{"id":8785,"date":"2012-04-17T00:00:00","date_gmt":"2012-04-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-04-17T05:32:00","modified_gmt":"2012-04-17T05:32:00","slug":"rapporto-di-amnesty-sulle-violazioni-dei-diritti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/04\/rapporto-di-amnesty-sulle-violazioni-dei-diritti-umani\/","title":{"rendered":"Rapporto di Amnesty sulle violazioni dei diritti umani"},"content":{"rendered":"<p>Nel rapporto di 58 pagine, intitolato \u2018Bahrein: riforme mancate e assenza di giustizia per i manifestanti\u2019, Amnesty International ha messo in evidenza come le riforme non abbiano dato giustizia alle vittime delle violazioni dei diritti umani, nonostante il governo avesse insistito nel dire che la lezione del febbraio e del marzo 2011 sarebbe stata appresa.<\/p>\n<p>\u2018Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Bahrein che si prepara a ospitare il Gran premio di Formula 1, \u00e8 bene che nessuno s\u2019illuda che la crisi dei diritti umani \u00e8 passata\u2019 \u2013 ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.<\/p>\n<p>\u2018Le autorita\u2019 stanno cercando di mostrare un paese avviato sul cammino delle riforme, ma continuiamo a ricevere notizie di torture e di uso eccessivo e non necessario della forza contro i manifestanti. Le riforme hanno solo scalfito la superficie\u2019 \u2013 ha aggiunto Sahraoui.<\/p>\n<p>\u2018Le notevoli risorse finanziarie investite nelle consulenze di esperti internazionali sulle riforme andranno perse se il governo non mostrera\u2019 una reale volonta\u2019 politica di prendere decisioni difficili come, in particolare, chiamare a rispondere del loro operato gli alti dirigenti delle forze di sicurezza accusati di violazioni dei diritti umani, liberare i prigionieri di coscienza e affrontare la discriminazione subita dalla maggioranza sciita della popolazione\u2019 \u2013 ha proseguito Sahraoui.<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione, lo scorso novembre, del rapporto della Commissione indipendente d\u2019inchiesta del Bahrein (Bici), conosciuta come la \u2018Commissione Bassiouni\u2019, Amnesty International ha concluso che, nonostante alcune riforme istituzionali e di altro genere, la risposta  complessiva del governo \u00e8 stata inadeguata.<\/p>\n<p>Assenza di responsabilita\u2019<\/p>\n<p>Il governo aveva promesso di chiamare a rispondere del loro operato gli appartenenti alle forze di sicurezza responsabili di violazioni dei diritti umani contro i manifestanti e aveva istituito a tale scopo un dipartimento speciale. Questo ufficio, tuttavia, manca d\u2019indipendenza e d\u2019imparzialita\u2019.<\/p>\n<p>Nessun alto dirigente delle forze di sicurezza, comprese l\u2019Agenzia per la sicurezza nazionale e le Forze di difesa del Bahrein, \u00e8 stato chiamato a rispondere del suo operato. Si ritiene che diversi agenti delle forze di sicurezza accusati di aver commesso torture contro i manifestanti nell\u2019ultimo anno siano ancora al loro posto, senza essere stati sottoposti a indagini.<\/p>\n<p>Persino gli otto poliziotti, due dei quali cittadini bahreiniti, incriminati per la morte di manifestanti non sono stati sospesi e rimangono in servizio presso il ministero dell\u2019Interno mentre l\u2019inchiesta va avanti.<\/p>\n<p>Prigionieri di coscienza<\/p>\n<p>Decine di prigionieri, condannati a lunghe pene detentive al termine di processi iniqui celebrati dalle corti marziali, non sono stati rilasciati, nonostante fossero colpevoli solo di aver diretto o preso parte a manifestazioni antigovernative senza usare ne\u2019 invocare violenza.<\/p>\n<p>Il caso piu\u2019 importante riguarda 14 esponenti dell\u2019opposizione arrestati nel marzo e aprile 2011. Il verdetto d\u2019appello \u00e8 previsto il 23 aprile. Diversi dei prigionieri sono stati torturati dopo l\u2019arresto. In primo grado sono stati giudicati colpevoli di vari reati tra cui \u2018costituzione di gruppi che seminano il terrore per rovesciare il governo del re\u2019. Alcuni di essi avevano pubblicamente chiesto la fine della monarchia e la sua sostituzione con un governo repubblicano ma non hanno mai usato ne\u2019 invocato violenza.