{"id":895447,"date":"2019-07-30T11:38:24","date_gmt":"2019-07-30T10:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=895447"},"modified":"2019-07-30T11:47:29","modified_gmt":"2019-07-30T10:47:29","slug":"scuola-patriarcale-come-uscirne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/scuola-patriarcale-come-uscirne\/","title":{"rendered":"Scuola patriarcale. Come uscirne?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gli\u00a0esami di terza media\u00a0si sono conclusi da qualche settimana e, come accade ogni anno in questo periodo, i nodi arrivano al pettine.<\/strong>\u00a0Certi atteggiamenti dei docenti nei confronti degli studenti, certe loro osservazioni durante la valutazione collettiva, certe prese di posizione che lasciano trasparire inquietanti quanto inossidabili convinzioni fanno risuonare come particolarmente calzanti le parole dello psichiatra cileno\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Claudio_Naranjo\">Claudio Naranjo<\/a>, eretico saggio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.terranuova.it\/News\/Crescita-interiore\/E-morto-a-86-anni-Claudio-Naranjo-uno-dei-grandi-maestri-del-nostro-tempo\">scomparso il 12 luglio scorso<\/a>: \u201c<strong>L\u2019educazione trasmette una mentalit\u00e0 patriarcale, obbediente, con una morale autoritaria e repressiva, frutto di un trauma ancestrale generato da fatti occorsi migliaia di anni fa<\/strong>.\u00a0[\u2026]\u00a0Quanto dolore sar\u00e0 necessario perch\u00e9 ci svegliamo?\u00a0Quanto dobbiamo avvicinarci all\u2019abisso per arrivare a capire fino in fondo che il nostro sistema patriarcale \u2013 con il suo autoritarismo mascherato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Democrazia\">democrazia<\/a>, la sua violenza mascherata da buone intenzioni, il suo sfruttamento, il suo smisurato affanno per il guadagno \u2013 \u00e8 una nave che conviene abbandonare prima del naufragio?\u201d (da\u00a0Cambiar la educaci\u00f3n para cambiar el mundo, 2005).<\/p>\n<p><strong>In quella situazione anomala che sono gli orali degli esami, in cui per la prima e unica volta in un anno tutti gli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Informazione-e-Cultura\/Istruzione\">insegnanti<\/a>\u00a0sono raccolti insieme in una situazione didattica, mi capita di essere attraversata da emozioni che vanno dallo sconforto alla rabbia, passando per l\u2019autocritica, il dubbio e il senso d\u2019impotenza<\/strong>. Ogni docente \u00e8 portatore di pregiudizi, idiosincrasie, fissazioni delle quali dovrebbe prendere coscienza e su cui sarebbe bene lavorasse, perch\u00e9 il suo ruolo di educatore prevede anche che sappia\u00a0guidare gli studenti nella decostruzione degli stereotipi, nel vaglio critico dei luoghi comuni, nella gestione dell\u2019emotivit\u00e0, nell\u2019onest\u00e0 in ambito relazionale.<\/p>\n<p><strong>Ognuno si porta scritta addosso la sua visione del mondo, che spesso non si discosta di una virgola da quella del suo ambiente sociale e familiare \u2013 dall\u2019antropologia dominante nel sistema, in fin dei conti \u2013 e questa visione \u00e8 per lo pi\u00f9 competitiva e gerarchica, troppo spesso unilaterale, quando non addirittura razzista o sessista<\/strong>. Dico tutto questo nella consapevolezza che esistono molte eccezioni a questa regola: persone che, fra mille ostacoli ormai palesemente istituzionali, stanno agendo una fondamentale azione di resistenza, che mi auguro possa avere la dirompenza per innescare un cambiamento reale. Ma\u00a0la scuola continua ad avere responsabilit\u00e0 gravi nel perpetuarsi di uno\u00a0status quo\u00a0perverso, addirittura esiziale, e questo perch\u00e9 manca l\u2019abitudine di ragionare in termini di aperture e complessit\u00e0. Si parla tanto di metodologie didattiche, ma io credo che il vero intoppo stia nei valori che muovono l\u2019insegnamento.