{"id":906330,"date":"2019-08-22T14:03:31","date_gmt":"2019-08-22T13:03:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=906330"},"modified":"2019-08-22T14:06:37","modified_gmt":"2019-08-22T13:06:37","slug":"intervista-a-setsuko-thurlow-sopravvissuta-alla-bomba-di-hiroshima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/08\/intervista-a-setsuko-thurlow-sopravvissuta-alla-bomba-di-hiroshima\/","title":{"rendered":"Intervista a Setsuko Thurlow, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima"},"content":{"rendered":"<p><em>Il 6 giugno abbiamo presentato in anteprima a New York il nostro ultimo documentario, &#8220;L&#8217;inizio della fine delle armi nucleari&#8221;.\u00a0 Per questo film abbiamo intervistato 14 persone, tutte esperte nei loro campi, che hanno saputo darci un&#8217;idea della storia e del processo che ha portato al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, e degli attuali sforzi per stigmatizzarle e trasformare il divieto in eliminazione.\u00a0 Nell&#8217;ambito del nostro impegno a mettere queste informazioni a disposizione di tutti, pubblichiamo le versioni integrali di queste interviste, insieme alle loro trascrizioni, nella speranza che queste informazioni possano essere utili ai futuri registi, attivisti e storici che desiderino ascoltare le potenti testimonianze qui registrate.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 l&#8217;intervista a Setsuko Thurlow, che aveva 13 anni il 6 agosto 1945, quando la prima bomba nucleare fu sganciata con rabbia su un&#8217;altra nazione. A differenza della stragrande maggioranza dei suoi compagni di classe, Setsuko sopravvisse grazie alla fortuna di essere stata scelta per lavorare in una base militare giapponese a un miglio circa dall&#8217;epicentro della detonazione.<\/em><\/p>\n<p>Per il nostro documentario, sappiamo che a 87 anni potrebbe essere una delle ultime opportunit\u00e0 per catturare la preziosa testimonianza di Setsuko per le generazioni future che, si spera, non conosceranno mai l&#8217;orrore delle armi nucleari. Abbiamo trascorso pi\u00f9 di un&#8217;ora con questa affascinante signora a casa sua a Toronto, dove ci ha raccontato della sua infanzia a Hiroshima prima della guerra, del giorno in cui la bomba \u00e8 esplosa, dell&#8217;esperienza dell&#8217;universit\u00e0, del trasferimento negli Stati Uniti, del suo attivismo antinucleare , della campagna per il Trattato per la proibizione delle armi nucleari e del Premio Nobel per la Pace.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Interview with Setsuko Thurlow, Hiroshima bomb survivor\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/pXg1P_wX79Q?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Trascrizione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Raccontaci della tua infanzia in Giappone<\/strong><\/p>\n<p>Mi chiamo Setsuko Thurlow. Sono originaria di Hiroshima, ma ho vissuto per molti anni qui a Toronto, la mia seconda casa.<\/p>\n<p>Sono nata nel 1932 e ho vissuto a Hiroshima fino a quando ho finito il college e poi sono venuta negli Stati Uniti con una borsa di studio. Per i primi 15 anni della mia vita sono cresciuta in un ambiente sociale molto militarista, fascista e totalitario. Non conoscevo nessun altro modo. La vita non era cos\u00ec male.\u00a0 Non potevamo avere tutto quello che volevamo, buon cibo, buoni dolci, cioccolato e bei vestiti. E le cose erano limitate, ma la prima parte della mia infanzia \u00e8 stata abbastanza bella. Penso a un grande giardino soleggiato. Mio padre amava il giardinaggio e abbiamo assunto un giardiniere che lavorava l\u00ec la maggior parte del tempo.<\/p>\n<p>Sono diventata una buona amica del giardiniere. Mi ha insegnato tutto su alberi, piante e fiori, su come raccogliere i frutti, ecc. Cos\u00ec i primi ricordi sono stati quelli dei tempi felici e di molte persone che venivano a casa nostra.<\/p>\n<p>Mio padre era un capo famiglia alla vecchia maniera e questo implicava che molti eventi religiosi, familiari e attivit\u00e0 si svolgessero in casa mia, sia che si trattasse di una cerimonia commemorativa per un defunto, o di un matrimonio di un cugino, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Tutto accadeva in quel luogo. Quindi ho ricordi felici di quella parte dell&#8217;infanzia. Beh, un ricordo che non posso dimenticare riguarda il momento in cui il giardiniere avvolgeva ogni bocciolo di peonia alla fine di maggio. Gli ho chiesto: &#8220;Che cosa stai facendo?&#8221;. &#8220;Aspetta fino a questo fine settimana e vedrai&#8221; mi ha risposto. Quando \u00e8 tornato, ha iniziato a rimuovere tutta la carta di riso fine che aveva avvolto intorno ai germogli. Ha rimosso tutti gli involucri. E tutte le peonie del giardino all&#8217;improvviso sono fiorite e gli ospiti hanno cominciato ad arrivare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il tipo di felicit\u00e0 che ricordo. Poi il Giappone dichiar\u00f2 guerra, difese una causa piuttosto stupida, attacc\u00f2 Pearl Harbor in quel modo e all&#8217;improvviso lo stile di vita cambi\u00f2. Per un po&#8217;, le cose andarono bene. Il Giappone affondava tante navi americane e via dicendo, ma ben presto cominci\u00f2 a perdere navi, aerei e combattenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il nostro stile di vita \u00e8 cambiato rapidamente. Ogni giorno alla radio venivano date le istruzioni: razionare il riso, razionare questo, razionare quello. La vita \u00e8 diventata molto ristretta e triste, ma ci avevano fatto il lavaggio del cervello. Eravamo discendenti dell&#8217;imperatore, figli e figlie della dea e non avremmo mai perso la guerra. Da bambina ci ho creduto come tutti gli altri.<\/p>\n<p><strong>Il giorno in cui \u00e8 esplosa la bomba<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec le cose cominciarono a cambiare, come la scuola elementare che cambi\u00f2 il suo nome diventando &#8220;La Scuola del Popolo&#8221; o qualcosa del genere. Ci andavamo ogni mattina, non avevamo cappotti caldi e congelavamo.