{"id":999499,"date":"2019-12-19T19:09:15","date_gmt":"2019-12-19T19:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=999499"},"modified":"2019-12-23T10:54:24","modified_gmt":"2019-12-23T10:54:24","slug":"las-tesis-cosa-chiedono-le-donne-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/12\/las-tesis-cosa-chiedono-le-donne-in-turchia\/","title":{"rendered":"Las Tesis. Cosa chiedono le donne in Turchia"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">In Turchia i casi di femminicidi sono sopra la media europea. Quindi la protesta collettiva, di origini cilene, ha trovato un seguito molto partecipato,\u00a0 ma la risposta delle istituzioni \u00e8 stata violenta.<\/p>\n<p align=\"left\">Solo nel 2019 in Turchia sono state uccise 299 donne. Il numero dei femminicidi \u00e8 in aumento in tutto il mondo. Secondo i numeri comunicati dalle Nazioni Unite, nel mese di novembre di quest\u2019anno anche in Europa si registra una crescita notevole di femminicidi e casi di violenza contro le donne. La Turchia, nell\u2019aerea europea, \u00e8 in cima alla lista.<\/p>\n<p align=\"left\">Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministro degli Interni, nel 65% dei casi l\u2019assassino \u00e8 il partner della vittima e nel resto \u00e8 molto alta la possibilit\u00e0 che sia un conoscente. Dunque la casa, il quartiere, le strade e la citt\u00e0 sono piene di pericoli per le donne che vivono in Turchia. La maggior parte dei casi di violenza si registra nelle grandi citt\u00e0 come Istanbul, Smirne, Ankara, Adana, Antep e Antalya.<\/p>\n<p align=\"left\">Le organizzazioni non governative e i partiti dell\u2019opposizione in questi anni hanno attirato l\u2019attenzione delle istituzioni e dell\u2019opinione pubblica su alcuni temi chiave in questo tasto dolente.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Divorzio tab\u00f9 e protezione negata<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Secondo la ricerca realizzata dal portale kadincinayetleri.org (femminicidi) si osserva che poche donne riescono a denunciare il loro futuro assassino per via di una questione culturale, oppure per la difficolt\u00e0 di realizzare questo diritto.<\/p>\n<p align=\"left\">Hulya H., una donna che ha ucciso il marito che la violentava sistematicamente, durante il processo in aula ha parlato cos\u00ec: \u201cDi fronte ai ripetuti casi di violenza volevo divorziare, ma la famiglia di mio marito e la mia hanno sempre provato a convincermi a non farlo. Alla fine sono riuscita a denunciarlo, ma non \u00e8 stato allontanato da casa con la forza dalla polizia e le forze dell\u2019ordine non hanno accolto la mia richiesta di protezione. Ho dovuto risolvere io il problema\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Il caso di Hulya \u00e8 un esempio di un caso diffuso: la forte pressione delle famiglie contrarie al divorzio e la mancata presenza delle istituzioni nei casi di violenza.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Aggressore buono<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Un altro tasto dolente invece \u00e8 legato al sistema giuridico. Secondo il parlamentare nazionale Burhanettin Bulut, \u00e8 un problema gigantesco il fatto che i giudici abbassino le pene degli aggressori per via dei loro comportamenti \u201ccorretti\u201d durante il processo. Bulut, nel suo intervento parlamentare il 16 dicembre ha parlato cos\u00ec: \u201cIn vari casi abbiamo visto che basta una cravatta oppure un vestito pulito ed elegante che l\u2019aggressore si mette addosso per diminuire la pena che gli spetta. Addirittura in certi casi viene utilizzato anche il \u201ccomportamento provocatorio\u201d della donna per giustificare parzialmente la violenza del maschio. Non mancano i casi degli aggressori scarcerati dopo pochi mesi o anni, che ritornano a violentare o uccidere altre donne\u201d.