{"id":8702,"date":"2012-04-06T00:00:00","date_gmt":"2012-04-06T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-04-06T12:09:53","modified_gmt":"2012-04-06T12:09:53","slug":"microcreditox-a-che-punto-stiamox","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/04\/microcreditox-a-che-punto-stiamox\/","title":{"rendered":"Microcredito: a che punto stiamo?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo approfittato delle sue esperienze per porgergli delle domande in merito alle attivit\u00e0 di microcredito e microfinanza e per contestualizzarle all&#8217;epoca che stiamo vivendo. <\/p>\n<p>**Sono 35 anni che Yunus fonda la Grameen Bank in India: da allora il<br \/>\nmicrocredito ha preso campo in tutto il mondo: quali le evoluzioni da<br \/>\nallora ad oggi?**<\/p>\n<p>Sebbene ci fossero state delle esperienze simili e delle forme di microcredito precedenti a Yunus, \u00e8 indubbio che \u00e8 a partire dalla sua idea e dal successo del suo modello che si assiste alla mediatizzazione e all\u2019internazionalizzazione delle attivit\u00e0 di microcredito che iniziano a prendere piede come strumento di lotta contro la povert\u00e0 e di sviluppo sociale ed economico. Il culmine sette anni fa quando le Nazioni Unite proclamarono il 2005 come \u201canno internazionale del microcredito\u201d e quando, l\u2019anno successivo, lo stesso Yunus vinse il Premio Nobel per la pace. A partire da quegli anni il \u201cmodello di Yunus\u201d si \u00e8 evoluto parecchio e per certi versi si \u00e8 trasformato al passo con i tempi e con le esigenze locali; cos\u00ec come si \u00e8 fortemente ampliata l\u2019attivit\u00e0 di microfinanza. Per i meno familiari a questo linguaggio, \u00e8 bene chiarire che il microcredito \u00e8 uno dei prodotti della microfinanza che, in maniera pi\u00f9 generale, consiste nella fornitura di prodotti e servizi finanziari a beneficiari\/clienti che non hanno accesso al settore finanziario tradizionale o hanno difficolt\u00e0 ad accedervi considerata la loro condizione economico-sociale che spesso \u00e8 prossima alla povert\u00e0. Di conseguenza, anche lo spirito iniziale ha inevitabilmente ceduto il passo ad una sorta di industrializzazione di questo settore. Oggi, a mio avviso, eccezion fatta per determinare esperienze locali, probabilmente si pu\u00f2 affermare che microcredito e microfinanza siano al bivio tra l\u2019essere delle attivit\u00e0 di solidariet\u00e0 (cio\u00e8 aventi uno scopo sociale) e delle attivit\u00e0 di profitto. <\/p>\n<p>**Microcredito e microfinanza rappresentano dunque delle attivit\u00e0 in grado di aiutare gli esclusi dal settore finanziario tradizionale?**<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del microcredito e della  microfinanza \u00e8 quello di giungere ai cosiddetti \u201csoggetti non bancabili\u201d. La mission di queste attivit\u00e0 \u00e8 dunque quella di diventare uno strumento d\u2019inclusione sociale e finanziaria. Offrire delle opportunit\u00e0 di accesso al credito attraverso le quali cercare di migliorare le condizioni di vita dei beneficiari, ma anche garantire e gettare le basi per la loro inclusione sociale e gradualmente potere impattare sulla micro-economia del territorio. La microfinanza non \u00e8 beneficenza e anzi fuoriesce dalla logiche dell\u2019assistenza, ma, per il fatto di basarsi quasi esclusivamente sulla fiducia, e non sulla disponibilit\u00e0 di garanzie, il cosiddetto \u201ccollaterale morale\u201d, \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 per uscire dallo stato di povert\u00e0 o per lottare contro le forme di precariato moderno. E\u2019 importante capire che le attivit\u00e0 di microcredito differiscono a seconda del contesto socio-politico-economico dell\u2019area d\u2019intervento. Ci sono soluzioni diverse e specifiche in relazione al territorio in cui si implementano. Detto questo, al di l\u00e0 del microcredito che, come detto, si \u00e8 trasformato ed evoluto molto nel tempo (per metodologie, operativit\u00e0, tassi d\u2019interesse, ecc), oggi la microfinanza offre molti altri servizi e prodotti che sono stati ideati, creati e che sono cresciuti rapidamente in relazione al crescente interesse di finanziatori ed investitori del settore ma anche tenuto conto delle esigenze locali. Si sono sviluppati servizi di risparmio per permettere ai beneficiari\/clienti (in genere quelli pi\u00f9 fidelizzati) di depositare i propri risparmi, sono state create delle micro-assicurazioni sulla vita, sulle malattie, sugli incidenti ed ancora si \u00e8 