{"id":921131,"date":"2019-09-19T18:26:23","date_gmt":"2019-09-19T17:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=921131"},"modified":"2019-09-19T18:26:23","modified_gmt":"2019-09-19T17:26:23","slug":"palestina-storie-di-donne-e-di-soldati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/09\/palestina-storie-di-donne-e-di-soldati\/","title":{"rendered":"Palestina. Storie di donne e di soldati"},"content":{"rendered":"<p>Cisgiordania. Qalandia, uno dei check point pi\u00f9 tristemente famosi nei Territori palestinesi occupati dall\u2019esercito israeliano. Una donna palestinese viene uccisa gratuitamente da alcuni militari israeliani. Il <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y-iOghwOtTo\">video<\/a> girato clandestinamente con un cellulare ha fatto il giro del mondo grazie ai social. Succedeva ieri, 18 settembre, di lei si sa solo che era sulla cinquantina. Un\u2019altra donna uccisa senza motivo da soldati criminali di uno Stato la cui natura criminale si afferma in modo sempre pi\u00f9 chiaro pur se coperta dai media e dalle complicit\u00e0 internazionali.<\/p>\n<p>Questa donna non \u00e8 la seconda o la terza, e neanche la decima. \u00c8 una delle tantissime donne uccise da soldati che non avendo freni si comportano ormai con assassini seriali. Non hanno freni perch\u00e9 non hanno sanzioni e, del resto, se uno degli sfidanti dell\u2019ultima tornata elettorale, il generale Gantz, si vanta di aver distrutto con le sue bombe molte parti della Striscia di Gaza rispedendole all\u2019et\u00e0 della pietra, e se un altro sfidante, Bennett, si vanta di aver ucciso un\u2019infinit\u00e0 di arabi senza alcun problema, e se Netanyahu, come massimo fastidio avuto per i suoi eccidi (termine non casuale n\u00e9 esagerato) ha avuto solo qualche rimprovero, \u00e8 naturale che questi soldatelli imbottiti d\u2019odio e di armi uccidano uomini, donne e anche bambini senza porsi n\u00e9 problemi morali n\u00e9 problemi legali.<\/p>\n<p>Dal video appare chiaro che la donna, essendo ad alcuni metri di distanza dai soldati, non rappresentava alcun pericolo immediato. Pare avesse con s\u00e9 un coltello da cucina. E\u2019 possibile. Del resto la risposta alle mortificazioni, ai soprusi e alle violenze di 71 anni di occupazione si esprime anche a livello di esasperazione individuale. Ma cosa farebbe il militare di uno Stato democratico (che, tuttavia, trattandosi in questo caso di Stato illegalmente occupante, gi\u00e0 vede stargli stretto l\u2019abito democratico) davanti al sospetto di reato? Arresterebbe il sospetto. Se fosse costretto a colpirlo per legittima difesa, lo colpirebbe e poi, resolo inoffensivo, lo farebbe soccorrere per poi processarlo, MA NON LO GIUSTIZIEREBBE SENZA PROCESSO lasciandolo morire dissanguato impedendo i soccorsi fino al momento in cui non serviranno pi\u00f9 a salvargli la vita.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la differenza tra l\u2019esercito di uno Stato democratico e gli squadroni della morte in divisa, come potevano essere quelli dell\u2019argentina di Videla o del Cile di Pinochet e come sono quelli dell\u2019 Israele di Netanyahu e dei suoi predecessori. Sappiamo che dirlo ci sottopone al ricatto di essere tacciati di antisemitismo, ma sappiamo di non esserlo e rigettiamo l\u2019accusa.<\/p>\n<p>Quella donna senza nome per i nostri media, che potremmo chiamare convenzionalmente Abeer per restituirle un momento di consistenza umana finch\u00e9 non sapremo il suo vero nome, forse aveva 8 figli di cui due o tre gi\u00e0 uccisi da Israele, come avviene almeno nel 70 per cento delle famiglie palestinesi. Forse era uscita di casa con la disperazione nel cuore e voleva vendicare uno dei suoi figli assassinati. Non lo sappiamo, non si \u00e8 acceso il richiamo empatico con la vittima riconoscendole dei tratti di umanit\u00e0. No, di lei sappiamo solo che era sulla cinquantina e che quando \u00e8 stata finalmente inviata all\u2019ospedale Hassadah ne hanno dichiarato la morte \u201cper le ferite riportate\u201d.<\/p>\n<p>I soldati assassini che l\u2019hanno \u201cgiustiziata\u201d non pagheranno n\u00e9 avranno rimorso. Loro sono capaci anche di giocarci sul potere che gli d\u00e0 quel mitra che possono usare liberamente contro i palestinesi. Loro si percepiscono come esseri superiori che hanno il diritto-dovere di difendere la loro superiorit\u00e0.<\/p>\n<p>Detto questo voglio raccontare una piccola storia vera e personale ai pochi lettori interessati a conoscere la realt\u00e0 autentica che si vive in Palestina \u201ccol piede dell\u2019occupante sopra il cuore\u201d, per parafrasare un verso poetico di Quasimodo che calza a pennello.