Il Premio Right Livelihood 2017 celebra gli artefici e ispiratori del cambiamento e i campioni della giustizia

26.09.2017 - Right Livelihood Award Foundation

Quest'articolo è disponibile anche in: Tedesco

Il Premio Right Livelihood 2017 celebra gli artefici e ispiratori del cambiamento e i campioni della giustizia

I Laureati del premio Right Livelihood di quest’anno, comunemente conosciuto come il Premio Nobel Alternativo sono stati resi noti oggi a Stoccolma, in Svezia:

Il premio onorario quest’anno va a Robert Bilott (USA) per “aver svelato una storia decennale di inquinamento chimico, ottenuto giustizia per le vittime e creato un precedente per un’efficace regolamentazione dell’uso di sostanze pericolose”.

Bilott ha commentato: “Spero che questo riconoscimento possa contribuire a diffondere la coscienza del bisogno urgente di iniziative per proteggere la nostra acqua potabile e la capacità delle comunità locali di assicurarsi che queste misure siano messe in pratica.”

Il premio monetario di 3 milioni di SEK (circa 315.000 Euro) è diviso equamente fra tre Laureati:

Colin Gonsalves (India) è premiato dalla Giuria “per l’instancabile e innovativo ricorso da più di 30 anni alle controversie di interesse pubblico, per assicurare i diritti umani fondamentali ai cittadini più vulnerabili e marginalizzati in India.”

Gonsalves ha commentato: “Mi sento al contempo onorato e privilegiato nel ricevere questo Premio che arriva in un momento in cui l’India attraversa un periodo buio e gli attivisti dei diritti umani sono sotto assedio. La piattaforma che la Fondazione mette a nostra disposizione ci aiuterà a rafforzare la resistenza democratica in questo momento critico.

Khadija Ismayilova (Azerbaigian) riceve il Premio “per il suo coraggio e la sua tenacia nel denunciare la corruzione dei più alti livelli governativi attraverso un incredibile lavoro di giornalismo investigativo in nome della trasparenza e della responsabilità”. È la prima volta che il Premio Right Livelihood va ad un Laureato dell’Azerbaigian.

Ismayilova ha commentato: “È un onore per me essere stata scelta per un premio così prestigioso. Accetto con gioia in nome di tutti i giornalisti e difensori dei diritti umani del mio paese che continuano il loro lavoro malgrado le difficili condizioni.”

Yetnebersh Nigussie (Etiopia) è premiata dalla Giuria “per il suo lavoro edificante nella promozione dei diritti e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, e per dar loro la possibilità di realizzare pienamente il proprio potenziale e contribuire al cambiamento della mentalità nelle nostre società”.

Nigussie ha commentato: “È un grandissimo onore ricevere il prestigioso Premio Right Livelihood. Questo riconoscimento è come dell’ossigeno per le comunità che si impegnano per l’inserimento e la piena partecipazione delle persone con disabilità in ogni aspetto della loro vita.

L’annuncio è stato fatto al Centro per la Stampa Internazionale presso il Ministero svedese degli Affari Esteri da Ole von Uexkull, Direttore Esecutivo della Fondazione del Premio Right Livelihood e da Maina Kiai, membro della Giuria e ex Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il diritto alla Libertà di Riunione Pacifica e di Associazione. La decisione è stata presa dalla Giuria Internazionale dopo aver esaminato 102 candidature provenienti da 51 paesi

Ole von Uexkull ha commentato: “I laureati di quest’anno proteggono i diritti e le vite di cittadini di 3 diversi continenti. Con il loro coraggioso lavoro in favore dei diritti umani, la salute pubblica e il buon governo, i Laureati affrontano alcune delle maggiori sfide mondiali nella loro sostanza. In un momento in cui la democrazia arretra in modo allarmante, il loro successo ci mostra la via verso un mondo più giusto, pacifico e sostenibile.”

Costituito nel 1980, il Premio Right Livelihood onora e sostiene persone e organizzazioni coraggiose che offrono soluzioni visionarie e esemplari alle cause dei problemi globali. Oggi, i Laureati del premio sono 170 e provengono da 69 diversi paesi.