<\/p>\n<p>Poi arriv\u00f2 l\u2019ordine di distruggere la nostra casa, almeno la met\u00e0 di essa, perch\u00e9 dovevano allargare la strada per i veicoli e i treni e tutto il resto. Dovevano mandare uomini e rifornimenti in guerra. Quindi l&#8217;allargamento della strada era una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 popolari.<\/p>\n<p>Questo significava che la nostra casa doveva essere tagliata a met\u00e0. Ho dovuto rinunciarci, cos\u00ec ci siamo trasferiti da un\u2019altra parte. Mio padre aveva un sacco di case, case in affitto e ci siamo trasferiti.<\/p>\n<p>E la casa cos\u00ec ridotta divenne un albergo per ospitare gli uomini che venivano mandati sul campo di battaglia, reclutati in tutto il Giappone. Sono stati portati a Hiroshima, hanno trascorso l&#8217;ultima notte in Giappone e sono saliti a bordo della nave dal porto.<\/p>\n<p>Quindi passavano l&#8217;ultimo giorno della loro vita in [casa mia]. Gi\u00e0 da bambina sapevo cosa significava. Sai, lasciavano i loro figli, le loro mogli e cos\u00ec via. Bevevano un po&#8217; di sake e facevano una festa. Beh, questo mi \u00e8 rimasto in testa perch\u00e9 la mia casa ha iniziato a ospitare i giapponesi che si stavano godendo l&#8217;ultima notte della loro vita.<\/p>\n<p>Comunque, nella primavera del 1945 gli attacchi aerei cominciarono a intensificarsi. Beh, anche prima\u00a0 venivano solo per indagare su ci\u00f2 che c&#8217;era laggi\u00f9, ma penso che fossero pronti. Ora, dopo aver conquistato Tinian, nelle Isole Marianne, nel Pacifico, che era una buona posizione, l&#8217;aereo poteva sorvolare il Giappone in un solo colpo e iniziare ad attaccare le citt\u00e0.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec l&#8217;attacco indiscriminato ai civili, a cominciare da Tokyo e Osaka, Nagoya, tutte le grandi citt\u00e0. So che sono stati bruciati pi\u00f9 di 100 centri urbani. Allora, ci siamo chiesti, quando sar\u00e0 il nostro turno?<\/p>\n<p>Hiroshima era considerata la decima citt\u00e0 pi\u00f9 grande dell&#8217;epoca, ma anche le citt\u00e0 pi\u00f9 piccole erano state bombardate. Come mai? Non stava succedendo niente. Beh, gli aerei tornavano ogni giorno, ma non sganciavano bombe. Perch\u00e9 no? Che cosa stava succedendo? Cos\u00ec si diffusero voci di ogni tipo.<\/p>\n<p>Non sapevamo che gli Stati Uniti mantenevano Hiroshima intatta per uno scopo speciale, perch\u00e9 a quel punto il signor Truman aveva gi\u00e0 le informazioni. A luglio avevano fatto il primo test della bomba e lui o i suoi militari avevano inviato il messaggio: non attaccare Hiroshima.<\/p>\n<p>Beh, puoi facilmente indovinare. Se si vuole provare un nuovo tipo di bomba, allora si vuole attaccare una citt\u00e0 intatta, invece che solo rocce e cenere. Lo abbiamo saputo solo molto pi\u00f9 tardi ed eravamo molto in ansia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec andavamo a scuola con istruzioni speciali, con un casco speciale in caso di attacco. Dovevamo indossarlo. Avevamo sempre con noi una borsa piena di cose, medicine e cibo come i fagioli tostati o cose del genere.<\/p>\n<p>Oh, che rapido cambiamento nel nostro stile di vita! E indovinate un po&#8217;? Dovevo incontrare i miei studenti alla stazione proprio quella mattina. Li ho presi e abbiamo iniziato la marcia verso il quartier generale dell&#8217;esercito, e dicevo: &#8220;Avanti marsch!&#8221; e poi siamo arrivati alla porta e abbiamo detto [qualcosa in giapponese]. Salutando a destra. Sai, devi salutare. Quindi anche le tredicenni si comportavano come dei piccoli soldati giapponesi. Dovevamo comportarci in quel modo.<\/p>\n<p>Comunque, ero in terza media, seconda media. S\u00ec, a scuola avevamo classi quasi regolari. E\u2019 cos\u00ec che ho imparato l&#8217;inglese: &#8220;This is a pen. This is a pen&#8221; [Questa \u00e8 una penna]. \u00c8 stato divertente, ma al secondo anno, in terza media, non avevamo quasi pi\u00f9 lezioni normali in classe. Siamo stati inviati dai contadini per aiutare l&#8217;azienda agricola o all&#8217;azienda dove imballavamo le scatole di tabacco che venivano inviate in prima linea.<\/p>\n<p>In un&#8217;altra occasione, siamo andati in una fabbrica di abbigliamento militare, dove dovevamo assicurarci che i bottoni fossero nel posto giusto nelle uniformi. E poi, parecchie settimane prima del bombardamento di Hiroshima, verso aprile o maggio del 1945, sono stata selezionata per essere una delle 30 ragazze inviate al quartier generale dell&#8217;esercito per imparare a decodificare i messaggi segreti. \u00c8 stato divertente, l&#8217;abbiamo imparato in fretta e il 6 agosto doveva essere il nostro primo giorno come assistenti ufficiali dell&#8217;esercito.<\/p>\n<p>Quel giorno ho incontrato le altre ragazze alla stazione. Abbiamo marciato verso il vicino quartier generale e le ho portate al secondo piano dell&#8217;enorme edificio in legno che distava un miglio da Ground Zero e alle otto del mattino abbiamo iniziato un&#8217;assemblea.<\/p>\n<p>Il maggiore ci stava facendo un discorso d&#8217;incoraggiamento. &#8220;Siete state ben addestrate. Questo \u00e8 il giorno in cui inizierete a mostrare la vostra fedelt\u00e0, e bla bla bla, all&#8217;imperatore\u201d. &#8220;Sissignore! Faremo tutto il possibile\u201d.<\/p>\n<p>In quel momento ho visto nella finestra il tremendo lampo. Qualcuno ha detto che era una luce pi\u00f9 luminosa del Sole; qualcuno ha detto che decine di migliaia di soli scoppiavano insieme, ma insomma&#8230; L&#8217;ho visto e non riuscivo a capirlo e prima di avere la possibilit\u00e0 di capire cosa stava succedendo, sapevo che il mio corpo stava volando nell&#8217;aria.<\/p>\n<p>Sapevo che stavo volando nell&#8217;aria. \u00c8 l&#8217;ultima sensazione che ricordo, dopo di che ho perso conoscenza. Poi, quando ho ripreso i sensi nel silenzio e nella totale oscurit\u00e0, ho capito che gli americani finalmente ci avevano attaccato. La gente di Hiroshima si chiedeva ansiosamente perch\u00e9 non fossimo stati attaccati come tutti gli altri, ma perfino io mi rendevo conto che questo doveva essere opera degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Non riuscivo a muovere il mio corpo, quindi sapevo che stavo affrontando la morte, ma non mi sono fatta prendere dal panico. L&#8217;ho accettato con calma. Poi ho cominciato a sentire le voci deboli delle ragazze: &#8220;Mamma, sono qui. Aiutami. Dio, aiutami!