{"id":953504,"date":"2019-10-25T20:02:31","date_gmt":"2019-10-25T19:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=953504"},"modified":"2019-10-26T09:49:40","modified_gmt":"2019-10-26T08:49:40","slug":"la-questione-curda-e-la-chiusura-del-cerchio-nella-guerra-ai-profughi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/10\/la-questione-curda-e-la-chiusura-del-cerchio-nella-guerra-ai-profughi\/","title":{"rendered":"La questione curda e la chiusura del cerchio nella guerra ai profughi"},"content":{"rendered":"<p>Siamo in una fase in cui la distruttivit\u00e0 delle attuali politiche contro l\u2019immigrazione \u00e8 all\u2019ordine del giorno. Gli abusi e le morti di persone non europee provocate colpevolmente dall\u2019Unione Europea e dai suoi stati sono note da vari decenni, ma non sembra che importi a nessuno a livello politico e di elaborazione delle politiche nazionali ed europee in questo campo. Sono dei danni calcolati e considerati utili per perfezionare le politiche contro l\u2019immigrazione, dalle migliaia di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/586452\/il-mare-dei-diritti-umani-uno-sguardo-tecnico-giuridico-sulle-vicende-del-mediterraneo\">morti in mare<\/a>\u00a0al finanziamento di campi di tortura e detenzione in Libia, allo smantellamento delle norme del diritto internazionale e comunitario in violazione delle Costituzioni nazionali. I migranti cosiddetti irregolari vanno esclusi da ogni salvaguardia e diritto, e bisogna impedire ai richiedenti asilo di arrivare. Se arrivano in Europa, bisogna annacquare le garanzie, rendere inutilizzabili i gradi di giudizio ed elaborare delle procedure per il rifiuto automatico delle richieste in base a nozioni come quelle dei paesi sicuri, subordinando lo stato di diritto alla priorit\u00e0 di escludere le persone dai procedimenti in modo celere e inappellabile.<\/p>\n<p><strong>LA GUERRA CONTRO I PROFUGHI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la sospensione dell\u2019operazione\u00a0<em>Mare Nostrum<\/em>\u00a0nell\u2019autunno del 2014, le politiche d\u2019immigrazione sono state usate come un martello demolitore per smontare i diritti umani, lo stato di diritto e alcuni principi fondamentali di civilt\u00e0 per perseguire gli obiettivi strategici dell\u2019Agenda Europea sull\u2019Immigrazione. La guerra contro i migranti si \u00e8 trasformata in una guerra contro chi non la sostiene, in particolare contro chi resiste aiutando le persone che si trovano in difficolt\u00e0 proprio a causa della condizione di clandestinit\u00e0 amministrativa applicata a chi entra nell\u2019UE senza autorizzazione. Anche i giudici che applicano le leggi disobbedendo alle autorit\u00e0 esecutive, i pm che investigano i reati che queste compiono e i cittadini che si adoperano per coprire gli obblighi che sarebbero degli Stati ma che questi ultimi ignorano, sono ormai sotto attacco. Persino il Papa viene attaccato perch\u00e9 evoca dei principi della dottrina cristiana legati all\u2019accoglienza e all\u2019aiuto del prossimo.<\/p>\n<p>Dopo avere messo in discussione il diritto alla vita, le norme del diritto del mare,\u00a0l\u2019obbligo di soccorrere le persone in pericolo e il principio di solidariet\u00e0, l\u2019Italia ha normalizzato la tortura (anche per gli europei soccorritori di migranti e rifugiati) in mare e l\u2019omissione di soccorso istituzionalizzata, con la colpevole complicit\u00e0 dell\u2019UE. In mare si continua a morire, mentre gli Stati sequestrano i mezzi di soccorso autofinanziati dai cittadini e arretrano il raggio d\u2019azione delle loro risorse.