci fosse più di un modo per salvare un popolo o salvarsi. Avevo frequentato le migliori scuole che gli Stati Uniti avevano da offrire, e nessuno mi aveva detto che le campagne non violente avevano rovesciato la tirannia e persino le occupazioni straniere avevano avuto più successo delle campagne violente. Se l’Italia fosse stata salvata in tempi antichi di cui non sapevo nulla, e se ciò in qualche modo spiegasse perché era normale che ci fossero truppe statunitensi a Vicenza, chi ero io per dubitarne?

Ho fatto amicizia con uno di quei militari statunitensi, ho saltato la scuola e sono andato a sciare con lui. Era un bravo ragazzo, non c’era violenza in lui. Nessuno mi aveva detto quello che avevano fatto le forze armate statunitensi, che avessero detenuto illegalmente armi nucleari in Italia, che avessero avvelenato la Sardegna praticando omicidi di massa, che far volare gli aeroplani negli impianti di risalita non era stato un prezzo da pagare per qualcosa di necessario, ma da pagare per qualcosa di sociopatico. Gli italiani mi avevano detto che la cosa più offensiva che le truppe statunitensi avessero fatto era stata indossare blu jeans per andare a sciare.

Non avevo mai sentito parlare di Evian, in Francia, luogo non lontano dall’Italia e sito di una delle conferenze in cui i governi del mondo avevano deciso pubblicamente e senza vergogna di non accettare ebrei fuori dalla Germania.

Non avevo mai sentito parlare di Veterans For Peace o di uno degli eroi di quel gruppo, Smedley Butler. Era il più decorato marine statunitense di tutti i tempi, un generale modello, famoso, un eroe per tutti gli amanti della guerra e per tutti i veterani. Era stato incarcerato per aver dichiarato pubblicamente che Benito Mussolini aveva investito una bambina con la sua auto e fatto qualche casuale osservazione a riguardo mentre accelerava. Parlare male di Mussolini era un male per le relazioni USA-Italia. Il governo degli Stati Uniti adorava Mussolini. Quindi, Smedley fu arrestato. In seguito però le persone più ricche degli Stati Uniti cercarono di assumere Smedley per guidare un colpo di stato fascista contro il presidente Roosevelt. Gli storici pensano che avrebbe potuto avere successo, solo che Smedley andò al Congresso e denunciò tutto. Denunciò anche la guerra e la sua stessa carriera come un crimine contro l’umanità.

Anni dopo, quando ormai sapevo un po’ di ciò che avrei dovuto, visitai Vicenza per partecipare alle proteste contro l’espansione della base. Incontrai anche membri del Congresso degli Stati Uniti a Washington insieme a Cinzia Bottene e Thea Valentina Garbellin, due leader della resistenza alle basi di No Dal Molin. Ricordo che i membri e il personale del Congresso avevano una sola domanda: se non a Vicenza, dove dovremmo mettere una base? E Thea e Cinzia, a loro eterno merito, risposero: da nessuna parte! – che era molto più educato di dove io gli avrei detto di metterla.

Le basi USA e NATO non stanno aiutando l’Italia, non stanno proteggendo l’Italia… da cosa poi? Non ci sono nemici. Gli Stati Uniti spendono metà della spesa militare mondiale. Le altre nazioni della NATO sono assillate da Donald Trump affinché ne spendano un altro quarto. Sono tre quarti delle spese militari mondiali. Le nazioni NATO rappresentano anche circa i tre quarti delle vendite di armi straniere. Le regioni del globo in cui vi sono la maggior parte delle guerre quasi non producono armi. Gli Stati Uniti vendono armi al 73% delle nazioni che considera dittature e ne addestrano la maggior parte. Le guerre degli Stati Uniti e della NATO generano nemici. Eppure, quando guardi funzionari degli Stati Uniti provare a spiegare al Congresso perché abbiano bisogno di oltre 1 trilione di dollari per combattere i loro nemici, l’effetto è comico. La Russia spende una piccola percentuale di ciò che la NATO spende in guerra. Un recente attacco di droni a un impianto petrolifero saudita, che apparentemente era molto più grave del bombardamento di esseri umani in Yemen, è costato meno del debito di un singolo studente universitario americano e non sarebbe potuto avvenire senza la fabbricazione, guidata dagli Stati Uniti, di droni da guerra e l’assalto genocida contro lo Yemen appoggiato dagli Stati Uniti.

Quindi, i membri del Congresso affermano spudoratamente che l’espansione della NATO al confine con la Russia è un programma per creare lavoro per le fabbriche di armi negli Stati Uniti. Quando Jack Matlock lo disse a Vladimir Putin questi lo guardò come se fosse pazzo. E funzionari militari statunitensi ammettono in anonimato con i giornali statunitensi che la nuova guerra fredda è interamente guidata dal desiderio di far funzionare la NATO e l’esercito e mantenere il flusso dei profitti della vendita di armi, nonostante gli economisti dicano che la spesa per la guerra sia la cosa peggiore possibile per un’economia.