&#8221; Quindi sapevo di non essere sola in quell&#8217;oscurit\u00e0. Ero circondata. Poi, all&#8217;improvviso, una mano forte mi ha toccata da dietro. &#8220;Non arrenderti, non arrenderti! Continua a muoverti! Sto cercando di liberarti. Vedi la luce che esce da quell&#8217;apertura? Muoviti verso di essa il pi\u00f9 velocemente possibile. Ora sto cercando di liberarti. Dai, continua a spingere, continua a scalciare&#8221;.<\/p>\n<p>Mi stava tirando su il morale, allora abbiamo lottato e alla fine \u00e8 riuscito a liberarmi. Ho fatto disperatamente quello che mi ha chiesto di fare. Quando sono uscita, l&#8217;edificio era in fiamme. Quando me ne sono andata, mi sono girata e ho cercato di capire quale fosse la situazione, se potevo tornare indietro ad aiutare i miei amici. Ma no, non sono riuscita a entrare. Era&#8230;..<\/p>\n<p>Poi mi sono guardata intorno e ho pensato: &#8220;Strano&#8221;. Erano le 8:15 del mattino, eppure era buio, buio come al crepuscolo e poi ho cominciato a vedere nell&#8217;oscurit\u00e0 alcuni oggetti che si muovevano, ma erano cos\u00ec silenziosi, cos\u00ec tranquilli. Nessuno urlava, gridava, chiedeva aiuto o correva in giro. No, era una quiete spettrale. \u00c8 una scena molto inquietante, che ricordo ancora oggi.\u00a0 Poi quegli oggetti in movimento si sono avvicinati a me e li ho guardati. Per me era una processione di figure spettrali. Non sembravano esseri umani. I loro capelli erano appuntiti, crespi e la loro pelle e la loro carne cadevano via. Alcuni portavano in mano i globi oculari e molti facevano semplicemente i seguenti [gesti delle mani]. Pelle e carne appesi. Strisciavano lentamente verso la periferia dal centro della citt\u00e0.<\/p>\n<p>E un soldato ha detto &#8211; dato che ero al quartier generale dell&#8217;esercito ci dovevano essere molti soldati e ufficiali, molti sono morti, ma molti sono sopravvissuti &#8211; e qualcuno ha detto: &#8220;Voi ragazze, unitevi a quella processione e scappate verso la collina vicina&#8221;. \u00c8 quello che abbiamo fatto, siamo passate con attenzione al di sopra dei cadaveri sul pavimento.<\/p>\n<p>E il silenzio continuava, ma sentivamo voci, voci deboli, tutti che chiedevano acqua, acqua per favore, acqua. Quando siamo arrivate ai piedi della collina, il luogo era pieno di cadaveri e persone morenti.<\/p>\n<p>Beh, c&#8217;era un campo di allenamento ai piedi della collina, delle dimensioni di due campi di calcio e quando siamo arrivate l\u00ec il posto era pieno di cadaveri e di persone morenti, che continuavano a chiedere acqua. Noi tre eravamo coperte di sangue e via dicendo, ma non eravamo gravemente ferite. Volevamo aiutare, ma non avevamo un secchio, non avevamo tazze per trasportare l&#8217;acqua. Cos\u00ec ci siamo avvicinate, abbiamo lavato il nostro corpo, strappato le nostre camicette e le abbiamo inzuppate nell&#8217;acqua, e poi abbiamo portato i vestiti imbevuti alla bocca dei moribondi che succhiavano l&#8217;umidit\u00e0. \u00c8 tutto ci\u00f2 che sono riusciti a ottenere prima di morire.<\/p>\n<p>Immagina tre o quattromila gradi centigradi. Questo \u00e8 il calore della bomba a livello del suolo, che li ha bruciati dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno. Devono aver sofferto molto. Tutti chiedevano acqua.<\/p>\n<p>Quindi solo poche persone sono riuscite ad avere un po&#8217; di umidit\u00e0. Non c&#8217;erano n\u00e9 medici n\u00e9 infermieri.<\/p>\n<p>Mi sono guardata intorno e ho pensato che sicuramente dovevano esserci degli operatori sanitari, ma non ho visto nessuno di loro tra le decine di migliaia di persone che stavano morendo. Beh, tra l&#8217;80 e il 90 % degli operatori sanitari erano stati uccisi e i sopravvissuti hanno lavorato in un&#8217;area diversa da quella dove mi trovavo io.<\/p>\n<p>Penso che la maggior parte della gente sia morta schiacciata dal crollo di edifici e bruciata dal fuoco, ma le persone che non sono state bruciate, come me, erano l\u00ec. Quindi sono stata esposta alle radiazioni.<\/p>\n<p>Quindi nel periodo successivo\u2026 beh, forse prima di parlare delle conseguenze, lasciate che vi dica alcune cose su quello che \u00e8 successo quel giorno. La maggior parte dei miei compagni di classe lavorava nel centro della citt\u00e0, gli studenti di seconda e terza media di tutte le scuole superiori erano stati portati l\u00ec perch\u00e9 la citt\u00e0 aveva un piano speciale. Volevano distruggere tutti gli edifici ed espandere le strade per essere preparati. Questo \u00e8 il tipo di lavoro che c&#8217;era per i bambini piccoli e i bambini si sono tolti la maglietta proprio al centro della detonazione. Sono stati i primi a vaporizzare, si sono semplicemente fusi.<\/p>\n<p>C&#8217;erano pi\u00f9 di 300 studenti della mia scuola. Sono viva perch\u00e9 ero da un&#8217;altra parte, a un miglio di distanza e dentro un edificio. Sono rimasta sepolta quando \u00e8 crollato. Devo essere stata protetta, ma quelle persone non avevano protezione davanti alla bomba; 4000 gradi Celsius di calore, sono stati semplicemente carbonizzati, vaporizzati. Ma una delle ragazze \u00e8 sopravvissuta ed \u00e8 tornata e ci ha raccontato cosa \u00e8 successo alle ragazze prima della loro morte. Hanno solo strisciato. Non riuscivano a identificarsi perch\u00e9 erano cos\u00ec annerite e gonfie, ma con la voce potevano chiamarsi. Si sono sedute in cerchio, hanno cantato inni, cos\u00ec ho capito, uno particolarmente bello, il mio preferito [dice il nome giapponese]. In inglese \u00e8 qualcosa come &#8220;Signore mi sto avvicinando a te&#8221;. E mentre cantavano insieme, una per volta sono svenute e sono morte. Questo \u00e8 quello che \u00e8 successo ai miei compagni di classe. Perch\u00e9 una ragazza \u00e8 sopravvissuta ed \u00e8 tornata per raccontarci questa storia, conosco lei e l&#8217;insegnante di mia cognata, che dirigeva la supervisione di queste persone. Abbiamo cercato il suo corpo, ma non l&#8217;abbiamo mai trovato. Cos\u00ec due bambini piccoli sono rimasti orfani.