{"id":990931,"date":"2019-12-08T15:46:45","date_gmt":"2019-12-08T15:46:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=990931"},"modified":"2019-12-08T15:47:20","modified_gmt":"2019-12-08T15:47:20","slug":"scienza-e-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/12\/scienza-e-guerra\/","title":{"rendered":"Scienza e Guerra"},"content":{"rendered":"<h5>Il coinvolgimento di un numero enorme di scienziati nella ricerca militare, o\/e nella realizzazione di nuove armi, \u00e8 un aspetto della Scienza attuale che di solito viene ignorato o sottaciuto (<em>et pur cause!<\/em>). Ma al di l\u00e0 delle dimensioni di questo coinvolgimento, che forse pochi immaginano, vi sono alcuni aspetti intrinseci nella Scienza moderna che costituiscono una predisposizione alle applicazioni militari.<\/h5>\n<h5>Intervento a incontri con studenti del Corso di laurea in Scienze della Pace, e con studenti di scuole secondarie realizzato a\u00a0PISA, 25 Novembre 2019 &#8211; LIVORNO, 26 Novembre 2019<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I legami fra la Scienza, la ricerca prettamente scientifica, e le attivit\u00e0 a le produzioni militari, in una parola la Guerra, sono molteplici e assai pi\u00f9 complessi di quanti si pensi a prima vista. L\u2019idea pi\u00f9 immediata \u00e8 che la ricerca scientifica contribuisca alla realizzazione di armi di concezione nuova e pi\u00f9 efficaci (nel distruggere e uccidere). Il che \u00e8 senz\u2019altro vero, ma a mio parere anche semplicistico.<\/p>\n<p>Ritengo opportuno, per chiarezza e per chi non mi conosce, premettere che le mie idee sulla Scienza sono piuttosto radicali: non intendo imporle a nessuna\/o, ma esporle senza infingimenti (come ho fatto in decenni di insegnamento) spero contribuisca a rimuovere le concezioni comuni e semplicistiche (a mio parere) che dominano perch\u00e9 ciascuno si faccia la <u>propria<\/u> opinione, ance fosse diversa dalla mia.<\/p>\n<p>Affronter\u00f2 distintamente due aspetti della questione. Il primo che potrei chiamare <em>quantitativo<\/em>, sull\u2019entit\u00e0 dell\u2019impegno degli scienziati per la guerra, perch\u00e9 penso la dimensione di questo impegno sia comunemente poco nota e sottovalutata (o occultata nelle informazioni comuni); ma vi un secondo aspetto, che chiamerei <em>qualitativo<\/em>, ancora pi\u00f9 occultato o mistificato, che riguarda quella che ritengo una predisposizione della Scienza (quella nostra, Occidentale, o del capitalismo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>), nel suo stesso impianto metodologico, verso l\u2019aggressione all\u2019Uomo e alla Natura. Sarebbe troppo lungo qui discutere come la Scienza, a mio parere, non sia un\u2019attivit\u00e0 meramente conoscitiva che indaga la Natura in se, sempre immutabile: piuttosto l\u2019Uomo sociale si rapporta ai fenomeni naturali con modalit\u00e0 mutevoli nei diversi contesti storici e sociali, i quali pongono finalit\u00e0 diverse, che richiedono metodi scientifici nuovi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Esempio immediato (scusandomi per le brutali semplificazioni), il sistema solare geocentrico non era \u201csbagliato\u201d ma consono alla mentalit\u00e0 medioevale in cui la centralit\u00e0 dell\u2019Uomo, brutalmente soggiogato nel regime feudale, era assicurata dall\u2019ordine divino che lo poneva al centro del creato: la \u201crivoluzione copernicana\u201d pu\u00f2 essere compresa, nella sua integralit\u00e0, solo se si tiene conto dei cambiamenti sociali del Rinascimento, i quali trasformavano intrinsecamente il modo di intendere la Natura, e le attivit\u00e0 sociali umane (mentre le conferme scientifiche del sistema eliocentrico erano ancora profondamente incerte)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Passo ora a discutere i due aspetti, anche se essi sono legati fra loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019impegno degli scienziati per la Guerra<\/strong><\/p>\n<p>Vi sono sempre stati scienziati che hanno messo le proprie conoscenze al servizio dei militari. Senza entrare in dettagli, la memoria va indietro ad Archimede nella difesa di Siracusa. Forse pochi conoscono invece Lazare Carnot \u2013 padre di Sadi che diede la prima formulazione del II<sup>o<\/sup> principio della termodinamica, oggi cos\u00ec importante per la crisi climatica \u2013 ufficiale del Genio militare e figura di primo piano della Rivoluzione Francese, il quale ristruttur\u00f2 l\u2019esercito e la strategia militare consentendo di sconfiggere l\u2019attacco coalizzato degli eserciti europei per soffocare la Rivoluzione.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 alcun dubbio che un enorme salto quantitativo e qualitativo avvenne durante la II<sup>a<\/sup> Guerra Mondiale con le ricerche per la realizzazione della bomba nucleare. Nei soli Stati Uniti il \u201cProgetto Manhattan\u201d coinvolse migliaia di scienziati e tecnici a lavorare su un unico progetto, ma le ricerche e gli sforzi riguardarono (anche se in dimensioni minori, che di fatto non ebbero successo) la Gran Bretagna, la Francia, il Canada, la Germania e il Giappone. Questo salto enorme venne denotato infatti come \u201cBig Science\u201d.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra della Guerra Fredda enormi centri di ricerca dedicati alla ricerca militare sorsero un po\u2019 ovunque, ricordiamo solo le cosiddette \u201cCitt\u00e0 Segrete\u201d in Unione Sovietica, mentre negli USA permangono tre enormi centri nazionali (pi\u00f9 una miride di aziende) dedicati espressamente alle armi nucleari, Los Alamos, i Sandia Laboratories, e il Livermore Center.<\/p>\n<p>Io non ho trovato dati su percentuali degli scienziati che si dedicano alle ricerche militari, ma valuto che grosso modo si possa dire che circa la met\u00e0 della comunit\u00e0 scientifica internazionale lavori sugli armamenti. In tali valutazioni va tenuto conto che l\u2019impegno pu\u00f2 non essere diretto, o esclusivo, e che vi sono ricerche che hanno una relazione indiretta ma rilevante per nuovi armamenti o tecniche militari (vedremo casi significativi, e inaspettati, nella seconda parte).<\/p>\n<p>Ma alcuni esempi concreti sono molto significativi.<\/p>\n<p>La <em>Campagna Internazionale per Abolire le Armi Nucleari<\/em> (ICAN, acronimo che in inglese equivale alla parola \u201cIo posso\u201d) \u2013 che nel 2017 ottene alle Nazioni Unite l\u2019approvazione del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (<u>https:\/\/www.un.org\/disarmament\/wmd\/nuclear\/tpnw\/<\/u>) \u2013 ha redatto recentemente un agghiacciante dossier dal titolo significativo \u201cScuole di Distruzione di Massa, Universit\u00e0 nel Complesso Statunitense delle Armi Nucleari\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, nel quale \u00e8 documentato come ben 49 universit\u00e0 negli Stati Uniti sono complici del Complesso degli armamenti nucleari, in diverse forme, dirette o indirette: dalla gestione diretta, a collaborazioni istituzionali, associazione a programmi di ricerca, o con personale in programmi di sviluppo.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista e estremamente significativa l\u2019opposizione degli studenti della John Hopkins University<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>In Gran Bretagna l\u2019organizzazione indipendente <em>Scientists for Global Resonsibility<\/em> (SGR, che raccoglie centinaia di scienziati, sociologi, tecnici e professionisti, e pubblica frequentemente rapporti e inchieste) ha pubblicato recentemente un dossier di denuncia dal titolo non meno agghiacciante<em> Scienza irresponsabile?<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em>, nel quale denuncia e documenta come le aziende dei combustibili fossili e degli armamenti finanziano le organizzazioni professionali di scienziati e ingegneri. Denuncia anche la mancanza di trasparenza di queste organizzazioni, molte delle quali investono somme notevoli in queste aziende senza denunciarlo, promuovono programmi educativi legati ad esse, sponsorizzano convegni ed eventi, ed altre forme di collaborazione.<\/p>\n<p>Personalmente la memoria mi corre agli anni 70 del secolo scorso quando la NATO promuoveva Scuole Estive sulla fisica delle particelle elementari (non trovo dati recenti): che interesse aveva l\u2019Alleanza Atlantica, organizzazione militare, a promuovere queste ricerche?