{"id":93997,"date":"2014-03-14T17:39:41","date_gmt":"2014-03-14T17:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=93997"},"modified":"2014-03-14T17:39:41","modified_gmt":"2014-03-14T17:39:41","slug":"taglio-degli-f-35-italia-si-dubita-negli-usa-si-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/03\/taglio-degli-f-35-italia-si-dubita-negli-usa-si-fa\/","title":{"rendered":"&#8220;Taglio&#8221; degli F-35: in Italia si dubita, negli USA si fa"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><strong>Mentre il Governo Renzi non sceglie ancora una strada di riduzione delle spese militari, negli Usa si riducono gli ordini di F-35.\u00a0<\/strong>Che continuano a sperimentare problemi tecnici importanti che causano ulteriori ritardi e costi.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/1\/?ui=2&amp;ik=2f401253bf&amp;view=att&amp;th=144c08af36ed6d8d&amp;attid=0.1.1&amp;disp=emb&amp;zw&amp;atsh=1\" width=\"314\" height=\"200\" \/><\/p>\n<div><strong>Su quanto \u00e8 accaduto in questi giorni relativamente all&#8217;ipotizzato, e poi non annunciato, taglio dei caccia F-35 italiani <\/strong>si pu\u00f2 (quasi) scomodare il grande Bardo (William Shakespeare):\u00a0<em>poco rumore per nulla<\/em>.<br \/>\nPerch\u00e9 molti segnali -e qualche articolo dei principali media- hanno indicato questa scelta come parte della manovra di riduzione della spesa pubblica di Renzi, ma senza esagerare. E senza poi trovare, purtroppo, una effettiva concretizzazione a parte\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-03-12\/f35-pinotti-non-esclude-ripensamento-grandi-progetti-avviati-172010.shtml?uuid=AB3S6a2\" target=\"_blank\">alcuni riferimenti generici e generali del Ministro della Difesa Pinotti<\/a><\/strong>\u00a0(nella foto, col predecessore Mario Mauro) su una disponibilit\u00e0 a \u201c<strong>rivedere, ridurre o ripensare anche grandi progetti avviati o ipotizzati,<\/strong>\u00a0qualora mutati scenari internazionali o economici lo indicheranno come opportuno\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Eppure \u00e8 importante, ed \u00e8 stato\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vignarca.net\/?p=763\" target=\"_blank\">correttamente notato fin da subito<\/a>, che anche solo una tale timida ipotesi\u00a0<strong>non abbia scatenato immediate proteste e levate di scudi<\/strong>. Sembrer\u00e0 poco ma \u00e8 comunque un passo avanti, in un certo senso. E lascia aperta ancora la porta ad eventuali decisioni successive di taglio dei cacciabombardieri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Lo scenario di una riconversione della spesa militare in utilizzi pi\u00f9 sensati di impegno finanziario pubblico\u00a0<strong>non si ferma per\u00f2 al solo programma Joint Strike Fighter<\/strong>. Come gi\u00e0 sottolineato e proposto dal Rapporto 2014 della<strong><a href=\"http:\/\/www.sbilanciamoci.org\/\" target=\"_blank\">Campagna Sbilanciamoci<\/a><\/strong>\u00a0(che tradizionalmente indica alternative concrete nella Legge di Stabilit\u00e0) dal comparto militare del bilancio dello Stato si potrebbero<strong>\u00a0ricavare gi\u00e0 per questo anno oltre 4 miliardi di euro di risorse pronte ad un uso differente.<\/strong><\/div>\n<div>Il primo intervento \u00e8 sul personale, e lo si mette in pratica da un lato portando fin da subito gli effettivi delle Forze Armate ad un livello attualmente previsto dal 2026 dall&#8217;altro<strong>\u00a0eliminando l\u2019istituto dell\u2019ausiliaria che configura un privilegio insensato<\/strong>\u00a0per gli Ufficiali (pagamento di indennit\u00e0 anche dopo il ritorno dal servizio). Da queste scelte si potrebbe ricavare un miliardo di euro.<\/div>\n<div>Il secondo passo comprende l&#8217;<strong>eliminazione di tutte quelle missioni militari all&#8217;estero dalla chiara valenza aggressiva<\/strong>, tra l&#8217;altro il Decreto relativo \u00e8 in discussione alla Camera proprio in questi giorni, con un recupero di circa 700 milioni.<\/div>\n<div>Infine, l&#8217;ultimo atto \u00e8 relativo ai circa\u00a0<strong>2,8 miliardi che si possono risparmiare sui sistemi d\u2019arma<\/strong>: almeno 2 tolti ai fondi assegnati al Ministero per lo Sviluppo Economico in \u201cquota investimento\u201d per sistemi di difesa ed ulteriori \u00a0200 milioni per la seconda serie di sommergibili U212.