<\/p>\n<p>Quindi quelle erano le persone che avevano qualche prova tangibile di ferite, che si trattasse di pelle bruciata o di un viso gonfio, ma c&#8217;erano molte persone in citt\u00e0 o in periferia. Sembrava stessero bene a vederli, per esempio, mio zio e mia zia. Quando abbiamo scoperto che erano sopravvissuti, eravamo felici, ma una settimana dopo hanno iniziato a sentirsi molto male. Hanno iniziato a vomitare e sono comparse macchie viola su tutto il corpo e questo era un segno sicuro che stavano per morire. In effetti, sono morti. Cos\u00ec in quei giorni la prima cosa che noi sopravvissuti facevamo al mattino era controllare ogni parte del corpo e fare in modo di vivere un altro giorno. \u00c8 il tipo di ansia con cui abbiamo vissuto.<\/p>\n<p>In seguito la gente si sentiva cos\u00ec letargica, anche se non c&#8217;erano prove tangibili di sofferenza. [La gente] semplicemente non aveva energia e alcune persone si lamentavano di questi sopravvissuti. Sono inutili, non lavorano, non possono lavorare. Se un agricoltore vuole assumerli, non lavorano perch\u00e9 non sono fisicamente in grado di farlo.<\/p>\n<p>E molte persone hanno sofferto di cicatrici, una pessima cicatrice. Non erano belle da vedere. Cos\u00ec alcune persone sconsiderate hanno iniziato a chiamarli fantasmi e cose simili. L&#8217;alienazione sociale e la discriminazione erano reali. Quelle ragazze con quel tipo di pelle hanno perso l&#8217;opportunit\u00e0 di parit\u00e0 di trattamento per qualsiasi cosa: lavoro, matrimonio, alloggio e tutto il resto. Non \u00e8 stato solo un danno fisico, ma anche sociale e psicologico. La citt\u00e0 \u00e8 scomparsa in ogni senso.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 stata l&#8217;esperienza di andare al college e venire negli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 successo l&#8217;impensabile. Il Giappone non avrebbe mai pensato di perdere la guerra. L&#8217;abbiamo fatto e dovevamo sopravvivere giorno per giorno. Sopravvivere. Avevamo fame. Ho grande rispetto per le donne che erano determinate a nutrire le loro famiglie. Dove hanno trovato il cibo?<\/p>\n<p>Ma comunque alcuni funzionari sopravvissuti si sono subito messi al lavoro contattando i militari, [per scoprire] se c&#8217;erano ancora del cibo e dei vestiti e cercando di distribuirli agli affamati, ma sai che per 12 anni il governo centrale, il governo nazionale non ha alzato un dito per aiutarci. Certo, posso dire che erano totalmente disorientati, perch\u00e9 erano loro che credevano fermamente che noi eravamo i discendenti e l&#8217;imperatore, e tutto il resto, il mito, \u00a0erano totalmente immobilizzati e non riuscivano a pensare ai poveri che soffrivano.<\/p>\n<p>Non sapevano cosa fare, ma comunque questa non \u00e8 una scusa. Per 12 anni! Se solo il governo avesse aiutato i sopravvissuti dando loro coperte, per esempio, dando loro consigli&#8230;&#8230; [come] per esempio non dormire sul suolo inquinato della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non sono state fornite informazioni, n\u00e9 coperte o cibo. Cos\u00ec i sopravvissuti che non avevano amici o parenti fuori citt\u00e0 dormivano su quel terreno contaminato e sono stati i primi ad andarsene.<\/p>\n<p>Nel mio caso siamo stati molto fortunati e mi sento sempre male, quando penso alle persone che non hanno avuto scelta. Beh, siamo andati nei dintorni della citt\u00e0 dove mio zio ci ha accolto, ci ha dato da mangiare, ci ha ospitato e ci ha vestito, quando lui stesso aveva perso due figlie.\u00a0 Non sono mai tornate dalla citt\u00e0 e tre ragazzi combattevano in Cina o da qualche altra parte. Era solo con la moglie e il figlio maggiore, quindi aveva molto spazio e molto cibo e ci ha accolto. Ma i sopravvissuti dovevano fuggire dalla citt\u00e0 e pi\u00f9 lontano andavano in Giappone, meno informazioni avevano su questo nuovo tipo di bomba. Il sistema di comunicazione era cos\u00ec scarso all&#8217;epoca e il sistema non funzionava pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ha detto: &#8220;Chi sono queste figure spettrali?&#8221; Quindi la discriminazione sociale era reale.<\/p>\n<p>In seguito gli Stati Uniti hanno istituito a Hiroshima e Nagasaki una cosa chiamata ABCC, Atomic Bomb Victims Commission [Commissione per le vittime delle bombe atomiche]. La gente era cos\u00ec felice. Finalmente otterremo cure mediche e farmaci, ma il loro unico scopo era quello di studiare gli effetti delle radiazioni sul corpo umano, non di dare medicinali o aiuto.<\/p>\n<p>Quando la gente l&#8217;ha scoperto, ti puoi immaginare. Sentivano che ci stavano usando solo come cavie, prima facendo test con noi e ora studiandoci come soggetti di ricerca medica.<\/p>\n<p>Quindi gli Stati Uniti dovevano prepararsi a eventi futuri simili a questo. Era esasperante e la gente era ovviamente molto arrabbiata. Ci\u00f2 avvenne sotto il generale MacArthur, che divent\u00f2 il comandante supremo delle forze alleate dopo la resa del Giappone.<\/p>\n<p>La persona che consideravamo un dio e un discendente di Dio semplicemente scomparve da qualche altra parte. Non era pi\u00f9 [sulla scena]. Fu MacArthur a fare una chiara dichiarazione a noi, ai giapponesi: &#8220;Sono venuto qui per fare due cose: smilitarizzare il Giappone e democratizzarlo\u201d.<\/p>\n<p>Fantastico! Penso che molti di noi, molte persone si siano sentite sollevate dalla fine della guerra. Dopo tutto, abbiamo sofferto per 15 anni. Sono cresciuta senza sapere [nient&#8217;altro], sai, conoscendo i tempi della guerra. Allora, la democrazia. Com&#8217;\u00e8 la democrazia? Come dovrebbe essere? Ed eravamo ansiosi di imparare. E abbiamo imparato che, beh, le donne possono essere trattate allo stesso modo degli uomini. Buone notizie!<\/p>\n<p>Io studiavo in una scuola cristiana, una scuola privata. \u00c8 stato l&#8217;inizio del mio periodo forse felice. A scuola ci dicevano: &#8220;I tempi sono cambiati. Le donne possono essere ugualmente attive nella societ\u00e0&#8221;, e questo \u00e8 stato molto incoraggiato. Il nuovo edificio fu costruito nel centro della citt\u00e0, fu il primo e gli insegnanti americani cominciarono a tornare a Hiroshima. Avevo un sacco di buone idee, come l&#8217;avvio di giornali per le ragazze delle scuole superiori. Sono diventata la presidentessa del pi\u00f9 grande club studentesco, l&#8217;abbiamo chiamato YWCA.