<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> Riprender\u00f2 il tema nella seconda parte, ma a questo proposito non posso mancare di ricordare la \u201cCommissione Jason\u201d di scienziati consiglieri del governo USA, che divenne tristemente famosa durante la Guerra del Vietnam (1955-1975) per la barriera elettronica che divise il Sud dal Nord dell\u2019esercito Vietcong: fra gli scienziati brillavano i maggiori fisici delle particelle, in particolare teorici, perch\u00e9? Per le loro capacit\u00e0 di concettualizzare e modellizzare problemi concreti.<\/p>\n<p>Oggi sono diventati normali contratti di ricerca nelle universit\u00e0 o nei centri di ricerca vincolati alla segretezza dei risultati: vincolo che \u00e8 vistosamente l\u2019opposto dello stereotipo della Scienza come ricerca della verit\u00e0 a beneficio del progresso sociale. \u00c8 cos\u00ec sempre pi\u00f9 difficile distinguere le ricerche che hanno implicazioni militari dirette. D\u2019altra la predisposizione della Scienza verso scoperte che privilegiano lo sfruttamento economico nella societ\u00e0 capitalistica implica una predisposizione agli sviluppo militari, che altro non sono che il culmine della competizione capitalistica.<\/p>\n<p>Entro dunque nella seconda parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scienza e guerra: un confine sempre pi\u00f9 labile<\/p>\n<p>Piuttosto che sul nucleare, su cui si \u00e8 scritto moltissimo<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, mi dedicher\u00f2 a aspetti non molto noti, e ancor meno dibattuti, sui rapporti fra Scienza e Guerra, molto significativi del ruolo che giocano gli scienziati \u2013 anche quelli che non si \u201csporcano le mani\u201d con le ricerche belliche \u2013 per il livello di compromissione che il capitalismo sfrenato e famelico ha creato con la Scienza avanzata nel campo biotecnologico.<\/p>\n<p>Una volta arrivato a manipolare le molecole fondamentali per la regolazione dei viventi, l\u2019Apprendista Stregone, \u201cbio-Stranamore\u201d, rischia davvero di innescare trasformazioni che nessuno potrebbe essere in grado di controllare<a name=\"_ftnref27\"><\/a><a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Gli sviluppi estremi delle biotecnologie rappresentano in modo emblematico la <em>mercificazione<\/em> di aspetti fondamentali della Natura (si pensi all\u2019aspetto paradossale dei di geni), dove il confine fra utilizzazioni per (presunti) scopi civili e implicazioni pericolose o militari sfuma. Sono stati denunciati i legami tra le ricerche sulle armi biologiche e le pandemie ri<a name=\"_ftnref28\"><\/a>correnti<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>\u201cIl vero pericolo oggi \u00e8 che una guerra biologica globale deflagri senza che si riesca a impedirla, piuttosto che per la deliberata volont\u00e0 di qualcuno. \u2026 [\u00c9 impossibile] distinguere tra usi difensivi e offensivi delle ricerche sui microrganismi e, almeno a partire dagli anni \u201980, con gli enormi interessi economici collegati al nuovo settore delle biotecnologie genetiche\u201d<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>Per inciso, un allarme del tutto analogo (non nuovo, e che condivido pienamente, ma preferisco questa citazione a affermazioni mie fatte in passato) \u00e8 stato lanciato per il rischio di una guerra nucleare dal presidente del Forum lussemburghese per la prevenzione di una catastrofe nucleare, Vyacheslav Kantor:<\/p>\n<p>\u201cAl giorno d&#8217;oggi, una guerra nucleare rischia d&#8217;iniziare non per causa delle azioni consapevoli di un esercito, ma piuttosto a causa di un errore di qualcun altro o di sistemi informatici. \u2026 Il pericolo non risiede nell&#8217;uso deliberato di armi nucleari, ma nel fatto che la guerra potrebbe scoppiare a causa di errori umani, errori di sistema, incomprensioni o calcoli errati. I rischi aumentano a causa delle nuove tecnologie informatiche.\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n<p>In altre parole, sono proprio gli avanzamento tecnico scientifici ad aggravare i riuschi incontrollabili di guerra.