A proposito dei Laureati 2017

Robert Bilott

Robert Bilott è uno dei migliori avvocati ambientalisti del mondo. Grazie ad una combinazione di controversie innovative, conoscenze scientifiche e straordinaria perseveranza, Robert Bilott ha ottenuto une delle maggiori vittorie per la legge ambientale e la responsabilità aziendale di questo secolo.

In una battaglia legale che è durata 19 anni, ha rappresentato 70.000 cittadini la cui acqua potabile era stata contaminata con acido perfluorooctanico (PFOA) dal gigante chimico DuPont. Ampliando il concetto di azione legale collettiva, ha avviato uno studio tossicologico di 7 anni sulle 70.000 vittime, che ha contribuito in modo significativo alla comprensione scientifica dei rischi per la salute associati alle sostanze polifluoroalchiliche (PFAS). Questa classe di sostanze, che non si distruggono nell’ambiente né nel corpo umano, è oggi onnipresente nelle nostre società.

In un momento in cui la regolamentazione ambientale è gravemente minacciata e non solo negli Stati Uniti, Bilott ha conquistato con successo il risarcimento dei suoi clienti e continua a lavorare per una migliore regolamentazione delle sostanze tossiche.

Ole von Uexkull ha commentato: “Lo scandalo ambientale che Robert Bilott ha svelato non è che la punta dell’iceberg dell’inquinamento globale causato dai fluorocarburi. Grazie al suo indefesso lavoro, il mondo ora sa che questa classe di sostanze chimiche rappresenta una seria minaccia alla salute pubblica in tutto il mondo e richiede urgentemente una regolamentazione.”

Colin Gonsalves

Colin Gonsalves è tra gli avvocati per i diritti umani più completi della sua generazione. Avvocato alla Corte Suprema dell’India, è fondatore del Human Rights Law Network (HRLN), un network indiano di avvocati difensori dell’interesse pubblico.

Da oltre 30 anni, gli avvocati di HRLN sono impegnati in cause di interesse pubblico affinché il governo renda conto delle proprie azioni e garantisca un ampio spettro di diritti umani. Tra i clienti di Gonsalves ci sono i più vulnerabili dell’India, i lavoratori schiavi, le minoranze etniche e religiose, i rifugiati, gli abitanti delle baraccopoli, le donne marginalizzate e i poveri.

Le vittorie più significative di Gonsalves nelle corti dei tribunali comprendono il caso “Right to Food ” del 2001, che ha visto la Corte Suprema dell’India adottare decisioni di estremo valore, che istituiscono un pranzo gratuito per tutti gli scolari e grano sovvenzionato per oltre 400 milioni di Indiani che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Nel 2016 e 2017 Gonsalves ha ottenuto che la Corte Suprema adottasse delle decisioni storiche che ponevano fine all’immunità penale delle forze armate indiane. L’impatto significativo di queste decisioni è già visibile nella riduzione delle esecuzioni extragiudiziali nel nord-est dell’India.

Ole von Uexkull ha commentato: “Colin Gonsalves ha creato una rete di avvocati in tutta l’India che aiutano le persone più svantaggiate ad accedere ai propri diritti. La famosa causa “Right to Food” alla Corte Suprema dell’India per esempio ha dato a 400 milioni di persone accesso ad una migliore nutrizione. In un’epoca in cui l’India, come molti altri paesi, sta diventando più autoritaria, Colin e la rete dei suoi avvocati svolgono un ruolo cruciale nella difesa della democrazia indiana.”

Khadija Ismayilova

Khadija Ismayilova è la più autorevole giornalista investigativa contemporanea dell’Azerbaigian. Nel corso degli ultimi 10 anni, le sue inchieste hanno rivelato un alto numero di affari commerciali corrotti che hanno coinvolto i membri della famiglia del presidente Aliyev.  Khadija Ismayilova ha fornito prove irrefutabili della corruzione ai più alti livelli del governo dell’Azerbaigian con il coinvolgimento di multinazionali come la TeliaSonera. I suoi articoli hanno rivelato in maniera chiara come le ricchezze del paese siano state depredate, reindirizzate all’estero e usate per influenzare i politici europei.