<\/p>\n<p>E anche i ragazzi dell&#8217;universit\u00e0 di Hiroshima avevano il loro YMCA. Fino ad allora non avevamo mai lavorato con gli studenti maschi, ma per la prima volta abbiamo potuto fare attivit\u00e0 insieme. E questa \u00e8 stata un&#8217;esperienza molto rinfrescante, quindi penso che l&#8217;attivismo si stesse formando in quel momento.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto un sacco di lavoro. La leader della YWCA di Tokyo era candidata al Parlamento, credo. Abbiamo ricevuto la notizia, eravamo molto orgogliose e volevamo sostenerla. Riesci a immaginare una versione giovane di me che aiuta per le elezioni, tenendo discorsi per lei e viaggiando con loro, ecc&#8230;.? Mi \u00e8 piaciuto molto. Era un momento felice, ma da un\u2019altra prospettiva la mia vita in quel momento era molto seria, avendo vissuto quel caos totale e l&#8217;improvvisa scomparsa dell&#8217;ambiente a cui si \u00e8 abituati.<\/p>\n<p>Cominci a chiederti di che cosa si tratta. Com&#8217;\u00e8 successo? A scuola si parla dell&#8217;amore di Dio, del fatto che i cristiani dovrebbero amarsi a vicenda, ma \u00e8 stato un paese cristiano, gli Stati Uniti, a fare una cosa del genere. La mia mente era piena di domande e le ho prese sul serio. Non stavo solo redigendo placidamente il giornale degli studenti. Sai, mi ci \u00e8 voluto molto tempo. Andavo a scuola la mattina presto, prima che arrivassero tutti e c&#8217;era una sala di preghiera speciale dove potevamo avere un dialogo personale con l&#8217;insegnante, cos\u00ec ho fatto domande e gli insegnanti sono stati molto ricettivi. Conoscevano la lotta che stavamo affrontando emotivamente, spiritualmente, psicologicamente e io riconosco davvero il merito di quegli insegnanti impegnati. Dopo tutto, ho passato 10 anni dalle medie, al liceo, al college, 10 anni in quell&#8217;ambiente con insegnanti premurosi e sensibili in grado di darti forza e loro hanno ascoltato la nostra lotta.<\/p>\n<p>Eravamo completamente persi. E&#8230;..dopo circa 4 anni di dibattito con me stessa, con mentori e con amici, questo \u00e8 quello che volevo fare e mi sono unita maggiormente alla Chiesa cristiana.<\/p>\n<p>Penso che l&#8217;attivismo della Chiesa cristiana, l&#8217;enfasi sul servire gli altri sia stato molto importante per me, non solo per noi stessi, ma anche per lavorare insieme nella comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Per esempio, all&#8217;epoca ero al liceo, ho letto la relazione annuale del Consiglio mondiale delle chiese e mi sono imbattuta in una definizione. Diceva: &#8220;La pace non \u00e8 solo l&#8217;assenza di guerra, ma la lotta per garantire la giustizia per tutti&#8221;, qualcosa del genere.<\/p>\n<p>In quei giorni non usavamo mai le parole &#8220;giustizia sociale&#8221;. Ora le usiamo, ma allora no. Poi si diceva anche di dare e provvedere a tutti, che era importante non separare i ricchi o i poveri, i pi\u00f9 istruiti e gli ignoranti, perch\u00e9 anche in Giappone, a quei tempi, c&#8217;era una specie di sistema del tipo &#8220;Io vengo da una famiglia di samurai al di sopra dei plebei&#8221;, quel tipo di cose. Qui [nella chiesa], parlavamo di tutte le persone, comunisti o persone che&#8230;..<\/p>\n<p>Beh, non ero sicura di cosa fosse il Consiglio mondiale delle chiese, ma ero interessata a saperne di pi\u00f9 sul cristianesimo. Ogni volta che potevo, andavo in biblioteca a leggere le loro pubblicazioni e ho pensato: &#8220;Ehi, questa \u00e8 una grande idea! S\u00ec, la pace non \u00e8 solo l&#8217;assenza di guerra&#8221;. No. \u00c8 facile da capire, ma per tutte le persone, vuol dire senza discriminazioni, per tutte le persone. Uguaglianza, wow, e giustizia sociale! Che cosa significa? Che cosa comporta? Uguaglianza e, sai, diritti umani. Non sapevamo cosa fossero i diritti umani. Questo tipo di incoraggiamento mi ha sempre fatto riflettere e ho sempre detto: &#8220;Che cosa significa questo?\u201d Ero piena di domande e sono felice di questo. Ho chiesto e ottenuto molto e ho deciso: &#8220;Beh, \u00e8 cos\u00ec che vivr\u00f2&#8221;.<\/p>\n<p>Poco prima del bombardamento, la citt\u00e0 aveva deciso che tutti i bambini delle scuole elementari, dalla quinta elementare in poi, dovevano essere evacuati perch\u00e9 stavamo anticipando l&#8217;attacco. Quindi quei cinquemila bambini sono stati trasferiti fuori citt\u00e0.<\/p>\n<p>Poi la guerra \u00e8 finita e sono tornati, ma la citt\u00e0 non esisteva pi\u00f9. Non c&#8217;erano case. Non c&#8217;erano genitori. Cinquemila bambini senza l&#8217;aiuto del governo centrale. Come potevano sopravvivere? Cominciarono a correre sulle ceneri tra le macerie. Sul mercato nero, a imparare a guadagnare qualche yen. A fare i borseggiatori. Quelle piccole attivit\u00e0 criminali. Beh, il sacerdote della mia chiesa era una di quelle persone che cercavano di aiutare quei bambini, raccogliendo fondi e creando orfanotrofi qua e l\u00e0, e c&#8217;erano anche molte famiglie i cui genitori e bambini non sono mai tornati dopo la guerra. La donna doveva nutrire i bambini. La forza di una donna \u00e8 incredibile.<\/p>\n<p>Ma non avevano un posto dove vivere, quindi non solo gli orfanotrofi, ma anche le case delle donne e dovevano essere soddisfatti quasi tutti i bisogni umani fondamentali e le persone convinte della loro responsabilit\u00e0 si occupavano di quello. Il sacerdote della mia chiesa era uno di loro.<\/p>\n<p>Venne criticato da molte persone. Come ministro della Chiesa, il suo compito era quello di studiare e preparare un sermone per la prossima domenica, cose del genere, anche tra la congregazione.<\/p>\n<p>Ero cos\u00ec orgogliosa. Diceva &#8220;Non vale la pena parlare di fede cristiana senza azione&#8221;. Ha sempre sottolineato l&#8217;amore e l&#8217;azione. Quindi stavo vedendo come lavoravano gli adulti. Il modo in cui hanno lavorato ha influenzato i bambini pi\u00f9 piccoli rispetto al modo di rispondere alla cosiddetta situazione di crisi.