{"id":890459,"date":"2019-07-21T11:41:14","date_gmt":"2019-07-21T10:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=890459"},"modified":"2019-07-21T11:41:14","modified_gmt":"2019-07-21T10:41:14","slug":"malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/","title":{"rendered":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#8217;overshoot day"},"content":{"rendered":"<p><em>A Giorgio Nebbia, recentemente scomparso. Figura preziosa come presenza umana, intellettuale e politica della sinistra italiana. Ambientalista rigoroso e comunista, la giustizia sociale e la giustizia ambientale come pensiero vissuto. A lui la nostra gratitudine per averci aiutato negli anni decisivi della formazione culturale e politica.<\/em><\/p>\n<p>Il prossimo 29 luglio \u00e8 il cosiddetto Overshoot Day (*) il Giorno del Superamento-Supesfruttamento. Vale a dire, della possibilit\u00e0 del pianeta terra di rigenerare-ripristinare l\u2019equilibrio delle risorse a causa del consumo-emissione di CO2-inquinamento-rifiuti ecc. su scala mondiale. Questa misura \u00e8 calcolata ogni anno dalla benemerita Rete mondiale dell\u2019Impronta Ecologica (Global Footprint Network). Nel 1970 il giorno era il 31 dicembre. Il saldo allora era a somma zero. Oggi per 5 mesi e qualche giorno deprediamo letteralmente la terra. Da sommare alle depredazioni degli anni precedenti. L\u2019accumulazione del capitale e l\u2019accumulazione della violenza ambientale, sul vivente.<\/p>\n<p>Naturalmente, con la gerarchia mondiale di questo furto. Gli Usa (328 milioni di abitanti) avrebbero bisogno di 5 pianeti a questo ritmo dell\u2019impronta ecologica dei suoi abitanti. La Cina 2,2 pianeti (ma 1 miliardo e 420 milioni di abitanti) e l\u2019India 0,7 (ma 1 miliardo e 370 milioni di abitanti) e via scalando nella popolazione mondiale delle periferie del mondo. Inoltre \u00e8 annunciato per il prossimo agosto 2019 il nuovo rapporto dello Ipcc (gruppo di lavoro intergovernativo di scienziati del clima sul cambiamento climatico, legato all\u2019Onu ). Ma basta lo Special Report del 2018 per allarmarci. Siamo gi\u00e0 dentro a processi irreversibili.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione, anticipo qui di seguito alcune parti dell\u2019ultimo capitolo di un libro scritto con Massimiliano Lepratti sulla \u201cstoria globale dell\u2019umanit\u00e0\u201d, in attesa di pubblicazione. \u00c8 una sintesi di circa 350 pagine scritta per un pubblico largo, senza pretese specialistiche, ma con l\u2019intento di contribuire a una battaglia culturale importante, con riferimenti bibliografici minimi. Facendo tesoro della lezione di Samir Amin, della critica radicale dell\u2019eurocentrismo e dell\u2019occidentalocentrismo, secondo l\u2019impostazione del sistema-mondo dello storico francese Fernand Braudel ecc.<\/p>\n<p>Nel capitalismo \u201ctutto si tiene\u201d. Il fine \u00e8 sempre quello di tenere assieme giustizia sociale (e di genere) e giustizia ambientale. Non sovrapposte, disgiungibili, bens\u00ec fuse, contestuali, della stessa sostanza (consustanziali, qualcuno direbbe). Dopo di che, il difficile \u00e8 quale militanza, quale azione politica e sociale farne scaturire. Tutti i problemi che rimangono entro una sinistra decente (alternativa ecc.) in questa epoca storica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a01.\u00a0 \u00a0 Il disastro ambientale e sociale di Bhopal. Il \u201cbianco\u201d a New York e i \u201cneri\u201d in India<\/span><\/h4>\n<p>Nella notte del 3 dicembre 1984 a Bhopal, in India, si verific\u00f2 il pi\u00f9 grande incidente industriale della storia, a parte l\u2019incidente della centrale nucleare di Chernobyl (Urss) del 1986. Un\u2019esplosione nell\u2019impianto chimico della Union Carbide liber\u00f2 nell\u2019aria una enorme nube gassosa di una sostanza velenosa. La nube colp\u00ec soprattutto la bidonville di Bhopal, circa mezzo milione di persone. Nell\u2019immediato morirono tra le 2.000 e le 8.000 persone. Pi\u00f9 di 10.000 in seguito, nei giorni e mesi successivi, e circa 120.000 hanno tuttora bisogno di cure mediche. Ancora oggi nascono bambini con malformazioni e malattie genetiche.<\/p>\n<p>Le cifre sono approssimative. Solo associazioni di volontariato e organizzazioni non governative si sono impegnate per fare luce sulle conseguenze dell\u2019incidente. Naturalmente la multinazionale Usa Union Carbide e il governo locale del Mandhya Pradesh, e men che meno il governo centrale indiano, non avevano interesse a rivelare le cifre esatte. In quella fabbrica si produceva l\u2019isocianato di metile, un componente chimico che serviva per ottenere un insetticida usato in agricoltura.