{"id":965901,"date":"2019-11-08T18:51:25","date_gmt":"2019-11-08T18:51:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=965901"},"modified":"2019-11-08T18:51:25","modified_gmt":"2019-11-08T18:51:25","slug":"che-succede-in-bolivia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/11\/che-succede-in-bolivia\/","title":{"rendered":"Che succede in Bolivia?"},"content":{"rendered":"<div class=\"gs\">\n<div class=\"\">\n<div id=\":z4\" class=\"ii gt adO\">\n<div id=\":4k4\" class=\"a3s aXjCH \">\n<div dir=\"ltr\">\n<div><b>La Bolivia sta attraversando una crisi politica, dove il governo denuncia il colpo di Stato e l&#8217;opposizione denuncia la frode elettorale. Il trionfo di Evo Morales al primo turno con un margine risicato ha dato luogo a massicce proteste dell&#8217;opposizione e contro-marce del partito al potere, con scontri per le strade di diverse citt\u00e0 del paese.<\/b><\/div>\n<p>Le elezioni presidenziali del 20 ottobre hanno fatto precipitare la Bolivia in una crisi politica. In quel giorno, il Presidente Evo Morales ha cercato di ottenere un quarto mandato nella sfida elettorale pi\u00f9 aperta dal suo arrivo al Palacio Quemado nel gennaio 2006, con il 54% dei voti. Da allora, il &#8220;primo presidente indigeno&#8221; ha trionfato, elezione dopo elezione, con oltre il 60% dei voti e distanze enormi dai suoi oppositori, e si \u00e8 collegato con la Bolivia indigena e popolare come non aveva mai fatto nessuno dei suoi predecessori. Ma questa volta la situazione era diversa: per la prima volta c&#8217;era la possibilit\u00e0 concreta di un secondo turno. Per evitarlo, Morales doveva ottenere pi\u00f9 del 50% dei voti oppure oltre il 40% ma con dieci punti di differenza rispetto al secondo.<\/p>\n<p>La notte del 20 ottobre si \u00e8 conclusa con il ballottaggio come probabile risultato: la trasmissione dei risultati elettorali preliminari (TREP) si \u00e8 interrotta quando il conteggio ha raggiunto l&#8217;83% dei seggi e la differenza era di sette punti. Il sondaggio d&#8217;uscita di Viaciencia, l&#8217;unica agenzia autorizzata, ha dato risultati simili. Il giorno successivo, quando il TREP \u00e8 stato completato, \u00e8 stata annunciata una stretta vittoria al primo turno per Morales. Queste cifre sono state confermate giorni dopo dal conteggio ufficiale, che \u00e8 culminato con Morales che ha ottenuto il 47,08% e Carlos Mesa, il 36,51%; cio\u00e8, una differenza di 10,54 punti percentuali, 0,57 sopra il necessario per vincere al primo turno.<\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Cos&#8217;e&#8217; successo dopo? Da un lato, l&#8217;opposizione era pronta a denunciare la frode elettorale se non fosse uscito il ballottaggio. Ma la sospensione del TREP e l&#8217;aumento significativo della percentuale di Morales, insieme allo scarso margine per raggiungere la formula &#8220;40 pi\u00f9 10&#8221;, hanno contribuito al fatto che, in un clima di forte polarizzazione, met\u00e0 della Bolivia era convinta che ci fosse stata un&#8217;alterazione dei risultati, anche se era possibile verificarla rivedendo lo spoglio seggio per seggio (sono su Internet), e che il presidente stesse cercando di rimanere al potere ad ogni costo.<\/p>\n<p>Il fatto che un conteggio rapido come il TREP non raggiunga il 100% non \u00e8 necessariamente motivo di allarme. Ma, come ha dimostrato il giornalista Fernando Molina, in questo caso il Tribunale Elettorale Supremo (TSE) e il governo hanno dato almeno quattro diverse spiegazioni per giustificare la sospensione del conteggio: che non volevano che il conteggio rapido si sovrapponesse a quello ufficiale &#8211; che iniziava gi\u00e0 a quell&#8217;ora -; che c&#8217;era un allarme di attacco informatico e si doveva fermare per sicurezza; che si interrompe sempre all&#8217;80% circa; che il 17% dei seggi non erano ancora inclusi nel conteggio perch\u00e9 probabilmente provenienti da regioni molto remote e prive di internet per mandare le foto corrispondenti.