E’ ora di sostituire l’articolo IV del TNP con un’adesione universale all’IRENA

23.05.2010 - New York - Alice Slater

Mentre il mondo si compiace della sempre maggiore consapevolezza dell’importanza dell’abolizione delle armi nucleari (dai primi rozzi tentativi di eliminare le armi nucleari effettuati dai soldati durante la guerra fredda, dagli ex Capi di Stato e dai generali), con il recente accordo START negoziato dal Presidente Obama e da Medveded sembra che finalmente sia giunto il momento di ridurre gli arsenali nucleari sulla base di nuove misure di controllo, tuttavia stanno emergendo delle forze contrastanti, che traggono le loro origini dal balance of terror del XX secolo e che stanno riducendo la portata dei progressi compiuti sulla strada della riduzione della proliferazione nucleare. Oltre alle rinnovate pressioni dei militari e del partito repubblicano nel Congresso USA favorevoli a tenere in ostaggio l’accordo START in cambio di milioni di dollari per laboratori di armi in grado di creare plutonio per le bombe, continuano le tanto criticate esplosioni di plutonio e di sostanze chimiche nei siti adibiti ai test nel Nevada e continua ad essere sostenuto il destabilizzante programma di “difesa missilistica” e il programma guerre stellari, si sta anche diffondendo a livello globale, la proliferazione dei cosiddetti “reattori nucleari a scopi pacifici”, che si stanno moltiplicando e stanno diffondendo nel pianeta le loro tecnologie letali come fossero delle “fabbriche” di bombe.

Paradossalmente, sebbene le recenti richieste di controllo del nucleare provengano dagli “Stati nucleari”, c’è stato un improvviso grande interesse anche da parte di paesi che non avevano mai desiderato il nucleare nemmeno a scopi pacifici, prima di acquisire il know-how che permetterà loro di giocare un ruolo preponderante nel club delle grandi potenze. Di conseguenza, paesi come El Salvador, il Ghana, la Birmania e l’Indonesia hanno manifestato la loro intenzione di costruire impianti nucleari e paesi come l’Algeria, il Bahrein, l’Egitto, l’Iran, la Giordania, il Kuwait, il Marocco, l’Oman, il Qatar, l’Arabia Saudita, il Sudan, la Siria, la Tunisia, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen hanno mostrato il loro interesse al riguardo. (1)

Fomentati da motivazioni di carattere economico, attualmente, il gruppo dei paesi industrializzati ha promosso vigorosamente la “rinascita dell’uso del nucleare a scopi civili”. C’è stato un forte interesse nell’autorizzare la posa di nuove mine di uranio nel mondo, in Africa, in Australia, in Canada, in Kazakhstan, in India, negli USA – perfino nell’estrema terra circostante il Grand Canyon, anche se si conoscono le tragiche conseguenze della posa di mine sulla salute delle popolazioni indigene che subiscono gli effetti di queste attività tossiche: malformazioni alla nascita, cancro, leucemia e mutazioni genetiche si verificano in ogni comunità dove le mine di uranio sono poste.

La crisi nucleare che affrontiamo oggi è il risultato diretto dell’esportazione della tecnologia nucleare a scopi pacifici in paesi come l’Iraq, l’Iran e la Corea del Nord. Infatti, ogni reattore nucleare permette a un paese di sviluppare proprie armi nucleari, come abbiamo visto nel caso dell’India, del Pakistan e di Israele che non hanno mai aderito al Trattato di Non Proliferazione e ora della Corea del Nord che ha sfruttato i benefici della tecnologia “pacifica” e poi ha lasciato il TNP per sviluppare una propria forza di deterrenza contro le intimidazioni degli USA. Sotto l’artificio della “pace”, anche altri paesi come il Sud Africa, l’Argentina, il Brazile e la Libia stavano sviluppando proprie bombe nucleari, ma poi hanno abbandonato l’idea. L’ex Direttore dell’IAEA, Mohammed ElBaradei ha affermato: ” Noi non possiamo permettere che ogni paese possa costruire proprie industrie per separare il plutonio o arricchire l’uranio. Stiamo parlando di 30 o 40 paesi che non prendono posizione, ma che hanno un potenziale nucleare che può essere convertito in armi nucleari in un mese”. *