\u00a0L\u2019intoppo sta nei contenuti\u00a0e nel punto di vista dal quale trasmettiamo quei contenuti.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> La \u201ctrappola dell\u2019identit\u00e0\u201d: rigurgiti neonazionalisti<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quanto negli ultimi anni le scienze dell\u2019educazione si sono concentrate sulle pratiche didattiche e quanto poco si \u00e8 entrati nel merito di ci\u00f2 che si insegna? Il tormentone della didattica attiva e dell\u2019apprendimento cooperativo non sar\u00e0 la coperta troppo corta con cui tentiamo malamente di celare un vuoto di riflessione su quei contenuti che nessuno osa pi\u00f9 nominare?\u00a0Questo dirottamento dell\u2019attenzione sulle competenze a scapito dei programmi sar\u00e0 davvero un\u2019evoluzione? Ma soprattutto, \u00e8 innocente?<\/p>\n<p>Ovviamente no.\u00a0<strong>Sappiamo che \u00e8 in atto un\u2019inquietante\u00a0backlash\u00a0che si realizza senza pi\u00f9 nessuna verecondia<\/strong>, oltre che nella\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/segnalo-ebrei-e-aderi-a-salo-i-leghisti-gli-dedicano-una-via\/\">celebrazione ufficiale di figure criminali della storia recente<\/a>, in una violenta esclusione dell\u2019altro, che \u00e8 tale rispetto a un\u2019identit\u00e0 tracciata da meccanismi sempre pi\u00f9 miopi e volgari, in collusione con una classe politica che in larga misura ha favorito questa gravissima deriva d\u2019intolleranza e con una classe intellettuale sempre troppo silenziosa rispetto ai temi nevralgici.<\/p>\n<p>Nel suo saggio appena uscito per Einaudi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.zeroviolenza.it\/component\/k2\/item\/74868-nel-caleidoscopio-del-rancore?fbclid=IwAR197p-GFJeys2S8yiz8xk0rz8yAFE8Z8FbxtDIVfGK2BrrtQ5khFVlIkhc\">Contro l\u2019identit\u00e0 italiana<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Christian_Raimo\">Christian Raimo<\/a>\u00a0sostiene che per decostruire l\u2019immagine di italianit\u00e0 che si \u00e8 insinuata nelle rappresentazioni mediatiche e istituzionali negli ultimi vent\u2019anni non basta criticare, ma occorre esplorare percezioni alternative dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Non si limita fra l\u2019altro a dirlo, ma fa di questo dislocamento del punto di vista un metodo di scrittura, riconoscendosi in una genealogia legata anche al femminismo: \u201coggi non si pu\u00f2 discutere di identit\u00e0 italiana senza misurarsi con una aggiornata bibliografia femminista, postcolonialista, meridionalista, almeno, che ci porti a una decostruzione delle produzioni identitarie legate ai meccanismi di potere\u201d (94). Il riconoscimento di questa eredit\u00e0 imprime al suo testo un andamento in cui il piano personale si fonde con l\u2019analisi storico-politica, conferendo al procedere, anche narrativo, del ragionamento una pregnanza e un\u2019efficacia rare.\u00a0<strong>Sulle insidie dell\u2019identit\u00e0\u00a0<a href=\"..\/..\/..\/..\/Utente\/Downloads\/1658-3204-1-PB.pdf\">ho avuto modo di riflettere studiando lo scrittore mozambicano Mia Couto<\/a>\u00a0in relazione al costituirsi della coscienza nazionale in un contesto dove i confini statali sono stati decisi a tavolino dai colonialisti europei, come \u00e8 appunto l\u2019Africa subsahariana<\/strong>. Mia Couto neutralizza quella che chiama \u201cla trappola dell\u2019identit\u00e0\u201d, particolarmente perniciosa proprio perch\u00e9 spesso prospettata come uno strumento d\u2019emancipazione, avvalendosi della particolare vitalit\u00e0 che sa riconoscere nelle frontiere, in quell\u2019interstizio che \u00e8 la condizione dello\u00a0stare tra\u00a0che possiede chi si sposta o chi abita i margini. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che fa Raimo, consultando un\u2019ampia bibliografia a cui fa esplicito riferimento attraverso ampie citazioni: dimostra che la rappresentazione identitaria pi\u00f9 calzante di una nazione arriva molto spesso proprio da quelle periferie che difficilmente la narrazione fatta dal potere integra. Recuperando Gramsci, lo scrittore sottolinea come \u201cper fare un discorso sull\u2019identit\u00e0 italiana ha senso ascoltare la parola di chi non l\u2019ha avuta.<\/p>\n<p>Che idea d\u2019Italia si fanno i reclusi nei centri di identificazione ed espulsione? Quale idea di Italia \u00e8 stata costruita negli anni da chi, da migrante, ha dovuto combattere per ottenere diritti minimi di accoglienza e cittadinanza?\u201d (97)\u00a0Quanto sono consapevoli i docenti italiani di tutto questo? Quanto avvertono la ricchezza dello sguardo dell\u2019altro che si materializza copioso e curioso nelle nostre classi? Quanto sono disponibili a capovolgere l\u2019ottica che vede negli alunni cosiddetti \u201ca bisogni educativi speciali\u201d una complicazione e basta trasformandoli in una preziosa risorsa per tutta la classe?\u00a0Pochissimo. Perch\u00e9 vittime del lento magma di un provincialismo sempre pi\u00f9 patente che si alimenta di continue rimozioni e che sta dando luogo a preoccupanti forme di chiusura nei confronti di ogni tipo di diverso, fomentate da una rappresentazione pubblica ignorante (come dato oggettivo ma anche per deliberata scelta), rappresentazione che la scuola assorbe e molto spesso introietta con scarsissimi anticorpi.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Cambiamo programma: oltre il culto dell\u2019eroe<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>E invece anche\u00a0il canone scolastico\u00a0\u2013 cos\u00ec chiamo gli argomenti che di solito a scuola si affrontano e penso soprattutto all\u2019ambito umanistico, che \u00e8 quello di mia competenza, ma il discorso si potrebbe allargare alla maggior parte delle discipline \u2013\u00a0andrebbe messo in seria discussione. Gran parte delle cose che continuiamo automaticamente a insegnare o non servono pi\u00f9 o sono addirittura nocive, perch\u00e9 contribuiscono, se non decostruite con consapevolezza critica, ad alimentare una normalit\u00e0 che andrebbe invece radicalmente riformata.\u00a0<a href=\"http:\/\/levocianti.it\/2017\/08\/03\/liliade-in-prima-media-lasciar-parlare-lantica-ferita\/\">Due anni fa ho spiegato le mie difficolt\u00e0 etiche nello studiare brani dell\u2019Iliade\u00a0in prima media<\/a>, raccontando il percorso di controlettura in chiave femminista che avevo cercato di farne.\u00a0<a href=\"http:\/\/levocianti.it\/2019\/06\/16\/pensare-la-vita-lezioni-di-disumanita-di-alberto-meschiari\/\">Nelle sue lezioni di disumanit\u00e0, Alberto Meschiari<\/a>\u00a0ci ricordava come Virginia Woolf, nelle\u00a0Tre ghinee, individuasse proprio nel sistema educativo, fino a pochi decenni prima riservato esclusivamente agli uomini, le responsabilit\u00e0 primarie per una societ\u00e0 imperniata sulla concorrenza, sul sopruso, sulla volont\u00e0 di primeggiare a scapito dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>In questo senso, trascinanti e preziosi sono sempre gli articoli di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cencicasalab.it\/\">Franco Lorenzoni<\/a>, che al tavolo interassociativo di Saltamuri a Roma, lo scorso novembre, ha portato il suo\u00a0<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/dieci-aperture-necessarie-alla-scuola\/\">decalogo delle aperture per una scuola inclusiva,<\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FVPcgh_L8H0\">qua raccontate in forma audiovisiva<\/a>.