<\/p>\n<p>Non devi parlare molto, devi solo agire, poi guardiamo e sappiamo cosa \u00e8 giusto, ed \u00e8 cos\u00ec che voglio vivere. Cos\u00ec, quando mi sono diplomata, sapevo gi\u00e0 in quale campo volevo lavorare. Volevo fare l&#8217;assistente sociale. Ho parlato con la presidentessa, una donna laureata alla Columbia University e lei ha detto: &#8220;Sai, Setsuko, ora i tempi sono cambiati. Le donne possono fare cose importanti. Vai a imparare qualcosa sul lavoro di gruppo, sulla leadership di gruppo. Dobbiamo aiutare le donne di questa citt\u00e0. Vai a studiare questo e quello e torna a guidare le donne di Hiroshima&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Cosa? Per essere un assistente sociale devi andare all&#8217;universit\u00e0?&#8221; Con buona volont\u00e0, chiunque pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, chiunque, ma ci sono nuovi modi di pensare. Puoi studiare teoria e pratica e cos\u00ec via. Puoi essere pi\u00f9 efficace\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con questo tipo di discussione, ho avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di ottenere la borsa di studio per venire negli Stati Uniti e studiare. \u00c8 stato per questo, s\u00ec.<\/p>\n<p>Ma devo dirti che \u00e8 stato nel 1954 che mi sono diplomata, e quello \u00e8 stato un anno molto importante per noi. Gli americani avevano testato le bombe all&#8217;idrogeno, ma credo che il 1\u00b0 marzo 1954 abbiano testato la pi\u00f9 grande bomba all&#8217;idrogeno nell&#8217;Atollo di Bikini nelle Isole Marshall e questo ha scatenato una reazione furiosa, perch\u00e9 c&#8217;erano molte barche da pesca in giro. Gli americani dicevano di aver inviato un avvertimento, ma ce n&#8217;erano molti e uno di loro era giapponese e un pescatore \u00e8 morto. Tutti i membri dell&#8217;equipaggio erano coperti [di radiazioni] e cos\u00ec tutto il Giappone si \u00e8 svegliato.<\/p>\n<p>[Prima solo Hiroshima e Nagasaki] ma ora Bikini, guarda come stanno distruggendo l&#8217;ambiente e le persone mostrano gli stessi tipi di sintomi della nostra gente di Hiroshima e Nagasaki.<\/p>\n<p>L&#8217;America \u00e8 imperdonabile! E in quel momento tutto il Giappone si \u00e8 reso conto della realt\u00e0. Vedete, il sistema di comunicazione non era cos\u00ec buono all&#8217;epoca e MacArthur regnava e tutti erano un po&#8217; [gesti servili]. C\u2019era un bel po&#8217; di oppressione, quindi la gente non era cos\u00ec libera, nemmeno la stampa era libera di scriverlo.<\/p>\n<p>Ma agli Stati Uniti non importava niente. Fecero semplicemente esplodere [una bomba]. Quello fu l&#8217;inizio della pi\u00f9 grande azione sociale della storia del Giappone e quella fu l&#8217;estate in cui presi una nave dal Giappone. Ho passato due settimane nel Pacifico. Non \u00e8 un Oceano Pacifico, \u00e8 un oceano crudele. Sono arrivata negli Stati Uniti, sono venuta a studiare in Virginia e la gente dei media sapeva cosa stava succedendo nel Pacifico, quanto erano sconvolti i giapponesi, ed ecco che arriva una sopravvissuta di Hiroshima. Hanno trovato la nave e mi hanno subito chiesto come mi sentivo al riguardo. Allora, cos&#8217;altro potevo fare? Ho detto che i test dovevano cessare, che la distruzione dell&#8217;ambiente doveva cessare, che i feriti dovevano essere curati e che le persone in Giappone continuavano a soffrire e a morire di leucemia e di tutti i tipi di cancro. Ho detto loro cose negative; il giorno dopo ho iniziato a ricevere lettere d&#8217;odio, lettere d&#8217;odio anonime.<\/p>\n<p>Quella fu l&#8217;introduzione alla vita americana. Mi dicevano: &#8220;Chi ha iniziato Pearl Harbor? Vattene a casa!&#8221; Ma io ero appena arrivata, non potevo tornare. Posso vivere qui in questo paese? Come posso sopravvivere qui? Devo fingere, come se non sapessi nulla e non avessi esperienza? Devo imbavagliarmi? \u00c8 stata un&#8217;esperienza traumatica. Non potevo andare a scuola, cio\u00e8, non potevo andare in classe. Non riuscivo a concentrarmi, cos\u00ec sono rimasta da sola a casa dell&#8217;insegnante per un&#8217;intera settimana. E ho pregato e sofferto, ho pensato ed \u00e8 stato il momento pi\u00f9 solitario, ma a ripensarci sento che \u00e8 stato un momento importante, che mi ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 di fare veramente l&#8217;esame di coscienza. Qual \u00e8 il valore della mia vita? Qual \u00e8 lo scopo?<\/p>\n<p>Beh, il mio lavoro \u00e8 quello di condividere la mia esperienza a Hiroshima e cosa significa vivere nell&#8217;era nucleare, l&#8217;orrore che causa all&#8217;umanit\u00e0. Non dobbiamo permettere che ci\u00f2 accada di nuovo ad altri esseri umani. \u00c8 il mio messaggio e non riesco a smettere di parlarne.\u00a0 Continuer\u00f2 a parlarne. Questa \u00e8 stata la decisione. Riflettendo, come potevo farlo? Sai, da sola. Sono stata in grado di farlo. Sono grata e ho iniziato a leggere disperatamente gli articoli della gente. E l&#8217;unica persona i cui scritti mi hanno influenzato molto \u00e8 stato il professor Richard Falk.<\/p>\n<p>Era specialista di diritto internazionale all&#8217;Universit\u00e0 di Princeton e ho iniziato a leggere. Oh! Ero cos\u00ec felice, perch\u00e9 mi sentivo cos\u00ec sola e gli americani non vedevano le cose come me, ma ecco un uomo che sosteneva la mia idea. E cos\u00ec quando l&#8217;ho incontrato, quando gli ho scritto, come mi ha salvato! Mi ha dato davvero il potere. Ci scriviamo ancora? S\u00ec, ora vive sulla costa occidentale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho incontrato centinaia di quei leader illuminati, che mi hanno fatto pensare e mi hanno aiutato.<\/p>\n<p><strong>Hai conosciuto Martin Luther King?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono stata cos\u00ec fortunata. No. L&#8217;ho visto in tv, s\u00ec.\u00a0 E sono stata alla sua scuola.<\/p>\n<p><strong>Quindi sei diventata un attivista anti-nucleare nel 1954?