<\/p>\n<p>La Union Carbide aveva sede legale e uffici a New York. Solo grazie alla mobilitazione popolare dei lavoratori sopravvissuti, ai sindacati indiani e alle associazioni di solidariet\u00e0 fu intrapresa una causa legale contro la multinazionale e contro i managers locali della filiale indiana.<\/p>\n<p>Il presidente e amministratore delegato Usa Warren Anderson non si \u00e8 mai presentato al processo in India. Solo nel 2009 il governo indiano ha chiesto agli Usa la sua estradizione. Nel 2014 Anderson \u00e8 morto, di morte naturale, a casa sua. Nel 2010 i managers indiani sono stati condannati a due anni di carcere e a circa 2.000 dollari di multa. Sono stati scarcerati dietro cauzione di 500 dollari. E comunque hanno fatto appello.<\/p>\n<p>500 dollari e Warren Anderson latitante di lusso di contro a una montagna di morti, di continui patimenti, di dolori e di malattie per uomini, donne e bambini colpiti dalla nube tossica e non morti subito. Non sono \u201ccontabilizzati\u201d i morti di tubercolosi e di altre malattie, come molte forme di cancro, a causa del crollo del sistema immunitario che quella contaminazione fisiologicamente provoca.<\/p>\n<p>Bhopal \u00e8 il simbolo sinistro del \u201cmalsviluppo\u201d, di cui trattiamo in questo capitolo. Dell\u2019iniqua distribuzione del potere mondiale tra profitti da una parte e sacrifici e fatica dall\u2019altra. Anche quando nelle periferie del mondo lo \u201csviluppo\u201d quantitativo, nozione tipicamente occidentale, apporta indubbi benefici per le popolazioni locali.<\/p>\n<p>\u00c8 il simbolo sinistro del perverso rapporto uomo-natura e del perverso rapporto produzione-ambiente. L\u2019area del vasto territorio indiano contaminato dall\u2019agente chimico non \u00e8 mai stata bonificata. La natura non \u00e8 \u201ccontabilizzata\u201d nel cosiddetto \u201ccalcolo economico\u201d. La \u201ceconomia\u201d non tiene conto della \u201cecologia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <span style=\"color: #800000;\">\u00a0 2.\u00a0La concezione distorta dello sviluppo umano e il Titanic della crisi ambientale globale<\/span><\/h4>\n<p>[\u2026] lo sviluppo del sistema mondiale capitalistico ha egemonizzato l\u2019intera traiettoria storica fino a oggi e ha occupato ogni angolo del pianeta. La concezione che ha accompagnato questi processi \u00e8 una sorta di prometeismo e di fiducia infinita nelle capacit\u00e0 umane di trasformare, di agire sulla natura e sull\u2019ambiente e di trarre sempre pi\u00f9 cose (i prodotti, le merci) per il proprio consumo, per il proprio benessere.<\/p>\n<p>Una precisa visione del mondo ha dominato fino a oggi. \u00c8 il progresso lineare infinito e il pianeta considerato alla stregua di un \u201cfondo\u201d inesauribile, a cui attingere liberamente.<\/p>\n<p>Questo sviluppo quantitativo e la crescita economica infinita non hanno tenuto in debito conto un altro tipo di sviluppo, quello \u201cqualitativo\u201d. Sviluppo per ottenere cose o invece sviluppo del genere umano? \u00c8 sempre questo il dilemma.<\/p>\n<p>Questo modello di sviluppo che denominiamo \u201cmalsviluppo\u201d ha generato colonizzazione e sfruttamento di aree del pianeta a beneficio di altre regioni del mondo, sempre pi\u00f9 sfruttamento di lavoratrici e di lavoratori, sempre pi\u00f9 sfruttamento dell\u2019ambiente che ci ospita. Fino alla messa in pericolo dell\u2019esistenza stessa del pianeta che ci ospita e del genere umano di cui facciamo parte. Come potrebbe accadere nel caso in cui la temperatura globale del pianeta nel 2100 risultasse di oltre 2 gradi Celsius superiore a quella dell\u2019era preindustriale.<\/p>\n<p>Come auspicato da correnti e movimenti attivi nel mondo per cercare soluzioni razionali e fattibili a questo malsviluppo e alla crisi climatica e ambientale, e come la realt\u00e0 storica manifestamente suggerisce, occorre passare dal cosiddetto \u201cantropocentrismo\u201d, spesso improntato alla diseguaglianza, al biocentrismo egualitario. Occorre passare dalla concezione distorta dello \u201cuomo\u201d come centro e fine della realt\u00e0 alla concezione armoniosa della \u201cvita\u201d, del \u201cvivente\u201d (in greco, bios), alla possibile alleanza solidale tra esseri umani tra loro e tra esseri umani e natura.<\/p>\n<p>In questa concezione armoniosa possono e debbono concorrere sviluppi culturali e politici diversi. Da quelli tipicamente occidentali, come l\u2019umanesimo e l\u2019illuminismo e le correnti democratiche, socialiste e solidali, dalla rivoluzione francese in avanti, e le millenarie culture umane dei vari continenti, spesso espresse da \u201cvalori religiosi\u201d, da \u201cvalori sacri\u201d, che queste culture fanno valere per assicurasi questa vita, in armonia con se stessi e con la realt\u00e0 che li circonda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0 \u00a0 \u00a0 <span style=\"color: #800000;\">\u00a03.