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sugli F-35 sarebbe poi opportuno non fermarsi all\u2019anno in corso (e ai 540 milioni previsti dagli attuali documenti pluriennali di spesa) se consideriamo che l&#8217;importo previsto a carico dello Stato nel triennio 2014-2016 \u00e8 di 1.950 milioni di euro. Si tratta quindi di uno stanziamento medio annuale di circa 650 milioni con i quali, secondo i<strong><a href=\"http:\/\/www.disarmo.org\/nof35\" target=\"_blank\">conteggi recentemente diffusi dalla Campagna \u201cTaglia le ali alle armi\u201d<\/a><\/strong>\u00a0si potrebbero creare 26.000 posti di lavoro qualificati, o mettere in sicurezza circa 600 scuole all\u2019anno oppure non tagliare ma aggiungere risorse in pi\u00f9 al Servizio sanitario nazionale rafforzando anche i servizi di medicina territoriale attivi su 24 ore.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em><strong>Non solo l&#8217;Italia \u201criflette\u201d sugli F-35<\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le valutazioni precedenti, stimolate dalle decisioni e possibili strade politiche del Governo Renzi, e il tentennamento sulla riduzione dei caccia F-35 non deve per\u00f2 essere considerato solamente episodico e riferito ad una contingente situazione della politica italiana. Il programma Joint Strike Fighter, s<strong><a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\/site\/fr_contenuto_detail.php?intId=4496\" target=\"_blank\">ferzato da analisi ufficiali negative e numerose polemiche anche negli Stati Uniti<\/a><\/strong>, si trova in una fase in cui tutti \u2013 dal Pentagono ai partner e clienti del programma \u2013 stanno cercando di procrastinare decisioni definitive per il rischio di rimanere \u201ccon il cerino in mano\u201d.<\/div>\n<div>Solo cos\u00ec si spiegano le\u00a0<strong>decisioni di Washington che prevedono una consistente riduzione di velivoli da ordinare per il Fiscal Year 2015<\/strong>. Se infatti per l&#8217;attuale budget federale annuale (che negli Usa non segue l&#8217;anno solare) i 29 aerei pianificati per Aeronautica e Marina sono stati tutti confermati con i voti di fine 2013 (pur con qualche soldo i meno), nelle\u00a0<strong>carte gi\u00e0 presentate dall&#8217;Amministrazione Obama per il prossimo ciclo di bilancio la riduzione rispetto ai piani \u00e8 di circa il 20%<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il Documento Fiscale presentato ad inizio del mese di marzo comprende fondi per 26 velivoli della versione A (per l&#8217;Air Force), 6 F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale per i Marines e 2 della versione C dedicata alle portaerei della US Navy. La richiesta di fondi per i\u00a0<strong>soli aerei dell&#8217;Aeronautica equivale a 4,6 miliardi di dollari (oltre 170 milioni di dollari a pezzo<\/strong>). Con la conferma di questi numeri si concretizza quindi una richiesta totale di ben 8 aerei in meno del previsto: inoltre il nuovo piano quinquennale del Pentagono prevede inoltre un totale di 55 F-35 per l&#8217;anno fiscale 2016, sette in meno delle previsioni, e dettaglia una previsione complessiva di 96 entro il 2019.<\/div>\n<div>La debolezza maggiore si ha con la versione per le portaerei della Marina: nelle nuove previsioni la US Navy ha deciso (ma solo dopo una forte pressione del Governo, perch\u00e9 l&#8217;intenzione era di sospendere tutto per tre anni) d<strong>i ordinare 33 F-35 in meno di quanto originariamente previsto a partire proprio dal \u00a02015<\/strong>\u00a0(36 F-35C invece di 69). Che siano decisioni dal possibile impatto pure sul nostro paese \u00e8 chiaro, poich\u00e9 sia Lockheed Martin che l&#8217;ufficio del programma JSF al Pentagono avevano sperato per diverso tempo di compensare queste riduzioni con gli ordini stranieri. Ordinativi che, secondo gli auspici, avrebbero dovuto costituire la met\u00e0 o pi\u00f9 del numero totale di F-35 del Lotto IX, quello finanziato proprio nell&#8217;anno fiscale 2015. Ma anche nei paesi partner si \u00e8 schiacciato sul freno ed il totale realistico potrebbe attestarsi su 57 velivoli: sicuramente al di sotto dei 73 sperati.