<\/p>\n<p>Se tutto ci\u00f2 non bastasse, ora il presidente turco Erdogan ha compiuto il passo successivo, giustificando una azione armata, il bombardamento di un territorio e la sua occupazione per sgomberare una regione da destinare all\u2019accoglienza dei rifugiati. Tale operazione ha l\u2019acre odore della\u00a0pulizia etnica contro la popolazione curda e rischia di produrre un importante numero di nuovi rifugiati in fuga dal conflitto, oltre ad alimentare una ripresa delle attivit\u00e0 belliche in una zona ormai sicura. Ma l\u2019Unione Europea si \u00e8 resa ricattabile stipulando l\u2019accordo del 2016, con il quale ha pagato ingenti somme a un governo, quello di Erdogan, impegnato a\u00a0 mettere la museruola alla societ\u00e0 civile turca attraverso la persecuzione di chiunque esprima dissenso. Questa deriva autoritaria \u00e8 stata attuata, e continua ad esserlo, tramite il licenziamento degli impiegati pubblici e l\u2019incriminazione dei dissidenti, anche in ambito universitario, giornalistico, legale e giudiziario. Coloro che si battono per i diritti umani, politici e civili sono in pericolo, ma la UE ha scelto di finanziare un presidente mentre promuove l\u2019autoritarismo pur di\u00a0 essere protetta dall\u2019arrivo dei rifugiati. Si \u00e8 legata le mani da sola, rendendo impossibile il dichiarato obiettivo di promuovere i diritti umani nel mondo che avrebbe imposto una censura degli sviluppi in corso in Turchia.<\/p>\n<p>Tale cortocircuito si \u00e8 reso palese quando, ottobre 2019, Erdogan ha avvisato l\u2019Europa di non criticare l\u2019operazione da lui stesso battezzata \u201cFonte di pace\u201d. Evocando la minaccia di un\u2019invasione di profughi. Inoltre, il desiderio turco di dotarsi di una zona cuscinetto oltre i propri confini per la sicurezza interna ha messo in secondo piano la vera emergenza di questa regione, la presenza dell\u2019Isis. L\u2019attacco alle milizie curde, che hanno aiutato l\u2019Occidente nella guerra contro lo Stato Islamico, ha infatti la diretta conseguenza di lasciare campo libero all\u2019estremismo jihadista in una zona pacificata nella quale si stava realizzando\u00a0<a href=\"https:\/\/www.guidoviale.it\/clima-migranti-rojava-una-svolta\/\">un progetto di democrazia inclusiva, multiculturale, ecologista e femminista<\/a>, antitesi dell\u2019autoritarismo che sta sempre pi\u00f9 prendendo piede in molti angoli del mondo.<\/p>\n<p>Le minacce di Erdogan sono simili a quelle che periodicamente lanciava il colonnello Gheddafi, entrambi consapevoli della debolezza del Vecchio Continente attanagliato nella propria ossessione anti-migratoria. Anche l\u2019appoggio e il finanziamento di regimi autoritari appare una costante delle politiche europee, a partire dall\u2019Egitto di al-Sisi, con il quale la cooperazione e l\u2019accordo di riammissione funzionante sono considerati una pratica esemplare. Mentre \u00e8 vero che la rotta Egitto-Italia \u00e8 stata bloccata, \u00e8 anche vero che le sparizioni, uccisioni e detenzioni di oppositori politici nel paese nordafricano sono all\u2019ordine del giorno, e il caso del ricercatore italiano Giulio Regeni ne \u00e8 un esempio che non si deve ignorare.<\/p>\n<p>In Marocco, la rinnovata intensificazione dei rapporti dopo la ripresa delle partenze lungo la rotta del Mediterraneo occidentale verso la Spagna nella primavera del 2018 (dopo gli sforzi per chiudere le rotte del Mediterraneo centrale e occidentale) ha portato a una recrudescenza della caccia al migrante \u2013 nero \u2013 nel nord del paese. Sia in mare sia sulla terraferma, si \u00e8 registrato un aumento dei morti, come succede in ogni luogo dove si affacciano queste politiche europee di esternalizzazione. I finanziamenti alle varie milizie e regimi, come i memorandum di intesa che stanno sostituendo gli accordi formali, sono diventati ormai strumenti tecnici e operativi, interventi decisi direttamente dagli esecutivi evitando il dibattito e il controllo parlamentare. Un esempio su tutti, l\u2019intesa dell\u2019agosto 2016 tra il Dipartimento di Sicurezza Pubblica italiano e la Polizia Nazionale Sudanese.