{"id":860262,"date":"2019-05-25T00:02:16","date_gmt":"2019-05-24T23:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=860262"},"modified":"2019-05-25T00:02:16","modified_gmt":"2019-05-24T23:02:16","slug":"ada-colau-questo-e-il-secolo-delle-citta-e-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/ada-colau-questo-e-il-secolo-delle-citta-e-delle-donne\/","title":{"rendered":"Ada Colau: questo \u00e8 il secolo delle citt\u00e0 e delle donne"},"content":{"rendered":"<p>La prossima settimana uscir\u00e0 <em><a href=\"http:\/\/www.icariaeditorial.com\/libros.php?id=1756\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ada Colau, la ciudad en com\u00fan<\/a> <\/em>(<em>Ada Colau, la citt\u00e0 in comune, n.d.t.<\/em>), un libro scritto dallo storico e collaboratore di CTXT Steven Forti e dal giornalista italiano Giacomo Russo Spena, che ripercorre la storia di Ada Colau e <em>Barcelona en Com\u00fa<\/em>. Dalle proteste in piazza del 15-M, la Piattaforma di Interessati dall\u2019Ipoteca e la nascita di <em>Guanyem Barcelona<\/em> fino alla vittoria alle municipali del 2015 e la gestione del municipio della Citt\u00e0 di Condal. Una visione ampia e profonda del progetto municipale che guarda anche pi\u00f9 in l\u00e0 della citt\u00e0: a tutta la Catalogna, alla Spagna e all\u2019Europa, tessendo alleanze tra lo stato, gli altri Comuni del cambiamento e le reti internazionali con esperienze municipali nate dal basso nei cinque continenti. Il libro si chiude con una lunga intervista al sindaco di Barcellona. Ve ne proponiamo qui una parte, come anteprima editoriale.<\/p>\n<p><strong>Le istituzioni ti hanno cambiato? Sei la stessa Ada Colau di quella che era portavoce della PAH?<\/strong><\/p>\n<p>Si, sono la stessa persona, con gli stessi obiettivi. Ma ovviamente non ho la stessa responsabilit\u00e0 n\u00e9 la stessa esperienza. Quando sei un\u2019attivista ti trovi in un luogo molto concreto, difendendo nel mio caso il diritto delle persone imbrogliate dalle banche e minacciate di sfratto: esigi che le amministrazioni pubbliche facciano bene il loro lavoro e si mettano dalla parte delle persone e non dei carnefici. Invece, quando diventi sindaco, devi cercare di generare consenso, sei responsabile del fatto che l\u2019amministrazione funzioni il meglio possibile e della rappresentanza dei diritti di base della maggioranza della popolazione, che sia d&#8217;accordo o no con te. Il luogo \u00e8 molto diverso e ti cambia un po\u2019. Impari molto: \u00e8 qualcosa che ti arricchisce, ma al contempo ti limita perch\u00e9, da sindaco, non hai tempo di stare vicino ai problemi pi\u00f9 gravi di ogni giorno e di poter approfondire un tema. Una delle cose che mi \u00e8 costata di pi\u00f9 \u00e8 che all\u2019improvviso devi interessarti di tutti i temi. All\u2019inizio avevo un complesso di superficialit\u00e0 terribile: da anni lavoravo per il diritto alla casa, ero molto centrata su un tema, e ad un tratto mi ritrovavo in un solo giorno in un evento di musica, di sport, di economia. \u00c8 qualcosa che si impara con l\u2019esperienza.<\/p>\n<p><strong>Stai quasi per terminare il tuo primo mandato da sindaco. In totale onest\u00e0, hai qualche autocritica su quello che hai fatto? Cosa si poteva fare meglio e dove chiederesti una seconda opportunit\u00e0 agli elettori?