{"id":868221,"date":"2019-06-08T15:52:11","date_gmt":"2019-06-08T14:52:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=868221"},"modified":"2019-06-08T15:52:11","modified_gmt":"2019-06-08T14:52:11","slug":"ambiente-e-agroforestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/06\/ambiente-e-agroforestazione\/","title":{"rendered":"Ambiente e agroforestazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"attribute-long\">\n<p><b>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\/Onu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Onu<\/a> afferma che due terzi delle terre <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Sviluppo\/Agricoltura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">coltivabili <\/a>del continente sono a rischio <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Ambiente\/Deserti-e-desertificazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">desertificazione<\/a> entro il 2025<\/b>. Ogni anno il deserto avanza di un paio di chilometri, generando una perdita annuale di circa 2 milioni di ettari di zone verdi. Le cause sono tante: l\u2019aumento della temperatura, pratiche agricole sbagliate, il taglio indiscriminato delle foreste, l\u2019impoverimento dei pascoli per lo sfruttamento degli allevatori.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 alimenta il pi\u00f9 antico <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Guerra-e-Pace\/Conflitti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conflitto<\/a> al mondo: tra pastori e coltivatori; tra Caino e Abele. I conflitti etnici vanno accentuandosi e tra i due litiganti lo Stato Islamico avanza con il deserto, occupa, chiude l&#8217;accesso alle scuole alle <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Donna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ragazze<\/a>.<\/p>\n<p><b>Gli esempi sono molti. Dal Mali sino al Kenya tutti i paesi dove avanza il deserto vedono avanzare anche chi abita il deserto come le popolazioni nomadi e indietreggiare chi abitava quei luoghi e coltivava quei terreni. <\/b>In Ciad, per esempio, la siccit\u00e0 sta prosciugando il suo lago principale il cui specchio si \u00e8 ridotto del 90% rispetto agli anni &#8217;60; la <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Sviluppo\/Popolazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">popolazione<\/a> \u00e8 stremata con 2,3 milioni di <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Diritti-umani\/Rifugiati\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">profughi<\/a>, 10 milioni gli affamati e mezzo milione di bimbi denutriti. Boko Haram ne approfitta per affrontare una popolazione allo stremo, un esercito alla fame e avanzare inesorabilmente verso sud e conquistare la capitale N&#8217;Djamena.<\/p>\n<p>Come uscirne? Con una rivoluzione verde! Certo potrebbe essere una delle opzioni sul tavolo (condizione necessaria ma non sufficiente) che va in parallelo con i buoni uffici, la diplomazia, una <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Politica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica<\/a> che va oltre l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Sviluppo\/Emergenze\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">emergenza<\/a>. Ma la piantumatura di alberi e cereali antichi possono dare risposte plurime ai Mali d&#8217;Africa. Questa rivoluzione:<\/p>\n<ul>\n<li>ferma o, meglio, rallenta l&#8217;avanzata del deserto da nord;<\/li>\n<li>ricrea un microclima umido che favorisce le piogge;<\/li>\n<li>trattiene l&#8217;acqua durante le forti piogge stagionali prevenendo l&#8217;erosione del suolo;<\/li>\n<li>cattura la <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Ambiente\/CO2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CO2<\/a>;<\/li>\n<li>fornisce legna per riscaldarsi nella stagione delle piogge e per le costruzioni degli stanziali;<\/li>\n<li>offre un <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Sviluppo\/Habitat\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">habitat<\/a> agli animali selvatici e domestici;<\/li>\n<li>da \u201csicurezza alimentare\u201d;<\/li>\n<li>allenta le tensioni tra pastori e agricoltori con i primi che hanno mandrie assetate e affamate e invadono i campi dei secondi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Ma di cosa si tratta? Di una muraglia stile cinese? Affatto! Si tratta di una serie di progetti statuali di\u00a0agroforestry\u00a0(agroforestazione) che consente la coltivazione di cereali antichi in coabitazione con alberi.