{"id":97019,"date":"2014-03-27T19:22:38","date_gmt":"2014-03-27T19:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=97019"},"modified":"2014-03-27T19:22:38","modified_gmt":"2014-03-27T19:22:38","slug":"rapporto-amnesty-international-pena-morte-nel-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/03\/rapporto-amnesty-international-pena-morte-nel-2013\/","title":{"rendered":"Rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2013"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo il rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte, Iran e Iraq hanno determinato un profondo aumento delle condanne a morte eseguite nel 2013, andando in direzione opposta alla tendenza mondiale verso l\u2019abolizione della pena di morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allarmanti livelli di esecuzioni in un gruppo isolato di paesi \u2013 soprattutto i due mediorientali \u2013 hanno determinato un aumento di quasi 100 esecuzioni rispetto al 2012, corrispondente al 15 per cento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cL\u2019aumento delle uccisioni cui abbiamo assistito in Iran e Iraq \u00e8 vergognoso. Tuttavia, quegli stati che ancora si aggrappano alla pena di morte sono sul lato sbagliato della storia e di fatto sono sempre pi\u00f9 isolati\u201d<\/i> \u2013 ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. <i>\u201cSolo un piccolo numero di paesi ha portato a termine la vasta maggioranza di questi insensati omicidi sponsorizzati dallo stato e ci\u00f2 non pu\u00f2 oscurare i progressi complessivi gi\u00e0 fatti in direzione dell\u2019abolizione\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il numero delle esecuzioni in Iran (almeno 369) e Iraq (169) pone questi due paesi al secondo e al terzo posto della classifica, dominata dalla Cina dove \u2013 sebbene le autorit\u00e0 mantengano il segreto sui dati \u2013 Amnesty International ritiene che ogni anno siano messe a morte migliaia di persone. L\u2019Arabia Saudita \u00e8 al quarto posto con almeno 79 esecuzioni, gli Stati Uniti d\u2019America al quinto con 39 esecuzioni e la Somalia al sesto con almeno 34 esecuzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Escludendo la Cina, nel 2013 Amnesty International ha registrato almeno 778 esecuzioni rispetto alle 682 del 2012.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2013 le esecuzioni hanno avuto luogo in 22 paesi, uno in pi\u00f9 rispetto al 2012. Indonesia, Kuwait, Nigeria e Vietnam hanno ripristinato l\u2019uso della pena di morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante i passi indietro del 2013, negli ultimi 20 anni vi \u00e8 stata una decisa diminuzione del numero dei paesi che hanno usato la pena di morte e miglioramenti a livello regionale vi sono stati anche l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti paesi che avevano eseguito condanne a morte nel 2012 non hanno continuato nel 2013, come nel caso di Bielorussia, Emirati Arabi Uniti, Gambia e Pakistan. Per la prima volta dal 2009, la regione Europa \u2013 Asia centrale non ha fatto registrare esecuzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trent\u2019anni fa, il numero dei paesi che avevano eseguito condanne a morte era stato di 37. Il numero era sceso a 25 nel 2004 ed \u00e8 ulteriormente sceso a 22 l\u2019anno scorso. Nell\u2019ultimo quinquennio, solo nove paesi hanno fatto ricorso anno dopo anno alla pena capitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cIl percorso a lungo termine \u00e8 chiaro: la pena di morte sta diventando un ricordo del passato. Sollecitiamo tutti i governi che ancora uccidono in nome della giustizia a imporre immediatamente una moratoria sulla pena di morte, in vista della sua abolizione\u201d<\/i> \u2013 ha concluso Shetty.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In molti paesi che ancora vi ricorrono, sottolinea il rapporto di Amnesty International, la pena di morte \u00e8 circondata dal segreto e in alcuni casi le autorit\u00e0 neanche informano le famiglie e gli avvocati &#8211; per non parlare dell\u2019opinione pubblica \u2013 sulle esecuzioni in programma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Metodi e reati<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>I metodi d\u2019esecuzione usati nel 2013 comprendono la decapitazione, la somministrazione di scariche elettriche, la fucilazione, l\u2019impiccagione e l\u2019iniezione letale. Esecuzioni pubbliche hanno avuto luogo in Arabia Saudita, Corea del Nord, Iran e Somalia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Persone sono state messe a morte per tutta una serie di crimini non letali tra cui rapina, reati connessi alla droga, reati economici e atti che non dovrebbero essere neanche considerati reati, come l\u2019adulterio o la blasfemia. Molti paesi hanno usato vaghe definizioni di reati politici per sbarazzarsi di reali o presunti dissidenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Dati regionali<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Medio Oriente e Africa del Nord<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In Iraq, per il terzo anno consecutivo, c\u2019\u00e8 stato un profondo aumento delle esecuzioni, con almeno 169 persone messe a morte, quasi un terzo in pi\u00f9 del 2012, prevalentemente ai sensi di vaghe norme antiterrorismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Iran, le esecuzioni riconosciute ufficialmente dalle autorit\u00e0 sono state almeno 369, ma secondo fonti attendibili centinaia di altre esecuzioni sarebbero avvenute in segreto, innalzando il totale a oltre 700.