<\/p>\n<p>A peggiorare le cose, il vicepresidente del TSE Antonio Costas si \u00e8 dimesso, indicando di non essere stato consultato o informato sull&#8217;ordine di tagliare il TREP e ha dichiarato che &#8220;non \u00e8 stata una buona decisione&#8221;. Le sue dimissioni erano enigmatiche: ha detto di averlo fatto per una questione di principio, ma che non c&#8217;era stata alcuna alterazione dei risultati. Allo stesso tempo, il governo ha accusato l&#8217;opposizione &#8220;razzista&#8221; di voler togliere visibilit\u00e0 al voto rurale, che avrebbe spiegato il salto del candidato del Movimento al Socialismo (MAS) nell&#8217;ultimo tratto del conteggio.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della &#8220;sofisticata&#8221; discussione sullo scrutinio &#8211; il governo ha proposto un audit dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OAS) &#8211; ci sono tre problemi di fondo dietro una crisi che sta causando una profonda spaccatura tra la Bolivia rurale e quella urbana, anche con scontri fisici.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&#8211; Evo Morales \u00e8 giunto a queste elezioni con la sua legittimit\u00e0 erosa dalla sconfitta nel referendum del 21 febbraio 2016 (21F), quando la sua proposta di modifica costituzionale per consentire la rielezione a tempo indeterminato ha perso con uno scarso margine. Dopo questa battuta d&#8217;arresto, il partito al potere ha passato mesi a valutare &#8220;altre vie&#8221; per la rielezione e l&#8217;ha trovata attraverso una sentenza della Corte costituzionale plurinazionale. Ecco perch\u00e9 ora la denuncia della frode &#8211; che deve essere provata &#8211; si confonde con la denuncia dell'&#8221;illegittimit\u00e0&#8221; di Morales di candidarsi, e questo genera un groviglio difficile da sciogliere. Per &#8220;cancellare&#8221; il pi\u00f9 possibile i risultati del referendum, il presidente boliviano aveva bisogno di una clamorosa vittoria. Ma anche se ha avuto un vantaggio su Mesa, ha appena superato la barriera magica dei dieci punti di differenza per evitare un ballottaggio in cui poteva anche perdere. In altre parole, questo risultato non solo non ha fatto dimenticare il 21F, ma al contratio l&#8217;ha riportato all&#8217;attualit\u00e0 in modo esplosivo.<\/p>\n<p>&#8211; Il MAS non riesce a incorporare nel suo immaginario la possibilit\u00e0 di uscire dal potere senza pensarlo come una catastrofe. Evo Morales non abbandon\u00f2 mai facilmente le cariche che occupava: fu l&#8217;unico deputato del MAS che ebbe la possibilit\u00e0 di rielezione a tempo indefinito e dopo aver vinto la Presidenza rimase al vertice della Federazione Speciale dei Lavoratori Contadini del Tropico di Cochabamba (l&#8217;organizzazione madre dei coltivatori di coca). In questo senso, nonostante il discorso del partito al potere, \u00a0Morales non fu mai &#8220;solo un altro contadino&#8221;. E pi\u00f9 recentemente, la sua immagine \u00e8 stata addirittura costruita come quella di un leader eccezionale (&#8220;C&#8217;\u00e8 solo un Fidel, un Gandhi, un Mandela e un Evo&#8221;, ha detto l&#8217;ormai ex cancelliere David Choquehuanca). Questo, aggiunto a un&#8217;idea classica di rivoluzione, sebbene costruita in un quadro democratico, ostacola il concetto dell&#8217;alternanza democratica, con il MAS come asse potenziale di un&#8217;opposizione, che in caso di sconfitta combatte contro ogni tentativo di indebolire le indubbie conquiste sociali, materiali e simboliche di questi 14 anni di &#8220;Rivoluzione Democratica e Culturale&#8221;. La democrazia seguirebbe cos\u00ec la metafora del tram, in cui qualcuno sale, arriva a destinazione (lo Stato) e poi scende.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&#8211; All&#8217;interno di un&#8217;opposizione generalmente democratica (lo stesso Mesa \u00e8 un moderato di centro) e oggi pi\u00f9 numerosa che in passato, appaiono gruppi radicali con discorsi di rivincita, razzisti e violenti. La comparsa di figure discusse del passato, come l&#8217;ex ministro Carlos S\u00e1nchez Berza\u00edn, latitante negli Stati Uniti per la sua responsabilit\u00e0 nel massacro di civili durante la guerra del gas, non aiuta l&#8217;opposizione e rafforza il discorso del partito di governo contro un &#8220;ritorno al passato&#8221;. La decisione del nuovo Comitato per la difesa della democrazia (Conade), che riunisce le principali forze dell&#8217;opposizione, di respingere l&#8217;audit internazionale e lottare per l&#8217;annullamento delle elezioni pu\u00f2 anche contribuire a radicalizzare la situazione, forse con poche possibilit\u00e0 di vittoria dell&#8217;opposizione. (Stranamente, la Bolivia \u00e8 l&#8217;unico paese della regione in cui il segretario generale dell&#8217;OAS Luis Almagro \u00e8 visto da molti come un &#8220;populista&#8221;, quasi chavista, per aver appoggiato la nomina di Morales).