{"id":875397,"date":"2019-06-26T10:33:41","date_gmt":"2019-06-26T09:33:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=875397"},"modified":"2019-06-26T23:58:02","modified_gmt":"2019-06-26T22:58:02","slug":"da-blair-a-frederiksen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/06\/da-blair-a-frederiksen\/","title":{"rendered":"Da Blair a Frederiksen"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"> I Socialdemocratici, che stavano costantemente scomparendo sin dalla crisi del 2008, stanno facendo un piccolo ritorno nell\u2019ultimo anno. Ora sono al potere in Spagna, Portogallo, Svezia, Finlandia e da poco anche in Danimarca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Ma i dati. Le elezioni Europee hanno dato ai membri del gruppo socialista il 20% dei voti, contro il 25% del 2014. La flessione dal 34%, che era stato raggiunto nel 1989 e nel 1994, \u00e8 evidente. L\u2019ultimo successo in Danimarca, con il 25.9% dei voti, \u00e8 stato inferiore a quello del 2015. In Finlandia hanno ottenuto il 17,7% dei voti, solo 2 punti percentuali in pi\u00f9 dei sovranisti. Ed in Svezia Stefan Lofven ha vinto\u00a0 con i voti pi\u00f9 bassi degli ultimi decenni. In paesi come Regno Unito, Germania, Francia e Italia stanno diventando irrilevanti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> E\u2019 interessante notare che non hanno perso voti verso la sinistra radicale. Il gruppo europeo che comprende Syriza (Grecia), Podemos (Spagna), La France Insoumise (Francia), Die Linke (Germania) ha ottenuto solo il 5% dei voti, contro il 7% del 2014. I voti che hanno perso sono sostanzialmente andati ai sovranisti. Oggi i Socialdemocratici hanno un consenso popolare solo in Spagna (PSOE, 33%) e Portogallo (PS, 33,38%). Dalla culla scandinava dei Socialdemocratici sono finiti nella Penisola Iberica. Oggi il Portogallo \u00e8 quello che era la Svezia di 20 anni fa: un modello di valori civili, tolleranza ed inclusione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"> C\u2019\u00e8 ora un dibattito sul modello Danese. Matte Frederiksen, leader dei Socialdemocratici, ha adottato un approccio molto radicale contro gli immigrati, praticamente identico alla visione dei sovranisti: deportazione dei migranti in un\u2019isola deserta (all&#8217;australiana); confisca dei gioielli e altri oggetti di valore che portano con s\u00e9; proibizione del burka e niqab nei luoghi pubblici. Nel 2015 quasi 60.000 migranti\u00a0hanno raggiunto il paese ma solo 21.000 hanno ottenuto asilo; nel 2017 solo un quarto di quanti lo avevano richiesto hanno ottenuto asilo. Allo stesso tempo Frederiksen ha promesso, tra le altre cose, di aumentare il welfare, i sussidi alla parte pi\u00f9 povera della popolazione, gli incentivi ai giovani (che lei vuole smettano di fumare: ha promesso di aumentare drasticamente il costo delle sigarette).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Il modello danese \u00e8 basato un semplice fatto. Oggi gli europei sono governati dalla paura. Paura per il futuro, l\u2019arrivo di intelligenze artificiali e robot, che potrebbe portare alla sparizione del 10% dei lavori attuali: solo l\u2019automatizzazione delle auto lascerebbe senza lavoro milioni di conducenti di taxi, di autobus, di camion ecc. (qualcosa che non possiamo attribuire agli immigrati). La cosiddetta New Economy dichiara apertamente che il lavoro \u00e8 una piccola componente del prodotto industriale. L\u2019eccesso di lavoratori disponibili significa che \u00e8 finito il tempo del lavoro fisso. Questo naturalmente contraddice il fatto che la popolazione \u00e8 in vertiginosa diminuzione. Secondo l\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro, l\u2019Europa avr\u00e0 bisogno di almeno 10 milioni di persone in pi\u00f9 per rimanere competitiva nel 2030.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"> Quando i sentimenti e non le idee diventano la base della politica ed \u00e8 la pancia e non il cervello a decidere, si entra nel regno della mitologia e si lascia la realt\u00e0 fuori dalla scena.