Giovedì 6 giugno 2013 il Congresso degli Stati Uniti ha respinto con 224 voti contro e 201 a favore la normativa per frenare le deportazioni dei giovani entrati nel paese da bambini.

Il progetto presentato da Obama rimandava la deportazione dei cosiddetti “dreamers” (sognatori), entrati negli Stati Uniti prima di compiere sedici anni e che ora ne hanno meno di 31: studenti universitari o medi, militari e persone senza precedenti penali.

Va ricordato che l’iniziativa non scongiura la deportazione, ma protegge questi giovani evitandola per due anni.

La maggioranza dei voti contrari a questa normativa proviene dall’ala repubblicana del Congresso. E’ stato Steve King a proporre l’emendamento per non “ammorbidire le leggi sulla deportazione”, visto che gli agenti dell’immigrazione avrebbero dovuto “evitare” di espellere i “dreamers” dal paese.

“A prescindere dall’opinione della gente sulla politica riguardo all’immigrazione qui negli Stati Uniti, non possiamo permettere che il potere esecutivo usurpi l’autorità legislativa del Congresso. Se permettiamo che questo accada in materia di immigrazione, potrebbe poi accadere in qualsiasi altro tema” ha dichiarato King.

“I ‘dreamers’ sono membri produttivi della nostra società, portati in questo paese da bambini. Sono cresciuti nelle nostre comunità e sono americani in tutti i sensi, nonostante la mancanza di documenti” ha affermato la Casa Bianca in un comunicato, definendo la decisione presa “contraria ai valori e ai principi” degli Stati Uniti.

D’altra parte Harry Reid, rappresentante della maggioranza democratica al Senato, ha anticipato che la proposta del governo verrà respinta nella Camera alta.

Questa normativa si inquadra nella discussione sul progetto di una riforma dell’immigrazione. Ad oggi vivono negli Stati Uniti 11 milioni di immigrati senza documenti.

Natalia Antezana Bosques / @Natalia3_0

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo