{"id":862086,"date":"2019-05-27T16:57:40","date_gmt":"2019-05-27T15:57:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=862086"},"modified":"2019-05-27T16:57:40","modified_gmt":"2019-05-27T15:57:40","slug":"migranti-e-aziende-biologiche-si-uniscono-contro-il-caporalato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/migranti-e-aziende-biologiche-si-uniscono-contro-il-caporalato\/","title":{"rendered":"Migranti e aziende biologiche si uniscono contro il caporalato"},"content":{"rendered":"<p class=\"post-subtitle entry-subtitle\"><span style=\"color: #800000;\"><em><strong>In Puglia dalla collaborazione tra lavoratori migranti vittime di caporalato e aziende biologiche d&#8217;eccellenza \u00e8 nato il pestato di cime di rapa e broccoletti Assay, risultato di un percorso che ha messo al centro i diritti delle persone e l&#8217;agricoltura ecologica nel tentativo di proporre soluzioni alla condizione di sfruttamento che affligge la produzione di cibo nel nostro Paese.<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>L\u2019associazione ambientalista <a href=\"http:\/\/mappa.italiachecambia.org\/scheda\/terra-onlus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terra!<\/a> lancia sul mercato <a href=\"http:\/\/www.terraonlus.it\/acquista-assay\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ASSAY<\/a>, il prodotto di una filiera etica e trasparente costruita grazie al progetto \u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d. <strong>ASSAY<\/strong> \u00e8 un pestato di cime di rapa e broccoletti frutto della collaborazione fra lavoratori migranti sottratti allo sfruttamento e aziende biologiche di eccellenza della Capitanata pugliese.<\/p>\n<p>Il progetto ha previsto 10 mesi di formazione e tirocinio in agricoltura per 9 lavoratori provenienti da Ghana, Togo, Burkina Faso e Senegal. Molti di loro vivevano al ghetto di Borgo Tre Titoli, vicino a Cerignola (FG), senza accesso all\u2019acqua o all\u2019elettricit\u00e0, lavorando come braccianti alla giornata sotto la regia dei caporali. Grazie al progetto <strong>\u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d<\/strong>, sono entrati per la prima volta in una casa vera nel centro urbano di Cerignola, hanno potuto studiare l\u2019italiano e svolgere una formazione professionalizzante in 5 aziende biologiche del territorio, conoscere i loro diritti di lavoratori e fare un passo importante verso la vera integrazione.<\/p>\n<p>\u201cASSAY \u00e8 il prodotto di uno straordinario percorso che mette al centro i <strong>diritti delle persone<\/strong> e l\u2019agricoltura ecologica, nel tentativo di proporre soluzioni alla condizione di sfruttamento che affligge la produzione di cibo nel nostro Paese \u2013 spiega Fabio Ciconte, direttore dell\u2019associazione Terra! \u2013 Per sostenere concretamente il Made in Italy bisogna partire da chi, a monte di tutta la filiera, viene impiegato nella raccolta dei prodotti troppo spesso senza diritti e senza tutele. Il caporalato non sar\u00e0 sconfitto fino a quando non troveremo il modo, istituzioni e societ\u00e0 civile, di lavorare su scala nazionale a modelli di produzione e distribuzione capaci di garantire il rispetto dei diritti umani e sociali a tutti i livelli della catena produttiva\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante il forte impegno, non \u00e8 stato facile portare a compimento il progetto, e tutt\u2019ora non \u00e8 semplice concluderlo garantendo un <strong>futuro dignitoso<\/strong> a tutti i partecipanti. \u201cPossiamo raccontare storie positive come quella di Mamadou, che dopo il tirocinio \u00e8 diventato socio della Cooperativa Altereco \u2013 spiega Giulia Anita Bari, responsabile del progetto IN CAMPO! Senza caporale \u2013 Ma non vogliamo nascondere le storie pi\u00f9 difficili. Due ragazzi che si stavano integrando, uno dei quali aveva anche trovato lavoro, si trovano esclusi dal sistema occupazionale a causa di un sistema di accoglienza sempre pi\u00f9 restrittivo dopo le recenti norme del Governo in materia di sicurezza. Cosa sar\u00e0 di loro? Rivolgiamo la domanda a chi innesca queste bombe sociali attraverso una politica irresponsabile e discriminatoria\u201d.<\/p>\n<p><strong>PROTAGONISTI<\/strong><br \/>\nI protagonisti \u2013 Si chiamano Yusuf, Mounir, Paap, Hussein, Ibrahim, Matthew, Guebre, Abdoulaye e Mamadou i protagonisti del progetto \u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d. Vengono da Ghana, Burkina Faso, Senegal e Togo. Quasi tutti hanno attraversato l\u2019inferno libico prima di solcare il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni di fortuna. Arrivati in Italia, dopo la prima accoglienza sono finiti quasi tutti nel ghetto di Borgo Tre Titoli, a vivere in baracche senza acqua n\u00e9 luce nell\u2019attesa di essere reclutati dai caporali per qualche giornata di raccolta. Per conoscere tutte le loro storie visita il sito di Terra! a <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2ZRSN9q\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo link<\/a>.