<\/strong><\/p>\n<p>Formalmente s\u00ec, credo di aver iniziato ad agire allora, anche se il bisogno della nostra dedizione e dell&#8217;impegno che sentivo era molto precedente, quando ero a Hiroshima, perch\u00e9 era diventata una citt\u00e0 di pace. Tutti erano per la pace ed \u00e8 stato costruito il Cenotafio e tutto il resto. Abbiamo preso tutti quell&#8217;impegno, abbiamo fatto un giuramento. Dopo tutto, tutti i nostri cari e amici, compagni di classe&#8230;.. non posso convivere con quel ricordo. Faremo in modo che non siate morti invano.<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 quello che provo sempre. Quando ho tenuto il mio ultimo discorso alle Nazioni Unite quel giorno, quando hanno votato a favore del trattato.<\/p>\n<p><strong>Come ti sei fatta coinvolgere da ICAN?<\/strong><\/p>\n<p>Per molti anni ho fatto la cosiddetta educazione al disarmo, parlando ai giovani o alla societ\u00e0 civile come il Rotary Club e il Women&#8217;s Club, tra gli altri.<\/p>\n<p>Poi a poco a poco ho iniziato a ricevere inviti a conferenze internazionali, conferenze delle Nazioni Unite, ecc. e penso che sia stato nel 2007, quando il gruppo di medici di Ottawa mi ha invitato. &#8220;Vieni, ti prego. Stiamo celebrando la riunione inaugurale del gruppo. Lo chiameremo ICAN&#8221;. Pensavo che sarebbe stato un altro grande gruppo, ma non ci stavo pensando, sai.<\/p>\n<p>In ogni caso, c&#8217;erano molti politici e molti medici, molti studenti di medicina delle universit\u00e0 vicine, eravamo nella sede del Parlamento e io ero uno degli oratori. Cos\u00ec ho raccontato loro della mia esperienza personale, e poi dell&#8217;aspetto umanitario&#8230;<\/p>\n<p>Dopo tutto, sono le persone a soffrire e questo \u00e8 stato dimenticato nel nostro dibattito. Parlano sempre di strategie e deterrenza e tutto il resto.\u00a0 Cos\u00ec ho sottolineato il rischio per l&#8217;umanit\u00e0 e ho detto che il lavoro \u00a0dei medici \u00e8 quello di servire l&#8217;umanit\u00e0. Ho parlato, ma all&#8217;epoca non avrei mai pensato che quel piccolo gruppo sarebbe diventato un grande gruppo globale. Non ho mai avuto questa [idea], ma quello fu comunque l&#8217;inizio.<\/p>\n<p>E poi sono andata a Nayarit in India (sic) e ho incontrato i membri di ICAN e sono rimasta sorpresa. Gliel&#8217;ho detto quando mi hanno chiesto un discorso spontaneo. Ho detto loro che avevo lavorato molti, molti anni come sopravvissuta condividendo la mia esperienza, le mie aspirazioni e i miei desideri e sogni e, tra le altre cose, nella maggior parte degli incontri [c\u2019erano] un sacco di persone con i capelli bianchi, di mezz\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Ma qui, wow! C&#8217;erano un sacco di giovani ed erano menti cos\u00ec appassionate, energiche, creative e ben informate, studiose e cos\u00ec impegnate. Ero cos\u00ec eccitata e penso di aver condiviso la mia gioia. \u00c8 stata una sorpresa per me, una sorpresa molto piacevole, e dopo di ci\u00f2 ho fatto diversi viaggi in Germania e Inghilterra e in altre parti d&#8217;Europa, ma sono venuti i giovani. Sono andata alla scuola di medicina, penso che fosse a Berlino. Alcuni non ne sapevano nulla, ma altri hanno iniziato a studiare ed erano cos\u00ec ansiosi di imparare. \u00c8 stata un&#8217;esperienza di enorme potenza, rendersi conto che finalmente alcune persone nel mondo non evitano il tema. Vogliono imparare, scoprire in quale mondo vivono. Quale sarebbe la loro responsabilit\u00e0?\u00a0 Questo mi ha dato speranza, davvero.<\/p>\n<p>Quindi mi \u00e8 piaciuto lavorare con quelle persone.<\/p>\n<p><strong>A cosa pensavi quando il trattato \u00e8 stato approvato?<\/strong><\/p>\n<p>In quel momento, la mia mente non funzionava normalmente. Era quasi intorpidita. Ho sentito bene? Ho visto bene? Ho dovuto convincermi. Ci \u00e8 voluto del tempo, poi mi sono tolta gli occhiali, ho chiuso gli occhi e le lacrime hanno cominciato a scendere.<\/p>\n<p>Alla fine mi sono resa conto di cosa significava e la prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente \u00e8 stata quella di condividere questa grande notizia con tutti i miei cari che avrebbero voluto sentirla. L&#8217;ho fatto nelle mie preghiere. Quindi ero dietro alla gente, la mia psiche non funzionava nel modo normale, ma mi sono ripresa. Un momento indimenticabile.<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 successo quando \u00e8 stato annunciato il Premio Nobel per la Pace?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio qui, questo posto era pieno di giornalisti e fotografi giapponesi. E c\u2019era quel telefono l\u00e0. Se fosse successo qualcosa, quel telefono avrebbe squillato. Cos\u00ec volevano che mi sedessi l\u00e0, in modo da farmi una foto quando ricevevo [la chiamata].<\/p>\n<p>Ho detto: &#8220;No. Non succeder\u00e0&#8221;. Ma dobbiamo essere pronti, non si sa mai. Ecco cos&#8217;\u00e8 successo. Verso le 6 del mattino, credo, ho capito che nessuno aveva chiamato.<\/p>\n<p>No, quel telefono non squillava, ma altre persone [sui loro telefoni potevano vedere e dire]: &#8220;Ehi. L&#8217;ha preso ICAN&#8221;. E qualcuno mi ha fatto una foto pazzesca e io ho detto: &#8220;Wow&#8221;. I giornalisti giapponesi hanno fatto quella foto, s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Sei andata a Oslo per la cerimonia. Com&#8217;\u00e8 stata l&#8217;esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>Il Comitato Direttivo Internazionale di ICAN ha tenuto una conferenza e [si \u00e8 deciso che] Beatrice, il direttore esecutivo, sarebbe andata, ma a quanto pare tutti hanno deciso che ci sarei stata anch\u2019io a condividere l\u2019intervento.<\/p>\n<p>Oh, non ho avuto modo di discutere con loro del perch\u00e9. Posso solo indovinare, ma nessuno si \u00e8 fermato comunque, tutti hanno pensato che fosse opportuno invitarmi a condividere quel momento glorioso.<\/p>\n<p>Quindi s\u00ec, ci sono andata. Ora mi stai chiedendo della mia esperienza a Oslo?<\/p>\n<p>Beh, certo, ero tesa, fisicamente non stavo molto bene, ma non lo sapevo. Solo quando sono tornata, il dottore ha detto: &#8220;Ehi, dobbiamo operare subito.