<\/p>\n<p><strong>L\u2019AGENDA EUROPEA E LA DESTRA UTILE<\/strong><\/p>\n<p>Oltre a subordinare i diritti umani e lo stato di diritto all\u2019efficacia delle politiche contro l\u2019immigrazione, attraverso l\u2019Agenda Europea la Commissione e Frontex hanno deciso di servirsi dell\u2019estrema destra per sconfiggere le resistenze provenienti dalla societ\u00e0 civile contro politiche basate sul razzismo e sulla discriminazione istituzionale. Le hanno fornito degli argomenti che l\u2019hanno legittimata, portandola al centro dell\u2019arena politica, in modo eclatante nel caso italiano dopo l\u2019arrivo della Task Force Regionale di Frontex a Catania nel contesto dell\u2019implementazione dell\u2019approccio hotspot. Da l\u00ec, sono partite le insinuazioni che hanno fomentato la guerra contro le ONG e contro gli immigrati, tanto da reinterpretare quella che era una vulgata razzista dell\u2019estrema destra in un pensiero \u201cnormalizzato\u201d. Chi non sostiene le politiche e gli interventi contro i migranti \u00e8 stato tacciato di essere un fattore di attrazione, i famosi pull factor, dei migranti. Le ONG sono diventate invece \u201ctaxi del mare\u201d o, ancora peggio, \u201ccomplici dei trafficanti\u201d.\u00a0 Nel frattempo, invece, i trafficanti veri\u00a0negoziavano direttamente con il governo italiano e venivano convertiti in una guardia costiera con la quale collabora la missione EUNAVFOR MED.<\/p>\n<p>Tornando alla Turchia, il patto UE-Turchia rappresenta l\u2019essenza del\u00a0<em>refoulement<\/em>, il principio del respingimento e dunque sono stati applicati alcuni stratagemmi. Innanzitutto \u00e8 stato siglato usando una formula\u00a0che non espone l\u2019Europa a possibili sanzioni o censure: i capi di stato e di governo degli Stati membri dell\u2019UE.<\/p>\n<p>In secondo luogo \u00e8 stato trovato un escamotage per giustificare il \u201ctrasferimento\u201d in Turchia. Il trucco della nazionalit\u00e0 usato negli\u00a0 hotspot italiani per limitare le relocation verso gli altri Stati membri, non poteva funzionare in Grecia, dove arrivano soprattutto persone in fuga da conflitti come Siria e Iraq e poi Afghanistan e Yemen). Dunque, \u00e8 stata arbitrariamente fissata una data, il 21 marzo 2016, oltre la quale chiunque fosse arrivato sarebbe stato ineludibilmente ritrasferito in Turchia, incredibilmente considerato un luogo sicuro per i rifugiati. E in attesa di questo trasferimento, sarebbe stato tenuto,\u00a0a volte anche per lunghi periodi, nei centri di accoglienza delle isole greche, le cui condizioni di pericoloso sovraffollamento sono note. Un modo utile ed efficace per poter anche negare sistematicamente di fatto l\u2019asilo e per mantenere a oltranza i rifugiati nei campi allestiti ai bordi del continente. Tra settembre e ottobre 2019, ci sono stati alcuni incendi nei campi di Lesbos e di Samos, entrambi sovraffollati e con condizioni di vita ignobili sin dal momento della loro creazione e poi via via peggiorate.<\/p>\n<p>L\u2019UE e i suoi Stati membri hanno condotto una pressante azione sovversiva negli ultimi cinque anni per raggiungere gli obiettivi fissati nell\u2019Agenda Europea. In rapida successione, e ignorando le insistenti critiche dell\u2019ONU, dei suoi relatori speciali e della societ\u00e0 civile europea, sono stati subordinati alle politiche d\u2019immigrazione: il diritto internazionale e comunitario; le Costituzioni nazionali; il diritto del mare; la proibizione del refoulement e della tortura, i trattamenti inumani e degradanti; il diritto alla vita attraverso l\u2019omissione di soccorso istituzionalizzata; il dovere di solidariet\u00e0 e i diritti civili e politici dei cittadini europei e il diritto all\u2019informazione.