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Prendiamo l\u2019Italia. La larga maggioranza dei lavoratori italiani oggi vota per Matteo Salvini,\u00a0 leader della Lega, vice Premier e Ministro degli interni. Salvini ha fatto della paura il tema centrale della sua campagna elettorale permanente. Come Ministro degli Interni ha trascorso solo 17 giorni nel suo ufficio ministeriale e gli altri in giro. Lui ha definito gli immigrati la pi\u00f9 grande minaccia alla sicurezza degli italiani. Tiene manifestazioni di massa, baciando il Rosario o la Bibbia, e spiegando che l\u2019Italia \u00e8 schiava dell\u2019Unione Europea. Ha introdotto nuove leggi per la sicurezza che rendono pi\u00f9 facile il possesso di un\u2019arma. E ha lanciato un\u2019aperta campagna contro il Papa e contro il suo appello alla solidariet\u00e0 e all\u2019inclusione. Dice che il Papa potrebbe prendersi tutti i rifugiati in Vaticano e ha fatto un\u2019alleanza con l\u2019ala conservatrice della Chiesa, chiedendo a Papa Benedetto di tornare. Ha raddoppiato i suoi voti ed \u00e8 sulla buona strada per diventare il prossimo primo ministro. Adesso sta sfidando l\u2019Unione Europea con la dichiarazione che non accetter\u00e0 il limite del deficit al 3% e reclama che lui agisce per conto del popolo italiano, gli italiani vengono prima e gli eurocrati secondi. Questa \u00e8 una battaglia che perder\u00e0. I capi dei governi europei, non la Commissione, hanno stabilito il limite del deficit. E i suoi amici sovranisti, come Sebastian Kurz dall\u2019Austria o Viktor Orban dall\u2019Ungheria, non accetteranno mai di fare alcun sacrificio per permettere all\u2019Italia di aumentare il deficit.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0L\u2019Italia \u00e8 un buon esempio per capire come la realt\u00e0 non sia pi\u00f9 importante e non sia alla base della politica. Tito Boeri, un economista internazionale e direttore\u00a0uscente dell\u2019Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS, un\u2019istituzione molto rispettata) ha appena pubblicato un articolo intitolato \u201cGli imprenditori della paura\u201d. Gli italiani ora sono convinti che c\u2019\u00e8 un immigrato ogni quattro italiani: fatto \u00e8 che invece ce n&#8217;\u00e8 uno ogni dodici. I sondaggi mostrano che gli italiani sono convinti che ci sono quattro problemi con gli immigrati (e questo vale largamente anche per tutti gli europei):<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> 1) rubano il lavoro; 2) gli italiani devono pagare di tasca loro il welfare degli immigrati che non lavorano; 3) gli immigrati rendono pi\u00f9 insicure le citt\u00e0; e 4) gli immigrati portano malattie contagiose.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Bene, dice Boeri, quasi il 10% degli immigrati hanno creato imprese. Ogni immigrato\u00a0 imprenditore impiega 8 lavoratori e il lavoro degli immigrati \u00e8 altamente concentrato in attivit\u00e0 che gli italiani hanno abbandonato. Gli immigrati prestano il 90% del lavoro nei campi di riso, l\u201985% nell\u2019industria di sartoria per l\u2019abbigliamento, il 75% nella raccolta di frutta e verdura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Gli stipendi in questi settori non sono aumentati negli ultimi 20 anni: erano bassi e rimangono bassi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Ma il fatto pi\u00f9 importante (che \u00e8 vero anche per tutta Europa) \u00e8 che ora un italiano su quattro ha pi\u00f9 di 65 anni, paragonato ad un immigrato su 50. In Italia ci sono due pensionati su tre persone che lavorano. Come potrebbe sopravvivere il sistema pensionistico senza immigrati? E ora gli over 65 sono ora quelli che votano per i sovranisti. Questo squilibrio \u00e8 destinato a crescere. Per mantenere il sistema corrente l\u201983% di uno stipendio va al sistema pensionistico, quanto coster\u00e0 in futuro al decrescente numero di lavoratori mantenere i pensionati? Gi\u00e0 150.000 giovani, per la maggior parte altamente qualificati, lascia