{"id":913161,"date":"2019-09-05T13:26:25","date_gmt":"2019-09-05T12:26:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=913161"},"modified":"2019-09-05T13:26:25","modified_gmt":"2019-09-05T12:26:25","slug":"morte-al-65-parallelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/09\/morte-al-65-parallelo\/","title":{"rendered":"Morte al 65\u00b0 parallelo"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\">Ogni morte sul lavoro \u00e8 una dolorosissima inaccettabile piaga, ma morire per produrre nuove armi \u00e8 assolutamente raccapricciante. Lo scorso 8 agosto a seguito di un\u2019esplosione su una piattaforma nel Mar Bianco al largo della base della marina russa di Nyonoksa, una trentina di km da <span lang=\"en-US\">Severodvinsk<\/span>, sono morti 2 militari e 5 esperti nucleari e una decina di altri addetti sono rimasti feriti.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Le vittime vanno ad aggiungersi alla folla di coloro che hanno perso la vita a causa dello sviluppo di nuove armi ovunque nel mondo. Se finora queste vittime sono rimaste anonime e spesso gli stessi incidenti mantenuti segreti, i nomi e le foto dei cinque giovani tecnici del centro federale nucleare VNIIEF di Sarov sono apparsi nei social media, con le condoglianze dei loro amici e parenti, a rendere pi\u00f9 reale e umano l\u2019accaduto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-913162\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Lewis3.jpeg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 1 La zona nel Mar Bianco, ove \u00e8 avvenuto l\u2019incidente (Middlebury Institute of International Studies at Monterey)<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Cosa \u00e8 realmente successo?<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Rimane ancora sconosciuto l\u2019esatto evento e le ragioni del disastro. Il ministero della difesa russo, rendendo nota l\u2019esplosione, ha dichiarato trattarsi del \u201ctest di un motore razzo a propellente liquido finito male\u201d. I sismografi dell\u2019istituto norvegese Norsar hanno registrato il giorno 8 una prima esplosione alle ore 9 (locali di Arcangelo) e un secondo segnale di infrasuoni alle ore 11.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il ministero non ha fatto riferimenti alla presenza di componenti nucleari, ma il Rosatom, l\u2019ente russo responsabile delle attivit\u00e0 nucleari, ha ammesso il coinvolgimento di \u201cuna piccola sorgente di energia utilizzante materiali fissili radioattivi\u201c nell\u2019esplosione, dovuta alla \u201cconfluenza di pi\u00f9 fattori, come spesso succede nel test di nuove tecnologie\u201d. Una successiva dichiarazione ha precisato trattarsi del test di \u201cun propellente a isotopi radioattivi per il motore di un razzo a combustibile liquido\u201d. Il direttore scientifico del VNIIEF, Vyacheslav Solovyov, ha in seguito fatto riferimento a \u201cun reattore nucleare di piccole dimensioni\u201d, ma senza precisare quale ruolo il reattore abbia giocato nell\u2019esplosione e quanto materiale fissile sia stato coinvolto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L\u2019amministrazione di Severodvinsk ha riportato nel proprio sito web un eccesso temporaneo di radioattivit\u00e0 poco dopo l\u2019incidente. Il servizio meteorologico russo, Roshydromet, in seguito ha riconosciuto nella zona un eccesso di radiazione rispetto alla norma durato non pi\u00f9 di due ore; il livello massimo di radiazione ha comportato una dose equivalente oraria di 1,78 microsievert, dell\u2019ordine di un quinto della dose giornaliera assorbita da un adulto a causa delle sorgenti naturali. In seguito Roshydromet ha precisato di aver identificato quattro radionuclidi tecnogenici, stronzio-91, bario-130, bario-140 e lantanio-140, isotopi che possono venir generati nella fissione di uranio-235. Va osservato che tali radioisotopi sono comunque \u201cesotici\u201d, mentre mancano prodotti di fissione pi\u00f9 comuni, quali il cesio-137.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il governo russo ha \u201cspento\u201d per alcuni giorni i rivelatori di radioattivit\u00e0 installati nella zona afferenti al sistema internazionale di stazioni dell\u2019International Monitoring System (IMS) creato dell\u2019Organizzazione per il Comprehensive Test Ban Treaty (<span lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/protetti-dal-trattato-che-non-ce\">https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/protetti-dal-trattato-che-non-ce<\/a>)<\/span>, per l\u2019individuazione di possibili test di armi nucleari, per cui la comunit\u00e0 internazionale non ha potuto avere informazioni sulle caratteristiche delle radiazioni emesse. La decisione russa \u00e8 consistente con la volont\u00e0 di mantenere segreti dettagli sulle ricerche militari in corso, dato che comunque non vi \u00e8 stato un test nucleare, obiettivo dei controlli dell\u2019IMS.