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle colpe e dei meriti dei diversi governi, va sottolineata la regia della Commissione Europea, in violazione del suo ruolo di guardiana dei trattati europei. Nei fatti, per\u00f2, gli obiettivi di queste politiche sono serviti come pretesti per smontare dei cardini della civilt\u00e0 europea, giungendo fino alla soglia della tortura in mare dei naufraghi e anche dei cittadini europei che li hanno soccorsi rifiutandosi di ottemperare alla volont\u00e0 sempre pi\u00f9 esplicita dell\u2019UE e degli Stati di non mettere in salvo vite umane. Insieme al diritto alla vita, anche i doveri di soccorso in mare e di solidariet\u00e0 (sancito anche dalla Costituzione italiana ancor prima che dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani) sono stati messi in dubbio in nome dell\u2019efficacia di queste politiche di chiusura.<\/p>\n<p><strong>LA CHIUSURA DEL CERCHIO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La chiusura del cerchio si \u00e8 avuta nel passaggio dall\u2019uso di queste politiche per giustificare dei crimini di Stato commessi in modo indiretto al loro uso come giustificazione per bombardare, uccidere e sgomberare un\u2019area dove depositare rifugiati\u00a0 ai quali l\u2019Europa rifiuta sistematicamente l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Rifugiati che la Turchia ha usato come pretesto per fare i conti con una sua\u00a0<a href=\"https:\/\/www.guidoviale.it\/una-guerra-per-procura\/\">nemesi storica<\/a>, i curdi, colpevoli di aver portato avanti un esperimento di governo dal basso che rischia di attecchire.<\/p>\n<p><strong>LOGICHE INTERNE NEL SOSTEGNO A REGIMI ESTERNI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Come segnalato da una <a href=\"http:\/\/kritnet.org\/2019\/end-the-killing\/\">rete di accademici europei<\/a> critici, queste politiche promuovono la discrezionalit\u00e0 nell\u2019esercizio del potere da parte degli Stati internamente e questo si traduce inevitabilmente nel sostegno a regimi o governi autoritari all\u2019estero. La devastante logica strumentale che permette la lotta contro l\u2019immigrazione illegale o contro i trafficanti a scapito di ogni altro valore, principio o regola si sta rivelando sempre pi\u00f9 come una forma di autolesionismo che degrada sia l\u2019Europa che il mondo. Il collegamento di queste politiche con la nuova guerra nella Siria settentrionale \u00e8 esplicito nell\u2019invito della suddetta rete di accademici per fare cessare le morti e l\u2019attacco turco, nelle seguenti rivendicazioni:<\/p>\n<p>\u201c<em>Chiediamo al Consiglio Europeo e ai governi dell\u2019UE di:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Porre fine all\u2019accordo UE-Turchia.<\/em><\/li>\n<li><em>Porre fine al partnerariato con il governo di Erdogan, far cessare le forniture di armi e usare ogni via disponibile per fermare subito la guerra contro il Rojava nel nord della Siria.<\/em><\/li>\n<li><em>Evacuare immediatamente i campi per migranti sulle isole greche, e permettere a chi vi risiede la libert\u00e0 di movimento in Europa, e la loro accoglienza da parte delle Citt\u00e0 della Solidariet\u00e0.<\/em><\/li>\n<li><em>Fissare delle nuove fondamenta politiche per l\u2019immigrazione e l\u2019asilo in Europa, con delle politiche che si compromettano a difendere i diritti umani dei rifugiati e dei migranti in Siria, nel Mediterraneo e nella stessa Europa.\u201d\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Yasha Maccanico \u00e8\u00a0rappresentante di\u00a0Statewatch, ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 di Bristol e uno dei cofondatori di\u00a0Osservatorio Solidariet\u00e0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo in una fase in cui la distruttivit\u00e0 delle attuali politiche contro l\u2019immigrazione \u00e8 all\u2019ordine del giorno. 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