\u00a0 \u00a0\u00a0Il malsviluppo nella storia e nella realt\u00e0 contemporanea<\/span><\/h4>\n<p>Avevamo descritto la storia della nascita della borghesia e del capitalismo come passaggio all\u2019economia-mondo. Una sorta di straordinaria accelerazione dei ritmi umani e della natura \u00e8 stata impressa al pianeta.<\/p>\n<p>Questa velocit\u00e0 ha dato indubbi risultati. Ha consentito di debellare epidemie, malattie, di debellare la fame in alcune aree del mondo, di aumentare la popolazione mondiale. Ma ha al contempo aggravato le condizioni di vita in alcune aree del mondo.<\/p>\n<p>Per ordinare e semplificare, procediamo per punti.<\/p>\n<p><strong>A.<\/strong> La rivoluzione industriale costituisce un punto di svolta. Tra il 1800 e il 2000, in soli due secoli quindi, la popolazione mondiale si \u00e8 moltiplicata per 6 (da quasi 1 miliardo a quasi 6 miliardi di persone). Cos\u00ec, moltiplicata per 6, anche la produzione e il consumo. Ma il divario Nord-Sud \u00e8 un baratro aperto in questi due secoli. Mentre per le periferie del mondo la variazione \u00e8 stata minima, per il Nord del mondo la produzione e la disponibilit\u00e0 materiale di beni e servizi si \u00e8 moltiplicata per 20. Sono sempre dati medi generali e quindi non tengono conto delle differenze, anche enormi, entro la realt\u00e0 che questi dati descrivono.<\/p>\n<p>Il solito e banale esempio per comprendere. Dire che il consumo medio di una data popolazione \u00e8 di mezzo pollo a testa occulta sovente il fatto che magari una persona ne mangia uno intero e un\u2019altra non ne mangia affatto. E non avendo altro a disposizione forse muore, anche se la statistica dice che ha mangiato mezzo pollo.<\/p>\n<p><strong>B<\/strong>. Oltre alla rapina pura e semplice di risorse, il modello di sviluppo imposto dal sistema mondiale dominante ha seguito le linee che abbiamo anticipato in un capitolo precedente. Il sistema ha imposto che alcune aree del mondo producessero alimenti e beni destinati al consumo del Nord del mondo. Beni per l\u2019esportazione (\u201csviluppo extravertito\u201d) e non per il proprio consumo (\u201csviluppo autocentrato\u201d). Da qui anche una delle cause della \u201cfame endemica e sistemica\u201d, che non si riesce a estirpare nel mondo, malgrado i mezzi contemporanei a disposizione dell\u2019umanit\u00e0. Diversa dalla fame, vasta e terribile comunque, ma non permanente, delle epoche precedenti e in varie aree del mondo a causa di guerre, siccit\u00e0, calamit\u00e0 ecc.<\/p>\n<p><strong>C.<\/strong> Al \u201cdebito coloniale\u201d, la rivendicazione di un qualche risarcimento che i popoli colonizzati esigono dai colonizzatori, per le risorse sottratte, per la rapina, per lo schiavismo, per lo sviluppo possibile bloccato ecc., si \u00e8 aggiunto il \u201cdebito ecologico\u201d. Quest\u2019ultimo importantissimo nella considerazione della nozione di \u201cmalsviluppo\u201d.<\/p>\n<p>Per esempio, le giuste misure avanzate per fermare l\u2019emissione di gas serra, valide invariabilmente e uniformemente per tutti i paesi del mondo, non tengono conto del fatto che per due secoli i paesi del Nord hanno bruciato enormi quantit\u00e0 di energie fossili (carbone, petrolio, gas) per il loro sviluppo. Per la produzione (fabbriche, siderurgia ecc.), per i mezzi di trasporto, per le automobili, per il riscaldamento ecc.<\/p>\n<p>Ora, conformemente a quelle misure, si esige che anche i paesi del Sud non emettano gas serra, inibendo cos\u00ec il loro attuale e futuro \u201csviluppo\u201d sul modello occidentale (i casi tipici dell\u2019India, della Cina, del Brasile ecc.). La rivendicazione \u00e8 che si tenga conto di questo \u201cdebito ecologico\u201d poich\u00e9 la quasi totalit\u00e0 del gas serra esistente nella stratosfera terrestre \u00e8 dovuta a due secoli di uso predatorio e indiscriminato delle risorse e dell\u2019ambiente da parte dei paesi industrializzati del Nord del mondo.<\/p>\n<p>Infine, i rifiuti tossici del Nord del mondo spesso vengono scaricati e smaltiti nei paesi del Sud del mondo.<\/p>\n<p><strong>D.<\/strong> [\u2026] Un\u2019altra considerazione da fare \u00e8 che il 60% del consumo energetico mondiale \u00e8 dovuto alla produzione dei 4 cereali fondamentali dell\u2019alimentazione umana mondiale. I cereali in questione sono considerati strategici e sono mais, grano, riso, soia (anche se quest\u2019ultima \u00e8 propriamente una leguminosa).