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Analoghe stazioni dell\u2019IMS installate in Norvegia hanno misurato un lieve eccesso di radiazioni nucleari (in particolare di iodio radioattivo) ma non hanno potuto attribuirle all\u2019evento russo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Era il governo russo tenuto a comunicare l\u2019emissione radioattiva?<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La Russia \u00e8 parte della Convenzione sulla tempestiva notifica di un incidente nucleare del<span lang=\"en-US\"> 26 <\/span>settembre<span lang=\"en-US\"> 1986<\/span>, raggiunta a seguito del disastro di Chernobyl, quando vi fu una grave omissione di informazioni da parte dell\u2019Unione Sovietica al resto del mondo, oltre che alla propria popolazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L\u2019elemento sostanziale della Convenzione \u00e8 (art. 2) l\u2019obbligo per lo stato in cui avvenga un incidente nucleare di notificarlo immediatamente agli stati che sono o potrebbero essere fisicamente coinvolti, direttamente o per il tramite dell\u2019Agenzia atomica di Vienna (IAEA), precisandone la natura, il momento in cui si \u00e8 verificato e la localizzazione esatta, e di comunicare tempestivamente le informazioni disponibili allo scopo di limitare quanto pi\u00f9 possibile le conseguenze radiologiche all\u2019estero.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L\u2019art. 1 definisce cosa si intenda per \u201cincidente nucleare\u201d: qualsiasi incidente che comporti, o possa comportare, il rilascio di materie radioattive e che abbia, o possa avere, come conseguenza un rilascio transfrontaliero internazionale che possa divenire rilevante sotto il profilo della sicurezza radiologica per un altro stato. Le installazioni e le attivit\u00e0 considerate nella Convenzione coprono un vasto spettro e sono specificatamente elencate: i reattori nucleari, e i generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG) sono esplicitamente inclusi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Gli impianti considerati includono praticamente tutte le attivit\u00e0 civili che usino materiali radioattivi, mentre restano esclusi installazioni e impieghi nucleari militari. L\u2019art. 3 estende il campo d\u2019azione, senza esplicitamente riferirsi all\u2019ambito militare, ma solo su base volontaria: di fatto Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti hanno dichiarato la loro intenzione di notificare anche incidenti coinvolgenti armamenti ed esplosioni nucleari.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Affinch\u00e9 la Convenzione possa applicarsi \u00e8 pertanto necessario il simultaneo verificarsi di due condizioni:<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u2013 il rilascio effettivo o probabile di materiale radioattivo;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\u2013 l\u2019attraversamento effettivo o probabile di frontiere da parte di tale materiale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">In questo caso la ridotta entit\u00e0 della radiazione emessa e l\u2019incerto attraversamento della frontiera non comportano da parte russa l\u2019obbligo di notifica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span lang=\"en-US\">Le ipotesi sul test<\/span><\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Da Solovyov si \u00e8 saputo che una commissione governativa \u00e8 stata creata per far completa luce sull\u2019evento e le sue cause, il che fa pensare che manchi anche alle autorit\u00e0 russe un quadro chiaro del fatto. Intanto la scarsezza di informazioni ha dato adito a una variet\u00e0 di ipotesi da parte dei esperti occidentali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">In occasione di una visita a Helsinki, il presidente russo Vladimir Putin, a commento dell\u2019accaduto, ha dichiarato che si \u00e8 trattato di \u201clavoro nella sfera militare per progetti di nuovi sistemi d\u2019arma, estremamente importanti per la sicurezza della Russia.\u201d Ci\u00f2 rimanda alle nuove armi da lui presentate all\u2019Assemblea federale il 1\u00b0 marzo 2018 nel messaggio sullo stato dell\u2019unione, in particolare al missile cruise a propulsione nucleare 9M730 Burevestnik (procellaria), denominazione NATO SSC-X-9 Skyfall, al veicolo sommergibile autonomo a propulsione nucleare Status-6 Poseidon (denominazione NATO Kanion) e il missile cruise ipersonico 3M22 Tsirkon (denominazione NATO SS-N-33).