{"id":9456,"date":"2012-06-13T00:00:00","date_gmt":"2012-06-13T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-06-14T06:22:45","modified_gmt":"2012-06-14T06:22:45","slug":"la-crisi-di-una-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/06\/la-crisi-di-una-civilta\/","title":{"rendered":"La Crisi di una Civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ringrazio il Partito Umanista per aver organizzato questo incontro e per aver invitato a partecipare<br \/>\nil Centro di Studi Umanista \u201cSalvatore Puledda\u201ddi Roma.<\/p>\n<p>Non sono uno specialista in campo socio-economico, n\u00e9 in quello politico. Diciamo semplicemente<br \/>\nche mi interesso di processi umani in generale, con particolare attenzione ai processi storici dal<br \/>\npunto di vista dello svolgersi delle culture e delle civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Vorrei tentare, oggi, se riuscir\u00f2 a farlo, di dare elementi per inquadrare la crisi che stiamo vivendo<br \/>\nda una prospettiva pi\u00f9 ampia, sicuramente non proprio economica o politica, ma piuttosto in<br \/>\nrelazione con l\u2019evoluzione della coscienza umana.<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione umana \u00e8 stata caratterizzata da continui ampliamenti della coscienza. Non in un<br \/>\nprocesso lineare e meccanico, ma piuttosto in una sequenza \u201ca salti\u201d, dove alla fine di ogni ciclo<br \/>\nstorico gli elementi pi\u00f9 progressivi si sintetizzavano per dare vita a una tappa completamente<br \/>\nnuova.<br \/>\nDai primi ominidi alle specie pi\u00f9 evolute, attraverso l&#8217;apprendimento dell&#8217;uso del fuoco e delle<br \/>\ntecnologie per agire intenzionalmente sulla natura, la conoscenza del mondo si andava ampliando<br \/>\nmentre si ampliava la capacit\u00e0 di fare relazioni tra le diverse conoscenze e di elaborare concezioni<br \/>\ndel mondo sempre pi\u00f9 complesse. Questo \u00e8 quello che intendiamo per ampliamento della coscienza:<br \/>\nl&#8217;aumento della complessit\u00e0 e della profondit\u00e0 nello strutturare il mondo.<\/p>\n<p>Nel corso della storia si pu\u00f2 osservare che nei periodi di decadenza di ogni grande civilt\u00e0, che<br \/>\nentrava in contatto con nuove concezioni e nuovi strumenti tecnologici, si \u00e8 sempre sviluppato un<br \/>\nsistema pi\u00f9 complesso ed evoluto di societ\u00e0, di scienza, di visione del mondo. Anzi, spesso era<br \/>\nproprio l\u2019incontro con la diversit\u00e0 di altre culture che produceva il decadimento di una concezione<br \/>\ne produceva una nuova sintesi. Non si \u00e8 mai tornati indietro, ma si sono sempre conservati gli<br \/>\nelementi pi\u00f9 progressivi delle civilt\u00e0 morenti per elaborare il \u201cnuovo\u201d che avrebbe accompagnato<br \/>\nl&#8217;essere umano per altri millenni.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di cambiamento e di trovare risposte sempre pi\u00f9 adeguate per un adattamento<br \/>\ncrescente al mondo e alle societ\u00e0 che cambiavano, ha permesso la comparsa su questo pianeta della<br \/>\nmeraviglia che \u00e8 oggi la coscienza dell&#8217;essere umano, con tutta la sua complessit\u00e0, la sua ricerca, la<br \/>\nsua scienza, la sua spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>In ogni momento di processo di questo tipo, in cui si preparava un nuovo salto evolutivo della<br \/>\ncoscienza umana, ci si \u00e8 trovati spesso imprigionati, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, da concezioni e sistemi<br \/>\nobsoleti di un mondo che stava morendo.<br \/>\nIn qualche modo la coscienza entrava in crisi perch\u00e9 aveva bisogno di compiere, ancora una volta,<br \/>\nun passo verso la libert\u00e0, mentre sperimentava ormai troppo limitate le risposte che venivano dal<br \/>\npassato. Proprio come un bambino che, diventato adolescente, sente che gli abiti della sua infanzia<br \/>\ngli vanno ormai stretti e non corrispondono pi\u00f9 ai propri bisogni.<\/p>\n<p>In questo momento storico ci troviamo esattamente in uno dei momenti di processo descritti.