<\/p>\n<p><strong>LE AZIENDE PARTNER<\/strong><br \/>\nIl progetto \u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d \u00e8 stato possibile grazie alla collaborazione con 5 aziende biologiche d\u2019eccellenza della Capitanata:<\/p>\n<p>&#8211; La <strong>Cooperativa Sociale Altereco<\/strong>, nata nel 2008, dal 2011 gestisce Terra Aut, un bene confiscato alla mafia poco fuori dalla citt\u00e0 di Cerignola. I terreni ospitano un orto invernale e uno estivo, ulivi e alberi da frutto da cui vengono prodotti ogni anno olio extravergine di oliva, confetture di uva, ciliegie e prodotti trasformati.<\/p>\n<p>&#8211; La <strong>Cooperativa Sociale Pietra di Scarto<\/strong>, nata nel 1996 a Cerignola su tre ettari confiscati alla mafia. Produce olive Bella di Cerignola e pomodori, fondando la propria attivit\u00e0 su un impegno politico quotidiano volto a promuovere il cambiamento in un territorio strangolato dalla criminalit\u00e0 organizzata e dal caporalato.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019<strong>azienda agricola Aquamela bio<\/strong>, condotta da Vito Merra, \u00e8 nata nel 2005 e su 23 ettari produce in biologico cereali, olive Coratina e uva Garganega. L\u2019azienda commercializza olio e olive Bella di Cerignola a marchio Aquamela bio, nome della localit\u00e0 in cui si trovano sei ettari di oliveto.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019<strong>azienda agricola Roberto Merra<\/strong>, nata nel 2005 sui terreni di famiglia, produce in biologico uva da vino (variet\u00e0 San Giovese, lambrusco e trebbiano toscano), pesche, pomodoro, olive Coratina e Bella di Cerignola.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019<strong>azienda agricola Domenico Russo<\/strong> \u00e8 nata nel 2017, quando Domenico ha abbandonato la professione di commercialista per tornare alla terra. Su 14 ettari produce in biologico uva da vino e da tavola, pesche nettarine, albicocche ed olive.<\/p>\n<p><strong>LA FORMAZIONE<\/strong><br \/>\nGrazie all\u2019aiuto di Pio Bufano, consulente di numerose aziende agricole della Capitanata, i 9 partecipanti hanno svolto 150 ore di teoria e pratica nelle aziende partner del progetto \u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d. Le lezioni, svoltesi tra giugno 2018 e marzo 2019, hanno spaziato dalle caratteristiche suolo agli organismi viventi, dalla fotosintesi clorofilliana ai sistemi di irrigazione, fino alle malattie delle piante e alle tecniche di potatura di diversi alberi da frutta. Oggi i partecipanti hanno competenze di gran lunga superiori a quelle di un bracciante agricolo, e possono proporsi come operai specializzati nel settore primario.<\/p>\n<p>Per tanti braccianti agricoli, in particolare immigrati in condizioni di vulnerabilit\u00e0, \u00e8 infatti difficilissimo uscire dalla spirale di sfruttamento innescata da tanti fattori: scarsa conoscenza della lingua italiana, difficolt\u00e0 di ottenere un permesso di soggiorno, vita emarginata nei ghetti lontano dai centri urbani. Le falle nel sistema di accoglienza \u2013 allargate dal nuovo Decreto sicurezza \u2013 relegano gli stranieri alla marginalit\u00e0, in condizioni da cui \u00e8 quasi impossibile affrancarsi. \u201cIN CAMPO! Senza caporale\u201d vuole tracciare una strada diversa, che permetta ai giovani braccianti di valorizzare le proprie risorse per favorirne l\u2019autonomia, il senso di responsabilit\u00e0 e di appartenenza.<\/p>\n<p><strong>IL PRODOTTO<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.terraonlus.it\/acquista-assay\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ASSAY<\/a> \u00e8 un errore di scrittura in una chat. Da quando Guebre ha scritto \u201cassay\u201d invece di \u201cassai\u201d, la parola \u00e8 diventata un tormentone: \u201cho lavorato assay\u201d, \u201cfa caldo assay\u201d, \u201csono stanco assay\u201d. In inglese, poi, significa assaggio: un motivo in pi\u00f9 che ha spinto i ragazzi, guidati in un percorso partecipato da un esperto marketing strategist, a scegliere questo nome. ASSAY racconta una storia di integrazione e diritti, di ecologia e di filiere pulite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Puglia dalla collaborazione tra lavoratori migranti vittime di caporalato e aziende biologiche d&#8217;eccellenza \u00e8 nato il pestato di cime di rapa e broccoletti Assay, risultato di un percorso che ha messo al centro i diritti delle persone e l&#8217;agricoltura&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1156,"featured_media":862087,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,54572,162],"tags":[447,6192,21693,5533,3295,2636,177],"class_list":["post-862086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-migranti","category-opinioni","tag-agricoltura","tag-agricoltura-biologica","tag-caporalato","tag-diritti","tag-lavoro","tag-migranti","tag-puglia"],"yoast_head":"<!-- This site is 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