l\u2019Italia ogni anno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Cosa dire del crimine? Le statistiche mostrano che il crimine sta diminuendo allo stesso tempo in cui il numero degli immigrati sta aumentando. E cosa dire sulle malattie infettive su cui abbiamo statistiche dalla Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0: la Turchia \u00e8 il paese che ha accolto pi\u00f9 immigrati (pi\u00f9 di quattro milioni) in un breve periodo di tempo. Non esistono dati che dimostrino un aumento di malattie infettive. In Europa la Germania \u00e8 stata la nazione che ha ricevuto pi\u00f9 immigrati in un breve periodo di tempo, anche qui non ci sono dati che dimostrino un aumento di malattie infettive.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> La paura, secondo gli storici, insieme all\u2019avidit\u00e0, \u00e8 un motore di cambiamento del corso della storia. Quando \u00e8 cominciata la paura? Con la crisi economica del 2008, creata da una finanza irresponsabile, l\u2019unico settore globale del mondo senza controllo. La crisi ha reso evidente che la globalizzazione \u00e8 stata un fallimento. Invece di sollevare tutte le barche, come i suoi propagandisti avevano proclamato, ha sollevato poche barche e le ha rese ricche come non mai: ora 80 individui possiedono la stessa ricchezza di 2.3 miliardi di persone. Infatti l\u2019avidit\u00e0 ha preceduto la paura. Dopo la caduta del muro di Berlino, il mondo si \u00e8 imbarcato in un\u2019orgia del privato a discapito del pubblico. Lo Stato era considerato il nemico della crescita. Tutti i costi sociali venivano ridotti, il welfare e l\u2019istruzione in particolare, perch\u00e9 erano considerati improduttivi. Jair Bolsonaro in Brasile sta ancora facendo la stessa cosa: ha tagliato il budget delle universit\u00e0 e ha annunciato che vuole \u201cscoraggiare\u201d la filosofia e la sociologia, a favore di \u201cstudi pratici\u201d come business, ingegneria e medicina. Il guadagno \u00e8 arrivato ad essere considerato una virt\u00f9 centrale. Alle compagnie \u00e8 stato permesso di ricercare il massimo profitto attraverso la delocalizzazione in paesi meno cari, alle grandi compagnie di aprire negozi locali fuori mercato, gli stipendi sono stati ridotti e i sindacati marginalizzati. Su questa strada neoliberale la globalizzazione era considerata inarrestabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> La marea era cos\u00ec forte che fu chiamata <\/span><span style=\"color: #000000;\"> <i>pens\u00e9e unique. <\/i><\/span> All\u2019inizio la sinistra non aveva risposte. Ma poi il Primo Ministro Britannico Tony Blair nel 2003 tir\u00f2 fuori una proposta alternativa. Dato che la globalizzazione \u00e8 inarrestabile, cavalchiamola e proviamo a domarla: la Terza Via. Cosa che di fatto ha significato accettare la globalizzazione. Il risultato \u00e8 stato che la socialdemocrazia ha domato molto poco e i perdenti a causa della globalizzazione non si sono sentiti pi\u00f9 difesi dalla sinistra.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"> La globalizzazione rese mobile tutto ci\u00f2 che era remunerativo: finanza, accordi commerciali, trasporti. Allo Stato furono lasciate solo le responsabilit\u00e0 per ci\u00f2 che non era mobile: istruzione, sanit\u00e0, pensioni e tutti i costi sociali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Questo era accompagnato da una considerevole riduzione delle entrate nazionali, dato che la globalizzazione era capace (ed \u00e8 ancora capace) di nascondere i profitti dal sistema nazionale di tassazione. Secondo alcune stime, ci sono 80 miliardi di dollari nei paradisi fiscali, una delle maggiori ragioni del calo delle entrate nazionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">C\u2019era molto meno denaro da distribuire. Il debito pubblico cominci\u00f2 ad aumentare. Mentre scrivo \u00e8 di 58.987.551.309.132 dollari (vedi l\u2019<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><u><a href=\"https:\/\/www.economist.com\/content\/global_debt_clock\"> Economist debt clock<\/a><\/u><\/span> per la cifra di oggi). Questo ha aumentato il servizio del debito da pagare e ha ridotto il budget disponibile per le spese correnti. Nessuno parla di questa spada di Damocle che pende sopra le teste dei paesi e dei cittadini. Non stupisce se l\u2019Unione Europea ha introdotto una misura per limitare i deficit nazionali. L\u2019Italia deve ancora pagare 30 miliardi di euro ogni anno per il suo deficit. Aumentare il deficit, come il governo propone, \u00e8 ulteriormente irresponsabile.