<\/p>\n<p>Questi cereali vengono prodotti soprattutto in alcune aree del mondo (le principali, Stati Uniti, Brasile, Russia, Ucraina e Kazakistan). Gi\u00e0 si parla per il futuro della cosiddetta \u201carma del cibo\u201d. Il monopolio o l\u2019oligopolio del cibo come arma a disposizione di qualche paese contro altri paesi. Da qui la nozione della \u201csicurezza alimentare\u201d che taluni paesi cercano di raggiungere per non soggiacere al ricatto di detta arma.<\/p>\n<p>Nel Sud del mondo i cereali dovrebbero sfamare la popolazione e non essere destinati all\u2019alimentazione animale per carne, latte, uova ecc., mentre al Nord questi cereali servono meno per l\u2019alimentazione della popolazione e molto pi\u00f9 per l\u2019allevamento animale. Ricordando sempre che per ottenere 1 chilogrammo di carne bovina occorrono circa 10 kg. di cereali (un po\u2019 meno la soia, pi\u00f9 proteica essendo una leguminosa).<\/p>\n<p>Gli allevamenti intensivi di animali, soprattutto quelli di maiali, a causa delle loro deiezioni (urine, feci ecc.), liberano nell\u2019atmosfera enormi quantit\u00e0 di gas. Soprattutto di gas metano, responsabile quest\u2019ultimo della riduzione dello strato di ozono nella stratosfera. L\u2019ozono funge da schermo o filtro per la terra delle pericolose radiazioni solari.<\/p>\n<p><strong>E.<\/strong> L\u2019agricoltura, sede primaria dello sviluppo dell\u2019umanit\u00e0, dalla rivoluzione industriale in avanti \u00e8 stata sacrificata a vantaggio delle industrie. Nel secondo dopoguerra si \u00e8 predicata e propagandata la cosiddetta \u201crivoluzione verde\u201d. Un modello elaborato nel Nord e proposto al Sud del mondo. L\u2019India \u00e8 stato il laboratorio principale di questa modalit\u00e0. Si trattava di fare un\u2019agricoltura con intenso uso delle macchine e delle sostanze chimiche come diserbanti (contro erbe infestanti), pesticidi (contro insetti nocivi), fertilizzanti ecc. Tutto ricavato dal petrolio. E con intenso uso dell\u2019acqua per irrigare, spesso acqua potabile. Ricordiamo che l\u2019agricoltura assorbe circa il 70% del consumo di acqua dolce globale.<\/p>\n<p>\u00c8 il cosiddetto \u201cagrobusiness\u201d. A vantaggio delle multinazionali del Nord produttrici di questi prodotti chimici e di questi macchinari.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha comportato l\u2019abbandono della \u201cpiccola agricoltura famigliare di sussistenza\u201d o agricoltura contadina, e delle pratiche pi\u00f9 adatte e confacenti alla variabilit\u00e0 dei terreni e delle specie vegetali e animali. Ancora met\u00e0 della popolazione mondiale, in modo diretto o indiretto, vive di questa agricoltura. La quale nell\u2019immediato ha \u201crese\u201d minori in termini di produzione rispetto all\u2019agrobusiness, ma alla lunga preserva le comunit\u00e0 umane e preserva la fertilit\u00e0 dei suoli. L\u2019agrobusiness comporta spesso impoverimento e desertificazione dei suoli e uso sempre pi\u00f9 intenso della chimica, aggravando la dipendenza dalle multinazionali.<\/p>\n<p>La rovina dell\u2019agricoltura contadina comporta l\u2019abbandono o l\u2019espulsione dalle campagne e dalle montagne e un nuovo massiccio urbanesimo. Lo studioso egiziano Samir Amin definisce questo processo come nuova \u201cbidonvillizzazione\u201d del mondo. Con l\u2019esplosione delle periferie di slums, favellas, bidonvilles ecc. in molte citt\u00e0 del Sud del mondo divenute citt\u00e0 con una popolazione enorme, senza che le autorit\u00e0 riescano a dotarle dei servizi minimi necessari come elettricit\u00e0, acqua corrente e scarichi fognari.<\/p>\n<p><strong>F.<\/strong> Per fare sempre pi\u00f9 posto a terreni da coltivare, spesso per produzioni di soia, di cereali, di olio di palma, di legname ecc. si procede alla \u201cdeforestazione\u201d. Ogni anno si distruggono ampie regioni dei veri polmoni del pianeta, soprattutto nelle foreste dell\u2019Amazzonia e dell\u2019Indonesia. La deforestazione \u00e8 una delle cause del riscaldamento globale di cui parliamo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p><strong>G.<\/strong> [\u2026] l\u2019acqua \u00e8 un bene fondamentale per la riproduzione della vita sulla terra. Il suo uso indiscriminato da una parte dell\u2019umanit\u00e0 e la sua mancanza o scarsit\u00e0 per un\u2019altra parte e il suo progressivo inquinamento sono alla base di un\u2019emergenza globale. Anche come fonte di conflitti e di guerre, nel presente e nel futuro. L\u2019acqua, al pari del cibo, rappresenta un\u2019arma strategica nel rapporto tra Stati.<\/p>\n<p><strong>H.<\/strong> La crescita quantitativa ha avuto come stella polare il Pil, Prodotto Interno Lordo, il valore monetario della quantit\u00e0 di beni e di servizi prodotti ogni anno in un qualsiasi paese. Ha costituito l\u2019indice principale per misurare il progresso, il benessere, anche la felicit\u00e0 di una nazione. Soprattutto dal secondo dopoguerra a oggi.