<br \/>\nLa coscienza umana ha bisogno ancora una volta di liberarsi per compiere il salto necessario verso il futuro, mentre ancora resistono in lui e nelle societ\u00e0 gli antichi paradigmi. Questa \u00e8 la<br \/>\ncrisi fondamentale che, a mio parere, stiamo sperimentando ogni giorno e che d\u00e0 luogo, in molte<br \/>\npersone, al disorientamento e alla confusione.<\/p>\n<p>Per capire meglio la situazione descritta, \u00e8 necessario considerare diversi fattori che stanno<br \/>\ncontribuendo, oggi, ad avvicinare l&#8217;essere umano ad una nuovo salto e ad un ulteriore ampliamento<br \/>\ndella coscienza. Prover\u00f2 a descriverne alcuni.<\/p>\n<p>Lo sviluppo degli strumenti tecnologici e di una mentalit\u00e0 che abbiamo definito \u201cscientifica\u201d,<br \/>\niniziata gi\u00e0 a partire dal rinascimento, ha permesso all\u2019essere umano di operare sempre pi\u00f9<br \/>\nincisivamente sulla natura, piegandola, nel bene e nel male, alle proprie necessit\u00e0. Quindi, il mondo<br \/>\ne la natura non sono pi\u00f9 vissuti, come avveniva in passato, come forze inspiegabili e ostili, ma come<br \/>\nfenomeni da capire e addomesticare. Anzi, a partire da un certo momento fino ad oggi, soprattutto<br \/>\nin occidente, si \u00e8 creduto che la tecnologia potesse risolvere ogni cosa e che ormai l&#8217;essere umano<br \/>\navesse raggiunto l&#8217;apice della sua carriera, potendo comprendere la natura in ogni dettaglio ed agire<br \/>\nconseguentemente su di essa trasformandola secondo i suoi voleri. Questa consapevolezza che<br \/>\nsi \u00e8 sviluppata in particolare negli ultimi due secoli, ha modificato sostanzialmente la posizione<br \/>\npsicologica dell&#8217;essere umano di fronte al mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;accelerazione tecnologica di questi ultimi decenni, poi, soprattutto nel campo delle<br \/>\ncomunicazioni, ha messo la maggior parte degli abitanti di questo pianeta nelle condizioni<br \/>\ndi avvicinarsi a culture molto distanti tra loro, di confrontare modi di pensare e di vivere<br \/>\ndifferenti dal proprio, di acquisire punti di vista e abitudini che fino a poco tempo fa erano solo<br \/>\nracconti di esploratori e avventurieri. La TV e Internet hanno permesso ad ogni essere umano di<br \/>\nessere \u201cpresente\u201d, anche se non fisicamente, nel contesto culturale dell&#8217;altro, dell&#8217;estraneo, del<br \/>\ndiverso.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, i grandi spostamenti migratori di milioni di persone da un continente all&#8217;altro e<br \/>\nla concentrazione di culture molto differenti in contesti urbani ristretti, hanno avuto e stanno<br \/>\ncontinuando ad avere un impatto psicologico enorme sulle popolazioni. Si producono molti tentativi<br \/>\ndi sincretismi culturali, che generano a loro volta, tra i pi\u00f9 timorosi, reazioni fondamentaliste e<br \/>\nirrazionali.<\/p>\n<p>Se pensiamo che solo fino a un secolo fa era difficile e lungo spostarsi da un luogo all&#8217;altro, che<br \/>\nle comunicazioni avvenivano prevalentemente all&#8217;interno di uno stesso contesto culturale e che si<br \/>\nsapeva ben poco di ci\u00f2 che accadeva all&#8217;altro capo della terra, riusciamo pi\u00f9 o meno a comprendere<br \/>\ncome si pu\u00f2 essere modificata la coscienza colpita adesso da milioni di stimoli per la maggior parte<br \/>\nincomprensibili.<br \/>\nOggi si vive accanto a persone di culture molto diverse, si sanno in tempo reale avvenimenti<br \/>\nlontanissimi, si pu\u00f2 videochattare con chiunque in qualsiasi parte del globo. Il limitato \u201cio\u201d<br \/>\npsicologico di cento anni fa \u00e8 stato sommerso da un \u201cio\u201d globale e mondializzato.<\/p>\n<p>Tutto questo, affiancato all&#8217;avanzamento delle scienze fisiche e sociali, con i loro progressi e<br \/>\nle loro nuove concezioni \u2013 pensiamo solo alla relativit\u00e0 di Einstein, alla fisica quantistica, alla<br \/>\nclonazione, alla scoperta della creazione della vita in laboratorio di qualche anno fa &#8211; hanno<br \/>\nportato la coscienza di ogni persona a una situazione limite, in cui i riferimenti ideologici e<br \/>\nconcettuali del passato non sono pi\u00f9 utili a trovare risposte per adattarsi a questo mondo in continua<br \/>\ntrasformazione.