{"id":8747,"date":"2012-04-12T00:00:00","date_gmt":"2012-04-12T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-04-16T08:08:29","modified_gmt":"2012-04-16T08:08:29","slug":"malix-cronaca-di-una-ricolonizzazione-annunciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/04\/malix-cronaca-di-una-ricolonizzazione-annunciata\/","title":{"rendered":"Mali: cronaca di una ricolonizzazione annunciata"},"content":{"rendered":"<p>**1. Il Mali nell\u2019ordine cinico del mondo**<\/p>\n<p>Messa in evidenza dall\u2019amputazione di due terzi del suo territorio, dal colpo di Stato del 22 marzo  e dall\u2019embargo totale della CEDEAO (Comunit\u00e0 Economica degli Stati Africani Occidentali) l\u2019estrema vulnerabilit\u00e0 del Mali \u00e8 legata in primo luogo al tradimento delle \u00e9lites che guardano dall\u2019altra parte e rifiutano ogni tipo di confronto sulle implicazioni e giochi economici della globalizzazione capitalista. Oramai \u00e8 tutto chiaro, la ricolonizzazione del paese attraverso politiche neoliberali entra in una nuova fase che ricalca lo schema libico con l\u2019intervento diretto della NATO.<br \/>\nL\u2019imperialismo collettivo aveva bisogno di sfruttare, come a Bengasi, il risentimento di una parte della popolazione che si sente emarginata; la ribellione Touareg \u00e8 stata perfetta. La rivendicazione dei due terzi del territorio da parte del Movimento Nazionale di Liberazione dell\u2019Azawad (MNLA) \u00e8 appena stata soddisfatta con la complicit\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale. Essendo il Mali un osso assai meno duro rispetto alla Libia, \u00e8 stato sufficiente sfruttare lo stato di degrado dell\u2019armata nazionale e chiudere gli occhi di fronte agli assalti da parte di uomini dotati di armi sofisticate provenienti dagli arsenali libici e il gioco era fatto.<br \/>\nTutto questo \u00e8 accaduto rapidamente tra il 17 Gennaio  e il 4 Aprile 2012. I potenti membri della comunit\u00e0 internazionale non hanno dovuto sporcarsi le mani. Credono di avere salvato la faccia e l\u2019onore per aver fatto delle dichiarazioni sui principi di inviolabilit\u00e0 dell\u2019integrit\u00e0 territoriale del Mali. E quando i ribelli del MNLA hanno dichiarato di aver raggiunto i loro obiettivi, gli Stati Uniti hanno chiesto di cessare le operazioni militari.<br \/>\nLe implicazioni energetiche, migratorie, di sicurezza e ideologiche della guerra globale trovano la loro espressione in questa ricolonizzazione che i dirigenti politici del Mali non hanno potuto prevedere e che altri si sono rifiutati di ammettere. La Francia spera di ottenere dalla futura Repubblica laica e democratica dell\u2019Azawad, ci\u00f2 che il Presidente maliano Amadou Toumani Tour\u00e9 (ATT) non le ha voluto accordare: la base di Tessalit altamente strategica dal punto di vista economico e militare; la fermezza nella lotta contro l\u2019emigrazione clandestina e nei confronti dell\u2019organizzazione islamica Al Qaeda in Maghreb o AQMI.<br \/>\nPi\u00f9 o meno indifferenti alla sorte del popolo del Mali di fronte alla doppia aggressione della ribellione e della CEDEAO l\u2019opinione pubblica occidentale \u00e8 rimasta turbata dopo aver appreso delle implicazioni della la partecipazione della AQMI e della An\u00e7ar Dine \u2013 altra organizzazione islamica \u2013 a  questa ricolonizzazione del paese.