<\/p>\n<p>A questa visione distorta si \u00e8 cercato di ovviare con l\u2019adozione di altri indici. Il principale \u00e8 stato quello proposto dall\u2019Onu chiamato Isu, Indice di Sviluppo Umano. Un indicatore che tiene conto, oltre allo sviluppo materiale, economico, anche di fattori fondamentali dello sviluppo umano, indice di benessere reale quali la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, la sicurezza sociale, le pensioni, l\u2019ambiente ecc. \u00c8 per questa ragione che paesi come la Svezia (Nord del mondo) e Cuba (Sud del mondo) si trovano ai primi posti di questa classifica, mentre se \u00e8 considerato il solo Pil Cuba sprofonda in fondo alla classifica.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, il paese ricco per eccellenza, primissimo nella classifica per quanto riguarda il Pil, perde molte posizioni se si usa l\u2019Isu, per il grande numero di poveri e per il \u201cmodello sociale americano\u201d, deficitario in tema di sanit\u00e0, istruzione e sicurezza sociale per ampi strati della sua popolazione.<\/p>\n<p><strong>I.<\/strong> Oltre allo Isu, altri organismi internazionali hanno elaborato indici pi\u00f9 accurati e complicati. Dove i parametri di benessere umano e ambientale, la giustizia sociale e la giustizia ambientale, svolgono un ruolo fondamentale. Questo a testimonianza anche del fatto che la coscienza diffusa mondiale si \u00e8 affrancata dalla ferrea presa del modello di sviluppo dominante.<\/p>\n<p>La coscienza del necessario superamento del malsviluppo ha compiuto grandi passi. Ora si tratta per il genere umano di concretizzare questa coscienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>\u00a0<span style=\"color: #800000;\"> \u00a0 \u00a0 \u00a0 4.\u00a0L\u2019ambientalismo, storia e contenuti<\/span><\/h4>\n<p>Nel 1962 apparve un libro affascinante e triste al medesimo tempo. Aveva come titolo Primavera silenziosa. Quel titolo indicava in modo efficace lo sterminio degli uccelli a causa dell\u2019inquinamento delle acque. L\u2019autrice Rachel Carson descrisse come meglio non si poteva l\u2019effetto nefasto dell\u2019uso indiscriminato del Ddt, il prodotto chimico utilizzato, a partire dal secondo dopoguerra, per distruggere vari insetti. Soprattutto le zanzare responsabili della trasmissione della malaria. Una malattia terribile per molte popolazioni del Sud, del mondo sottosviluppato. Dall\u2019Europa meridionale (Italia meridionale soprattutto) all\u2019Africa, all\u2019Asia e all\u2019America Latina. Un indubbio progresso per queste popolazioni, ma a costo dell\u2019inquinamento e degli effetti collaterali sulla salute umana e degli effetti sull\u2019ambiente vegetale e animale.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 considerare quella data e quel libro come l\u2019avvio dell\u2019ambientalismo moderno. Come presa di coscienza, come componente culturale e poi come come movimento reale nelle societ\u00e0 sviluppate del Nord del mondo. Anche nel passato vi erano state voci e singole personalit\u00e0 che ebbero coscienza dell\u2019importanza dell\u2019equilibrio ambientale, del rispetto della natura, del rispetto del vivente. Ricordiamo solo il filosofo svizzero Rousseau, lo scrittore russo Tolstoj e alcuni economisti e attivisti che prepararono il terreno a quella che verr\u00e0 poi denominata \u201ceconomia ecologica\u201d.<\/p>\n<p>Ma ricordiamo nel Sud del mondo anche i nativi, in area incaica e maya, che invocavano il rispetto della \u201cPachamama\u201d (in lingua quechua, la Madre Terra), i nativi pellerossa che invocavano il rispetto del Grande Spirito (il tutto del creato) contro i rapaci e famelici privatizzatori bianchi invasori ecc.<\/p>\n<p>Ricordiamo le battaglie di Gandhi e dei movimenti contadini indiani nel processo di decolonizzazione e di indipendenza e nel processo di recupero dell\u2019antica sapienza dei villaggi contadini indiani sull\u2019uso della terra, sulla preservazione della biodiversit\u00e0. Un patrimonio a cui fanno riferimento ancora oggi grandi movimenti contadini in India, sovente con protagoniste soprattutto le donne, con il supporto di studiosi e attivisti sociali. Ricordiamo qui in primo luogo la scienziata e attivista Vandana Shiva.<\/p>\n<p>Le loro battaglie contro le privatizzazioni delle terre e dei boschi, contro le privatizzazioni delle sementi, attuate per mezzo della propriet\u00e0 intellettuale dei brevetti di multinazionali come la Monsanto, costituiscono esempi di un ambientalismo diverso, peculiare del Sud del mondo. Dove si cerca di tenere assieme giustizia sociale e giustizia ambientale.