Come ridurre consumi energetici per riscaldamento e raffreddamento

07.03.2015 - Human Wrongs Watch

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Come ridurre consumi energetici per riscaldamento e raffreddamento

Nairobi, 26 febbraio 2015 – La transizione verso un moderno sistema di distretti energetici urbani potrebbe contribuire per il 60% alla richiesta riduzione delle emissioni nel settore energetico entro il 2050, e nello stesso tempo ridurre anche il consumo di energia primaria fino al 50 per cento, secondo un nuovo rapporto emesso il 25 febbraio 2015 dal United Nations Environment Pogramme(UNEP) in collaborazione con il centro di Copenaghen sull’efficienza energetica (C2E2), ICLEI-governi locali per la sostenibilità, e UN-Habitat.

Tenuto conto che il 70 per cento del consumo globale di energia, così come il 40-50 per cento delle emissioni globali di gas serra, è dovuto alle aree urbane, il rapporto District Energy in Cities: Unlocking the Potential of Energy Efficiency and Renewable Energy (Distretti energetici urbani: sbloccare il potenziale di efficienza energetica e energie rinnovabili), mostra in che modo autorità locali e governi nazionali possono sviluppare sistemi di distretti energetici ad elevato rendimento, resilienti ai cambiamenti climatici ed economici, una delle soluzioni più convenienti ed efficienti per ridurre le emissioni di gas serra e la domanda di energia primaria, contribuendo a mantenere l’aumento della temperatura globale a due gradi Celsius sopra i livelli pre-industriali.

I distretti energetici possono inoltre contribuire alla transizione verso l’economia verde attraverso il risparmio derivante da investimenti in impianti di produzione di energia e capacità di picco non effettuati o differiti, insieme a creazione di ricchezza attraverso una ridotta spesa per i combustibili fossili, tasse locali; e aumento dell’occupazione.

Lo Scenario dei 2DS

La nostra risposta e la nostra capacità di tenere il mondo all’interno del cosiddetto “scenario 2DS”, ci ha portato a concentrarci sui distretti energetici urbani. I distretti sono funzionali, affidabili, portano vantaggi ai consumatori e producono benefici rispetto alla nostra capacità di affrontare il cambiamento climatico”, ha dichiarato Achim Steiner, sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo dell’UNEP (Programma delle Nazioni unite per l’ambiente).

Nel presentare questo rapporto, vogliamo attirare l’attenzione di decisori di tutto il mondo, sindaci, responsabili locali e di quartiere, sull’importanza dei distretti energetici urbani e, si spera, attraverso ciò che si è imparato dalle esperienze in molte parti del mondo, assicurarci della validità di questo progetto come un ulteriore elemento che ci permetterà di praticare e attingere a soluzioni già altrove implementate, provate, e parte della transizione verso un’economia verde”.

Attualmente, riscaldamento e raffreddamento di acqua e aria rappresentano la metà del consumo di energia in alcune città, con enormi costi economici e sociali dovuti a inefficienze sistemiche, allo stesso tempo agendo da grave ostacolo all’accesso universale ad un’energia moderna.

La richiesta di energia per il raffreddamento, in particolare, sta crescendo in tutto il mondo, aumentando la spesa per servizi energetici. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia il consumo di energia per il raffreddamento è aumentato del 60 per cento a livello mondiale dal 2000 al 2010, e potrebbe arrivare al 625 per cento entro il 2050 in alcune regioni dell’Asia e dell’America Latina.

Varie città in tutto il mondo utilizzano il sistema dei distretti energetici, nei quali una centrale convoglia vapore, acqua calda o acqua fredda distribuendola attraverso la città, per la loro elevata efficienza energetica, che può ridurre significativamente le emissioni di gas serra dovute a raffreddamento e riscaldamento.

Da ciò risulta una migliorata qualità dell’aria e, dove i distretti utilizzano fonti di energia rinnovabili, una riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e delle importazioni di energia, il che aumenta inoltre la resilienza delle aree urbane agli andamenti dei prezzi dei combustibili.

Alcuni esempi: St Paul, Toronto, Parigi…

Negli USA, per esempio, la città di St Paul, Minnesota, alimenta il proprio distretto energetico con energia prodotta dai residui di legname della città stessa, evitando così lo spostamento di 275.000 tonnellate di carbone all’anno e mantenendo 12 milioni di dollari in spese di energia circolanti nell’economia locale.

In Canada, a Toronto, l’estrazione di acqua dal lago per il tele-raffreddamento riduce del 90 per cento l’utilizzo di energia elettrica per il raffreddamento. La città ricupera inoltre 89 milioni di dollari dalla vendita del 43 per cento di azioni nei suoi sistemi di distretti energetici, somma che potrebbe utilizzare per finanziare altre infrastrutture sostenibili di sviluppo.

Parigi distribuisce un riscaldamento economico e rinnovabile attraverso il teleriscaldamento e, possedendo un terzo dell’azienda di teleriscaldamento, beneficia di un dividendo annuo pari a 2,6 milioni di dollari, che va ad aggiungersi ad un canone annuo di concessione di 9,1 milioni di dollari.