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/franco-lorenzoni-2\/2015\/07\/02\/alexander-langer\">Lorenzoni si ispira ai meravigliosi \u201csogni senza limiti\u201d di Alex Langer<\/a>\u00a0che negli anni bui del conflitto nella ex Jugoslavia scriveva il suo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.alexanderlanger.org\/files\/Marina_Goisis-tesi.pdf\">Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica<\/a>: nelle nostre societ\u00e0, scriveva, \u201cdeve essere possibile una realt\u00e0 aperta\u00a0a pi\u00f9 comunit\u00e0, non esclusiva, nella quale si riconosceranno soprattutto i figli di immigrati, i figli di famiglie miste, le persone di formazione pi\u00f9 pluralista e cosmopolita. (\u2026)\u00a0<strong>La convivenza plurietnica, pluriculturale, plurireligiosa, plurilingue, plurinazionale appartiene e sempre pi\u00f9 apparterr\u00e0, alla normalit\u00e0, non all\u2019eccezione. (\u2026) In simili\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Societa-civile\">societ\u00e0<\/a>\u00a0\u00e8 molto importante che qualcuno si dedichi all\u2019esplorazione e al superamento dei confini, attivit\u00e0 che magari in situazioni di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\/Conflitti\">conflitto<\/a>\u00a0somiglier\u00e0 al contrabbando, ma \u00e8 decisiva per ammorbidire le rigidit\u00e0, relativizzare le frontiere, favorire l\u2019integrazione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questi manifesti parlano a una collettivit\u00e0, cercano interlocutori nella consapevolezza che\u00a0la\u00a0trasformazione verso un nuovo normale\u00a0va realizzata creando reti di persone<\/strong>. Il coltivare sinergie, la volont\u00e0 di portare avanti un\u2019azione congiunta non va data per scontata dentro il sistema in cui stiamo, che si muove piuttosto nella direzione opposta dell\u2019individualismo autoreferenziale, della recisione dei legami comunitari, del mancato ascolto, della fomentazione del sospetto e della diffidenza.<\/p>\n<p>E quanto contribuisce la scuola a incentivare l\u2019individualismo e la concorrenza?\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JTSOo4ki3qA\">In questo video<\/a>, partendo dal suo campo, che \u00e8 quello delle storie,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Michela_Murgia\">Michela Murgia<\/a>\u00a0mette in luce una mancanza formativa che \u00e8 poi il\u00a0limite culturale alla base della ferita su cui si erge il patriarcato: \u201cle storie collettive non vengono raccontate\u201d.\u00a0<strong>Questo perch\u00e9 ci\u00f2 che la scuola, cos\u00ec come la societ\u00e0, esalta sono gli eroi, unici e solitari, sono le eccellenze, mirabolanti e inimitabili.\u00a0<\/strong>Col suo ultimo libro,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/michela-murgia-noi-siamo-tempesta-957359\/\">Noi siamo tempesta<\/a>, illustrato da diversi artisti dello studio The World of Dot e da Paolo Bacilieri e dedicato proprio a ragazze e ragazzi, la scrittrice si muove nella direzione di un\u2019\u201cinversione del paradigma\u201d: non pi\u00f9 la celebrazione dell\u2019individualit\u00e0 di geni isolati, ma la volont\u00e0 di capire come molteplici competenze possano genialmente confluire, lavorare insieme trasformando in meglio la realt\u00e0. Nell\u2019epica classica, nelle narrazioni bibliche, nell\u2019arte fino alla letteratura e al cinema pi\u00f9 recenti, Murgia sottolinea come si ripeta uno schema fisso, che \u00e8 poi quello del viaggio dell\u2019eroe di Propp: al centro una figura solitaria che deve affrontare pericoli enormi e salva moltitudini in nome di una genialit\u00e0 che \u00e8 tutta sua: Achille, Ges\u00f9, Leonardo, fino a Batman, Luke Skywalker, Harry Potter.<\/p>\n<p>A cosa ci educano le loro storie? All\u2019idea che tutto ci\u00f2 che si trova di ben fatto sia dovuto all\u2019eccellenza di singoli speciali, inimitabili. Ci educano a un\u2019enorme contraffazione della realt\u00e0 che, al contrario, si costruisce soprattutto grazie alla cura e alla cooperazione, anche a livello micrologico, come dimostrano teorie come quella dell\u2019<a href=\"https:\/\/oggiscienza.it\/2017\/08\/24\/lynn-margulis-endosimbiosi-evoluzione\/\">endosimbiosi di Lynn Margulis<\/a>, scienziata alla quale da tempo vorrei dedicare pi\u00f9 attenzioni.