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Lo sviluppo di questi sistemi bellici per molti aspetti assolutamente straordinari \u00e8 motivato dalla preoccupazione della Russia che il progresso americano nel campo anti-missilistico vanifichi la capacit\u00e0 di reazione russa a un attacco nucleare. Gli USA sono ben lontani dalla capacit\u00e0 di difendersi da una salve di missili russi, ma ovviamente i piani militari sono sempre tarati sulla pi\u00f9 sfavorevole delle possibilit\u00e0.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Test del Burevestnik? Jeffrey Lewis, un esperto del Middlebury Institute of International Studies a Monterey, ha subito suggerito trattarsi di un test fallito del missile Burevestnik, che appunto \u00e8 stato indicato come dotato di uno statoreattore (ramjet) nucleare per poter volare per lunghissimi tempi e penetrare le difese americane. A supporto dell\u2019ipotesi, il gruppo di Lewis ha seguito dal 2017 i test del missile e lo spostamento delle infrastrutture di lancio dalla base di Novaya Zermlya appunto a Nyonoksa e ha osservato la presenza nei pressi del sito dell\u2019incidente della nave supporto per operazioni nucleari Serebryanka del Rosatom.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-913171\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/burestnik.jpeg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/burestnik.jpeg 320w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/burestnik-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 2 Un prototipo del Burevestnik in allestimento<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il Burevestnik dovrebbe avere a bordo un reattore nucleare compatto per riscaldare ad altissima temperatura l\u2019aria fredda penetrante dalla presa sulla fronte, farla espandere e quindi espellerla da un ugello per creare la spinta necessaria. Poich\u00e9 un tale motore pu\u00f2 funzionare solo a velocit\u00e0 transonica o, meglio, supersonica, il missile deve avere anche un propulsore a combustione, liquido o solido, per la fase iniziale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La realizzazione di uno statoreattore nucleare \u00e8 una vera sfida tecnologica, che molti esperti ritengono ancora lontana. Gli USA hanno sviluppato a cavallo fra gli anni \u201950 e \u201960 il progetto Pluto per un tale motore da impiegare nel previsto mastodontico missile cruise Supersonic Low-Altitude Missile (SLAM) dotato di 26 armi termonucleari, fortunatamente cancellato prima di ogni test.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-913180\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pluto.jpeg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"152\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 3 Lo statoreattore nucleare Tory-IIC del progetto americano Pluto nella base del Nevada (US Federal Government)<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il direttore del progetto Pluto Theodore Merkle nel suo rapporto del 1959 (attualmente de-classificato) metteva in evidenza gli enormi problemi tecnici da superare: le dimensioni e la durata del reattore (necessariamente compatto e leggero), la sua resistenza agli stress dovuti a i sbalzi di pressione e di temperatura e alle accelerazioni, la necessit\u00e0 di materiali speciali; altri problemi di tipo ambientale: la dispersione di materiale radioattivo nell\u2019atmosfera, intense onde sonore e onde d\u2019urto. Il prototipo di statoreattore nucleare Tory-IIC venne comunque positivamente testato su rotaia nel 1964 per alcuni minuti, ma il progetto Pluto fu definitivamente chiuso e mai ripreso dagli USA.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il progresso tecnologico degli ultimi 50 pu\u00f2, forse, permettere agli scienziati russi di superare alcune delle difficolt\u00e0 enunciate da Merkle, ma certamente l\u2019impatto ambientale di uno statoreattore nucleare \u00e8 oggi assolutamente inaccettabile.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Test di un nuovi generatori di energia? Molti esperti non danno credito all\u2019ipotesi del test di un Burevestnik, per vari motivi: la piattaforma marina, la troppa vicinanza del personale al punto di lancio, il mancato riferimento alla presenza di tecnici dell\u2019industria missilistica; inoltre alcuni non danno credito ai russi di esser riusciti a realizzare un statoreattore nucleare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Michael Kofman, fellow del Kennan Institute di Washington, basandosi sulle dichiarazioni del Rosatom, ritiene pi\u00f9 credibile lo sviluppo o di un sistema avanzato di generatori termoelettrici a radioisotopi (RGT), ovvero di un nuovo tipo di reattore nucleare, da impiegare in sistemi militari missilistici o spaziali. Gli RGT sono una tecnologia provata, con impiego in particolare nelle missioni spaziali, per convertire le radiazioni di un isotopo radioattivo a lunga vita media in energia elettrica, ma esigenze particolari dei nuovi armamenti possono richiedere lo sviluppo di nuovi RGT di prestazioni particolari.