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em><strong>Le fatiche dei cacciabombardieri<\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Queste decisioni sulle quantit\u00e0 degli F-35 da produrre per i prossimi anni sono naturali conseguenze delle enormi problematiche che il programma di questi aerei sta sperimentando da anni. Un elefante stanco troppo grosso per essere fermato ma sicuramente fuori strada. Attualmente<strong>\u00a0il ritardo accumulato si aggira sui sette anni e sono 163 i miliardi dollari di sforamento dal budget iniziale<\/strong>.<\/div>\n<div>Nonostante questo il supporto quasi cieco da parte degli alti gradi del Pentagono continua a non mancare. Secondo Frank Kendall, il numero 1 degli acquisti per l&#8217;Air Force, &#8220;il progresso \u00e8 sufficiente&#8221; per aumentare la produzione l&#8217;anno prossimo, ma in una quasi comica chiosa ha avvertito che il software \u00e8 in ritardo e &#8220;l&#8217;affidabilit\u00e0 non sta crescendo ad un tasso accettabile&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Si tratta di questioni non marginali e casuali, che originano dall&#8217;impostazione stessa del Programma. Un&#8217;impostazione \u201ccongiunta\u201d con un solo velivolo sviluppato in diverse versioni per le varie necessit\u00e0 delle diverse forze armate.<\/div>\n<div>Un recente\u00a0<strong>rapporto della RAND Corporation ha per\u00f2 cercato di verificare se effettivamente i programmi aeronautici \u201cjoint\u201d siano davvero fonte di risparmio<\/strong>; lo studio ha rilevato che, sebbene risparmi vengano raggiunti nella ricerca iniziale, nello sviluppo e nei test di valutazione si verifica che la &#8220;necessit\u00e0 di soddisfare esigenze di servizio differenti in un singolo progetto con un disegno comune porta ad una maggiore complessit\u00e0 e all&#8217;aumento dei rischi tecnici di funzionalit\u00e0&#8221;. Ci\u00f2 che esattamente sta succedendo in questi ultimi anni con ilrisultato di un superamento dei costi e non piena soddisfazione delle esigenze di servizi distinte.\u00a0Senza dimenticare un pericolo assoluto, dietro l&#8217;angolo: in caso di problema tecnico di base l&#8217;intera flotta di aerei sarebbe messa a terra.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E non stiamo parlando di ipotesi irrealistiche: negli scorsi giorni funzionari del Pentagono hanno\u00a0<strong>annunciato che i test di \u201cstress\u201d a terra per la versione B del caccia potrebbero essere fermati per quasi un anno<\/strong>. Il motivo?Crepe trovate in tre delle sei paratie del velivolo\u00a0durante controlli effettuati nello scorso Settembre.<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/1\/?ui=2&amp;ik=2f401253bf&amp;view=att&amp;th=144c08af36ed6d8d&amp;attid=0.1.2&amp;disp=emb&amp;zw&amp;atsh=1\" width=\"444\" height=\"278\" align=\"right\" \/>Ancora una volta Frank Kendall ha cercato di gettare acqua sul fuoco per un problema che, emblematicamente, non era per\u00f2 stato rivelato immediatamente e nemmeno prima della conferma delle decisioni di bilancio sul Programma. &#8220;Consideriamo questo avvenimento significativo ma non certo catastrofico&#8221;, eppure sulla base di un&#8217;analisi preliminare dell&#8217;Ufficio di Programma una riprogettazione &#8220;sar\u00e0 necessaria per alcune strutture dell&#8217;F-35B\u201c. La rottura che si \u00e8 verificata \u00e8 dunque abbastanza rilevante, tanto da<strong>giustificare modifiche al disegno della paratia<\/strong>: un nuovo difetto, che si somma a numerosi altri, che dovr\u00e0 ora essere affrontato attraverso un cambiamento di produzione e un piano di retrofit. Tradotto in parole povere: allungamento dei tempi, appesantimento della struttura e della progettazione del velivolo, aumento di costi&#8230;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8220;Questa rottura non \u00e8 stata prevista con le analisi o i modelli di simulazione messi in campo in precedenza\u201d &#8211; ha detto Jennifer Elzea portavoce dell&#8217;ufficio test del Pentagono &#8211; &#8220;non possiamo certo sapere tutte le modifiche che devono essere apportate alle strutture fino a quando un test non \u00e8 completo, per cui ai nostri occhi non \u00e8 sorprendente quando si verificano evenienze come questa\u201d.