{"id":9362,"date":"2012-06-04T00:00:00","date_gmt":"2012-06-04T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-06-04T18:11:32","modified_gmt":"2012-06-04T18:11:32","slug":"lxeredita-della-negazione-di-tienanmen-corrode-lo-stato-di-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/06\/lxeredita-della-negazione-di-tienanmen-corrode-lo-stato-di-diritto\/","title":{"rendered":"L&#8217;eredit\u00e0 della negazione di Tienanmen corrode lo stato di diritto"},"content":{"rendered":"<p>A giugno 2012 ricorre il ventitreesimo anniversario della continua copertura da parte del governo cinese del massacro di Tienanmen e della persecuzione dei sopravvissuti, dei parenti delle vittime e di chi sfida il racconto del governo su tali abusi.<\/p>\n<p>\u201cSono passati pi\u00f9 di tre decenni dall&#8217;inizio dell&#8217;era della \u201criforma e dell&#8217;apertura\u201d in Cina, ma dal 1989 il governo ha mostrato poco interesse nella riforma o nell&#8217;apertura quando si tratta di proteste e di massacri\u201d, ha dichiarato Sophie Richardson, direttore per la Cina di Human Rights Watch. \u201cMa le richieste all&#8217;interno della Cina di una riforma legale sensata e di responsabilit\u00e0 sono in aumento, nonostante la resistenza del governo\u201d.<\/p>\n<p>La fuga del 22 aprile 2012 del difensore dei diritti umani non vedente Chen Guangcheng da 19 mesi di detenzione illegale nella provincia di Shandong e il suo successivo trasferimento negli Stati Uniti il mese scorso evidenziano l&#8217;abuso ufficiale del sistema legale per perseguitare chi cerca rimedio agli abusi sui diritti umani. In questi 19 mesi, Chen e la sua famiglia, compresa sua moglie, Yuan Weijing, e la sua anziana madre, sono stati bersaglio di violenze fisiche da parte di funzionari del governo locale e delle forze di sicurezza, e sono stati negati loro i diritti costituzionali garantiti di libert\u00e0 di movimento, di espressione e di associazione.<\/p>\n<p>Nonostante le garanzie del governo cinese sul fatto che i funzionari avrebbero indagato su tali abusi, alcuni parenti di Chen a Shandong sono stati bersaglio di ci\u00f2 che Chen descrive come \u201cforte pressione\u201d e tattiche di intimidazione da parte di funzionari governativi locali. Il nipote di Chen, Chen Kegui, \u00e8 accusato di tentato omicidio, come risultato di ci\u00f2 che Chen ha descritto come un atto di autodifesa contro teppisti armati di manici di piccone che sembra abbiano fatto irruzione nella casa del fratello il 27 aprile 2012.<\/p>\n<p>\u201cLe autorit\u00e0 cinesi hanno pi\u00f9 volte descritto Chen come un \u201cuomo libero\u201d e \u201cun normale cittadino\u201d mentre i dirigenti locali maltrattavano rudemente lui e la sua famiglia\u201d ha dichiarato Richardson. \u201cTale ostinato occultamento della verit\u00e0 \u00e8 purtroppo coerente con l&#8217;atteggiamento del governo verso il 4 giugno\u201d.<\/p>\n<p>Il massacro di Tienanmen \u00e8 stato causato dalla riunione di massa di lavoratori, studenti e altri, nell&#8217;aprile 1989, nella piazza Tienanmen di Pechino e in altre citt\u00e0, per manifestare pacificamente a favore di un sistema politico pluralista. Alla fine di maggio 1989, il governo ha risposto alle proteste che si stavano intensificando dichiarando la legge marziale e autorizzando i militari a utilizzare la forza letale.<br \/>\nIn risposta, le unit\u00e0 militari cinesi hanno sparato e ucciso un numero imprecisato di civili disarmati, molti dei quali non erano collegati alle proteste di Pechino e di altre citt\u00e0, nei giorni tra il 3 e il 4 giugno. A Pechino alcune persone hanno attaccato convogli dell&#8217;esercito e hanno bruciato veicoli mentre i militari si spostavano verso la citt\u00e0. Le Madri di Tienanmen, un gruppo non governativo di parenti delle vittime del massacro di Tienanmen, hanno compilato un elenco di almeno 203 cittadini uccisi nella repressione di giugno 1989. La repressione del 1989 si \u00e8 estesa ai principali centri urbani in Cina e ha causato l&#8217;arresto di migliaia di persone con accuse di \u201ccontrorivoluzione\u201d e di vari crimini, tra cui il disturbo dell&#8217;ordine sociale e l&#8217;incendio doloso.<\/p>\n<p>Il governo cinese si \u00e8 rifiutato di rendere conto per tali omicidi o di portare davanti alla giustizia i responsabili. Inizialmente il Partito Comunista Cinese ha giustificato la repressione nel sangue come risposta valida a un \u201cincidente controrivoluzionario\u201d, rivedendo pi\u00f9 tardi la sua valutazione dell&#8217;incidente come \u201ctumulto politico\u201d. Il governo cinese ha fermamente rifiutato di pubblicare un elenco delle persone uccise, \u201cscomparse\u201d o arrestate, e non ha pubblicato cifre verificabili sui feriti. Il governo ha inoltre represso, coerentemente, ogni discussione pubblica sul massacro del giugno 1989 e sulle sue conseguenze.<\/p>\n<p>Il rifiuto del governo di indagare e di indicare i responsabili della violenta repressione del movimento di protesta del 4 giugno, e di tollerare un dibattito pubblico su tali eventi, si riflette in molte violazioni dei diritti umani importanti e ancora in corso, tra cui:<\/p>\n<p>&#8211; La condanna a 11 anni di carcere per il vincitore del Premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo il 25 dicembre 2009, con la falsa accusa di \u201cincitamento all&#8217;eversione\u201d e gli arresti domiciliari illegali per sua moglie Liu Xia da ottobre 2010<\/p>\n<p>&#8211; Il mancato riconoscimento di importanti ingiustizie e la mancanza di indagini sulle affermazioni di importanti abusi dei diritti umani su tibetani e uiguri<\/p>\n<p>&#8211; La mancanza di responsabilit\u00e0, e la mira su vittime di molestie e intimidazione, rispetto a grandi disastri, tra cui il terremoto di Sichuan del maggio 2008 e l&#8217;incidente del treno ad alta velocit\u00e0 di Wenzhou nel luglio 2011, e<\/p>\n<p>&#8211; La crescita di un apparato di sicurezza interna che si basa su abusi e non riesce a frenarli, da parte di ufficiali in uniforme e teppisti civili, spesso utilizzati per zittire le critiche al governo.<\/p>\n<p>\u201cLe Madri di Tienanmen, la famiglia di Chen Guangcheng, Liu Xiaobo, e innumerevoli individui in tutta la Cina continuano ad essere perseguitati, perch\u00e9 semplicemente chiedono al governo di assumersi i propri impegni legali\u201d, ha dichiarato Richardson. \u201cLa credibilit\u00e0 del governo non dipende solo dall&#8217;attuazione della riforma economica o da impegni per la sicurezza internazionale; dipende dalla sua volont\u00e0 di rispondere al suo popolo dei suoi peggiori errori\u201d.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Traduttori Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mancata ammissione da parte del 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