<\/p>\n<p>Alcune correnti del Terzo Mondo rivendicano anche la \u201cgiustizia climatica\u201d. Dal momento che gli sconvolgimenti a causa del riscaldamento globale, come siccit\u00e0 e alluvioni, colpiscono in modo pi\u00f9 grave le popolazioni povere del Sud del mondo. Joan Martinez Alier, noto studioso spagnolo di economia ecologica, propone di usare la semplice espressione di \u201cecologia dei poveri\u201d per distinguere questo ambientalismo da altre correnti dell\u2019ecologismo soprattutto occidentale.<\/p>\n<p>Nel Nord del mondo spesso l\u2019ambientalismo ha significato una sorta di preservazione della bellezza e della fragilit\u00e0 della natura, a misura dei bisogni di una \u00e9lite colta e privilegiata. Un ambientalismo tuttavia importante. Che ha prodotto studi, ricerche e pubblicazioni molto efficaci ai fini della coscientizzazione e che ha dato vita a importanti movimenti sociali e culturali. Ha creato pi\u00f9 consapevolezza sugli stili di vita, sull\u2019alimentazione sana, sulla necessit\u00e0 di non sprecare ecc. Ha infine promosso anche la formazione di partiti politici, i cosiddetti Verdi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\">5.\u00a0\u00a0La crisi ecologica globale e i possibili rimedi<\/span><\/h4>\n<p>Quanto descritto sopra si compendia nell\u2019emergenza planetaria del \u201criscaldamento globale\u201d. Ormai studi accurati hanno mostrato come la temperatura media globale al suolo sia aumentata dalla rivoluzione industriale fino a oggi.<\/p>\n<p>Un autorevole organismo dell\u2019Onu, lo Ipcc (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), composto da pi\u00f9 di 2.000 scienziati e tecnici di tutto il mondo, ha steso vari rapporti sul tema nel corso degli anni. Nel quinto rapporto del 2014, questo organismo mostra come l\u2019aumento limite per il pianeta della temperatura al suolo media globale sia di 2 gradi centigradi (scala Celsius) rispetto alla temperatura media globale dell\u2019era preindustriale. Oltre questo limite si innescherebbero processi incontrollabili e devastanti. Nel rapporto speciale dell\u2019ottobre 2018, lo stesso organismo indica concretamente le misure per contenere l\u2019aumento della temperatura media entro 1,5 gradi centigradi. Tenendo comunque conto che questo livello del riscaldamento non diminuisce cos\u00ec facilmente a fronte di comportamenti virtuosi dell\u2019umanit\u00e0 intera. Occorrono secoli per queste variazioni.<\/p>\n<p>Solo alcuni di questi processi incontrollabili, come esempio. Fenomeni atmosferici sempre pi\u00f9 acuti, aggravamento delle siccit\u00e0 in alcune parti del mondo e di tempeste e alluvioni in altre, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello delle acque degli oceani, aumento dell\u2019acidit\u00e0 delle stesse acque con distruzione del plancton e dell\u2019intero equilibrio della vita dei mari ecc. Per non superare questo limite e per stare entro un aumento di circa 1,5 gradi occorre predisporre drastiche misure su scala mondiale per abbattere il 95% delle emissioni attuali di gas serra entro il 2050.<\/p>\n<p>Lo stesso sviluppo scientifico e tecnologico, responsabile dei processi negativi, aiuta al contrario in questi processi positivi. Il primo passo \u00e8 il risparmio energetico.<\/p>\n<p>Un solo esempio, incredibile solo per le dimensioni e per l\u2019inerzia umana a superare cattive abitudini, e per il condizionamento da parte delle industrie produttrici di apparati che usano elettricit\u00e0 e che hanno interesse a ridurre la vita media di detti apparecchi. \u00c8 la cosiddetta \u201cobsolescenza programmata\u201d, vale a dire pianificare, da parte della ditta costruttrice, la riduzione della loro durata media e costringere le persone ad acquistarne di nuovi. Inoltre \u00e8 un esempio importantissimo per la grande importanza dei cambiamenti degli stili di vita.<\/p>\n<p>Un gruppo di ricerca di una importante universit\u00e0 americana ha calcolato, in uno studio per l\u2019anno 2002, che se tutti gli abitanti degli Stati Uniti avessero spento totalmente e non avessero lasciato in stand-by (la famosa lucina rossa che tiene pronto l\u2019apparecchio a ricevere telecomandi ecc.) televisori, videoregistratori, impianti hi-fi, climatizzatori ecc., il risparmio equivaleva all\u2019energia elettrica prodotta da 7 centrali nucleari medie statunitensi.<\/p>\n<p>Ma poi decisivo \u00e8 la fine dell\u2019uso delle energie fossili del carbone, petrolio, gas, produttrici di enormi quantit\u00e0 di gas serra e al loro posto l\u2019uso di energie rinnovabili, per mezzo di pannelli solari e fotovoltaici, delle pale eoliche ecc.