<\/strong><\/p>\n<p>Autocritica sempre. Da un lato, sono orgogliosa del fatto che il gruppo di governo abbia fatto un lavoro titanico in un contesto difficile. Noi non solo eravamo nuovi, ma siamo anche entrati in uno dei contesti storici pi\u00f9 difficili della storia democratica del paese. E nonostante ci\u00f2, abbiamo potuto sviluppare il programma politico che proponevamo: abbiamo cambiato le priorit\u00e0 della citt\u00e0, abbiamo introdotto temi che sembravano impossibili, come la regolamentazione del turismo, la promozione di un operatore energetico municipale o la destinazione del 30% degli immobili privati ad abitazioni sociali. Adesso rimane ancora tantissimo da fare, certo. Alcune cose dipendono da noi, e pertanto bisogna fare un po\u2019 di autocritica. Per esempio, il primo anno abbiamo tardato a posizionarci e a cambiare gestione perch\u00e9 eravamo nuovi. Abbiamo avuto bisogno di quasi un anno per capire bene come funzionasse l\u2019amministrazione: una cosa \u00e8 decidere di fare qualcosa, un\u2019altra \u00e8 che si realizzi. Affinch\u00e9 si realizzi bisogna avere capacit\u00e0 di gestione e conoscenza dei procedimenti. Abbiamo dimostrato di avere capacit\u00e0 di apprendimento. Altra autocritica: credo che abbiamo fatto degli errori con la cultura. E questo mi dispiace perch\u00e9 per noi \u00e8 un tema importantissimo: dico sempre che i veri cambiamenti sono culturali pi\u00f9 che politici. Puoi decidere di cambiare le politiche pubbliche, ma affinch\u00e9 ci siano cambiamenti profondi devono essere sociali, di valori, di priorit\u00e0, di punti di riferimento. E per questo la cultura \u00e8 basilare, soprattutto in un momento di tante incertezze e oscurit\u00e0. La gente ha molte paure, e a ragione, non sa se avr\u00e0 lavoro o no, se perder\u00e0 la casa o no, se andr\u00e0 in pensione o no. In un contesto come questo credo che la cultura sia fondamentale per essere capaci di immaginare altri mondi possibili, far risaltare ci\u00f2 che di positivo ci unisce e porre la sensibilit\u00e0 al centro del nostro pensiero politico e sociale. Mancava molto pi\u00f9 che una gestione pi\u00f9 trasparente. Credo che siamo anche stati capaci di correggerci: con la nomina di Joan Subirats e la Biennale del Pensiero, alla fine del mandato si \u00e8 visto che possiamo fare di meglio. In un secondo mandato si potrebbe progettare con molta pi\u00f9 forza.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua opinione sul sistema dei partiti dopo quattro anni nelle istituzioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 peggio di quello che pensiamo. \u00c8 profondamente deprimente. Non voglio mentire. I grandi partiti politici in generale hanno molti vizi acquisiti e davvero la loro priorit\u00e0 \u00e8 vincere le elezioni: non \u00e8 governare per il bene comune e la citt\u00e0, non \u00e8 il benessere della gente. Ci sono brave persone da tutte le parti, non voglio demonizzare nessuno, ma il sistema dei partiti \u00e8 orribile. Nel quotidiano c&#8217;\u00e8 una lotta dei partiti. Vedi gente che ti dice una cosa in privato, che \u00e8 d\u2019accordo con te e dopo in pubblico ti dice che sei il peggiore del mondo e votano contro il loro stesso programma solo per affossarti. Non \u00e8\u00a0 un aneddoto: nelle istituzioni si perdono ore e ore di tempo ed energie dentro commissioni, assemblee, dove l\u2019unica cosa che sta pensando l\u2019opposizione in linea generale \u00e8 posizionarsi bene per le prossime elezioni. E questo degrada molto la politica, l\u2019istituzione, l\u2019interesse generale, la democrazia e il fatto che la gente possa sperare in quello che succede dentro le istituzioni. [\u2026]<\/p>\n<p><strong>A maggio nessuno avr\u00e0 la maggioranza assoluta. Sta pensando a qualche alleanza? I socialisti possono essere un referente politico, soprattutto dopo l\u2019arrivo di Sanchez alla Moncloa?