<\/p>\n<p>Uno di essi, l\u2019attivista per i diritti umani Abdulhadi al-Khawaja, \u00e8 in sciopero della fame da oltre due mesi per protestare contro la sua ingiusta detenzione. Amnesty International ha appreso che le sue condizioni fisiche sono critiche.<\/p>\n<p>A dicembre, il procuratore generale aveva ordinato il ritiro delle imputazioni relative alla liberta\u2019 d\u2019espressione. In realta\u2019, ben pochi detenuti hanno beneficiato del provvedimento, poiche\u2019 la vasta maggioranza di essi \u00e8 stata incriminata per reati di natura diversa, come la \u2018partecipazione a raduno illegale di oltre cinque persone\u2019.<\/p>\n<p>Continue violazioni dei diritti umani da parte della polizia in mezzo alle riforme<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione del rapporto della \u2018Commissione Bassiouni\u2019, il governo ha introdotto un nuovo codice di condotta per gli agenti delle forze di sicurezza, istituito un nuovo dipartimento nel ministero dell\u2019Interno per indagare sulle denunce contro la polizia e avviato un programma di formazione per i poliziotti.<\/p>\n<p>In pratica, tuttavia, secondo Amnesty International, l\u2019operato delle forze di sicurezza resta in larga misura inalterato. Sebbene l\u2019uso delle armi da fuoco sia diminuito dalla fine del 2011, esse continuano ad affrontare i manifestanti ricorrendo a una forza eccessiva e non necessaria, soprattutto coi gas lacrimogeni che negli ultimi mesi hanno causato la morte di diverse persone. Dal febbraio 2011, sono almeno 60 le persone uccise nel contesto delle proteste.<\/p>\n<p>Amnesty International \u00e8 consapevole del fatto che in talune occasioni le forze di sicurezza devono affrontare comportamenti violenti, come il lancio di molotov contro gli agenti o i loro veicoli. Tuttavia, le forze di sicurezza devono rispettare le norme e gli standard del diritto internazionale in materia di diritti umani.<\/p>\n<p>Amnesty International ha ricevuto resoconti secondo i quali, mentre le riforme nel campo della polizia venivano assai sbandierate, persone in stato d\u2019arresto venivano sottoposte a maltrattamenti e torture in luoghi di detenzione non ufficiali, compresi edifici governativi non piu\u2019 in uso, veicoli della polizia e spazi aperti.<\/p>\n<p>Hassan \u2018Oun, uno studente di 18 anni arrestato da poliziotti in borghese il 3 gennaio nella zona di \u2018Arad, \u00e8 stato portato alla stazione di polizia di Samaheej per interrogatori. Secondo quanto riferito ad Amnesty International dai familiari, il giorno dopo l\u2019arresto il suo avvocato ha riscontrato segni di tortura sul suo corpo e una gamba gonfia: il ragazzo ha riferito di essere stato costretto a stare in piedi per 11 ore di seguito, picchiato sulle piante dei piedi con un tubo di gomma e minacciato di stupro.<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio del procuratore generale ha deciso di trattenere in carcere Hassan \u2018Oun per 45 giorni e poi lo ha incriminato per \u2018raduno illegale\u2019. Nel 2011 era stato gia\u2019 in carcere per aver preso parte alle proteste contro il governo.<\/p>\n<p>Richieste di cambiamento<\/p>\n<p>Amnesty International chiede al governo del Bahrein di rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri di coscienza e assicurare che tutti coloro che sono sospettati di torture e uccisioni, comprese le persone con responsabilita\u2019 di comando, siano chiamati a rispondere del loro operato.<\/p>\n<p>\u2018L\u2019istituzione della Commissione indipendente d\u2019inchiesta del Bahrein era stato un fatto importante e aveva fatto sperare che le cose sarebbero andate in modo diverso. Invece, a cinque mesi dalla pubblicazione del rapporto della Commissione, un reale cambiamento deve ancora materializzarsi. \u00c8 giunto il momento che il governo del Bahrein traduca in azioni concrete i suoi annunci pubblici\u2019 \u2013 ha concluso Sahraoui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha affermato che la risposta del governo del Bahrein alle conclusioni di una commissione d\u2019inchiesta internazionale sono risultate inadeguate, mentre proseguono le violazioni dei diritti umani.                                                                       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