{"id":936247,"date":"2019-10-07T13:40:18","date_gmt":"2019-10-07T12:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=936247"},"modified":"2019-10-07T13:58:17","modified_gmt":"2019-10-07T12:58:17","slug":"la-turchia-in-siria-per-la-terza-volta-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/10\/la-turchia-in-siria-per-la-terza-volta-perche\/","title":{"rendered":"La Turchia in Siria per la terza volta. Perch\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000080;\"><em>Nel Medio Oriente le acque si riscaldano di nuovo. Oggi, 7 ottobre 2019, l\u2019amministrazione statunitense ha \u201cdato il via libera\u201d all\u2019intervento dell\u2019esercito della Repubblica di Turchia per invadere un altro pezzo del territorio siriano.<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Le motivazioni del governo<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Ormai sono anni che il governo attuale di Turchia manifesta la sua volont\u00e0 di creare una \u201czona cuscinetto\u201d con l\u2019obiettivo di rimpatriare i rifugiati siriani presenti sul territorio nazionale ma soprattutto con il desiderio di costruire un \u201cmuro\u201d contro le forze politiche e armate siriane di quella zona che dal 2014 portano avanti l\u2019esperienza del confederalismo democratico.<\/p>\n<p>Le forze di cui parliamo sono conosciute a volte con il nome delle unit\u00e0 di difesa popolari YPG e YPJ, a volte con la sigla del partito, PYD (Partito dell&#8217;Unione Democratica) indirettamente legate oppure con il nome dell\u2019Esercito Democratico Siriano. Queste tre realt\u00e0 pur non essendo ufficialmente e direttamente legate tra di loro hanno sempre avuto l\u2019obiettivo di lottare contro il terrorismo dell\u2019ISIS e costruire una zona confederale nel nord della Siria, nel cosiddetto Rojava.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del confederalismo democratico e le realt\u00e0 che lo difendono, in qualsiasi maniera, sono stati definiti sempre come \u201corganizzazioni terroristiche\u201d da parte del governo in carica in Turchia. Quest\u2019ostilit\u00e0 ovviamente \u00e8 stata la base del conflitto tra la Turchia e quelle realt\u00e0 che in qualche maniera hanno sostenuto queste forze locali nella lotta contro l\u2019ISIS. In cima alla lista troviamo gli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>Dopo i primi interventi militari \u00e8 diventato pi\u00f9 evidente come la presenza dell\u2019esercito turco abbia scombussolato una serie di dinamiche nelle zone occupate dalla Turchia, in Rojava: dalla gestione del sistema scolastico alla gestione degli ulivi, dal cambiamento demografico della zona fino al cambiamento degli attori amministrativi delle aree dalla Turchia. Tra gli obiettivi meno palesi ci sono l\u2019interessamento economico e il controllo a lunga durata della Turchia nel nord della Siria. Questo ovviamente si sposa perfettamente con i primi due motivi elencati in precedenza.<\/p>\n<p>Senz\u2019altro la presenza massiccia, circa 5 milioni, di rifugiati sul territorio nazionale, permette al governo in carica di utilizzare questa \u201ccarta\u201d. Ossia, secondo il governo, di fronte a un\u2019Europa incapace, egoista e disinteressata nel gestire la questione, in qualche maniera, la Turchia si trova a \u201cinventare\u201d delle soluzioni proprie. Questa \u00e8 la posizione ufficiale del governo. Non sarebbe cos\u00ec assurdo pensare che la \u201ccarta\u201d dei rifugiati siriani ormai sia diventata un elemento di ricatto nei confronti dell\u2019Europa. Ed \u00e8 per tali motivi che le operazioni militari della Turchia in Siria vengono abbastanza \u201ctollerate\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Un nuovo intervento e le reazioni esterne<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>In quest\u2019ottica politica ed economica, il 6 ottobre, il Presidente della Repubblica di Turchia e il Presidente degli Stati Uniti d\u2019America hanno avuto una conversazione telefonica per parlare dell\u2019eventuale intervento in Siria. La pressione e la minaccia di Ankara ha trovato una risposta positiva, Washington ha dato la via libera.