<\/strong><\/p>\n<p>Ci presentiamo con la speranza di vincere e magari con pi\u00f9 appoggio rispetto alle elezioni precedenti. \u00c8 certo che l\u2019epoca delle maggioranze assolute \u00e8 finita: la societ\u00e0 \u00e8 plurale e diversa, ed \u00e8 normale che ci siano patti e alleanze. Noi siamo sempre stati onesti. Abbiamo sempre detto le stesse cose dal principio e continuiamo a dirle per il secondo mandato: siamo una forza progressista ed \u00e8 logico che parliamo con le forze con le quali abbiamo pi\u00f9 punti in comune, ovvero PSC e ERC. Ma non \u00e8 molto chiaro verso dove sono orientati. ERC governa con la destra da anni, approvando bilanci di tagli e austerit\u00e0 insieme a un partito che si porta dietro casi gravissimi di corruzione. Il PSC purtroppo negli ultimi anni ha avuto una deriva che lo ha portato ad allearsi persino con PP e Ciudadanos sul 155. Non voglio che restino l\u00ec: il nostro messaggio \u00e8 ancora positivo. Voglio che ERC smetta di fare accordi con la exConvergencia e torni al suo programma progressista. E voglio che il PSC la smetta di flirtare con Ciudadanos e torni ad essere il partito catalanista progressista che era. Credo che noi rappresentiamo un incentivo affinch\u00e9 entrambi diano priorit\u00e0 alla loro anima progressista piuttosto che ad altri criteri. Inoltre lo abbiamo dimostrato: ogni volta che loro hanno voluto accordarsi in questa chiave, noi c\u2019eravamo.<\/p>\n<p><strong>Se <em>Barcelona en Com\u00f9<\/em> non fosse il primo partito, cosa far\u00e0? Ada Colau reggente di un altro municipio o all\u2019opposizione nel consiglio municipale? Facciamo fatica a immaginarlo. <\/strong><\/p>\n<p>Sono qui per un progetto collettivo, non per un progetto personale. Se sono arrivata fino a qui, \u00e8 perch\u00e9 sono all\u2019interno di un\u2019organizzazione che non \u00e8 un partito tradizionale. <em>Barcelona en Com\u00fa<\/em> \u00e8 un\u2019organizzazione che funziona davvero in modo diverso, che \u00e8 piena di gente di quartiere, auto organizzata, che da senso a questo progetto che va molto pi\u00f9 in l\u00e0 dell\u2019istituzione. L\u2019ho sempre detto: sono qui perch\u00e9 sono utile a questo progetto. Non ho problemi a immaginarmi una vita diversa. Ho fatto mille lavori nella mia vita, ho migliaia di libri da leggere accumulati in casa, ho due bei bambini piccoli che vedo molto poco. Non mi preoccupa il futuro. E questo \u00e8 positivo: mi sento libera. L\u2019unica cosa chiara era presentarmi per un secondo mandato perch\u00e9 consideriamo utile che io sia la candidata di questo progetto di confluenza al fine di consolidare un\u2019agenda di cambio a Barcellona.:un&#8217;agenda che mi sembra importante per la citt\u00e0 e i suoi cittadini, e che sempre di pi\u00f9 \u00e8 un riferimento internazionale. \u00c8 sconvolgente viaggiare per il mondo come sindaco della citt\u00e0 di Barcellona e vedere il riconoscimento che c&#8217;\u00e8. Siamo in un momento di regressione dei diritti e libert\u00e0, da Trump a Bolsonaro, a Salvini, a Le Pen, a Orb\u00e1n: il contesto \u00e8 molto difficile e le politiche trasformatrici e di cambiamento impressionano. Ci guardano come riferimenti utili ad animare altri progetti. Cos\u00ec, credo che dobbiamo fare tutto il possibile per essere utili a questo processo, che \u00e8 collettivo a Barcellona ma che lo \u00e8 anche in ambito internazionale. L\u2019estrema destra si sta organizzando molto velocemente, in modo molto efficace e con molto denaro a livello internazionale: non pu\u00f2 essere che anche noi, proposte trasformatrici, progressiste, di cambiamento, non ci organizziamo. Oggi Barcellona \u00e8 un riferimento importante e credo che abbiamo questa responsabilit\u00e0. Un programma che miri al cambiamento ha bisogno di due mandati per far s\u00ec che questi cambiamenti si consolidino: mi sono sempre immaginata un secondo mandato, ma non ho mai pensato pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Se pensiamo a Salvini, a Le Pen o a Orb\u00e1n, loro ottengono voti proprio grazie alle loro campagne securitarie contro gli stranieri, dando una risposta ai cittadini che chiedono sicurezza e protezione sociale. Come disattivare questa strategia che al momento sembra egemonica?