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-913189\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cassini.jpeg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cassini.jpeg 320w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/cassini-300x201.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" style=\"text-align: center;\"><em>Fig. 4 Un generatore RGT al plutonio per la missione Cassini (NASA)<\/em><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un possibile impiego potrebbe essere il mantenimento su lunghi tempi della temperatura termostatica nei vari componenti di un motore di grande potenza a propellente liquido di un missile, quale appunto il nuovo missile cruise ipersonico 3M22 Tsirkon. L\u2019accoppiamento del RTG al motore a combustibile liquido potrebbe essere alla base dell\u2019esplosione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Il ritrovamento di isotopi tipici della fissione dell\u2019uranio punta invece nella direzione del test di un nuovo tipo di reattore nucleare compatto, analogo a quelli in via di sviluppo da parte della NASA (progetto Kilopower) a generare significativa potenza elettrica (molto superiore a quella dei RGT) a supporto di lunghe missioni spaziali. Un tale reattore potrebbe essere di interesse anche per lo Status-6 Poseidon.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Il rischio sicuro<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Probabilmente dovremo mantenere per sempre il dubbio sulla vera natura dell\u2019incidente dell\u20198 agosto, dato che nella situazione attuale di mutua diffidenza, se non aperta ostilit\u00e0, fra la Russia e il mondo occidentale, ritengo estremamente improbabile che verranno resi noti i risultati della commissione d\u2019inchiesta russa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ci\u00f2 che purtroppo \u00e8 certo che siamo davanti al pericolo di una corsa a nuovi armamenti: lo sviluppo di armi russe potenzialmente in grado di superare le difese antimissile americane sta provocando l\u2019intensificarsi in USA della ricerca di sistemi anti-missile cruise; la minaccia del devastante drone sottomarino acutizza la ricerca di armi anti-sommergibile, che a loro volta pongono a rischio la capacit\u00e0 di reazione basata sulle forze missilistiche sottomarine. Intanto \u00e8 gi\u00e0 aperta la corsa a sistemi ipersonici in Cina, Francia, India, Russia e gli USA (<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/nuove-wunderwaffen-missili-ipersonici\">https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/nuove-wunderwaffen-missili-ipersonici<\/a>).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Tutto questo nel presente diffuso clima di smantellamento dell\u2019architettura di trattati e convenzioni interazionali per il controllo degli armamenti e la prevenzione della proliferazione nucleare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ma quello che \u00e8 assolutamente certo sono le sette giovani vite costate per voler progredire su questa corsa agli armamenti: quante altre vittime dovranno seguire in questa assurda competizione?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni morte sul lavoro \u00e8 una dolorosissima inaccettabile piaga, ma morire per produrre nuove armi \u00e8 assolutamente raccapricciante. 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Si occupa di fisica nucleare, controllo degli armamenti e divulgazione scientifica. Dal 1988 al 2002 \u00e8 stato responsabile delle attivit\u00e0 di promozione della cultura scientifica dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, producendo una sessantina di mostre in Italia e all\u2019estero e predisponendo testi e materiali audiovisivi, cinematografici e multimediali. La Societ\u00e0 Europea di Fisica gli ha conferito il premio 2004 per la divulgazione scientifica. \u00c8 vicepresidente dell\u2019ISODARCO e partecipa alle Pugwash Conferences on Science and World Affairs.\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/alessandro-pascolini\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Morte al 65\u00b0 parallelo","description":"Ogni morte sul lavoro \u00e8 una dolorosissima inaccettabile piaga, ma morire per produrre nuove armi \u00e8 assolutamente raccapricciante. 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