I firmatari del CTB (Comprehensive Test Ban) erano ben consapevoli che il possesso di un reattore nucleare avrebbe dato ai paesi la possibilità di costruire una bomba nucleare e che sarebbe stato necessario includerli negli sforzi per bandire i test nucleari, senza tener conto del fatto che mostrassero o meno la loro intenzione di costruire armi. L’ex Direttore USA della CIA, George Tenet ha detto: ” La differenza che c’è tra la produzione di uranio impoverito e la produzione di armi con uranio arricchito è solo di tempo e di obiettivi, non di tecnologia”. *

Ci sono circa 200 milioni di kg di reattori non utilizzati nel mondo – 5 kg basterebbero per costruire una bomba nucleare. Gli USA stanno progettando di costruire altri 50 reattori entro il 2020; la Cina pensa di costruirne 30; attualmente sono in costruzione più di 31 reattori – che producono grandi quantità di sostanze tossiche; adatti per costruire bombe, senza alcuna garanzia per contenere con sicurezza le tonnellate di scorie radioattive che saranno generate nei prossimi 250.000 anni, scorie che continueranno a minacciare la vita sulla terra.

Innumerevoli studi segnalano un’elevata incidenza di difetti di nascita, cancro e mutazioni genetiche in ogni situazione in cui è utilizzata la tecnologia nucleare – sia in tempo di guerra che di “pace”. Nel 2005, uno studio del National Research Council ha mostrato che l’esposizione ai raggi X e ai raggi gamma, anche in bassi dosaggi, può causare il cancro. La Commissione ha definito “basso dosaggio” un’esposizione ai raggi X da zero a 10 volte. “Sembra che non ci sia una soglia al di sotto della quale l’esposizione ai raggi X non sia nociva”, ha detto un membro del panel del NRC. Diecimila tonnellate di scorie radioattive accumulate attraverso i reattori ad uso civile, senza alcuna soluzione per la loro accumulazione, stanno rilasciando scorie tossiche nell’aria, nell’acqua e nel suolo, stanno contaminando il pianeta e i suoi abitanti e continueranno a farlo per centinaia di migliaia di anni.

In Aprile, uno studio pubblicato dall’Accademia di Scienze di New York, guidata da un noto scienziato russo, ha reso noto che sulla base dei dati attualmente disponibili, circa 985.000 persone sono morte di cancro tra il 1986, anno dell’incidente di Cernobyl e il 2004. (2). L’AIEA è stata strumentalizzata per occultare le disastrose conseguenze della tragedia di Cernobyl sulla salute delle persone, sottostimando il numero delle vittime e attribuendo direttamente all’incidente, solo la morte di 50 persone. Questo insabbiamento fu senza dubbio dovuto all’accordo esistente tra l’AIEA e l’OMS, il quale prevede che, qualora una delle parti inizi un progetto o un programma che tocchi gli interessi dell’altra parte, la prima dovrà consultare la seconda sulla questione in oggetto al fine di trovare un accordo che soddisfi entrambe. Di conseguenza, è previsto che il lavoro degli scienziati e dei ricercatori dell’OMS sia controllato dall’AIEA, agenzia leader nella tecnologia nucleare “pacifica”.

I paesi industrializzati hanno l’arroganza di pensare di poter gestire l’intero regime di apartheid nucleare, anche se i loro governanti sono consapevoli del fatto che il regime di controllo delle armi nucleari ormai è fallito. Stanno pianificando un controllo verticale, gerarchico e centralizzato dell’intero processo nucleare, attraverso un piano folle al fine di incalanare l’energia ricavata nei paesi nucleari, come ad esempio gli USA, la Russia, la Cina, la GB, la Francia, il Giappone e l’India che sono membri della nuova Global Nuclear Energy Partnership. I membri della Partnership trasporteranno materiale tossico per costruire le bombe verso e da i 4 angoli del mondo, in uno scenario da incubo con il plutonio in costante transito, soggetto al furto da parte di gruppi terroristici o ad incidenti via terra e via mare, mentre si creerà un gruppo di potenze “non nucleari” che non potranno più fare a meno di costruire le loro bombe nucleari, trasformando i loro reattori a scopi civili. Sarà così il XX secolo!