\u00a0<strong>Per contribuire a creare un nuovo normale, Michela ha deciso d\u2019ora in poi di raccontare soltanto storie di genialit\u00e0 collettiva<\/strong>. Cos\u00ec in\u00a0<em>Noi siamo tempesta<\/em>, il cui significativo sottotitolo \u00e8\u00a0Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo, troviamo narrate, tra le altre, le vicende di Wikipedia (il sapere \u201cche insieme si fa\u201d), delle\u00a0<a href=\"http:\/\/levocianti.it\/2015\/08\/30\/le-madres-de-plaza-de-mayo-la-politica-che-nasce-dallamore\/\">Madri di Plaza de Mayo<\/a>, il movimento Black Panther negli Stati Uniti, la caduta del muro di Berlino, il coro delle Manos Blancas di Caracas, che \u201cha riqualificato l\u2019esperienza di moltissimi bambini e adulti con disabilit\u00e0, salvandoli dall\u2019isolamento e costruendo coesione sociale a suon di musica\u201d, l\u2019orchestra di piazza Vittorio e l\u2019Arte Relazionale, perch\u00e9 \u201cforse \u00e8 a questo che serve l\u2019arte, a far vedere i fili nascosti tra le cose e le persone\u201d (58).<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Orizzonti di umanit\u00e0. La musica di tradizione orale come risorsa formativa.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il capovolgimento di prospettiva di cui ho imbastito uno schizzo qua sopra, per cui i margini prendono voce e la significanza fluisce nel contatto e nella relazione, \u00e8 profondamente liberatorio e tacita ogni remora nell\u2019oltrepassare il canone scolastico per dirigersi, con forti motivazioni pedagogiche, decisamente altrove.<\/p>\n<p>Un altrove che non sta solo nei libri perch\u00e9 \u00e8 anche parole pronunciate, voci, suoni: un altrove che nidifica pi\u00f9 agevolmente nell\u2019oralit\u00e0. Da alcuni anni canto musica popolare e di tradizione, prima portoghese e di tutta la Penisola Iberica, poi sudamericana guidata dalla\u00a0<a href=\"http:\/\/levocianti.it\/2017\/04\/13\/1-violeta-parra-lo-scandalo-delleccedenza\/\">mia passione per Violeta Parra<\/a>. Ultimamente mi sono avvicinata al ricchissimo patrimonio della tradizione orale italiana con la sua portata dirompente di contronarrazioni: canti sociali, di lavoro, di protesta, di lotta, di denuncia, di festa, in quell\u2019ottica di unirsi nel fare che crea tessuto umano e permea di nuova linfa un mondo meccanizzato e svuotato di senso, rivivificandolo: \u201cla semplice felicit\u00e0 politica del cantare insieme\u201d, la chiama\u00a0<a href=\"http:\/\/alessandroportelli.blogspot.com\/\">Alessandro Portelli<\/a>\u00a0nella prefazione a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788868436049\">Contro canto \u2013 Le culture della protesta dal canto sociale al rap, di Antonio Fanelli<\/a>.\u00a0<strong>Su questo patrimonio si \u00e8 innestato, lungo diversi decenni nel dopoguerra, un attivismo politico che ha creato comunit\u00e0 attorno alla volont\u00e0 di cambiare l\u2019orrore disumanizzato del capitalismo neoliberista: una memoria collettiva che oggi si vorrebbe silenziare perch\u00e9 portatrice di critiche corrosive e di modelli di socialit\u00e0 accogliente che vanno nettamente contro quelli egemoni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sempre meno disponibile a separare le mie attivit\u00e0 in compartimenti stagni perch\u00e9 tutto ci\u00f2 a cui mi dedico si \u00e8 fatto impercettibilmente ci\u00f2 che sono, vedo quanto anche la scuola sia complice, talora inconsapevole, nel costruire una societ\u00e0 competitiva e individualista, in cui la dimensione gruppale \u00e8 artatamente ostacolata attraverso la costruzione della paura e la demonizzazione del diverso.