<\/p>\n<p>**2. La violenza della CEDEAO nei confronti dei maliani**<\/p>\n<p>Afflitti e scossi all\u2019idea di essere un popolo senza Stato e senza un esercito degno di questo nome di fronte a dei combattenti pesantemente armati che fanno cadere una citt\u00e0 dopo l\u2019altra, i maliani subiscono oggi lo choc dell\u2019embargo totale da parte della Comunit\u00e0 Economica degli Stati Africani Occidentali, la CEDEAO.<br \/>\nE\u2019 stato durante il Summit straordinario tenutosi il 27 Marzo a Abidjan (Costa d\u2019Avorio) che l\u2019organizzazione sub regionale ha preso la decisione di inviare a Bamako una delegazione di alto livello per chiedere al Comandante Amadou Haya Sanogo, leader del colpo di stato nei confronti di Amadou Toumani Tour\u00e9, e al potere dal 22 Marzo, di reinstaurare il pi\u00f9 rapidamente possibile l\u2019ordine costituzionale. La delegazione ha dovuto fare marcia indietro di fronte alla mobilitazione delle vittime della democrazia formale e corrotta che vivono questo colpo di stato come una liberazione. E\u2019 all\u2019aeroporto di Abidjan che i Capi di Stato della CEDEAO hanno dato alle nuove autorit\u00e0 maliane un ultimatum di 72 ore per decidere se sottoporre il Mali ad un embargo.<br \/>\nLa minaccia \u00e8 stata messa in atto il 2 Aprile quando il Comandante Amdadou Haya Sanogo, al termine di un incontro tenutosi a Ouagadougou (Burkina Faso) con una delegazione CNRDRE in cui il Presidente del Burkina Faso gioca un ruolo di mediatore, accettava il ritorno all\u2019ordine costituzionale. Questo sviluppo, accolto dalla maggior parte dei maliani, non \u00e8 stato sufficiente per alcuni capi di stato della CEDEAO particolarmente intransigenti.<br \/>\nLe sanzioni dell\u2019embargo si traducono in poche parole in :<br \/>\n&#8211;\tsospensione del Mali da tutte le istanze della CEDEAO<br \/>\n&#8211;\t rientro degli ambasciatori dell\u2019organizzazione per consultazioni<br \/>\n&#8211;\t chiusura delle frontiere<br \/>\n&#8211;\tcongelamento dei beni del Mali presso la Banca Centrale degli Stati dell\u2019Africa Occidentale ( BCEAO) e non rifornimento delle banche nazionali<br \/>\n&#8211;\tsospensione dei programmi di aiuto allo sviluppo.<br \/>\n La leva militare potr\u00e0 tradursi in \u201csalita al potere della Forza in attesa della CEDEAO per far fronte ad ogni eventualit\u00e0\u201d.<br \/>\nPer tante famiglie, pi\u00f9 importanti degli aiuti esteri, sar\u00e0 la mancanza delle risorse che provengono  dalla diaspora e di cui una parte passa per Western Union e Money Gram. Il caro vita aveva gi\u00e0 da solo creato un clima quasi insurrezionale prima della ribellione e prima che il colpo di stato si aggravasse. I prezzi lievitano nelle regioni occupate dove i saccheggi pesano soprattutto sugli alimenti e i medicinali, che iniziano ora a scarseggiare.<\/p>\n<p>**3. Il senso del colpo di stato del 22 marzo 2012**<\/p>\n<p>Le donne, madri e mogli dei soldati che mal equipaggiati e male armati difendevano il nord del Mali, sono state le prime a manifestare la loro ira. Sono andate direttamente dal presidente Amadou Toumani Tour\u00e9 a chiedere pi\u00f9 volte delle spiegazioni. Il degrado della situazione si \u00e8 poi tradotto in aggressioni a beni e persone appartenenti all\u2019etnia Touareg.<br \/>\nL\u2019aggravarsi della situazione ha origine dal sollevamento di Amadou Haya Sanogo e dei suoi compagni che ha portato al colpo di stato del 22 Marzo.