\u00a0<\/b>La Great Green Wall coinvolge direttamente 11 nazioni subsahariane: Nigeria, Senegal, Niger, Mali, Burkina Faso, Mauritania, Ciad, Sudan Gibuti, Eritrea ed Etiopia; a questi si aggiungono altri nove paesi partner africani. \u00c8 finanziata e sostenuta dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite; ha ottenuto l\u2019appoggio dell\u2019Unione Africana nel 2007 e ha incassato finanziamenti anche dalla COP21, la conferenza sul clima che si \u00e8 tenuta a Parigi nel 2015.<\/p>\n<p>Il Senegal si \u00e8 dotato di un&#8217;agenzia per seguire il progetto. Ha piantato quasi 12 milioni di alberi, su una superficie di 40 mila ettari, recuperando 25 mila ettari di terreni aridi. In Nigeria si sono creati, con questo progetto, pi\u00f9 di 20.000 posti di lavoro. Purtroppo, in Mali, Burkina e Niger dove vi sono tensioni con gli invasori il progetto va a rilento. Il Kenya, che sta soffrendo una siccit\u00e0 mai vista negli ultimi 40 anni, ospita l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente UNEP (l&#8217;organizzazione che organizza le conferenze sull&#8217;ambiente COP) con sede a Nairobi e, inoltre, in questo paese c&#8217;\u00e8 stato il primo premio Nobel per la Pace africano donna, gi\u00e0 viceministra all&#8217;ambiente Wangari Maathai che con la sua Green Belt Foundation piant\u00f2 quasi 40 milioni di alberi. <b>Ho avuto la fortuna d&#8217;incontrarla e conoscerla in quanto anche il nostro piccolo progetto \u201cTree is Life\u201d (albero \u00e8 vita) s&#8217;ispirava alla sua incessante azione di piantumazione.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Ma l&#8217;agroforestry della muraglia verde prevede s\u00ec la piantumazione di alberi ma anche di cereali.<\/b> Uno su tutti il fonio che \u00e8 tra i cereali pi\u00f9 antichi utilizzati dagli esseri umani per la loro alimentazione e sembra che gi\u00e0 nel 5000 a.C. fosse coltivato in Africa nei paesi della muraglia verde. Il fonio bianco si ricava dalla\u00a0Digitaria exilis, pianta erbacea della famiglia delle graminacee; esiste per\u00f2 anche il fonio nero la cui produzione avviene a partire dalla\u00a0Digitaria iburua.<\/p>\n<p><b>A livello <a href=\"https:\/\/www.unimondo.org\/Guide\/Salute\/Nutrizione-Malnutrizione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nutrizionale<\/a>, le caratteristiche principali che vanta sono di essere senza glutine, di contenere quattro volte le proteine, tre volte le fibre e quasi il doppio del ferro rispetto al riso integrale, oltre a molti sali minerali (magnesio, calcio e zinco). Insomma, un \u201csuper grano\u201d con basso indice glicemico. <\/b>Si tratta poi di un cereale leggero e facilmente digeribile (di contro ne occorre di pi\u00f9 per saziarsi) che assomiglia nell\u2019aspetto al pi\u00f9 noto e utilizzato cous cous maghrebino. Il fonio convive con diversi tipi di alberi permettendo la riforestazione sovradescritta.\u00a0Il Mali \u00e8 nato dall&#8217;esplosione di un chicco di fonio e del fonio \u00e8 stato trovato in vasi nelle tombe in Egitto. Insomma, riappropriarsi di antichi saperi e sapori potrebbe aiutare, e non poco, l&#8217;Africa subsahariana a risollevarsi, prender forza e resistere ai nuovi invasori.<\/p>\n<p>Articolo di Fabio Pipinato<\/p>\n<p>Da <a href=\"https:\/\/wsimag.com\/it\/economia-e-politica\/53784-agroforestazione?fbclid=IwAR0NLGmeyirI3Z_gzDj1BaOUXa31eusuid9mxmrGpSTPUdUcnEGg6rVOcuc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wsimag.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Onu afferma che due terzi delle terre coltivabili del continente sono a rischio desertificazione entro il 2025. 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