<\/p>\n<p>La coscienza, dunque, entra in crisi. Non come fatto negativo e distruttivo, ma come momento di<br \/>\npassaggio da una tappa ormai in rapida decadenza, verso un futuro che ancora non appare chiaro,<br \/>\nche ancora \u00e8 da costruire.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che stiamo procedendo rapidamente, per la prima volta nella storia, verso quella che<br \/>\npotremmo chiamare una \u201cNazione Umana Universale\u201d, basata su una nuova cultura che sar\u00e0 la<br \/>\nsintesi degli elementi progressivi ed evolutivi di ogni cultura presente oggi sul pianeta.<br \/>\nMa \u00e8 altrettanto certo che la nascita di questa nuova civilt\u00e0 planetaria non prevede l\u2019imposizione<br \/>\ndi modelli da parte delle culture oggi dominanti, ma piuttosto un dialogo e una disponibilit\u00e0 alla<br \/>\ncreazione di qualcosa di completamente nuovo, includente ogni diversit\u00e0. Non la globalizzazione<br \/>\ndi un sistema dominante, ma piuttosto una mondializzazione delle idee e delle credenze di ogni<br \/>\ncultura.<\/p>\n<p>Oggi i sistemi organizzativi, politici ed economici, le relazioni sociali e individuali, le concezioni<br \/>\ndel mondo e dello stesso essere umano, corrispondono ancora a modelli che nel migliore dei casi<br \/>\nsono stati elaborati pi\u00f9 di un secolo fa, in base, comunque, a concezioni e ideologie che arrivano da<br \/>\nun passato lontano millenni.<\/p>\n<p>Nonostante le frizioni che si potrebbero venire a creare nell\u2019incontro di concezioni e credenze<br \/>\ntanto diverse, e il timore di avventurarsi su strade sconosciute, il passaggio non dovrebbe essere<br \/>\naffatto un problema in una societ\u00e0 aperta e consapevole dei propri processi. Si potrebbero superare<br \/>\nle differenze di cultura e di credo in un dialogo costruttivo in cui, come sempre \u00e8 accaduto, gli<br \/>\nelementi pi\u00f9 progressivi si utilizzerebbero per la costruzione di una nuova cultura pi\u00f9 ricca e<br \/>\ncomplessa, di nuovi modelli organizzativi ed economici, di nuovi rapporti sociali.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, cos\u00ec non \u00e8. C\u2019\u00e8 chi ha paura del cambiamento, perch\u00e9 ha paura di perdere gli<br \/>\napparenti privilegi che il vecchio mondo gli ha attribuito, senza rendersi conto che quel mondo<br \/>\normai non esiste pi\u00f9.<br \/>\nAllora l\u2019incontro tra le culture si trasforma in uno scontro. L\u2019adattamento dei sistemi economici alla<br \/>\nnecessit\u00e0 delle popolazioni si trasforma in una crisi permanente gestita da lobby di potere sempre<br \/>\npi\u00f9 avide. La necessit\u00e0 individuale di riferimenti si trasforma in una corsa sfrenata verso il consumo<br \/>\ndi tecnologia sempre pi\u00f9 avanzata, come fossero bacchette magiche multimediali.<\/p>\n<p>Le ideologie dominanti dell&#8217;ultima fase dell&#8217;antica civilt\u00e0 oppongono una resistenza sempre pi\u00f9<br \/>\nviolenta al futuro, credendo, e cercando di farci credere con la forza, che la loro concezione \u00e8<br \/>\nsicuramente la migliore per il futuro e che tutte le altre concezioni sono nemici da combattere<br \/>\nperch\u00e9 sarebbero un ritorno al passato. Ne abbiamo innumerevoli esempi.<br \/>\nE per non farci pensare, per non farci vedere, per non farci costruire, utilizzano ancora una volta la<br \/>\nstrategia del terrore.<\/p>\n<p>Ormai abbiamo paura di tutto. Paura del diverso \u2013 di quello che \u201cloro\u201d definiscono diverso. Paura<br \/>\ndella recessione \u2013 che \u201cloro\u201d stessi hanno creato. Paura della criminalit\u00e0 \u2013 prodotto dello stesso<br \/>\nsistema che \u201cloro\u201d vogliono mantenere. Paura del crollo delle banche \u2013 le \u201cloro\u201d banche. Paura<br \/>\ndello spread, paura dei cinesi, paura del vicino.<\/p>\n<p>Ci vogliono far credere che la \u201ccrisi\u201d sia un assestamento del sistema generale, che siano<br \/>\npiccoli \u201ceffetti collaterali\u201d da correggere, ma che in fondo questo sistema \u00e8 il migliore, anzi l&#8217;unico,<br \/>\ne che bisogna solo avere pazienza.