<\/strong><\/p>\n<p>Penso sempre al caso di Riace e del suo sindaco Mimmo Lucano. \u00c8 la dimostrazione di quello che si pu\u00f2 fare anche con poche risorse e in un luogo appartato dal mondo sul quale non cade l\u2019attenzione mediatica. La sua esperienza ha una forza universale grazie a un\u2019attitudine onesta, ad alcune priorit\u00e0 chiare e a una decisione etica in difesa di una politica umana. Per questo ha sollevato la virulenza di Salvini: Salvini ha reso un umile sindaco di un piccolo paesino suo antagonista perch\u00e9 ne riconosce la forza di rappresentazione universale. Ma Riace dimostra anche qual \u00e8 la forza del municipalismo: si possono fare molti discorsi sulla paura e sull\u2019odio, ma Mimmo Lucano dimostra in pratica che l\u2019accoglienza non solo non \u00e8 un problema, ma che se viene fatta bene, \u00e8 una ricchezza e migliora la vita della gente locale, non solo dei migranti. Tutti insieme, miglioriamo insieme. Questo smonta completamente tutta la narrazione dei Salvini, dei Trump e dei Le Pen. Comprendo che viene perseguitato perch\u00e8 li smaschera: con la pratica concreta di Riace mostra effettivamente che tutta questa narrazione \u00e8 una menzogna. Per questo fin dal primo giorno abbiamo voluto che Barcellona si convertisse in una citt\u00e0 rifugio.<\/p>\n<p><strong>Le elezioni in Andalusia mostrano come anche in Spagna avanzi l\u2019estrema destra. Come si fa a fermare questo vento nero che soffia in tutta Europa? Sei d&#8217;accordo con Pablo Iglesias che parla di &#8220;fronte antifascista&#8221;?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>La realt\u00e0 che affrontiamo \u00e8 complessa. Bisogna evitare di cercare spiegazioni uniche e ricette magiche per farvi fronte. Abbiamo bisogno di serenit\u00e0 e complessit\u00e0. Ho sempre detto che si deve rivendicare l\u2019antifascismo come nostra base democratica: non c\u2019\u00e8 democrazia senza antifascismo. Detto questo, non credo che adesso sia molto utile contrapporre bandiere antifasciste ai neofascismi e all\u2019estrema destra che emerge: nominandoli e mettendoli al centro sembra che crescano, si sentono orgogliosi. Se riconosco che provengo da una tradizione non solo progressista e di sinistra, ma che inoltre considera che essere democratici significa essere antifascisti, non credo che il quadro organizzativo e narrativo che d\u00e0 coesione debba ruotare intorno a questo.<\/p>\n<p><strong>Quale dovrebbe essere?<\/strong><\/p>\n<p>Ha molto a che vedere con ci\u00f2 che abbiamo progettato a partire dal municipalismo. Quando abbiamo progettato <em>Barcelona en Com\u00fa<\/em>, abbiamo dibattuto sull&#8217;opportunit\u00e0 di presentarci o no alle elezioni statali, e abbiamo preso la decisione politica, dopo averci molto riflettuto, di scommettere sul municipalismo. Dopo questi quattro anni riaffermiamo questa decisione: siamo convinti che il municipalismo sia pi\u00f9 importante che mai. Le citt\u00e0 stanno diventando attori sempre pi\u00f9 importanti nel mondo globale: contiamo la massima popolazione mondiale e le grandi sfide globali si concretizzano nelle citt\u00e0, a partire dai cambiamenti climatici e dalle disuguaglianze. Ma questo non \u00e8 tutto. Le citt\u00e0 sono anche il luogo dell&#8217;innovazione politica: il luogo