\u00a0Anche Joe Della Vedova, portavoce dell&#8217;Ufficio centrale JSF, ha rincarato la dose: \u201cQueste scoperte sono attese e previste in un progetto di e in sviluppo&#8221;.<\/div>\n<div>Dichiarazioni che possono essere certamente sensate se riferite allo sviluppo tecnologico di un sistema complesso come il caccia F-35.\u00a0<strong>Peccato per\u00f2 che, per l&#8217;impostazione a \u201cconcurrency\u201d del Programma, tutto questo stia avvenendo con la fase di prima produzione ben avviata<\/strong>. Qui sta il cuore dell&#8217;insensata architettura del Joint Strike Fighter e delle problematiche ad incidenza esponenziale che si verificano continuamente ormai da troppo tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ma non \u00e8 finita qui. Perch\u00e9 anche\u00a0<strong>il Generale Christopher Bogdan, attualmente a capo del Programma, afferma come sia &#8220;la complessit\u00e0 del software a preoccupare maggiormente<\/strong>. Uno sviluppo che \u00e8 sempre molto difficile: attualmente stiamo di realizzare alcuni punti del blocco finale veramente complicati\u201d. Non a caso lo sviluppo del software appare davvero come l&#8217;aspetto pi\u00f9 debole ed arretrato per l&#8217;eveoluzione dei caccia F-35 ed \u00e8 stato aspramente criticato nell&#8217;ultimo rapporto DOT&amp;E del Pentagono.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E a destare preoccupazioni \u00e8 pure la parte non avionica del velivolo: il cuore motoristico la cui realizzazione \u00e8 in capo a Pratt&amp;Whitney, la seconda azienda di riferimento del programma dopo Lockheed Martin. Nel Dicembre 2013\u00a0<strong>una parte del motore del caccia denominato F135 ha avuto un danneggiamento durante un test a terra, e necessiter\u00e0 di una riprogettazione<\/strong>. Nel dettaglio, si tratta del primo stadio di sviluppo del cosiddetto Integrally Bladed Rotor (IBR) chiamato \u201cblisk\u201d nel gergo del Programma JSF essendo una combinazione tra lame (\u201cblade\u201d) e dischi (\u201cdisk\u201d). Il motore in cui si \u00e8 verificata questa particolare rottura aveva raggiunto complessive 2.200 ore di test, l&#8217;equivalente di nove anni di servizio secondo i dati dell&#8217;azienda produttrice. Ovviamente, come in un disco rotto, secondo il produttore Pratt&amp;Whitney la situazione \u00e8 del tutto sotto controllo e il problema viene considerato di minore entit\u00e0. Ma ci\u00f2 non ha evitato la necessit\u00e0 di un&#8217;inchiesta interna sull&#8217;incidente e di\u00a0<strong>dover immediatamente pensare ad un processo di nuova progettazione che andr\u00e0 a cambiare radicalmente l&#8217;attuale impostazione tecnica<\/strong>\u00a0del \u201cblisk\u201d. Un intervento che comporter\u00e0 un aumento di peso di circa 2,5, un dettaglio non trascurabile per un aereo che a causa del complesso design avionico (e della natura multi-ruolo) sta gi\u00e0 pericolosamente avvicinandosi ai limiti consentiti. Sempre in diretta conseguenza dell&#8217;impostazione \u201cJoint\u201d del programma, anche se il motore su cui si \u00e8 riscontrato il problema era quello della versione STOVL F-35B la riprogettazione dell&#8217;IBR si render\u00e0 necessaria sui motori di tutte e tre le varianti del Joint Strike Fighter.<\/div>\n<div>Esattamente come nei peggiori incubi di una flotta di aerei militari fortemente basata su un singolo modello.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Francesco Vignarca su Altraeconomia<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Articolo originale: <a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\/site\/fr_contenuto_detail.php?intId=4556\">http:\/\/www.altreconomia.it\/site\/fr_contenuto_detail.php?intId=4556<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il Governo Renzi non sceglie ancora una strada di riduzione delle spese militari, negli Usa si riducono gli ordini di F-35.\u00a0Che continuano a sperimentare problemi tecnici importanti che causano ulteriori ritardi e costi. 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