<\/p>\n<p>Alcuni mesi fa ero in Cisgiordania per il mio lavoro e soggiornavo a Betlemme, ma quel pomeriggio ero andata a Gerusalemme per un\u2019iniziativa culturale. Gerusalemme e Betlemme distano una decina di chilometri e si raggiungono con un bus pubblico che per\u00f2, essendo Betlemme zona A e quindi sotto amministrazione palestinese, non ha diritto al trasporto pubblico dopo le 18,30\/19 di sera! Una manna per i tassisti, che per quella manciata di chilometri mi chiesero l\u2019equivalente di 60 euro! Cos\u00ec decisi di passare la notte, per 15 euro, in un ostello fuori Bab Al Amoud, la Porta di Damasco, quella sempre \u201callietata\u201d da militari occupanti armati fino ai denti.<\/p>\n<p>Decisi di fare un giro per la Gerusalemme storica in quell\u2019ora che precede la notte e che vede l\u2019immenso suq spegnere le luci e chiudere i banchi. E\u2019 un\u2019ora bella, le poche persone che ancora stanno riponendo le merci ti salutano e, dio-solo-sa-come, sembra che tutti sappiano che sei italiana e molti ti dicono \u201cciao Italia\u201d o qualcosa di simile. A quell\u2019ora c\u2019\u00e8 calma, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quasi nessuno e ogni saluto \u00e8 un sorriso. Stavo risalendo dalla via dolorosa verso l\u2019uscita quando una pattuglia di sette militari, tre davanti e quattro dietro, scendeva sulla stessa strada. Il soldato posizionato in prima fila sulla sinistra, a meno di due metri da me si ferma, batte il piede a terra e tutti si fermano. Alza il mitra, mi fissa, piega un ginocchio, sembra prendere la mira e impugna l\u2019arma come se volesse spararmi. Si vedeva bene che ero una turista. Ero sola, l\u2019ultimo palestinese che avevo salutato era almeno a cinquanta metri e forse ormai era andato via anche lui.<\/p>\n<p>Che voleva fare il soldatello? Spaventarmi? Lo escludo. Spararmi? Lo escludo doppiamente. Giocare col suo strumento mostrando tutta la sua virile potenza di fronte a una donna che passeggia da sola e che potrebbe essere sua madre? Non lo so. So soltanto che per fortuna non ero palestinese, non avevo l\u2019hijiab n\u00e9 la thobe e non ho avuto reazioni che, legittimamente, avrei avuto se fossi stata palestinese.<\/p>\n<p>Quando si sta in situazioni impreviste il nostro cervello galoppa, anzi vola. Una decisione va presa in una frazione di secondo. Di fronte a me c\u2019\u00e8 una pattuglia di soldati che pu\u00f2 trasformarsi in branco se faccio la mossa sbagliata. Tanto loro non pagherebbero che con qualche fastidio visto che sono straniera. Se fossi palestinese non pagherebbero affatto. Come dice Gideon Levi (giornalista israeliano) il sangue palestinese \u00e8 una merce a costo zero. Ma sono italiana, credo di non correre alcun rischio. Ho solo sette imbecilli di fronte a me tronfi nelle loro armature che li fanno sentire potenti, e poi in realt\u00e0 l\u2019imbecille dichiarato \u00e8 soltanto uno. La mia mente lavora velocissima e una cosa mi \u00e8 chiara: non sono palestinese e non mi sparer\u00e0. L\u2019idiota vuole solo giocare anche se sta violando altre leggi, sta commettendo un sopruso. Lo fisso con un sorrisetto, alzo le braccia aprendole, come ad offrirmi al suo mitra e dico con fastidio e un po\u2019 di ironia \u201cI am here\u2026 if you want\u2026please!\u201d A quel punto l\u2019idiota muove il mitra come se stesse sparando e, con la voce, fa tattattatat\u00e0 come farebbe un ragazzino normale di 7-8 anni o un imbecille di 22-23.<\/p>\n<p>Cosa sarebbe successo se io fossi stata palestinese, se mi fossi spaventata sapendo che tante persone sono state ammazzate cos\u00ec? Forse avrei fatto la fine della signora che abbiamo deciso di chiamare Abeer e di tante altre compresa la 24enne che sempre a Qalandia hanno crivellato di colpi solo perch\u00e9 non capiva quel che le gridavano in ebraico e chiedeva di dirglielo in inglese. Forse sarei scappata e mi avrebbero sparato. Forse avrei cominciato a urlare e mi avrebbero sparato. E poi? Poi mi avrebbero buttato accanto un coltello. E poi il mondo si sarebbe dimenticato che, coltello o meno, non si somministra la pena di morte senza processo se non si vuole essere paragonati ai Videla o ai Pinochet. E poi Israele avrebbe seguitato, come di fatto seguita, ad essere chiamato Stato democratico \u2026 vittima di terroristi palestinesi che \u00e8 costretto a uccidere!<\/p>\n<p>I media hanno una grande responsabilit\u00e0 in tutto questo. Purtroppo la maggior parte di loro \u00e8 complice di queste condanne a morte e forse non si vergogna di esserlo solo perch\u00e9 la maggior parte di loro non ha mai conosciuto la Palestina autentica, quella \u201ccol piede dell\u2019oppressore sopra al cuore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cisgiordania. Qalandia, uno dei check point pi\u00f9 tristemente famosi nei Territori palestinesi occupati dall\u2019esercito israeliano. Una donna palestinese viene uccisa gratuitamente da alcuni militari israeliani. 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