investito molto per creare dei sistemi di pagamento con bancomat, con carte, il money transfer per facilitare l\u2019invio di denaro degli immigrati verso i loro paesi e poi il credito per la casa, per la scuola ed altri prodotti ancora. Per permettere al lettore di avere consapevolezza dell\u2019entit\u00e0 del fenomeno occorre sapere che, secondi alcuni dati disponibili: il 50% della popolazione mondiale \u00e8 esclusa dal sistema finanziario tradizionale, il 35% degli abitanti del pianeta vive con meno di $2 al giorno. Al 2010 i beneficiari attivi di servizi di microfinanza si stimano a 200 milioni (in buona parte sono donne), serviti da circa 10.000 istituzioni di microfinanza. Inoltre si stimano tra 600 e 800 milioni le persone che grazie al microcredito potrebbero sviluppare un\u2019attivit\u00e0 generatrice di reddito e per conseguenza fuoriuscire dallo stato di povert\u00e0. Il portafoglio globale della microfinanza si stima in 40 miliardi di euro. Il settore della micro finanza sta vivendo una crescita annuale di circa 30% negli ultimi anni. In breve ci sono ampi margini e ampie coperture a livello planetario per espandere le attivit\u00e0 di microcredito, in primis, e quelle di microfinanza. <\/p>\n<p>**Il microcredito \u00e8 arrivato nel primo mondo. Come va?**<\/p>\n<p>Spesso si associano le attivit\u00e0 di microcredito ai paesi poveri, ai paesi in via di sviluppo, quelli del \u201csud\u201d del mondo ed invece anche il primo mondo, pi\u00f9 in generale l\u2019Europa, ma anche gli Stati Uniti si sono \u201crifugiati\u201d nel microcredito da alcuni anni. Dalla caduta del muro di Berlino il microcredito ha preso piede nell\u2019Europa dell\u2019est per esempio per poi diffondersi nella parte occidentale. Se si pensa che il paese europeo che vanta il maggior numero di microprestiti \u00e8 la Francia si capisce quanto e come il microcredito possa rappresentare uno strumento di sviluppo sociale ed economico appropriato anche nel primo mondo. Essendo infatti anche un mezzo e una strategia di lotta alla precariet\u00e0 oltre che di inclusione sociale e, considerati gli ultimi lustri di crisi globale, si \u00e8 lentamente diffuso anche nel vecchio continente (per es. in Spagna, Olanda, Austria, Germania, Romania) in forme e strutturazioni ovviamente diverse da quelle che si mettono in piedi nei paesi del sud del mondo. <\/p>\n<p>**Il microcredito mette in discussione l\u2019attuale sistema economico o piuttosto tende a complimentarlo?**<\/p>\n<p>A mio avviso dipende molto dal territorio e quindi dall\u2019intervento che si mette in piedi. In molti paesi dell\u2019Asia, dell\u2019Africa o del Sudamerica, il microcredito diventa sempre pi\u00f9 un\u2019attivit\u00e0 di sviluppo sociale e economico, quindi, addirittura pu\u00f2 arrivare a creare un sistema economico. Ma in altre realt\u00e0, come quelle del Vecchio Continente pu\u00f2 complementarlo. Oggi sono numerose le esperienze di microcredito in Europa, a volte anche totalmente diverse tra loro, ma che dimostrano come ci sia un reale interesse alla sua implementazione; nonostante un iniziale scetticismo sui discorsi e le teorie di Yunus, l\u2019epoca moderna ha sancito la necessit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 del microcredito sul territorio. Da un paio di lustri l\u2019Unione Europea \u00e8 molto attiva nel settore della microfinanza; con il Fondo Sociale Europeo e poi con altre iniziative come il JASMINE (Joint Action to Support Microcredit in Europe) o con l\u2019EPMF (European Progress Microfinance Facility), con l\u2019inserimento del microcredito nella strategia di crescita e sviluppo del Trattato di Lisbona. Sono solamente alcuni esempi, ma ci sono numerosissimi casi che meriterebbero menzione, come la Grameen Bank nel Bronx a New York, come varie esperienze di microcredito francesi come sostegno giovanile e degli immigrati (rappresentano circa il 50% dei clienti del microcredito in Francia) portate avanti da amministrazioni locali e regionali. In breve oggi l\u2019Europa, con i tassi di disoccupazione giovanile a due cifre, con il precariato sempre pi\u00f9 diffuso, con la crisi economica innescata da quella finanziaria, con varie minoranze che la popolano, con differenti forme di  marginalizzazioni sociali, guarda al microcredito come una strategia che pu\u00f2 essere alternativa o complementare ad altre linee guida pi\u00f9 tradizionali. In questi nuovi scenari, l\u2019Italia, a livello istituzionale, si trova indietro rispetto ad altre nazioni europee, non fosse altro che per un\u2019inadeguatezza del quadro legislativo in materia, ci\u00f2 che non favorisce affatto la ramificazione del microcredito sul territorio e, di conseguenza, una sua eventuale efficacia.  \t<\/p>\n<p>**Beneficienza, umanitarismo o un altro modo per &#8220;insegnare a pescare&#8221;?**<\/p>\n<p>Il microcredito non \u00e8 beneficienza, come detto, anzi mira a radicarsi sulle aree d\u2019intervento come strategia alternativa all\u2019assistenzialismo che, a mio avviso, ha fatto il suo tempo e, con tutto rispetto, ha fatto \u201csfaceli\u201d negli anni 70-80 in varie parti del mondo proprio per il fatto di avere lasciato sul territorio e alle popolazioni il pesce anzich\u00e9 insegnare a pescare. Continuare con la beneficienza e, ahim\u00e8, anche con la carit\u00e0 forse ha un effetto benefico di corto termine, ma, spesso, finisce con generare passivit\u00e0 e dipendenza mentre il fondamento del microcredito \u00e8 dare opportunit\u00e0, autonomia e dignit\u00e0 ai beneficiari (il credito come diritto umano), la possibilit\u00e0 di auto-determinazione. Il microcredito, quello di prossimit\u00e0, nasce dalla fiducia, se ben gestito innesca dei processi educativi e formativi per il beneficiario, ovviamente, in particolar modo, faccio riferimento al microcredito  nei paesi del sud del mondo. In breve, nella sua accezione pi\u00f9 generale, non \u00e8 neppure umanitarismo, ma, probabilmente, per alcuni versi, pu\u00f2 contribuire a determinarlo e svilupparlo. <\/p>\n<p>**La banche tradizionali si sono messe a fare microcredito nel sud del mondo, che ne pensi tu?**<\/p>\n<p>Inizialmente le banche hanno snobbato il microcredito, non solo per disinteresse verso il suo segmento di clientela, ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 un settore con altissimi costi operativi e con dinamiche e tempi lunghi di profitto che ovviamente non rispondono alle necessit\u00e0 e agli obiettivi di istituti di credito e di istituzioni finanziarie. Successivamente, anche a causa della crisi e della saturazione della fetta di mercato classico, hanno cominciato ad osservare questo settore e mi riferisco a quello che agisce nel sud del mondo. Sono iniziate le partnership, le partecipazioni e poi anche le acquisizioni di piccole realt\u00e0 presenti sul territorio. Probabilmente quel gap da colmare come potenziale clientela da servire e gli indici di performance elevati (ROE intorno al 20%) attirano ad investire e a credere nel settore del microcredito come settore a potenziale e a profitto. La mia impressione, anche se non dispongo di dati in merito, \u00e8 che si sia giunta ad una sorta di industrializzazione del microcredito (sui grandi numeri, restano tuttora delle realt\u00e0 e delle aree che mantengono lo spirito iniziale del microcredito, soprattutto in campo associazionistico, cooperativo, altro)  che per un verso permette di servire una pi\u00f9 ampia fetta di beneficiari, in tempi pi\u00f9 rapidi e in maniera pi\u00f9 \u201ctecnologizzata\u201d, ma per un altro sembra avere \u201cdopato\u201d il sistema, snaturando alcuni principi cardine del modello di Yunus. In sintesi la vedo in questa maniera: nel decennio che va dal 1975 al 1985 si assiste alla nascita del microcredito e della micro finanza, poi nel decennio successivo si assiste alla sua crescita con la creazione delle Istituzioni di Microfinanza (IMF), in quello dal 1995 al 2005 si vive la fase euforica con l\u2019avvicinamento verso il settore di nuovi attori, tra cui le banche e i fondi privati ed infine questi ultimi anni, il periodo messa in discussione. C\u2019\u00e8 ancora un vero e diretto legame tra microfinanza e lotta alla povert\u00e0? Forse \u00e8 ancora troppo presto per esprimere una valutazione e per posizionarsi. Dovremo parlare ancora di beneficiari o di clienti? Ed ancora di clienti di microcredito o di clienti di credito a consumo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di conversare con Dario Lo Scalzo, reporter, scrittore, attivista dei diritti umani, impegnato in prima persona nel sociale e nell&#8217;umanitario, viaggiatore, in breve un tuttofare che per alcuni anni si \u00e8 direttamente occupato di microcredito in America Latina.                                 <\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[62,47,38,157],"tags":[],"class_list":["post-8702","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-europa","category-internazionale","category-interviste"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ 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