<br \/>\nLa comunit\u00e0 internazionale non si \u00e8 commossa di fronte alle atrocit\u00e0 commesse a Aguelhok contro militari disarmati n\u00e9 di fronte all\u2019occupazione, una dopo l\u2019altra, delle citt\u00e0 del nord del paese. Ma ha   immediatamente condannato un colpo di stato che giudica inaccettabile tanto pi\u00f9 in un paese considerato \u201cfaro della democrazia\u201d alla vigilia di una elezione presidenziale alla quale Amadou Toumani Tour\u00e9 non \u00e8 tra l\u2019altro candidato. Semplicistica e super mediatizzata questa lettura mette d\u2019accordo tutti coloro che si lasciano convincere dal fatto che il Mali fosse fino ad oggi una democrazia esemplare. Il punto di vista dei delusi e degli esclusi \u00e8 stato magistralmente ignorato.<\/p>\n<p>**4. Quando l\u2019ordine costituzionale \u00ab normale \u00bb serve da paravento**<\/p>\n<p>\u00ab Non vogliamo niente di vecchio, solo nuovo \u00bb scandivano i manifestanti maliani durante gli eventi del Marzo 1991 per tradurre le loro profonde speranze di una cambiamento democratico reale. Erano convinti che il presidente Moussa Traor\u00e9 fosse il solo e unico responsabile del naufragio del paese e che la sua estromissione fosse sufficiente a instaurare la giustizia e la democrazia. Non accadde niente di tutto ci\u00f2.<br \/>\nIn 20 anni di \u00ab transizione democratica \u00bb assistita ed elogiata dalla comunit\u00e0 internazionale, i risultati sono stati davvero risibili. Il popolo \u00e8 disorientato e inascoltato. Il colpo di stato \u00e8 accaduto a 5 settimane dal primo turno delle elezioni presidenziali, in un contesto quasi insurrezionale.<br \/>\nTotalmente distorta, la democrazia serviva da paravento agli interessi di qualcuno.<br \/>\nGiudicate voi : il multipartitismo che chiedevamo a gran voce, invece di favorire il dibattito delle idee e del confronto di progetti sociali tra formazioni politiche diverse, si \u00e8 tradotto in proliferazione di partiti che sono oggi pi\u00f9 di 140 in un paese di 14 milioni di abitanti. Scissi dalla loro base elettorale, i  dirigenti democraticamente eletti sono occupati a tempo pieno a cercare le forme di \u201caiuto allo sviluppo\u201d e opportunit\u00e0 di affari che il sistema neoliberale offre.<br \/>\n\u2022\tSono i vincitori di questo sistema economico e politico mafioso che da democratici miliardari si apprestano a disputarsi il posto di Amadou Toumani Tour\u00e9 comperando tutti i voti che possono.<br \/>\n\u2022\t\u201cArricchitevi e state zitti\u201d \u00e8 la regola non scritta del gioco politico, durante le operazioni cosmetiche di buon governo di cui il Bureau di Verifica Generale detiene l\u2019illusione della democrazia esemplare.<br \/>\n\u2022\tI figli di questa classe politica, che festeggiano con ostentazione i loro miliardi, si aggiungono all\u2019indignazione dei giovani  diseredati che non hanno diritto a un\u2019istruzione adeguata n\u00e9 ad un lavoro, tanto meno alla possibilit\u00e0 di ottenere un visto per poter cercare fortuna altrove.<br \/>\n\u2022\tNessun partito politico ad oggi pu\u00f2 dire di avere una base elettorale istruita e cosciente delle sfide del cambiamento in modo da poter scegliere i propri dirigenti politici con cognizione di causa e poter controllare e verificare l\u2019esercizio delle loro funzioni. Gli elettori non sono contattati se non sporadicamente e letteralmente assaliti alla vigilia delle elezioni da candidati pronti a comperare i loro voti.<br \/>\n\u2022\tLa societ\u00e0 civile, il cui ruolo \u00e8 quello di educare, controllare e interpellare la classe politica, vive di compromessi e  compromissioni; \u00e8 evitando i soggetti scomodi che riesce ad ottenere dei finanziamenti da parte dei partner tecnici e finanziari (PTF).