<\/p>\n<p>Nel 1972 veniva firmata la Convenzione sulla Proibizione delle Armi Biologiche (BWC), ma \u201cproprio in quegli stessi anni, e proprio nei laboratori americani, si stava realizzando la rivoluzione tecnologica che avrebbe sconvolto il mondo della genetica e fornito agli scienziati gli strumenti necessari a trasformare innocui microrganismi in microscopiche bombe intelligenti, pi\u00f9 potenti di qualsiasi altra arma mai costruita\u201d<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p>\u201cDa quel momento la legge del profitto condizion\u00f2 pesantemente le strategie di ricerca e le scelte normative. \u2026 Quando arrivarono i primi brevetti concernenti gli esseri viventi (1980), fu chiaro che fermare la sperimentazione bio-genetica sarebbe stata un\u2019impresa disperata \u2026 [per] la difficolt\u00e0 di distinguere tra usi offensivi e difensivi della ricerca biotecnologica e l\u2019enorme business derivante dalla rivoluzione biotech. Ma anche e soprattutto per la quasi impossibilit\u00e0 di porre un confine netto tra la ricerca biotech finalizzata alla messa a punto di vaccini e di altri importanti presidi terapeutici e le sue applicazioni in campo militare: \u2026 i controlli in questo campo sarebbero non solo inaccettabili per migliaia di laboratori di ricerca e per le multinazionali che hanno investito miliardi di dollari in questo settore, ma praticamente impossibili, visto che la produzione del \u201cnucleare dei poveri\u201d non richiede particolari strutture (un bioreattore per la costruzione di germi micidiali ha dimensioni estremamente ridotte, al punto che potrebbe essere trasportato in un furgone) \u2026 vista la facilit\u00e0 con cui \u00e8 oggi possibile acquistare (per corrispondenza!) microrganismi patogeni e indurre in essi micidiali modifiche.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo sottolineato il probabile ruolo svolto dalla <em>Big Pharma<\/em> e dalle imprese biotech nel cambiamento di strategia che avrebbe indotto gli USA a boicottare la Convenzione sulle armi biologiche. Nel caso della SARS (e dell\u2019Aids) il problema \u00e8 analogo: se le guerre biologiche non possono essere fermate perch\u00e9 comandano la <em>Big Pharma<\/em> e la Monsanto, le epidemie rischiano di dilagare perch\u00e9 comandano le Corporations in genere. \u2026 da quando gli esperimenti su virus e altri vettori genetici sono di routine nei laboratori di tutto il mondo, le malattie da nuovi virus sono diventate un problema drammatico ed enormemente sottovalutato.\u201d<\/p>\n<p>La grande \u201cbiotecnologa pentita\u201d Mae Wan Ho ha sottolineato con forza<\/p>\n<p>\u201cla pericolosit\u00e0 di simili manipolazioni, oggi di routine in migliaia di laboratori, in grado di creare in pochi minuti milioni di particelle virali mai esistite nei quattro miliardi di anni di evoluzione che ci hanno preceduto e in grado di &#8216;saltare&#8217; da un ospite all\u2019altro. [\u2026] sul banco degli imputati \u00e8 l\u2019ingegneria genetica in quanto &#8216;tecnologia finalizzata a trasferire orizzontalmente i geni tra specie non destinate a incrociarsi tra loro&#8217;. Il che equivale a dire che <strong>i pericoli per l\u2019intera biosfera, non derivano da un cattivo uso del biotech, e cio\u00e8 dal bioterrorismo e dalle guerre biologiche, ma da una tecnologia che infrange deliberatamente le barriere specie-specifiche che la Natura ha costruito a difesa delle singole specie viventi<\/strong>.\u201d [corsivo mio]<\/p>\n<p>\u201c[\u2026] se ci\u00f2 che rende pi\u00f9 invasive e pericolose di tutte le altre le armi biologiche, e in particolare i virus geneticamente modificati \u00e8 il loro essere semplici frammenti di codice genetico circolanti e, quindi, la loro capacit\u00e0 di parassitare gli esseri viventi, di competere con essi e, in taluni casi, di inserirsi nel loro genoma modificandolo, \u00e8 evidente che l\u2019inquinamento genetico del pianeta, da parte di centinaia di variet\u00e0 di organismi geneticamente modificati (Ogm) \u00e8 gi\u00e0 in atto da anni e rappresenta una vera guerra non dichiarata all\u2019intera biosfera. Un pericolo immenso, forse il maggiore pericolo mai corso dall\u2019umanit\u00e0 e del tutto non prevedibile, almeno in tempi brevi.