La NATO ha bombardato illegalmente e disastrosamente la Bosnia-Erzegovina, il Kosovo, la Serbia, l’Afghanistan, il Pakistan e la Libia, ha esacerbato le tensioni con la Russia e aumentato il rischio di apocalisse nucleare. Ma i media statunitensi dicono che la NATO è un modo per cooperare con i nostri amici in Europa, – come se non esistessero modi nonviolenti per cooperare con qualcuno – e un modo per legalizzare le guerre, come se un crimine non fosse un crimine quando metti insieme una banda per commetterlo. La malattia mentale chiamata militarismo ha messo così tante radici in Europa che si stanno sviluppando piani per un esercito europeo. La soluzione alla NATO non è clonarla.

Ciò che sosteniamo con World BEYOND War è che non solo nessuna guerra può essere giusta in sè, ma che nessuna guerra potrà mai giustificare l’esistenza dell’istituzione della guerra. Il tre percento delle spese militari statunitensi potrebbe porre fine alla fame a livello globale; poco più dell’1 percento potrebbe porre fine alla mancanza di acqua potabile. Una fetta un po’ più grande di spesa militare potrebbe mettere in atto uno sforzo serio, difficilmente sperato, per ridurre la catastrofe ambientale che stiamo affrontando. Convertire piccole parti del bilancio militare in aiuti umanitari potrebbe far diventare una nazione amata e onorata in tutto il mondo, anziché detestata. La guerra è una delle principali cause della distruzione ambientale, della crisi dei rifugiati, dell’erosione delle libertà civili, della militarizzazione della polizia e della cultura, del razzismo e della xenofobia, e del rischio di apocalisse nucleare.

Costruendo una coalizione che si opponga alla guerra e a tutti gli altri mali a cui contribuisce, potremo trovare la forza ed il potere di cambiare le cose. Questo è il motivo per cui molti di noi hanno rischiato l’arresto il 23 settembre in occasione dello sciopero per il clima di Washington .

World BEYOND War opera su tre aree. Una è l’educazione: dopo meno di un’ora in una classe al college, praticamente tutti gli studenti sono commossi e decisi ad abbandonare la comune convinzione che a volte la guerra sia giustificata. Un’altra area è il disinvestimento: stiamo ottenendo che governi locali, università e fondi di investimento tolgano i loro fondi dalle armi. Il terzo obiettivo è chiudere le basi.

Credo che l’Italia dovrebbe fare amicizia con l’opinione pubblica degli Stati Uniti e con le persone nel mondo cacciando le basi statunitensi. Consiglio di diffondere ampiamente il video di CNGNN intitolato “Italy is One Big U.S./NATO Military Base” (ndt: l’Italia è una grande base militare US/NATO). In secondo luogo, bisogna far sapere a tutti negli Stati Uniti quanto pagano per le basi, le truppe, le armi e le guerre correlate. Dir loro che vogliamo farli risparmiare. Amano i soldi. Terzo, fare tutto il possibile per infastidire Donald Trump e spingerlo a chiedere all’Italia di pagare tasse più elevate per il privilegio di essere occupato dalle basi statunitensi. In quarto luogo, indagare sull’avvelenamento dell’acqua potabile vicino a ciascuna base degli Stati Uniti a causa di sostanze chimiche permanenti e cancerogene che uccideranno per sempre e che hanno fatto ammalare e ucciso persone nelle basi degli Stati Uniti in tutto il mondo. Questi prodotti chimici si trovano nella schiuma utilizzata nelle esercitazioni di spegnimento degli incendi: gran parte del mondo utilizza alternative sicure. In quinto luogo, assicurarsi che ogni persona in Italia sappia quello che sta pagando e che gli Stati Uniti possono combattere le loro guerre senza basi italiane o straniere perché hanno aeroplani, ed infine sappia che gli Stati Uniti considerano l’Italia una colonia, costruiscono le loro basi e avvelenano l’ambiente senza concedere alcun diritto agli italiani, e sappia che Donald Trump pensa che siamo degli idioti, e che milioni di persone negli Stati Uniti sarebbero elettrizzate se l’Italia si dichiarasse una nazione pacifica e neutrale .

A proposito, una legge approvata dalla Camera degli Stati Uniti ma non ancora dal Senato richiederebbe che ogni base straniera degli Stati Uniti sia giustificata dal fatto di rendere in qualche modo gli Stati Uniti più sicuri. Quindi per favore iniziate a preparare report su ogni base che NON rende gli Stati Uniti più “sicuri”.

Questa settimana viaggerò per la conferenza annuale di World BEYOND War, che si terrà quest’anno in Irlanda, vicino a un aeroporto attraverso cui le forze armate statunitensi inviano truppe e armi con il solo fine di coinvolgere l’Irlanda nelle sue guerre. Stiamo lavorando per porre fine a una tale pratica e fare dell’Irlanda un modello di neutralità.

Sto diffondendo una richiesta di due frasi per aiutare a porre fine a ogni guerra, e che è stata firmata in 175 paesi. La si può trovare su worldbeyondwar.org. Se siete d’accordo, per favore firmatela. Forse nei prossimi anni potremo tenere la nostra conferenza e il nostro raduno in Italia.

Categorie: Europa, Internazionale, Nord America, Opinioni, Pace e Disarmo

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

DIRETTA mobilitazioni ogni giorno a Santiago 10.12.19

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

2a Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.