La Commissione Europea costringe i paesi in crisi a privatizzare l’acqua

31.10.2012 - Giuseppina Vecchia

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

La Commissione Europea costringe i paesi in crisi a privatizzare l’acqua

Comunicato stampa rilasciato da France Libertés-Fondation Danielle Mitterand, Coordination Eau Ile de France e ATTAC

Bruxelles – La Commissione europea promuove deliberatamente la privatizzazione dei servizi idrici come una delle condizioni imposte nel quadro dei piani di salvataggio, come essa stessa riconosce in una lettera indirizzata ai gruppi della società civile. La direzione del commissario europeo Olli Rehn ha risposto alle domande poste in una lettera aperta, scritta da organizzazioni della società civile, concernenti il ruolo assunto dalla Commissione rispetto all’obbligo di privatizzare imposto dalla Troika a Grecia, Portogallo e altri paesi. Oggi, in una seconda lettera al commissario Rehn, le organizzazioni esigono che egli “da oggi in avanti si astenga dall’esercitare qualunque tipo di pressione per imporre condizioni a favore della privatizzazione dell’acqua”.

Il forte appoggio della Commissione alla privatizzazione va in senso contrario rispetto alla crescente tendenza, in Europa e altrove, ad ammettere che essa non produce necessariamente i benefici annunciati. Parigi, come altre città, ha di recente ri-municipalizzato i servizi idrici in seguito alla cattiva esperienza della privatizzazione. Nel 2004, il governo olandese ha adottto una legge che vieta di delegare i servizi idrici pubblici al settore privato e la Corte Costituzionale italiana ha sentenziato che qualunque legislazione futura che tentasse di privatizzare i servizi pubblici sarebbe incostituzionale.

Nella sua risposta, la Commissione non ha avanzato la minima argomentazione in appoggio alla propria posizione, e questo mentre la ricerca dimostra che i servizi pubblici sono spesso più efficienti di quelli privati. La Commissione, inoltre, viola alcuni articoli chiave del Trattato dell’Unione Europea, che stabiliscono la neutralità della stessa riguardo il regime scelto per la proprietà dei servizi idrici.

Alcuni eurodeputati hanno già presentato un’interrogazione alla Commissione, richiedendo chiarimenti sulla contraddizione tra le raccomandazioni della Troika e la neutralità richiesta alla Commissione.

“Questo” sostiene Gabriella Zanzanaini, di Food & Water Europe “mostra davvero come la Commissione abbia perso il contatto con la realtà. Le loro ragioni ideologiche non sono basate su fatti attestati e arrivano fino ad ignorare la volontà democratica dei cittadini”.

“La Commissione deve dare spiegazioni su un buon numero di punti.” dichiara poi Jan Goudriaan della Federation Syndicale Européenne des Services Publics (FSESP). ” Non solo non ci sono prove a sostegno dell’idea che il settore privato sia più efficiente, ma c’è anche una fortissima resistenza pubblica alla privatizzazione. I cittadini europei non recederanno facilmente su questo punto.”

Mentre da una parte si intensificano, attraverso l’Europa, i movimenti di lotta contro la vendita dell’acqua pubblica, è stata lanciata una prima Initiative Citoyenne Européenne per promuovere l’applicazione del diritto all’acqua per tutti in Europa e affinché la fornitura dei servizi idrici e la gestione delle risorse idriche non siano sottomesse alle “regole del mercato interno” pur essendo esclusi dalla liberalizzazione.

[1] La “neutralità” a proposito della proprietà pubblica o privata dei servizi pubblici si trova nell’articolo 345 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e all’articolo 17 1 della Direttiva 2006/123/EC relativa ai servizi nel mercato interno

Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia

 

Categorie: Comunicati Stampa, Ecologia ed Ambiente, Europa, Questioni internazionali

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