Le città sono partner cruciali nel rendere l’iniziativa Sustainable Energy for All (Energia sostenibile per tutti) una realtà. Con il loro aiuto noi possiamo cambiare l’ambiente, cambiare il modo di produrre e utilizzare energia e allo stesso tempo notevolmente mitigare il cambiamento climatico, accelerare lo sviluppo economico, ridurre l’inquinamento ambientale e alleviare la povertà estrema, di conseguenza rendendo le città molto più resilienti”, afferma Kandeh Yumkella, sottosegretario generale dell’ONU, rappresentante speciale del Segretario generale e CEO di Sustainable Energy for All.

Attraverso l’analisi di 45 città campione, che collettivamente hanno installato con il sistema dei distretti energetici oltre 36 GW di capacità (pari a 3,6 milioni di famiglie) per il riscaldamento, 6 GW per il raffreddamento (equivalente a 600.000 famiglie) e 12.000 km di reti energetiche di distretto, il rapporto rileva che, mentre i contributi dei distretti energetici sono rilevanti e in crescita, le potenzialità di questi sistemi rimangono in larga parte inesplorate, con significative opportunità sia per la loro crescita, sia per ammodernamento e nuovo sviluppo.

E poi ci sono India, Armenia, i paesi del Golfo…

India: Gujarat International Finance Tec-City, conosciuta come GIFT, sta sviluppando il primo distretto di tele-raffreddamento del paese, che potrebbe ridurre la domanda di energia elettrica del 65-80 per cento.

Armenia: la capitale Yerevan sta ristrutturando e modernizzando il proprio sistema di teleriscaldamento, che storicamente evidenziava perdite fino al 50 per cento. Dopo la prima fase di ristrutturazione, sono stati ricollegati 10.000 residenti, con una riduzione del consumo di energia di 50,2 GWh all’anno e fornendo calore ad un prezzo più conveniente rispetto alle caldaie a gas residenziali.

Intanto uno studio di Booz & Company del 2012 sui paesi del Golfo rileva che il tele-raffreddamento potrebbe coprire il 30% delle previste necessità entro il 2030, evitando così la costruzione di 20 GW di nuova capacità di potenza e l’equivalente di 200.000 barili di petrolio al giorno.

I governi locali, nei loro vari ruoli di progettisti e autorità di regolamentazione, di catalizzatori di finanziamenti, di modelli e sostenitori, e in quanto grandi consumatori di energia e fornitori di servizi e infrastrutture (come energia, trasporti, edilizia, raccolta rifiuti, trattamento delle acque reflue).sono nella posizione ideale per far progredire i sistemi dei distretti energetici

Ad esempio, nel solo 2012 le politiche di pianificazione territoriale e di energia integrata della Greater London Authority hanno portato ad investimenti nelle infrastrutture di teleriscaldamento pari a 213 milioni di dollari.

Le opzioni politiche disponibili alle città spesso sono influenzate dai quadri nazionali e dalla portata della decentralizzazione. Questa pubblicazione descrive le migliori pratiche di politica che i governi locali possono utilizzare all’interno dei loro ruoli, tenendo conto delle variegate strutture nazionali.

La District Energy in Cities Initiative (Iniziativa per i distretti energetici urbani)

Per facilitare la transizione verso moderni sistemi energetici urbani, l’UNEP ha lanciato una nuova iniziativa a favore dei distretti energetici urbani, come l’acceleratore per il meccanismo di attuazione del SE4ALL: Sustainable Energy4ALL (energia sostenibile per tutti). All’interno di questa iniziativa l’UNEP ha sviluppato un piano d’azione di politiche e investimenti costituito da 10 passaggi chiave, per accelerare sviluppo, modernizzazione e diffusione su larga scala dei distretti energetici urbani.

Un diagramma decisionale, creato sulla base di questa pubblicazione e degli scambi con le 45 città campione, guiderà le città interessate attraverso le varie fasi, evidenziando gli strumenti e le migliori pratiche a disposizione dei governi locali nei loro diversi ruoli di pianificatori e regolatori, catalizzatori, fornitori e consumatori, coordinatori e sostenitori. Una componente chiave dell’iniziativa portata avanti dall’UNEP è rappresentata dal gemellaggio tra città, mettendo in corrispondenza le città campione con quelle in avviamento.

Note

Uno dei tre obiettivi dell’iniziativa Sustainable Energy fo All è il raddoppio del tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030.

La Global Energy Efficiency Accelerator Platform è stata istituita per aiutare a raggiungere questo obiettivo, attraverso azioni di sostegno per il miglioramento dell’efficienza energetica in settori specifici, come distretti energetici, illuminazione, elettrodomestici, efficienza dei veicoli, edilizia, industria. La Global Initiative on District Energy in Cities (Iniziativa globale per i distretti energetici urbani) è il meccanismo di attuazione del’Acceleratore dei distretti energetici del SE4ALL.

* Fonte: UNEP.

2015 Human Wrongs Watch

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Economia, Internazionale, Scienza e Tecnologia

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