<br \/>\n\u2022\tLa libert\u00e0 di espressione, ottenuta a caro prezzo, subisce lo stato di sorveglianza nei media pubblici. Si traduce in un panorama mediatico ampio (giornali e radio private) che per sopravvivere si comportano come la societ\u00e0 civile: cercano di vendersi al meglio. L\u2019unica catena televisiva nazionale, la ORTM, \u00e8 di fatto la voce del padrone.<br \/>\n\u2022\tGli imprenditori veri, i nativi come quelli della diaspora che hanno voglia di investire nel loro paese sono demotivati da un\u2019amministrazione corrotta pronta a ostacolare i loro progetti se non ha un proprio tornaconto.<\/p>\n<p>**5. E\u2019 ancora possibile salvare veramente il Mali e la striscia sahelo-sahariana**<\/p>\n<p>Il Mali non \u00e8 in pericolo a causa di un colpo di stato militare che danneggia un processo di democratizzazione esemplare ma a causa di una democrazia formale e dei giochi geopolitici, economici e strategici di cui i cittadini non hanno la minima idea.<br \/>\nDi fronte al ruolo della Francia rispetto alla crisi del Mali, non possiamo fare a meno di pensare alla legge n. 57-27 del Gennaio 1957 che creando un\u2019Organizzazione Comune delle Regioni Sahariane (OCRS) prevedeva: \u201cl\u2019espansione economica e la promozione sociale delle zone sahariane della Repubblica francese e alla cui gestione partecipano l\u2019Algeria, la Mauritania, il Sudan (attuale Mali), il Niger e il Ciad\u201d. Per salvare realmente il Mali \u00e8 necessario:<br \/>\n\u2022\tUsare questo dramma nazionale costruttivamente per metterlo al servizio del rinnovamento attraverso il pensiero e il coraggio politico. E\u2019 illusorio e suicida credere che il Mali sia un paese libero e indipendente che ha bisogno solamente di dirigenti democraticamente eletti per andare avanti. I difensori di questa tesi sono i vincitori dell\u2019ordine ingiusto e violento del mondo, pi\u00f9 preoccupati a difendere i loro interessi che della sorte del popolo maliano;<br \/>\n\u2022\tRipensare l\u2019indispensabile democratizzazione del Mali in termini di seconda liberazione. Questa esigenza che si imponeva sul quadro politico, economico, finanziario e culturale ha ormai una dimensione territoriale. Il compito \u00e8 molto pi\u00f9 duro, la posta in gioco colossale e i rapporti totalmente sproporzionati;<br \/>\n\u2022\tPrivilegiare la resistenza attraverso un riarmamento morale, la creativit\u00e0 politica e la solidariet\u00e0 verso i pi\u00f9 deboli e le donne, i giovani e le comunit\u00e0 agricole. La tentazione di mobilitare immediatamente 50 milioni di dollari per l\u2019acquisto di armi o di fare appello alla forza di interposizione della CEDEAO, aprirebbe la porta a una guerra asimmetrica e senza fine;<br \/>\n\u2022\tGuadagnare in lucidit\u00e0 e maturit\u00e0 politica ripetendoci che i \u201cpotenti\u201d che dettano la loro legge economica e la loro idea di democrazia, occultando la violenza del modello economico che diffondono a livello planetario, hanno prima di tutto bisogno delle immense ricchezze del nostro continente: mentre il Mali ristagna nella guerra al Nord e il popolo continua a chiedersi come sopravvivere, il saccheggio dell\u2019oro, ricchezza e risorsa del paese, prosegue allegramente a favore degli interessi di societ\u00e0 multinazionali. Dobbiamo essere pi\u00f9 intelligenti nell\u2019analisi dei giochi e dei rapporti di forza e coraggiosi nella difesa dell\u2019interesse del nostro paese, da non confondersi con il conto in banca di qualche individuo legittimato da elezioni fraudolente.