\u00a0 Quindi ho subito due interventi chirurgici, due ricoveri qui nella zona. Non mi meraviglio di non essermi sentita ottimista quando ero l\u00ec, ma, comunque, non so.<\/p>\n<p><strong>Ti hanno trattato come una regina! Come una star!<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, il vicepresidente del Comitato per il Nobel \u00e8 venuto a prendermi all&#8217;aeroporto. \u00c8 stato incredibile. Mi sono seduta con la regina e il re a cena, e certo, avrei voluto essere pi\u00f9 sveglia e osservare tutto. Non ho percepito circa il 75% di quello che stava succedendo.<\/p>\n<p><strong>Ora che abbiamo il Trattato, quali sono le tue speranze e i tuoi sogni per i prossimi passi? Che cosa risulter\u00e0 da questo processo del Trattato di proibizione delle armi nucleari?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, vorrei che questo Trattato entrasse in vigore. Si dice cos\u00ec??<\/p>\n<p>Abbiamo molti altri paesi da convincere. Questo \u00e8 l&#8217;obiettivo immediato. Penso che stiamo tutti lavorando. Il mese prossimo mi recher\u00f2 in Giappone e parler\u00f2 molto con i cittadini e con alcuni politici, come il Primo Ministro e il Ministro degli Esteri, tra gli altri.<\/p>\n<p>Sono disposta a incontrare chiunque e voglio convincerli, se sono disposti ad ascoltare e si stanno organizzando molte interviste con la stampa. Sarebbe una buona occasione per dire quello che penso.<\/p>\n<p>Ritengo davvero che il Giappone dovrebbe assumere la leadership, cosa che non ha fatto solo a causa delle sue relazioni con gli Stati Uniti e penso che sia una cosa molto vile. Inoltre, quello che dicono e quello che fanno sono due cose diverse.<\/p>\n<p>Beh, politicamente devono dire a livello nazionale: &#8220;Siamo l&#8217;unica nazione bombardata con armi nucleari, quindi abbiamo la responsabilit\u00e0 morale di assumere una leadership verso il disarmo&#8221;. \u00c8 quello che dicono per ragioni politiche, ma quando vengono alla Casa Bianca o al Pentagono, tutto quello che fanno \u00e8 inchinarsi e dire&#8221; S\u00ec signore, quanto in alto signore?&#8221;.<\/p>\n<p>Una sottomissione totale e le persone non si fidano di quel tipo di rapporto, quando si dicono due cose diverse dai due angoli della bocca, credo.<\/p>\n<p>Se hai un&#8217;idea geniale, dimmelo. Devo solo parlare come un essere umano che l&#8217;ha vissuto, ma penso che dopo tutto stiamo parlando di esseri umani ed \u00e8 su questo che dobbiamo concentrarci. E non fanno niente in questo senso. No.<\/p>\n<p><strong>Cosa diresti ai giovani che potrebbero pensare che eliminare le armi nucleari sia troppo difficile?<\/strong><\/p>\n<p>Domanderei: cosa vuoi dire? Perch\u00e9 pensi che sia troppo difficile? Chi l&#8217;ha detto? Dove hai sentito questo genere di cose? S\u00ec. \u00c8 una supposizione quella che stai facendo.<\/p>\n<p>Beh, l&#8217;uomo le ha fatte, dunque dovremmo essere in grado di sbarazzarci delle armi nucleari. Abbiamo quel tipo di potere scientifico.<\/p>\n<p><strong>Commissione per le vittime della bomba atomica<\/strong><\/p>\n<p>Penso che vi sia una cosa in particolare di cui vi ho parlato, la Commissione delle vittime della bomba atomica, che ha studiato solo gli effetti delle radiazioni sul corpo umano, ma non per fornire cure o farmaci o altro. Sono stata chiara.<\/p>\n<p><strong>S\u00ec, \u00e8 stata una cosa barbara<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, lo so ed \u00e8 successo un anno dopo l&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra cosa. Penso di avervi detto che il generale MacArthur aveva dichiarato di voler realizzare due cose: demilitarizzazione e democratizzazione. \u00c8 fantastico. Suona molto bene. E ha fatto grandi cose, come dare il voto alle donne. \u00c8 fantastico.\u00a0 Aiutare i sindacati a essere attivi, un sistema finanziario, un sistema educativo.\u00a0 Sono state fatte alcune riforme, \u00e8 fantastico! Ma per quanto riguarda Hiroshima e Nagasaki, ha fatto il contrario della democratizzazione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quello che ha fatto. Non voleva che il mondo conoscesse la sofferenza umana causata da quelle bombe, cos\u00ec ha introdotto la censura. La stampa non era libera di scrivere sulla sofferenza umana. Potevano scrivere dei trionfi delle prove scientifiche, ma, sapete, lo hanno fatto sviluppando potenti bombe e quello andava bene.\u00a0 Si pu\u00f2 parlare molte volte, ma della sofferenza umana non si doveva scriverne. E qualche giornale ne ha scritto, ed \u00e8 stato chiuso. Il suo lavoro era finito: non puoi scrivere degli Hibakusha, della gente che soffre, perch\u00e9 l&#8217;America voleva evitare la reazione del resto del mondo e dei suoi stessi contribuenti.<\/p>\n<p>E non solo, hanno iniziato a confiscare cose personali tra i sopravvissuti; alcune persone avevano tenuto diari, o foto, fotografie, diapositive, ogni sorta di cose, sai.<\/p>\n<p>Ai giapponesi piacciono le poesie, lunghe e corte. Soffrivano per aver perso tutto, il cuore era pieno e i pensieri dovevano uscire. Tutto quello che potevano fare era scrivere un diario e comporre poesie, questo era il loro modo di guarire.<\/p>\n<p>Ma quelle cose erano troppo pericolose. Sono state tutte confiscate, 32.000 in totale e rispedite negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Questi sono due esempi concreti che vi fornisco. L&#8217;intero sviluppo dell&#8217;era nucleare, non solo il sistema delle armi, ma anche la preparazione psicologica e sociologica.<\/p>\n<p>Quindi, se non devo viaggiare e parlare, voglio sedermi, leggere e scrivere. In realt\u00e0, \u00e8 quello che voglio fare d&#8217;ora in poi perch\u00e9 ho problemi di mobilit\u00e0. Mi piace scrivere. C&#8217;\u00e8 ancora molto da condividere con il mondo.<\/p>\n<p>Traduzione dall\u2019inglese di Silvia Nocera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 giugno abbiamo presentato in anteprima a New York il nostro ultimo documentario, &#8220;L&#8217;inizio della fine delle armi nucleari&#8221;.\u00a0 Per questo film abbiamo intervistato 14 persone, tutte esperte nei loro campi, che hanno saputo darci un&#8217;idea della storia 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