E’ giunto il momento che le cose cambino e diventino più sicure, verso un’energia sostenibile

Ogni 30 minuti, l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre potrebbe soddisfare la domanda globale di energia per un anno intero. Il vento potrebbe soddisfare il bisogno mondiale di elettricità in misura superiore a 40 volte e provvedere alla domanda globale di energia in misura maggiore di 5 volte. L’energia geotermica presente nella crosta terreste per una lunghezza di 6 miglia conterrebbe 50.000 volte in più, l’energia di cui il mondo ha bisogno in termini di petrolio e gas naturale. L’energia generata dalle onde e dalle maree potrebbe fornire una grande riserva di energia per tutta la terra, di cui potrebbe fruire liberamente tutti, ricchi e poveri. Si potrebbe immagazzinare l’energia così ottenuta in delle celle, che diverrebbe una fonte di energia sicura e pulita da utilizzare in assenza di sole o di vento. Inoltre, bruciando questo combustibile, si produrrebbe vapore, abbastanza puro da bere, senza contaminare ulteriormente il pianeta. (3)

L’anno scorso i governi della Germania, della Spagna e della Danimarca hanno lanciato l’International Renewal Energy Agency, IRENA, che darà più potere ai paesi in via di sviluppo dotati delle capacità per accedere all’energia pulita prodotta dal sole, dal vento, dalle onde e dalle fonti geotermiche, fornirà conoscienze e diffonderà informazioni su come implementare programmi di energia sostenibile, ed infine gestirà il processo di transizione verso un’energia sostenibile in futuro. IRENE significa pace in greco, questa iniziativa è stata chiamata così in segno di augurio.
Mentre il TNP si propone di garantire gli Stati che accettano di rispettare i limiti del cosiddetto diritto inalienabile alla tecnologia nucleare per scopi pacifici, è discutibile che questo diritto possa essere attribuito ad uno Stato. I diritti inalienabili sono solitamente tenuti distinti dai diritti legali stabiliti dagli Stati in quanto essi sono diritti di natura morale o naturale, inerente alla stessa essenza dell’individuo. La nozione di diritto inalienabile compare nella legge islamica e nella giurisprudenza e impedisce al sovrano “di negare arbitrariamente certi diritti inerenti alla persona umana in quanto tale”, “i diritti inalienabili sono tali in ragione del fatto che sono attribuiti ai soggetti dalla legge e derivano da una fonte che non può essere messa in discussione nemmeno dal sovrano”. John Locke, il grande pensatore illuminista fu influenzato nel suo concetto di diritto inalienabile dalle sue letture sul mondo arabo. (4)

Durante l’illuminismo le leggi di diritto naturale sfidarono le leggi di diritto divino. La Dichiarazione americana di indipendenza parla di “un’evidenza lapalissiana” secondo la quale ogni uomo “possiede certi diritti inalienabili derivanti direttamente dal Creatore…il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità”. Dove si inserisce il “diritto ad un’energia nucleare pacifica” in tutto questo? Così come il Comprehensive Test Ban ha cancellato l’articolo V del TNP, contenente il diritto ad effettuare esplosioni nucleari a scopi pacifici, il Protocollo al TNP che prevede l’adesione all’IRENA potrebbe sostituire l’articolo IV, sul diritto alla tecnologia nucleare a scopi pacifici. Attualmente 144 paesi hanno aderito all’IRENA. www.irena.org Vi invitiamo a fare quanto possibile affinchè il vostro paese aderisca all’IRENA.

1. http://blogs.nyu.edu/blogs/ah2007/kalamnamiddleeaststudies/2010/03/a_nuclear_middle_east.html
2. http://counterpunch.org/grossman04232010.html
3. See generally, http://www.abolition2000.org/a2000-files/sustainable-now.pdf
4. Judge Weeramantry, Christopher G. (1997) Justice Without Frontiers, pp. 8, 132, 135,

(Traduzione dall’inglese di Margherita Kochi)

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Internazionale, Nord America, Opinioni

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