{"id":99565,"date":"2014-04-07T10:50:27","date_gmt":"2014-04-07T09:50:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=99565"},"modified":"2014-12-21T09:43:57","modified_gmt":"2014-12-21T09:43:57","slug":"ruanda-1994-2014-milione-motivi-per-ricordare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/04\/ruanda-1994-2014-milione-motivi-per-ricordare\/","title":{"rendered":"Ruanda 1994-2014: un milione di motivi per ricordare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Venti anni dopo il genocidio, che ha sterminato in pochi mesi oltre un milione di ruandesi, \u00e8 doveroso rievocare e trasformare la memoria in una forza positiva che possa fare convergere il passato al presente in maniera da seminare un nuovo coraggio e nuove speranze contagiose. Parliamo del coraggio di spingere tutti insieme il mondo verso la tutela dei diritti umani e di sensibilizzare le popolazioni e i potenti del mondo verso una civilt\u00e0 nonviolenta, perch\u00e9 solo di nonviolenza potr\u00e0 nutrirsi realmente il senso della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda ruandese si erge a simbolo di un\u2019epoca insensata, quella che stiamo vivendo, che ha posto la barberie e la disumanizzazione al centro della scena mondiale come forme e modelli di consenso e di appropriazione. Violenza e sopruso, piloti indisturbati del mondo moderno, tracciano inevitabilmente la rotta del declino sociale e l\u2019appiattimento a un\u2019epoca di profondo stallo che segna il disfacimento del valore dell\u2019amore e lo smarrimento dell\u2019Umanit\u00e0; sintomi e piaghe di gran lunga pi\u00f9 pericolosi della crisi congiunturale e di quella economica che oggi sono sulla bocca di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo contattato Sulah Nuwamanya,, responsabile dell\u2019area Partnership Development and Communications di ActionAid Ruanda, per avere una testimonianza da parte di chi vive la quotidianit\u00e0 ruandese adoperandosi in prima linea per garantire l\u2019inclusione e la giustizia sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Siamo a 20 anni dal drammatico genocidio, come sono stati vissuti questi vent\u2019anni in Ruanda e che tracce rimangono di quell&#8217;assurdo periodo storico?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1994, in Ruanda, con un atto premeditato nell\u2019arco di 100 giorni furono uccise oltre un milione di persone dalle milizie estremiste degli Hutu. Oltre il 20% della popolazione venne uccisa in un vero e proprio genocidio contro i Tutsi. Si \u00e8 trattato di uno dei momenti pi\u00f9 significativi per il continente africano e probabilmente uno dei maggiori crimini contro l\u2019umanit\u00e0 del ventesimo secolo che ha avuto ed ha tuttora un\u2019enorme eco a livello mondiale. Vent\u2019anni dopo, il genocidio continua a condizionare il Ruanda, la politica ed anche la psiche del popolo ruandese.\u00a0 Il paese fu ridotto al lastrico, l\u2019intero tessuto socio-economico e politico fu distrutto; le donne e i bambini in particolare furono lasciati a farsi carico del peso di una societ\u00e0 devastata. Tuttavia \u00e8 importante guardare anche a ci\u00f2 che \u00e8 stato ottenuto dopo il risveglio da una tale tragedia, cos\u00ec come \u00e8 ugualmente importante focalizzarsi su ci\u00f2 che occorre ancora fare. Il Ruanda ha ottenuto successi ragguardevoli negli ultimi anni, come la riduzione della povert\u00e0 in concomitanza con una forte crescita economica. Grazie agli aiuti internazionali inoltre si \u00e8 assistito a un impressionante progresso di servizi essenziali come la salute, l\u2019istruzione, l\u2019agricoltura e lo sviluppo delle infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Violenza, indigenza, povert\u00e0, violazione dei diritti umani, fame, tensioni sul territorio congolese, cosa rimane concretamente di tutto ci\u00f2 oggi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono ancora milizie armate nelle Repubblica Democratica del Congo dove covano ideologie di genocidio che rappresentano tuttora fattori destabilizzanti nell\u2019intera regione.\u00a0 ActionAid lavora proprio nelle aree del Ruanda, del Congo e del Burundi ed \u00e8 convinta che le Nazioni Unite e l\u2019Unione africana dovrebbero prendere la leadership ed esercitare una maggiore influenza sugli attori coinvolti. In Ruanda, nessuno vuole che si ritorni alle uccisioni. C\u2019\u00e8 troppo da perdere. Per questa ragione sono state messe in piedi iniziative miranti all\u2019unit\u00e0, alla smobilitazione e al reintegro delle forze armate ufficiali in maniera da incoraggiare tutti i ruandesi a lavorare insieme e riconciliarsi.\u00a0 Siamo convinti che ci sia una connessione tra il sostenere i diritti e rispondere ai bisogni base e che per il progresso i ruandesi debbano potere scegliere liberamente un sistema politico democratico ed beneficiare di un sistema giudiziario imparziale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Continuando a parlare di presente, che Ruanda \u00e8 quello attuale? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ruanda di oggi \u00e8 un paese trasformato rispetto al genocidio del 1994 dal quale \u00e8 fuoriuscito in frantumi. Negli ultimi vent\u2019anni si \u00e8 assistito a una crescita annua di oltre il 5% trainata soprattutto dall\u2019export del caff\u00e8 e del the e dal turismo. Ciononostante, la povert\u00e0 rappresenta ancora un serio problema e il Ruanda \u00e8 dipendente dagli aiuti. Nel 2014 circa il 45% dei ruandesi vive sotto la soglia della povert\u00e0 rispetto al 60% del 2004. Gli aiuti del governo sono calati dall\u201985% del 2000 al 40% se prendiamo in conto il budget statale del 2013-2014. La maggior parte della popolazione vive come piccolo proprietario terriero in condizioni di sussistenza e di questa porzione di popolazione l\u201985% \u00e8 rappresentata da donne che sopravvivono coltivando piccoli appezzamenti di terra per sfamarsi. Ma allo stesso tempo si \u00e8 fatto tanto e adesso \u00e8 importante rafforzare l\u2019impegno nei confronti dei giovani e delle loro famiglie che vivono in una tremenda povert\u00e0. E\u2019 importante sostenere i diritti delle donne che sono maggiormente impattate dalla povert\u00e0 cos\u00ec come i sopravvissuti al genocidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Ruanda \u00e8 un paese giovanissimo con un&#8217;et\u00e0 media di quasi 19 anni e con due terzi della popolazione al di sotto dei 15 anni. Una popolazione pi\u00f9 votata al futuro che a rievocare un passato cos\u00ec triste?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ruanda \u00e8 un paese molto giovane e proprio per quello il suo futuro dipende dal supporto ai bisogni delle nuove generazioni, dalla protezione dei loro diritti e dalla capacit\u00e0 di fuoriuscire dalla povert\u00e0 e da ogni forma d\u2019ingiustizia. Guardando indietro alle atrocit\u00e0 subite la gente si incupisce, ma la maniera con cui si guarda avanti \u00e8 positiva. C\u2019\u00e8 un aumento di ottimismo tra i ruandesi. Il paese ha svoltato e specialmente i giovani vogliono sentirsi parte di un Ruanda unito e sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pensi che il mondo occidentale e il resto del mondo abbiano imparato qualcosa dalla vicenda ruandese e pensi che la memoria del genocidio possa tracciare in qualche maniera un cammino di costruzione della moralit\u00e0 su scala planetaria?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo sembra avere imparato qualcosa da quanto accaduto in Ruanda e crediamo che adesso il genocidio rimbombi nelle menti delle persone come garanzia che ci\u00f2 che accaduto non possa accadere mai pi\u00f9 e che non accada mai in nessuna parte del mondo. Durante il genocidio, le Nazioni Unite e paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Belgio furono criticati per la loro inoperosit\u00e0 e per il fallimento nel consolidare le forze e il mandato dell\u2019UNAMIR (United Nations Assistance Mission for Rwanda). Alcuni attivisti di pace e altri osservatori criticarono il governo francese per il fatto di sostenere il regime del genocidio. Il genocidio ha avuto un profondo impatto sul Ruanda ma anche sui paesi vicini. Il pervasivo ricorso allo stupro \u00e8 culminato con la diffusione dell\u2019infezione dell\u2019HIV, alla nascita di bimbi figli della violenza e dal proliferarsi di madri infette; molte famiglie furono guidate da bambini orfani o da vedove. La decimazione delle infrastrutture e della popolazione del paese hanno mutilato l\u2019economia. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non deve mai pi\u00f9 accadere non solo in Ruanda ma in nessun\u2019altra parte del mondo. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 stato totalmente folle e credo che il mondo abbia appreso la lezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venti anni dopo il genocidio, che ha sterminato in pochi mesi oltre un milione di ruandesi, \u00e8 doveroso rievocare e trasformare la memoria in una forza positiva che possa fare convergere il passato al presente in maniera da seminare un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":680,"featured_media":99567,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45,38,157,1263],"tags":[6685,3465,9884,9777],"class_list":["post-99565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-africa-it","category-internazionale","category-interviste","category-pace-disarmo","tag-actionaid","tag-congo-it","tag-genocidio","tag-ruanda-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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Lo Scalzo","description":"Dario Lo Scalzo: Journalist, writer and videomaker Dario has a professional background in banking, microcredit, lean thinking and change management. 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Currently, Dario is part of the Italian editorial staff of Pressenza International Press Agency and he is a freelance video-journalist at Radiotelevisione svizzera (RSI)","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/dariosolare","https:\/\/x.com\/dario-lo-scalzo"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/dario-lo-scalzo\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/680"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}