<\/p>\n<p>Nella dichiarazione della Casa Bianca leggiamo queste parole: \u201cLe forze armate statunitensi non saranno coinvolte nell\u2019eventuale intervento militare della Turchia in Siria che presto inizier\u00e0. I militanti dell\u2019ISIS arrestati in zona, in questi anni, cos\u00ec saranno sotto la responsabilit\u00e0 della Turchia\u201d.<\/p>\n<p>Subito dopo il <a href=\"https:\/\/medyascope.tv\/2019\/10\/07\/suriyeye-olasi-operasyon-erdogan-bir-gece-ansizin-gelebiliriz-demistik-kararliligimiz-suruyor\/\">Presidente della Repubblica di Turchia<\/a> ha annunciato l\u2019imminente intervento con queste parole: \u201cLe forze armate statunitensi si stanno ritirando dalla zona. Non possiamo pi\u00f9 tollerare le minacce delle organizzazioni terroristiche, possiamo intervenire a momenti. Stiamo lavorando per trovare una soluzione anche per i militanti dell\u2019ISIS presenti nei centri di detenzione\u201d.<\/p>\n<p>Contemporaneamente \u00e8 arrivata la prima reazione anche dall\u2019<a href=\"https:\/\/t24.com.tr\/haber\/sdg-abd-gucleri-turkiye-sinir-bolgesinden-cekildi,842628\">Esercito Democratico Siriano<\/a>: \u201cNon esiteremo a difenderci dall\u2019eventuale invasione della Siria da parte della Turchia\u201d. Anche la reazione delle forze <a href=\"https:\/\/tr.euronews.com\/2019\/10\/07\/ypg-turkiyenin-operasyonuna-karsi-kendimizi-savunacagiz\">YPG <\/a>\u00e8 stata sugli stessi toni: \u201cLe forze statunitensi non hanno mantenuto la promessa. L\u2019intervento della Turchia avr\u00e0 un impatto molto negativo nella lotta contro l\u2019ISIS. Non esiteremo a difenderci e difendere la zona\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il quotidiano britannico <a href=\"https:\/\/www.independentturkish.com\/node\/78041\/haber\/f%C4%B1rat%E2%80%99%C4%B1n-do%C4%9Fusunda-onlar-da-olacak-milis-g%C3%BC%C3%A7lerden-d%C3%BCzenli-orduya-%C3%B6so%E2%80%99nun-d%C3%B6n%C3%BC%C5%9F%C3%BCm%C3%BC\">The Indipendent<\/a>, esattamente come \u00e8 successo nelle operazioni precedenti \u201cLo scudo dell\u2019Eufrate\u201d e \u201cIl ramoscello d\u2019Ulivo\u201d, anche stavolta, prenderanno parte all\u2019intervento turco anche dei membri dell\u2019Esercito Libero Siriano. La realt\u00e0 sostenuta ed armata dalle forze internazionali \u00e8 accusata di comprendere, oltre gli ex militari dell\u2019esercito siriano, anche i militanti di varie organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Motivazioni interne<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte \u00e8 impossibile ignorare l\u2019importanza di questo intervento nello scenario politico interno. Il governo in carica da pi\u00f9 di 15 anni \u00e8 ormai molto debole. Dopo la rivolta popolare di Gezi, del 2013 ha subito un colpo grosso dalla magistratura nel 2014 grazie a una maxi inchiesta che ha coinvolto 4 ministri, diversi imprenditori e figlio del Presidente della Repubblica, tutti accusati di corruzione.<\/p>\n<p>Le elezioni politiche del 2015 per la prima volta non ha permesso al Partito dello Sviluppo e della Giustizia, AKP, di comporre il governo da solo. Nonostante il fatto che sia arrivato al potere di nuovo da solo con le elezioni del primo novembre dello stesso anno ormai era evidente che sarebbe stato necessario un nuovo alleato per rafforzare il consenso popolare.<\/p>\n<p>A questo punto, per la prima volta, un partito ha dato il suo appoggio esterno al governo. Cos\u00ec il Partito del Movimento Nazionalista, MHP, ha assicurato, al governo, la vittoria nel referendum costituzionale del 2017 e quella elettorale del 2018. Ovviamente non \u00e8 da ignorare il potere che ha esercitato il governo contro gli oppositori durante lo stato d\u2019emergenza dichiarato subito dopo il fallito golpe del 2016.