<\/p>\n<p>Un altro importante organismo mondiale \u00e8 la Rete della cosiddetta \u201cImpronta Ecologica\u201d (Global Footprint Network). Questo gruppo di lavoro sparso nel mondo adotta vari parametri per indicare l\u2019impatto che i consumi umani hanno sulla capacit\u00e0 di rigenerazione degli ecosistemi del pianeta terra, calcolando quindi quanta terra, quanto suolo occorre per sostenere i consumi di ogni singolo abitante. Naturalmente l\u2019impronta ecologica nel Nord del mondo \u00e8 pi\u00f9 intensa delle regioni del Sud del mondo.<\/p>\n<p>Solo alcuni dati di raffronto, come esempio. Nel 2017, ogni abitante degli Usa aveva un indice di 8,6 ettari di suolo come impronta, un abitante della Germania 5,5, della Cina 3,6, dell\u2019India 1,1, del Congo 1,3, dell\u2019Eritrea 0,5, di Haiti 0,6.<\/p>\n<p>I numeri forniti da questa rete sono impressionanti. In primo luogo, ogni anno viene calcolato il cosiddetto Giorno del Superamento (Overshoot Day). Sottinteso, del consumo umano di risorse naturali rispetto al capitale naturale annuo, della capacit\u00e0 della terra di ricostituire e rigenerare. Mentre nel 1970 la data era il 31 dicembre e quindi impatto umano e capacit\u00e0 naturale erano annualmente a somma zero, nel 2018 la data \u00e8 stata il 1 agosto e nel 2019 il 29 luglio. Ci\u00f2 significa che dal 1 agosto al 31 dicembre 2018 l\u2019umanit\u00e0 ha vissuto in debito e cos\u00ec dal 29 luglio al 31 dicembre 2019. E questo \u201ccapitale naturale\u201d non rigenerato aggrava ulteriormente le condizioni del pianeta. A scapito delle future generazioni umane.<\/p>\n<p>L\u2019Impronta Ecologica nel 2019, per i 7,7 miliardi di popolazione mondiale, equivale a circa 1,75 pianeti Terra. Cos\u00ec andando le cose, senza correttivi e senza misure di contenimento, nel 2050 occorreranno ben 3 pianeti Terra. Sempre come dato globale. Tenendo sempre conto delle sperequazioni e della gerarchia mondiale. L\u2019impronta ecologica negli Usa equivale a ben 5 pianeti terra, nella Russia a 3,2, in Germania 3, in Italia 2,7, in Cina a 2,2, in India a 0,7. Con la bella differenza che gli Usa hanno circa 328 milioni di abitanti, mentre la Cina ne ha circa 1 miliardo e 420 milioni e l\u2019India ne ha 1 miliardo e 370 milioni.<\/p>\n<p>A fronte di questo contesto, molte correnti di pensiero e molti movimenti sociali propongono la cosiddetta \u201cdecrescita\u201d, il fermare la folle corsa del consumismo e della produzione e conformare lo sviluppo industriale agli effettivi bisogni umani. Il considerare la Terra come una nave in cui tutti gli esseri umani debbano considerarsi responsabili del suo viaggio e non un Titanic destinato allegramente al naufragio.<\/p>\n<p>L\u2019imperativo proposto \u00e8 quello delle \u201c3 R\u201d (Riduci, Riusa, Ricicla) con un\u2019attenzione maggiore agli oggetti, ai prodotti e agli alimenti, da considerasi cose utili per gli esseri umani e non semplici merci. Da cui lo spreco, come il fatto che un terzo del cibo nel mondo viene sprecato, dalla produzione nei campi alla trasformazione alimentare fino allo spreco nelle case, naturalmente soprattutto dei paesi ricchi.<\/p>\n<p>Senza usare le nozioni di \u201ccrescita\u201d e per converso \u201cdecrescita\u201d, lo scenario possibile contempla piuttosto uno sviluppo qualitativo, veramente \u201criproducibile\u201d e non semplicemente \u201csostenibile\u201d. Tenendo conto dei bisogni umani e della capacit\u00e0 della natura e dell\u2019ambiente di sostenere questi bisogni umani. In un rapporto di simbiosi e non di uso distruttivo. Un antropocentrismo che si potrebbe conciliare benissimo con il biocentrismo.<\/p>\n<p><strong>Giorgio Riolo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.<\/p>\n","protected":false},"author":1335,"featured_media":890464,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59,62,47,49,57],"tags":[19658,54553,8376,61419,61418,11925,224,473,61417,3091],"class_list":["post-890459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente-ecologia","category-economia","category-europa","category-nord-america","category-affari-esteri","tag-ambientalismo","tag-capitalismo-es-it","tag-destrutturazione","tag-destrutturazione-sociale","tag-distruzione-del-pianeta","tag-earth-overshoot-day","tag-ecologia","tag-overshoot-day","tag-sviluppo-economico","tag-sviluppo-sostenibile"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#039;overshoot day<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#039;overshoot day\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-07-21T10:41:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1201\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"800\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"La