In seguito alla pubblicazione degli articoli sulla corruzione del governo, Ismayilova è stata sottoposta a campagne di diffamazione, vessazioni e false accuse di crimini. Malgrado abbia trascorso un anno e mezzo in prigione, Ismayilova rifiuta di ridursi al silenzio e continua a scrivere.  A proposito della violazione dei diritti umani in Azerbaigian, Ismayilova insiste nell’ attirare l’attenzione sulla questione dei prigionieri politici e si impegna a fornire alle loro famiglie aiuto materiale e morale. Mentre il governo continua a intimidire e imprigionare i giornalisti con allarmante frequenza, Ismayilova continua a scrivere con coraggio e rivendicare una maggiore responsabilità da parte del governo e una migliore gestione della cosa pubblica in Azerbaigian.

Ole von Uexkull ha commentato: “Khadija Ismayilova è una delle più coraggiose e talentuose giornaliste investigative della sua generazione. Malgrado la detenzione, le minacce e le campagne diffamatorie, non ha rinunciato a investigare le azioni del governo autoritario di Azeri e dell’élite al potere. Grazie al suo incredibile lavoro ora sappiamo fino a che punto i responsabili politici e le imprese in Europa sono implicati negli atti di corruzione e concussione collegati all’Azerbaigian”

Yetnebersh Nigussie

Yetnebersh Nigussie è un’avvocatessa etiope divenuta esperta in diritti umani in seguito alla propria esperienza di discriminazione in quanto originaria di un paese “in via di sviluppo”, giovane, donna – e cieca. Yetnebersh Nigussie combatte con coraggio per i diritti delle donne e delle ragazze, per un’istruzione inclusiva e una società civile dinamica. Nigussie è un’avvocatessa sinceramente impegnata per i diritti sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD).

Grazie ai suoi instancabili sforzi, ha fatto modificare lo sguardo sulla disabilità nella società etiope e internazionale, con un messaggio convincente; “Guardate la persona, non il suo handicap.  Abbiamo una sola disabilità, ma 99 abilità da cui ripartire!”.

Attualmente consigliera per l’Inserimento presso l’ONG esperta in disabilità e sviluppo, Light for the World, Nigussie lotta per l’inserimento del 15% – circa 1 miliardo – della popolazione mondiale che vive con una qualche forma di disabilità.  Nigussie mette tutta sé stessa nel creare le condizioni per l’inserimento delle generazioni future cercando sinergie tra la realtà nazionale e il quadro di riferimento internazionale.

Ole von Uexkull ha commentato: “Yetnebersh Nigussie è una stella splendente di speranza per tutti, non solo per il miliardo di persone che vive con qualche forma di disabilità. Con la sua storia personale e il suo lavoro come attivista, Yetnebersh Nigussie insiste particolarmente sulla necessità di un cambiamento sociale positivo basato sui diritti e le capacità delle persone. Con Yetnebersh Nigussie, noi onoriamo una donna coraggiosa che ci mostra l’enorme potenziale delle società inclusive.”

A proposito del Premio:

Il Premio Right Livelihood non è destinato all’élite politica, scientifica od economica, ma è un Premio per le persone, il loro lavoro e la loro lotta per un futuro migliore. Il Premio Right Livelihood accetta proposte da chiunque attraverso un processo di nomina aperto.

Il Premio prende il suo nome dal concetto buddhista di “Right Livelihood”, che incoraggia le persone a vivere secondo principi etici nel rispetto delle persone e della natura.

Oltre a presentare il Premio, la Fondazione sostiene attivamente il lavoro dei Laureati e protegge coloro la cui vita a e libertà sono a rischio in ragione del loro impegno.

Tra i Laureati che hanno ricevuto il Premio negli anni passati si ricordano i famosi informatori americani Edward Snowden and Daniel Ellsberg, il giornalista britannico Alan Rusbridger, il quotidiano Cumhuriyet (Turchia), l’ambientalista Vandana Shiva (India), l’attivista per i diritti umani Bianca Jagger (Nicaragua), l’avvocatessa Jacqueline Moudeina (Ciad), Dr Denis Mukwege (Repubblica Democratica del Congo), Martín Almada (Paraguay), e l’autrice svedese di libri per bambini Astrid Lindgren. Tra loro anche Gino Strada, fondatore di EMERGENCY, che ha ricevuto il Premio nel 2015 ed è stato il primo Laureato italiano.

 

 

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