<br \/>\n\u2022\tFare del Mali il caso di studio della CEDEAO i cui capi di Stato nella loro intransigenza nei confronti del colpo di stato del 22 Marzo temono soprattutto instabilit\u00e0 sia dal punto di vista della loro posizione di rendita che nelle loro certezze. L\u2019osservazione vale per le parti politiche il cui sogno \u00e8 quello di rimpiazzarli per aprire la nostra economia al mercato mondiale sleale;<br \/>\n\u2022\tRicordare alle potenze occidentali che queste politiche di saccheggio e sfruttamento sono le stesse alla base dell\u2019immigrazione clandestina, dell\u2019integralismo religioso e degli attentati che qualificano come terroristici.<br \/>\nConcludiamo, alla luce di quanto detto, che non sta alla CEDEAO giudicare lo stato della democrazia e il caso del Mali, ma piuttosto al popolo sovrano.<br \/>\nLa gravit\u00e0 della situazione nel nostro paese e nella striscia sahelo sahariana richiede la convergenza dei popoli aggrediti da Nord e da Sud i cui dirigenti, dispensatori di lezioni di democrazia e fautori di guerre, si sentono pi\u00f9 debitori nei confronti delle agenzie di rating che dei loro elettori.<br \/>\nRendere giustizia al popolo martire maliano nelle circostanze attuali comincia dal sollevamento immediato dell\u2019embargo inflitto e dal riconoscimento del suo diritto all\u2019iniziativa e dalla riflessione e la proposta alla CEDEAO di una strategia concertata per uscire dalla crisi. <\/p>\n<p>Redatto a Bamako, il 4 Aprile 2012<br \/>\nFonte : [Forum per un altro Mali FORAM](http:\/\/www.foram-forum-mali.org\/index.php\/category\/evenements\/)<\/p>\n<p>Firmatari:<br \/>\nAminata d. Traore (animatrice di Foram, saggista) ; Seydou Badian Kouyat\u00e9 (scrittore) ; Assetou Foune Samak\u00e9 (insegnante) ; Karamoko Bamba (movimento Nko) ; Ismael Diabat\u00e9 (artista pittrice) ; Doumbi Fakoly (scrittore) ; Jean Bosco Konar\u00e9 (storico) ; mand\u00e9 Alpha Diarra (scrittore) ; Madani Koumar\u00e9 (economista) ; Boris Boubacar Diop (scrittore) ; Abdoulaye Niang (economista) ; Boubacar Coulibaly (esperto contabile) ; Ndo Ciss\u00e9 (Univesit\u00e0 di Lettere) ; Nathalie Mdela Mounier (scrittore) ; Aissata Ciss\u00e9 (esperto comunicazione) ; Mariam Kanakomo (esperto comunicazione) ; Safi Sy (educatrice) ; Sylvie Sanogo (educatrice) ; Haoua Keita ; Abdoulaye Sangare (avvocato)<\/p>\n<p>Tradotto da Eleonora Albini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa dichiarazione \u00e8 stata redatta da alcuni intellettuali maliani il 4 aprile, dunque prima della riconsegna del potere ai civili. Consente di capire i retroscena della complessa situazione di questo paese.<br \/>\nRecita un proverbio bamanan,  (lingua dell\u2019etnia Barbara): \u201cMeglio che le capre si battano tra loro nel recinto che ci sia l\u2019intermediazione della iena\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45,38,57],"tags":[],"class_list":["post-8747","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-africa-it","category-internazionale","category-affari-esteri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Mali: cronaca di una ricolonizzazione annunciata<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Questa dichiarazione \u00e8 stata redatta da alcuni intellettuali maliani il 4 aprile, dunque prima della riconsegna del potere ai civili. 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