L’aeroporto di San Francisco bandisce la plastica monouso

05.08.2019 - Italia che Cambia

L’aeroporto di San Francisco bandisce la plastica monouso
(Foto di Italia che Cambia)

A partire dal 20 agosto nello scalo americano sarà vietata la vendita di acqua in bottiglia. Il provvedimento si inserisce in una serie di azioni che punta a eliminare i rifiuti conferiti in discarica entro il 2021.

I giorni in cui si compra acqua in bottigliette di plastica per idratarsi durante i voli finiranno presto per i passeggeri in partenza dall’aeroporto internazionale di San Francisco.

L’aeroporto, che aveva già ridotto la distribuzione di cannucce in plastica monouso a luglio, quando era entrata in vigore la relativa ordinanza, adesso sta eliminando tutti i chioschi, i ristoranti e i distributori automatici che vendono acqua in bottiglie di plastica. A partire dal 20 agosto sarà consentito vendere acqua solo in bicchieri di vetro, alluminio riciclato o materiali compostabili certificati.

Secondo dei dati raccolti dell’amministrazione dell’aeroporto, ciascun passeggero produce mediamente 2200 grammi di rifiuti. Per ridurre questo quantiativo, lo scalo californiano ha già limitato l’utilizzo di dispositivi usa e getta come salviette, bicchierini da caffè e bacchette. Oltre alla plastica, l’aeroporto di San Francisco bandirà anche oggetti di dubbia sostenibilità ambientale. Adesso le bottiglie con etichette che riportano messaggi come “eco-friendly” o “di origine naturale” dovranno essere approvate dal Biodegradable Plastics Institute (BPI).

Ancor prima che venisse adottato questo provvedimento, l’aeroporto aveva installato un centinaio di punti di distribuzione di acqua potabile e chiesto ai ristoranti di fornire bustine con condimenti monouso solamente nel caso in cui il cliente lo avesse richiesto espressamente e non a ogni ordine.

“Abbiamo atteso sinora perché fino a pochi anni fa non esistevano alternative all’acqua in bottiglia”, ha dichiarato l’addetto stampa Doug Yakel in un’intervista. La nuova politica dell’aeroporto americano si inserisce in una presa di coscienza diffusa in merito ai limiti dei sistemi di riciclaggio.

A giugno scorso un’inchiesta condotta dal Guardian aveva rivelato che solo il 9% della plastica che gli americani conferiscono agli impianti viene effettivamente riciclata. Questo perché essi non accettano plastica non lavata né bottiglie con il tappo. La maggior parte della plastica economica utilizzata per le bottigliette d’acqua o i cartoni del latte finisce in discarica o in inceneritore oppure viene spedita in altri paesi per essere trattata.

Questa pratica ha creato un mercato internazionale in cui le nazioni occidentali mandano la plastica non riciclabile in paesi poveri come Vietnam o Laos. Molti di essi tuttavia stanno cominciando a rifiutare il ruolo di bidone della spazzatura della parte ricca del mondo. Ora che è stata avviata una discussione globale sulla riduzione degli impianti di riciclaggio, anche l’aeroporto di San Francisco spera che la propria politica possa incoraggiare le grandi aziende a eliminare gli imballaggi in plastica.

“Speriamo che, se la richiesta ai produttori diminuisce, aumenti l’utilizzo di acqua del rubinetto e imbottigliata con materiali sostenibili. Ci piacerebbe che questo sia un monito per tutta l’industria”.

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Categorie: Ecologia ed Ambiente, Nord America, Opinioni
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