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>Convenzione d\u2019Istanbul<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Nella citt\u00e0 pi\u00f9 grande del paese \u00e8 stata firmata nel 2011 la Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime e impedire l&#8217;impunit\u00e0 dei colpevoli. \u00c8 stato firmato da 32 paesi e il 12 marzo 2012 la Turchia \u00e8 diventata il primo paese a ratificare la Convenzione.<\/p>\n<p align=\"left\">Fidan Ataselim, una delle rappresentati della formazione \u201cConsigli delle donne\u201d, in un\u2019intervista rilasciata lo scorso agosto alla redazione in turco di EuroNews ha dichiarato: \u201cPer poter applicare interamente la Convenzione il governo deve effettuare le necessarie modifiche legislative. Tuttavia finora ci sono state soltanto delle promesse\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Va sottolineato il fatto che in primis il Presidente della Repubblica e successivamente diversi giornali nazionali conservatori hanno lanciato una campagna lo scorso agosto per mettere in discussione la partecipazione della Turchia ed eventualmente il ritiro della firma. La motivazione di questo gruppo \u00e8 il fatto che \u201cla convenzione possa danneggiare la struttura della famiglia tradizionale turca\u201d.<\/p>\n<h2 align=\"left\"><b>La forza de Las Tesis<\/b><\/h2>\n<p align=\"left\">Una cultura patriarcale diffusa, una capillare crescita della violenza maschile e l\u2019ambigua posizione della magistratura insieme alle contraddittore posizioni delle istituzioni sono alcuni elementi che costituiscono il testo di questa protesta di strada partita dall\u2019America del Sud.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u20198 dicembre sul lungomare di Istanbul, vicino al molo di Kadikoy, centinaia di donne hanno cantato, ballato e protestato. Quattro giorni dopo nella capitale Ankara, stavolta di notte, centinaia di donne\u00a0 sono scese in piazza con lo stesso obiettivo. In entrambi i casi la risposta della polizia \u00e8 stata la stessa: manganelli, scudi, lacrimogeni e decine di arresti.<\/p>\n<p align=\"left\">Alcune parlamentari nazionali del principale partito dell\u2019opposizione, CHP, Partito Popolare della Repubblica, hanno allora eseguito il flash mob de Las Tesis sui banchi del parlamento dicendo: \u201cIn Turchia per fare questa protesta bisogna avere l&#8217;immunit\u00e0\u201d. Il Ministro degli Interni, Suleyman Soylu ha definito questo gesto come \u201cun\u2019azione fuori legge che insulta lo Stato\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Nei giorni successivi nonostante tutto le donne sono tornate in piazza, stavolta nel quartiere di Besiktas a Istanbul e per le vie centrali di Smirne. Un fiume di donne, una scena che ha impressionato i passanti, conquistando le strade. \u201cL\u2019assassino sei tu, lo stupratore sei tu\u201d. Il giorno dopo la polizia ha prelevato 9 donne dalle loro abitazioni e la procura ne ha invitate altre 16 a presentarsi per l\u2019interrogatorio.\u00a0Le accuse sono: &#8220;Insulto al popolo turco, alla Repubblica di Turchia e alle istituzioni dello Stato&#8221; e &#8220;trasgressione delle norme che riguardano i regolamenti per le manifestazioni e cortei&#8221;.<\/p>\n<p>La protesta \u00e8 stata fortemente criticata anche dai media mainstream e conservatori. Il quotidiano nazionale Sabah ha usato questo titolo: \u201cIl ballo de Las Tesis di Smirne \u00e8 stata utilizzata per servire al terrorismo\u201d. Anche il canale televisivo nazionale A Haber ha scelto un lancio simile: \u201cLegami con il terrorismo delle donne che hanno provato a provocare con Las Tesis\u201d.<\/p>\n<p>Dunque, sembra che il messaggio del flash mob de Las Tesis abbia raggiunto il suo obiettivo in Turchia disturbando la magistratura, le istituzioni, il governo e i media conservatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Turchia i casi di femminicidi sono sopra la media europea. Quindi la protesta collettiva, di origini cilene, ha trovato un seguito molto partecipato,\u00a0 ma la risposta delle istituzioni \u00e8 stata violenta. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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