\u201d<\/p>\n<p>In definitiva, stiamo arrivando all\u2019ultimo stadio, assolutamente incontrollabile, di un progetto esasperatamente <strong>scientista<\/strong>, con il quale possiamo arrivare a perdere del tutto il controllo su quei processi naturali che il progetto si prefiggeva di controllare e manipolare a piacimento!<\/p>\n<p>\u201c<strong>Nessuno pu\u00f2 oggi affermare con sicurezza che gli effetti e i prodotti delle biotecnologie con finalit\u00e0 sulla carta &#8216;buone&#8217; non si rivelino, specie nel medio-lungo periodo, altrettanto pericolose di quelle con finalit\u00e0 &#8216;cattive&#8217;<\/strong>. [corsivo mio] [\u2026] Le <strong>Life Science Industries<\/strong>, la <em>Big Pharma<\/em> e le grandi <strong>corporations <\/strong>hanno investito miliardi di dollari nel biotech, nella convinzione che gli scienziati abbiano ormai le conoscenze, gli strumenti e i mezzi necessari a trasformare la biosfera e la societ\u00e0 mondiale a propria immagine e somiglianza. Il programma era ed \u00e8 quello di mettere le mani sul codice stesso della vita, per correggerne i &#8216;difetti&#8217; e giungere ad una nuova creazione &#8216;perfetta&#8217;, cio\u00e8 adattata alle nostre o meglio alle loro esigenze: \u2026 un vero e proprio &#8216;delirio di onnipotenza&#8217;. \u2026 da progetto di bio-dominio globale, il progetto dei <strong>biotech-scientists <\/strong>e delle <strong>corporations <\/strong>\u2026 rischia di trasformarsi in una <strong>global-bio-war <\/strong>combattuta da un nemico infinitamente sfuggente, elusivo, pervasivo \u2026 un esercito di organismi geneticamente modificati che, messo a punto in migliaia di laboratori, distribuito in ospedali, farmacie, supermercati e mercati dei sei continenti. sta colonizzando il pianeta.\u201d<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Spero di essere riuscito a dare, in queste poche pagine, un\u2019idea degli aspetti complessi dei rapporti fra Scienza e Guerra, delle insidie che\u00a0 questi sviluppi nascondano, e qualche strumento perch\u00e9 i\/le giovani acquistino una maggiore consapevolezza per impegnarsi con efficacia per un mondo migliore.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Non esiste, come vorrebbe l\u2019ideologia dominante, una sola Scienza, un unico modo in cui l\u2019Uomo si rapporta con la Natura. Il discorso sarebbe lungo e non si pu\u00f2 affrontare in questa sede. Ogni formazione sociale storica ha avuto un atteggiamento diverso nei confronti della natura, che rifletteva finalit\u00e0 sociali specifiche. La scienza sviluppata dalla societ\u00e0 capitalistica (che peraltro si \u00e8 trasformata profondamente nelle diverse fasi del capitalismo: si confronti il meccanicismo ottocentesco con l\u2019estrema astrazione della fisica quantistica) si \u00e8 distinta per la finalit\u00e0 di sfruttamento della natura a fini economici, la mercificazione delle conoscenze scientifiche (discuter\u00f2 qualche aspetto nell\u2019ultima parte). La scienza cinese tradizionale, per fare un esempio sintetico, privilegiava invece il mantenimento dell\u2019equilibrio di tutti i fattori naturali naturali e dell\u2019uomo con essi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . I riferimenti che dovrei dare sarebbero lunghi e complessi, mi limito a uno sintetico: Baracca, <em>Pu\u00f2 la Scienza fare Pace con la Natura?<\/em>, 2009, Simposio Nonviolenza, ripubblicato online <a href=\"https:\/\/luiginamarchese.wordpress.com\/2017\/11\/22\/puo-la-scienza-fare-pace-con-la-natura-2\/\">https:\/\/luiginamarchese.wordpress.com\/2017\/11\/22\/puo-la-scienza-fare-pace-con-la-natura-2\/<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Raccomanderei la lettura, anche scorrevole e piacevole, dell\u2019opera teatrale di Bertold Brecht, <em>Vita di Galileo<\/em>, che \u00e8 certo un\u2019opera artistica e non scientifica n\u00e9 storica, ma illustra abbastanza bene questo punto di vista.