<\/p>\n<p>In quel periodo i media, i partiti politici, il mondo accademico, la magistratura, le forze armate ed il sistema scolastico hanno subito una grande ondata di \u201cpulizia\u201d. Nonostante tutto le elezioni amministrative del 2019 hanno confermato per la prima volta in modo cos\u00ec massiccio il declino dell\u2019AKP. Numerose municipalit\u00e0 sono passate nelle mani della coalizione dell\u2019opposizione tra cui anche le pi\u00f9 grandi citt\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>Infine, va aggiunto che per la prima volta l\u2019AKP sta vivendo una scissione importante; alcuni membri fondatori del partito hanno iniziato a creare nuove formazioni partitiche e nelle prossime elezioni si potrebbero trovare in gara con il partito al governo.<\/p>\n<p>Secondo il Prof. <a href=\"https:\/\/www.evrensel.net\/haber\/388383\/doc-dr-omer-turan-akp-varligini-operasyona-bagliyor\">\u00d6mer Turan<\/a>, dell\u2019Universit\u00e0 di Bilgi, l\u2019eventuale intervento militare in Siria ha anche l\u2019obiettivo di nascondere questa debolezza. Nell\u2019intervista rilasciata al quotidiano nazionale Evrensel, Turan sostien: \u201cLa tendenza di costruire uno Stato-Partito sar\u00e0 rafforzata con quest\u2019intervento. L\u2019AKP vuole mantenere lo stato di guerra a casa per legittimare le sue politiche aggressive e per continuare ad accusare le opposizioni di non essere interessate alla sicurezza nazionale. Il Presidente della Repubblica spesso sottolinea che l\u2019eventuale indebolimento del suo partito minaccerebbe la compattezza della nazione. Dunque si tratta di una logica che vuole rafforzare la sua egemonia nei sistemi di amministrazione del Paese\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Complici internazionali<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>In questo intervento militare, ovviamente non pu\u00f2 essere ignorato il coinvolgimento delle forze internazionali nei progetti militari del governo in carica. Esattamente come succede nell\u2019esempio tedesco, le armi vendute all\u2019esercito turco, molto probabilmente saranno usate anche durante questo intervento. In un\u2019analisi realizzata dalla <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/tr\/tek-umut-t%C3%BCrkiyenin-suriye-plan%C4%B1nda-m%C3%BCttefik-bulamamas%C4%B1\/a-50720220\">Deutsche Welle<\/a>, quest\u2019operazione scatenerebbe una nuova ondata migratoria ed eventualmente lo sprigionamento dei militanti dell\u2019ISIS per cui la Germania ne sarebbe indirettamente responsabile. Dunque questa situazione risulterebbe in contraddizione alle posizioni mediatiche e alle azioni concrete portate avanti dalla Germania in merito alla questione dei migranti e alla lotta contro il terrorismo in Siria.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Italia, in quest\u2019ottica, sarebbe nella stessa posizione della Germania. Secondo i dati del 2018 pubblicati dalla <a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/067\/002v01\/INTERO.pdf\">Camera dei Deputati<\/a>, la Turchia \u00e8 il terzo Paese verso quale si vendono le armi a livello mondiale ed il primo Paese tra i Paesi membri della Nato.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">Reazioni interne<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Andrebbe infine sottolineato che le opposizioni interne si sono dichiarate contro l\u2019eventuale intervento militare in Siria. Il Partito Democratico dei Popoli, HDP, in una conferenza stampa ha sottolineato che l\u2019attuale coalizione di governo vorrebbe rafforzare il suo potere tramite una guerra che causer\u00e0 grossi danni. Anche il principale partito dell\u2019opposizione, CHP, Partito Popolare della Repubblica, si \u00e8 espresso contro l\u2019intervento usando queste parole: \u201cLa Turchia non va trascinata nel fango del Medio Oriente per scopi puramente politici\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Medio Oriente le acque si riscaldano di nuovo. Oggi, 7 ottobre 2019, l\u2019amministrazione statunitense ha \u201cdato il via libera\u201d all\u2019intervento dell\u2019esercito della Repubblica di Turchia per invadere un altro pezzo del territorio siriano. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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