Bottega del Barbieri\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"La Bottega del Barbieri\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\"},\"author\":{\"name\":\"La Bottega del Barbieri\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e576885f1ff4ec20998ad9987486da44\"},\"headline\":\"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#8217;overshoot day\",\"datePublished\":\"2019-07-21T10:41:14+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\"},\"wordCount\":4230,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg\",\"keywords\":[\"ambientalismo\",\"capitalismo\",\"destrutturazione\",\"destrutturazione sociale\",\"distruzione del pianeta\",\"Earth Overshoot Day\",\"ecologia\",\"overshoot day\",\"sviluppo economico\",\"sviluppo sostenibile\"],\"articleSection\":[\"Ecologia ed Ambiente\",\"Economia\",\"Europa\",\"Nord America\",\"Questioni internazionali\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\",\"name\":\"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l'overshoot day\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg\",\"datePublished\":\"2019-07-21T10:41:14+00:00\",\"description\":\"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg\",\"width\":1201,\"height\":800,\"caption\":\"Overshoot day\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#8217;overshoot day\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e576885f1ff4ec20998ad9987486da44\",\"name\":\"La Bottega del Barbieri\",\"description\":\"Il Blog di Daniele Barbieri &amp; altr* www.labottegadelbarbieri.org\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/la-bottega-del-barbieri\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l'overshoot day","description":"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l'overshoot day","og_description":"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2019-07-21T10:41:14+00:00","og_image":[{"width":1201,"height":800,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"La Bottega del Barbieri","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"La Bottega del Barbieri","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/"},"author":{"name":"La Bottega del Barbieri","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e576885f1ff4ec20998ad9987486da44"},"headline":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#8217;overshoot day","datePublished":"2019-07-21T10:41:14+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/"},"wordCount":4230,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg","keywords":["ambientalismo","capitalismo","destrutturazione","destrutturazione sociale","distruzione del pianeta","Earth Overshoot Day","ecologia","overshoot day","sviluppo economico","sviluppo sostenibile"],"articleSection":["Ecologia ed Ambiente","Economia","Europa","Nord America","Questioni internazionali"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/","name":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l'overshoot day","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg","datePublished":"2019-07-21T10:41:14+00:00","description":"Il prossimo 29 luglio la Terra (con tutti noi) va in rosso. Come e perch\u00e8 le leggi economiche e il concetto di crescita attuali sono le principali cause di distruzione sociale e ambientale del nostro pianeta.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Overshoot-day.jpg","width":1201,"height":800,"caption":"Overshoot day"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/07\/malsviluppo-crisi-sociale-ed-ecologica-il-prossimo-29-luglio-lovershoot-day\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Malsviluppo, crisi sociale ed ecologica: il prossimo 29 luglio l&#8217;overshoot day"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e576885f1ff4ec20998ad9987486da44","name":"La Bottega del Barbieri","description":"Il Blog di Daniele Barbieri &amp; altr* www.labottegadelbarbieri.org","sameAs":["http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/la-bottega-del-barbieri\/"}]}},"place":"","original_article_url":"http:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/il-malsviluppo-e-la-crisi-sociale-ed-ecologica\/","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/890459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1335"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=890459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/890459\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/890464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=890459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=890459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=890459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}