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> Non vale nulla dire che prima della crisi del 2008 non c\u2019erano partiti sovranisti in Europa tranne quello di Le Pen in Francia. Ad ogni modo, era solo una questione di tempo prima che qualcuno cominciasse a cavalcare la paura in tutti i paesi, che iniziasse il declino dei partiti tradizionali e che non c\u2019erano risposte all\u2019imponente marea della globalizzazione neoliberale. Gli immigrati cominciarono a tornare utili per alimentare la paura e tutte le vittime della globalizzazione passarono a votare i nuovi campioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Ora \u00e8 un luogo comune dire che la destra e la sinistra non esistono pi\u00f9. Infatti la lotta \u00e8 tra i sovranisti &#8211; che sarebbero i nazionalisti tinti di xenofobia e populismo \u2013 e globalisti, o coloro che ancora credono che la cooperazione internazionale e gli accordi commerciali siano vitali per la crescita e la pace. Questo dibattito sul presente ignora che la sinistra \u00e8 un processo storico che inizi\u00f2 con la prima rivoluzione industriale e l\u2019inizio del diciannovesimo secolo. Un numero incalcolabile di persone diede la propria vita per avere giustizia sociale, per frenare lo sfruttamento dei lavoratori e introdurre i valori di una societ\u00e0 moderna e giusta: equit\u00e0, democrazia partecipativa e trasparente, diritti umani e pace e sviluppo come valori per le relazioni internazionali. Questi erano i vessilli della sinistra. Bisogna collegare questo tesoro storico al tempo presente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> La dialettica destra-sinistra non \u00e8 sparita. Basti guardare al crescente movimento ambientalista di oggi che \u00e8 andato in quella divisione. Da Trump a Bolsonaro il cambio climatico \u00e8 un\u2019operazione di sinistra mentre, se si legge \u201cLaudato Si\u201d, l\u2019Enciclica di Papa Francesco (che pochi hanno letto purtroppo), si vedr\u00e0 che la lotta al cambiamento climatico \u00e8 soprattutto una questione di giustizia sociale e dignit\u00e0 umana. In questo senso i partiti verdi stanno rilevando parte delle battaglie della sinistra storica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"> E questo ci porta ad una questione centrale: la solidariet\u00e0 \u00e8 parte integrante dell\u2019eredit\u00e0 della sinistra? Lo chiedo perch\u00e9 Frederiksen ha ottenuto la vittoria in Danimarca abbandonando la solidariet\u00e0 e utilizzando nazionalismo e xenofobia. Naturalmente lei sta dando ai suoi elettori ampie rassicurazioni sul fatto che ristorer\u00e0 i privilegi dei cittadini ed \u00e8 evidente che questa ora \u00e8 una formula vincente, come la Terza Via era stata per Tony Blair nelle elezioni britanniche del 1997. A parte il fatto che questo si inchina alla globalizzazione, come fece la Terza Via. Si inchina anche a nazionalismo, populismo e xenofobia, il nuovo <\/span> <i>p<\/i><span style=\"color: #000000;\"><em>ens\u00e9e unique<\/em><\/span> per cos\u00ec tante persone nel mondo. Sar\u00e0 sensato osservare se avr\u00e0 un effetto duraturo per quelli che si autodefiniscono l&#8217;ala sinistra?<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di OtherNews, revisione traduttori Presseza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Socialdemocratici, che stavano costantemente scomparendo sin dalla crisi del 2008, stanno facendo un piccolo ritorno nell\u2019ultimo anno. 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