<br \/>\nCerto, un sistema obsoleto e inumano, simile a quello delle oligarchie imperiali del passato, in cui<br \/>\nla sofferenza delle grandi masse umane corrisponde all&#8217;opulenza dei pochi che vogliono controllare<br \/>\ntutto.<\/p>\n<p>Non si rendono conto, per\u00f2, che ormai non possono controllare pi\u00f9 niente. Il loro stesso sistema \u00e8<br \/>\nincontrollabile, basato su regole assurde che violano ogni legge dell\u2019evoluzione e della storia.<br \/>\nE pi\u00f9 si rendono conto di non poter controllare niente, pi\u00f9 si disporranno alla violenza.<\/p>\n<p>Questo il problema pi\u00f9 grave che ci troviamo oggi ad affrontare: la crescente violenza verso le<br \/>\npopolazioni di ogni latitudine, verso di noi, che si esprime attraverso gli armamenti e le guerre di<br \/>\ncontrollo, la manipolazione informativa, l\u2019annichilimento economico delle famiglie, il razzismo.<br \/>\nMa nonostante la violenza di ogni tipo che stanno portando avanti contro gli individui e le<br \/>\npopolazioni, quel sistema si dissolver\u00e0, quel mondo smetter\u00e0 di esistere.<\/p>\n<p>Il nostro compito, quindi, non \u00e8 quello di opporci al crollo inevitabile di questo sistema. Non<br \/>\nservirebbe a molto mettersi a braccia aperte di fronte a una diga che sta crollando per fermare la<br \/>\nmassa d&#8217;acqua che inevitabilmente arriver\u00e0.<br \/>\nQuello che possiamo fare veramente, e che avrebbe senso in questo contesto, \u00e8 porre le basi per<br \/>\nla costruzione di quella nuova civilt\u00e0 di cui parliamo, in cui il cooperativismo, la nonviolenza, la<br \/>\ndemocrazia non siano solo parole, ma pratiche quotidiane.<br \/>\nPerch\u00e9 se \u00e8 vero che si dissolveranno le vecchie istituzioni, le banche, gli strumenti di controllo e<br \/>\ngli apparati militari, le persone continueranno ad esistere, a vivere e ad organizzarsi.<\/p>\n<p>Ecco chi ha veramente bisogno delle nostre idee, delle nostre proposte e della nostra energia: la<br \/>\ngente, le persone concrete e comuni che ogni giorno soffrono, fisicamente e psicologicamente, per<br \/>\nquesta situazione apparentemente irrisolvibile.<br \/>\n\u00c8 necessario essere vicini alle persone in ogni luogo &#8211; in ogni fabbrica, in ogni quartiere, in ogni<br \/>\nuniversit\u00e0 &#8211; per costruire insieme i modelli per il futuro di questo pianeta.<br \/>\n\u00c8 necessario lanciare segnali forti e chiari che possano essere utili alla creazione della societ\u00e0 e<br \/>\ndell&#8217;essere umano del futuro.<br \/>\n\u00c8 necessario lasciare da parte ogni personalismo, smettere di credere a quello che ci dicono in TV,<br \/>\nsmettere di pensare che la crisi sia quella che ci vogliono far credere.<br \/>\nLa crisi che stiamo vivendo va molto oltre ogni loro possibile immaginazione.<\/p>\n<p>Oggi ci troviamo di fronte alla necessit\u00e0 di un nuovo salto evolutivo della specie umana.<br \/>\nTutte le grandi civilt\u00e0 presenti oggi sul pianeta, nessuna esclusa, si trovano oggi di fronte a questa<br \/>\nnecessit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 necessario fare una scelta.<br \/>\nSeguire il vecchio mondo verso il caos e la distruzione, o iniziare, umilmente e senza timore, la<br \/>\ncostruzione di quello che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;intervento di Fulvio de Vita, del Centro Studi Umanisti &#8220;Salvatore Puledda&#8221; di Roma al Workshop &#8220;Democrazia Diretta&#8221; organizzato a Milano il 9 giugno 2012 dal Partito Umanista Internazionale che ha visto le relazioni di numerosi studiosi ed uomini d&#8217;azione sulla crisi della civilt\u00e0, l&#8217;economie e le sue alternative, le nuove sperimentazioni di democrazia diretta.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,47,38,162],"tags":[],"class_list":["post-9456","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-europa","category-internazionale","category-opinioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast 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