<\/strong>\u00a0Come lavorare \u201cin direzione ostinata e contraria\u201d?\u00a0Come tentare di nutrire la dimensione relazionale nel contesto educativo e favorire un sano contatto con gli altri?<\/p>\n<p>Oralit\u00e0 sono parole e voci. Voci anche senza parole: suoni. Il lamento, il trillo, l\u2019ansimare, il sospiro, la risata. Man mano che aumenta l\u2019et\u00e0 degli studenti il corpo scompare dalla formazione, con conseguenze nocive per tutta la societ\u00e0. L\u2019obliterazione del corpo riflette la rimozione di una societ\u00e0 \u201cvolta in maniera cos\u00ec esclusiva, cieca e violenta alla crescita economica\u201d, in cui la vita autentica \u00e8 \u201cridotta ai margini di tempo rubati alla produzione e alla vendita di s\u00e9\u201d, come scrive<a href=\"http:\/\/www.annamariacivico.it\/index.htm\">\u00a0Anna Maria Civico<\/a>\u00a0(p. 17) nel libro in cui racconta sue esperienze di musicoterapia,<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books\/about\/Un_sentimento_di_benessere_collettivo.html?id=Ig62AQAACAAJ&amp;redir_esc=y\">\u00a0Un sentimento di benessere collettivo<\/a>. Con lei, nel maggio scorso, ho seguito un laboratorio di canto del Mediterraneo all<a href=\"http:\/\/www.armoniedonnebologna.it\/\">\u2019associazione Armonie di Bologna<\/a>\u00a0e ho avuto modo di cominciare a conoscere il suo metodo per contrastare questa perdita sradicante, metodo basato su una riscoperta della tradizione musicale orale, di cui si sottolinea con particolare cura il valore del significante, mai veramente scindibile dal significato: \u201cCome cantante e ricercatrice di suoni nomadi ho trovato nei canti di tradizione orale del sud Italia una traccia di ci\u00f2 che resta di un\u2019antichissima, se non arcaica, integrazione musicale e umana\u201d. Umana.\u00a0<strong>Al concetto di umanit\u00e0 si risale ormai da ogni rivolo di consapevolezza, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che ci sta scivolando via di mano: l\u2019umanit\u00e0. Riscoprendo uno spettro vocalico molto pi\u00f9 ampio rispetto a quello familiare delle convenzioni sociali moderne, ci si riconnette a una radice che ci parla di un\u2019umanit\u00e0 perduta<\/strong>. La riscoperta di una vocalit\u00e0 arcaica filogeneticamente ma anche ontogeneticamente (le lallazioni dell\u2019infante sono, in questo senso, pienezza pura) ha valore terapeutico perch\u00e9 ripulisce e pu\u00f2 rinsaldare individui frammentati e recisi.<\/p>\n<p><strong>Ritrovo nel percorso di Anna Maria Civico, esatto e attento, un filone di ricerca che avevo aperto anch\u2019io, studiando per la mia tesi di dottorato sulla narrativa femminile in Portogallo:\u00a0la lingua fatta di parole non pu\u00f2 tutto. Quanto ce lo ricordiamo in classe?<\/strong>\u00a0Quanto spesso ci chiediamo se la nostra verbosit\u00e0 non sia nebbia fitta piuttosto che luce? Come osserva\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Julia_Kristeva\">Julia Kristeva<\/a>, l\u2019ordine simbolico del linguaggio non \u00e8 in grado di coprire tutta la realt\u00e0: ci\u00f2 che eccede il linguaggio e al tempo stesso lo permette,\u00a0nel\u00a0Timeo\u00a0di Platone, viene chiamato\u00a0chora\u00a0e inserito in una gerarchia che lo vuole inferiore al\u00a0logos. Kristeva,\u00a0nonostante Platone, rivaluta la\u00a0choraidentificandola con il semiotico, \u201cindifferente al linguaggio, enigmatico e femminile [\u2026] ritmico, scatenato, irriducibile a un\u2019intelligibile traduzione verbale [\u2026] musicale, anteriore al giudizio (La rivoluzione del linguaggio poetico, Marsilio 1979, p. 34) e con lei altre studiose femministe come\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Adriana_Cavarero\">Adriana Cavarero<\/a>\u00a0che la definisce