<\/p>\n<p>In questo quadro, la Bolivia pu\u00f2 avanzare verso una versione soft di quanto accaduto in Venezuela: una situazione in cui il governo si impone, ma con forti deficit di legittimit\u00e0, nel quadro di una reciproca ignoranza tra governo e opposizione e con una radicalizzazione di quest&#8217;ultima. Tuttavia, come ha scritto Fernando Molina, \u00e8 vero che il livello di violenza in Bolivia \u00e8 molto pi\u00f9 basso, non c&#8217;\u00e8 crisi economica (al contrario, la macroeconomia \u00e8 uno dei punti di forza di Morales) e la classe politica \u00e8 pi\u00f9 pragmatica e meno ideologica di quella venezuelana.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Tuttavia, vi \u00e8 il rischio di un&#8217;ulteriore polarizzazione e di scontri di strada tra sostenitori del governo e oppositori, nonch\u00e9 di un uso eccessivo da parte dello Stato dei movimenti sociali come forza d&#8217;urto contro i manifestanti; infatti, molte persone sono gi\u00e0 state ferite. Morales ha risposto con la stessa espressione che Len\u00edn Moreno o Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era &#8211; golpe, destabilizzazione &#8211; ha chiamato Mesa &#8220;delinquente&#8221;, ha accusato i giovani di protestare per denaro o per buone &#8220;note&#8221; (un presunto e non dimostrato beneficio degli studenti universitari per andare alle marce) e ha portato il suo discorso verso la dicotomia &#8220;Patria o morte&#8221;. Tutto questo avviene dopo una campagna elettorale centrata sullo Stato, in cui i movimenti sociali, senza l&#8217;epopea di un tempo, si sono limitati a seguire le iniziative tracciate dall&#8217;apparato statale, con la loro inerzia e le tradizionali forme di conservazione del potere. L&#8217;opposizione, da parte sua, respinge l&#8217;audit e chiede la &#8220;radicalizzazione&#8221; dei blocchi e degli scioperi nelle citt\u00e0 per &#8220;soffocare lo Stato&#8221; (infatti, alcuni seggi locali del tribunale elettorale sono gi\u00e0 stati bruciati).<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che dei referenti come l&#8217;argentino Juan Grabois sostengono che si deve scartare qualsiasi osservazione sulle elezioni in nome della &#8220;stabilit\u00e0 sudamericana&#8221; (una figura curiosa nella penna di un leader sociale). Questa \u00e8 l&#8217;altra faccia della medaglia di coloro che hanno cominciato a denunciare le frodi prima che iniziassero a contare i voti. La verit\u00e0 \u00e8 che Morales ha avuto livelli di legittimit\u00e0 molto elevati durante i suoi 14 anni di governo (al punto di vincere nel 2014 nella regione di Santa Cruz) e che la sua erosione \u00e8 in gran parte dovuta alla decisione di non rispettare i risultati di un referendum.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 senza dubbio una cattiva notizia, in un contesto in cui la crisi dell'&#8221;oasi&#8221; cilena (con la sua ineguale combinazione di colonizzazione mercantile di tutte le dimensioni della vita sociale e gerarchie di lunga data) e il trionfo del Frente de Todos in Argentina sembrano dare una nuova possibilit\u00e0 ai progressisti latinoamericani.<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>\u00a0 Di Pablo Stefanoni<\/p>\n<div class=\"yj6qo ajU\">\n<div id=\":3k9\" class=\"ajR\" tabindex=\"0\" role=\"button\" data-tooltip=\"Mostra contenuti abbreviati\" aria-label=\"Mostra contenuti abbreviati\" aria-expanded=\"false\"><img decoding=\"async\" class=\"ajT\" src=\"https:\/\/ssl.gstatic.com\/ui\/v1\/icons\/mail\/images\/cleardot.gif\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"hi\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bolivia sta attraversando una crisi politica, dove il governo denuncia il colpo di Stato e l&#8217;opposizione denuncia la frode elettorale. 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