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Arabia Saudita ha continuato a usare la pena di morte come nei due anni precedenti, con almeno 79 esecuzioni nel 2013. Per la prima volta da tre anni e in violazione del diritto internazionale, sono stati messi a morte tre minorenni al momento del reato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se si esclude la Cina, Iran, Iraq e Arabia Saudita hanno totalizzato l\u201980 per cento delle esecuzioni del 2013.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i limitati passi avanti, non vi sono state esecuzioni negli Emirati Arabi Uniti e il numero delle condanne a morte eseguite in Yemen \u00e8 diminuito per il secondo anno consecutivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Africa<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019Africa subsahariana solo cinque paesi hanno eseguito condanne a morte: Botswana, Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Sudan, col 90 per cento delle esecuzioni registrato in Nigeria, Somalia e Sudan. In Somalia, le esecuzioni sono aumentate da sei nel 2012 ad almeno 34 nel 2013.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Nigeria, dopo una dichiarazione del presidente Goodluck Jonathan che aveva ridato via libera alle esecuzioni, sono stati impiccati quattro prigionieri: si \u00e8 trattato delle prime esecuzioni dopo sette anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Diversi stati, tra cui Benin, Ghana e Sierra Leone, hanno fatto registrare passi avanti importanti, attraverso modifiche costituzionali o emendamenti al codice penale volti all\u2019abolizione della pena di morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Americhe<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora una volta, gli Stati Uniti d\u2019America sono stato l\u2019unico paese della regione a eseguire condanne a morte, sebbene le esecuzioni, 39, siano state quattro di meno rispetto al 2012. Il 41 per cento delle esecuzioni ha avuto luogo in Texas. Il Maryland \u00e8 diventato il 18esimo stato abolizionista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Diversi stati caraibici hanno svuotato i bracci della morte per la prima volta da quando, negli anni Ottanta, Amnesty International ha iniziato a seguire l\u2019andamento della pena di morte in quella zona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Asia<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Vietnam ha ripreso a eseguire condanne a morte, cos\u00ec come l\u2019Indonesia, dove dopo una pausa di quattro anni sono state messe a morte cinque persone, tre delle quali per traffico di droga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Cina ha continuato a mettere a morte pi\u00f9 persone del resto del mondo messo insieme, ma a causa del segreto di stato \u00e8 impossibile ottenere informazioni realistiche. Vi sono stati piccoli segnali di progresso, con l\u2019introduzione di nuove disposizioni legali nei casi di pena di morte e con l\u2019annuncio della Corte suprema che sarebbe stata posta fine all\u2019espianto degli organi dei prigionieri al termine dell\u2019esecuzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuna esecuzione \u00e8 stata segnalata da Singapore, dove diversi prigionieri hanno ottenuto la commutazione della condanna a morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019area del Pacifico \u00e8 rimasta libera dalla pena di morte, nonostante il governo di Papua Nuova Guinea abbia minacciato di riprendere le esecuzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Europa e Asia centrale<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la prima volta dal 2009, in quest\u2019area non vi sono state esecuzioni. Il solo paese che ancora si aggrappa alla pena capitale \u00e8 la Bielorussia, dove comunque nel 2013 non sono state eseguite condanne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ulteriori informazioni<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al link <a href=\"http:\/\/appelli.amnesty.it\/pena-di-morte-2013\">http:\/\/appelli.amnesty.it\/pena-di-morte-2013\u00a0<\/a> \u00e8 possibile navigare un\u2019infografica interattiva sulla pena di morte nel mondo nel 2013; scaricare le mappe e il rapporto \u201cCondanne a morte ed esecuzioni nel 2013\u201d; il documento di fatti e cifre e firmare l\u2019appello per Hussain Almerfedi, detenuto nella base navale statunitense di Guant\u00e1namo Bay dal 2003 e che, se accusato di avere aiutato combattenti stranieri, rischia la pena di morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Secondo il rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte, Iran e Iraq hanno determinato un profondo aumento delle condanne a morte eseguite nel 2013, andando in direzione opposta alla tendenza mondiale verso l\u2019abolizione della pena di morte.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":432,"featured_media":97021,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,60,38],"tags":[1120,739,5066],"class_list":["post-97019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-diritti-umani","category-internazionale","tag-amnesty-international-2","tag-pena-di-morte","tag-rapporto-annuale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2013<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&nbsp; 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