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . <em>Schools of Mass Destruction: American Univerities in the U.S. Nuclear Weapons Complex<\/em>, si veda la sintesi di Andrea Germanos, <u>https:\/\/www.commondreams.org\/news\/2019\/11\/13\/schools-mass-destruction-report-details-49-us-universities-abetting-nuclear-weapons<\/u>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . \u201cHopkins must take a stand against its nuclear weapons production\u201d, <em>The John Hopkins News-Letter<\/em>, 21 novembre 2019, <u>https:\/\/www.jhunewsletter.com\/article\/2019\/11\/hopkins-must-take-a-stand-against-its-nuclear-weapons-production<\/u>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . SGR, <em>Irresponsible Sience? <\/em><em>How the fossil fuel and arms corporations finance professional engineering and science organisations<\/em>, 6 ottobre 201, <u>https:\/\/www.sgr.org.uk\/index.php\/resources\/irresponsible-science<\/u>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Non penso che molti abbiano voglia o pazienza di approfondire, ma rimando chi volesse farlo al mio libro del 2005 \u2013 <em>A Volte Ritornano, La Proliferazione Nucleare Ieri Oggi e Domani<\/em>, Jaca Book \u2013 nel quale nel capitolo 3, paragrafo 3.8, discutevo questi legami.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Propongo ancora un mio articolo che abbraccia tutti gli aspetti critici del nucleare, militare e civile: \u201cAntropocene-Capitalocene-Nucleocene: l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Era Nucleare \u00e8 incompatibile con l\u2019ambiente terrestre (e umano)\u201d, <em>Effimera<\/em>, 11 settembre 2018, <u>http:\/\/effimera.org\/antropocene-capitalocene-nucleocene-leredita-dellera-nucleare-incompatibile-lambiente-terrestre-umano-angelo-baracca\/<\/u>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . I riferimenti specifici per le considerazioni che seguono sono studi di cui raccomando vivamente la lettura anche da parte dei profani: 1<sup>o<\/sup>) scritti e seminari di Ernesto Burgio, \u201cBioterrorismo e Impero Biotech: armi biologiche e guerra (infinita) al Pianeta\u201d, <strong>Mosaico di Pace<\/strong>, 15 luglio 2010, <a href=\"https:\/\/www.peacelink.it\/mosaico\/a\/32122.html\"><strong>https:\/\/www.peacelink.it\/mosaico\/a\/32122.html<\/strong><\/a>). 2<sup>o<\/sup>) Gli studi di Susan Wright, <strong>Biological Warfare and Disarmament: New Problems\/New Perspectives <\/strong>(Rowman &amp; Littlefield, 2002); oltre alle referenze che seguono.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . La grande \u201cbiotecnologa pentita\u201d malese Mae Wan Ho ha denunciato con forza questi pericoli, si veda ad esempio la ferma denuncia dei legami tra il bioterrorismo e l\u2019epidemia di SARS: \u201cBioterrorism and SARS\u201d, <a href=\"http:\/\/www.i-sis.org.uk\/BioTerrorismAndSARS.php\"><strong>Institute of Science in Society<\/strong><\/a>, 16 aprile 2003, <a href=\"http:\/\/www.kurzweilai.net\/articles\/art0561.html?printable=1\"><strong>http:\/\/www.kurzweilai.net\/articles\/art0561.html?printable=1<\/strong><\/a>; inoltre, Mae-Wan Ho, <strong>Living with the fluid genome<\/strong>, London, UK, Penang, Malaysia, Third World Network, 2003; Mae-Wan Ho, Sam Burcher, Rhea Gala e Vejko Velkovic. <strong>Unraveling AIDS: the independent science and promising alternative therapies<\/strong>, Ridgefield, CT: Vital Health Pub., 2005.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Susan Wright, <strong>Biological Warfare and Disarmament<\/strong>, cit.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0\u00a0 . Riportato in: \u201cGli esperti hanno valutato le possibili cause dello scoppio della guerra nucleare\u201d, <em>Sputnik<\/em>, 5.12.2019, https:\/\/it.sputniknews.com\/mondo\/201912058372222-gli-esperti-hanno-valutato-le-possibili-cause-dello-scoppio-della-guerra-nucleare\/.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 . Ernesto Burgio, \u201cBioterrorismo e Impero Biotech\u201d, cit<\/p>\n<p>articolo originale:\u00a0<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/scienza-news\/2019\/12\/06\/scienza-e-guerra-0121609\">http:\/\/contropiano.org\/news\/scienza-news\/2019\/12\/06\/scienza-e-guerra-0121609<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il coinvolgimento di un numero enorme di scienziati nella ricerca militare, o\/e nella realizzazione di nuove armi, \u00e8 un aspetto della Scienza attuale che di solito viene ignorato o sottaciuto (et pur cause!). 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