come \u201cil luogo dell\u2019indistinto, [\u2026] di continuo movimento, di una motilit\u00e0 scatenata che non conosce quiete\u201d (A pi\u00f9 voci \u2013 Filosofia dell\u2019espressione vocale, Feltrinelli 2003, p. 150). Questa\u00a0lingualatte, come l\u2019ha chiamata\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/H%C3%A9l%C3%A8ne_Cixous\">H\u00e9l\u00e8ne Cixous<\/a>, ha un forte potenziale curativo che credo possa essere utile anche in ambito scolastico, seppur io non abbia ancora definito le modalit\u00e0 pi\u00f9 efficaci per integrarla nelle lezioni. Nei laboratori di Anna Maria, \u201cla voce si mostra come organo di giunzione tra mondo interno ed esterno, tra comunit\u00e0 e individuo\u201d che pu\u00f2 innescare \u201cuna guarigione collettiva\u201d, che pu\u00f2 passare \u2013 anche qui! \u2013 \u201cper una destrutturazione dei modelli acquisiti\u201d (84).<\/p>\n<p><strong>La narrazione pu\u00f2 farsi allora nonverbale e questa \u00e8 una risorsa potente anche sul piano dell\u2019inclusione di alunni che ancora hanno una conoscenza dell\u2019italiano molto parziale o di alunni per cui l\u2019elaborazione verbale di vissuti e contenuti risulta ancora problematica.<\/strong>\u00a0Focalizzarsi sul proprio corpo attraverso la voce \u00e8 un esercizio utile per localizzare il terreno da cui poi si prender\u00e0 parola. La consapevolezza rispetto al valore della comunicazione non verbale pu\u00f2 aiutare dunque anche a modularsi in maniera meno critica e meno emotivamente faticosa sul linguaggio verbale stesso. Sempre studiando Mia Couto, la tematica dell\u2019insufficienza delle culture scritte e verbali mi si \u00e8 presentata con l\u2019evidenza propria di un contesto in cui attraverso una lingua si \u00e8 voluta imporre una cultura, sradicando interi mondi, come \u00e8 appunto il Mozambico colonizzato dai portoghesi. L\u2019identit\u00e0 di una nazione inventata dagli europei non pu\u00f2 allora darsi che per scarto rispetto alla norma, linguistica ma non solo, nell\u2019apertura a ogni singolarit\u00e0 \u2013 perch\u00e9 l\u2019unicit\u00e0 \u00e8 tratto comune a tutti e chi salta i muri sa di essere un equilibrista che si muove sul filo del paradosso \u2013 nel riassorbimento dell\u2019elemento preverbale che semplicemente si fa sonoro, perch\u00e9 non \u00e8 momento preparatorio a nulla, ma ha una sua pienezza intrinseca.\u00a0<strong>Prendere coscienza di questa molteplicit\u00e0 di elementi che convivono nello spazio scolastico, cos\u00ec come nella societ\u00e0, pu\u00f2 forse aiutarci a stemperare certi nostri automatismi e certe nostre rigidit\u00e0, contribuendo a crescere alunne e alunni portatori di un futuro meno cieco e disperato.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Silvia Cavalieri<\/em><\/strong>\u00a0da\u00a0<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/una-scuola-patriarcale-come-uscirne\/\">Comune-info.net<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli\u00a0esami di terza media\u00a0si sono conclusi da qualche settimana e, come accade ogni anno in questo periodo, i nodi arrivano al pettine.\u00a0Certi atteggiamenti dei docenti nei confronti degli studenti, certe loro osservazioni durante la valutazione collettiva, certe prese di posizione&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":599,"featured_media":895448,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,1258,162],"tags":[61951,45619,15974,9619,3011,61952,47399],"class_list":["post-895447","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-educazione","category-opinioni","tag-culto-delleroe","tag-identita","tag-nazionalismo","tag-patriarcato","tag-scuola","tag-storie-collettive","tag-tradizione-orale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Scuola patriarcale. 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