della vicinanza e della vita quotidiana. L\u2019Altro non \u00e8 un\u2019astrazione: \u00e8 il mio vicino, lo conosco, non lo vivo come una minaccia ma come una ricchezza, una convivenza che funziona. Portiamo i bambini alla stessa scuola, compriamo negli stessi negozi, ci organizziamo insieme nel quartiere quando sorge qualche problema o c\u2019\u00e8 una necessit\u00e0 cui non viene data risposta. \u00c8 questo luogo di prossimit\u00e0, di vita quotidiana, dove identificare gli obiettivi comuni per una vita migliore. Questo \u00e8 quello che ci ha fatto nascere come <em>Barcelona en Com\u00fa<\/em>: volevamo realizzare una piattaforma cittadina sulla base di obiettivi comuni, dove molta gente che non era mai stata in un partito politico si sentisse a proprio agio e sentisse che parliamo di quello che interessa loro senza dover venire con una tessera in mano per partecipare politicamente. Molti dei grandi discorsi dell\u2019estrema destra si possono smontare a partire dall\u2019esperienza, non dal confronto retorico. E il luogo dell\u2019esperienza \u00e8 la citt\u00e0, \u00e8 il municipalismo. Ero gi\u00e0 una municipalista convinta quando abbiamo iniziato, ma quattro anni dopo e con la deriva a cui assistiamo, lo sono ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>In tutto il mondo crescono i movimenti di donne che chiedono pi\u00f9 diritti. Il femminismo pu\u00f2 essere anch&#8217;esso uno strumento chiave per vincere l\u2019estrema destra?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente. Questo \u00e8 il secolo delle citt\u00e0 e delle donne. Il femminismo ha a che fare con il municipalismo: propone che i cambiamenti debbano prodursi nell\u2019ambito della vita. La sfera personale \u00e8 politica. La politica patriarcale si occupava di macro-politica e non si interessava delle questioni della cura e della riproduzione. La stragrande maggioranza della nostra vita restava invisibilizzata e in mano alle donne perch\u00e9 gli uomini si tenevano la vera politica. Questo sistema \u00e8 chiaramente in crisi.<\/p>\n<p>E&#8217; vero che l&#8217;estrema destra cresce in reazione a questa ondata femminista globale, ma questo fa parte della normalit\u00e0: quando c&#8217;\u00e8 un processo di cambiamento, chi ha privilegi resiste sempre. Una parte di questi uomini bianchi privilegiati si vedono minacciati e reagiscono. Ma ci sono anche molti uomini che vedono una grande opportunit\u00e0 nel femminismo perch\u00e9 non gli piace la mascolinit\u00e0 che hanno costruito per loro. Credo in un femminismo inclusivo ed empatico, che non disprezzi la diversit\u00e0, ma la veda come una ricchezza; un femminismo che pensi a tutti e a tutte; un femminismo che sia antirazzista, anti-colonialista, antiomofobo, che generi molti ponti e molte reti tra lotte diverse che hanno in comune l&#8217;uguaglianza, la libert\u00e0, i diritti umani. Il femminismo \u00e8 una questione di giustizia: noi donne siamo la met\u00e0 della popolazione, non dobbiamo vivere nella paura, sotto la minaccia di essere stuprate e uccise, e abbiamo lo stesso diritto di scegliere qualsiasi professione e di stare in tutti i luoghi di decisione. Ma il femminismo non \u00e8 solo una questione di giustizia di genere, \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 per vivere meglio tutti: donne e uomini. Lo trovo molto pi\u00f9 facile perch\u00e9 sono la madre di due bambini e lo vedo ogni giorno: non voglio che i miei figli crescano in un mondo patriarcale, voglio che vivano in un mondo femminista. E credo che i miei ragazzi saranno piu&#8217; felici in un mondo femminista. Dobbiamo lavorare su questo, affinch\u00e9 nessuno si senta minacciato e lo viva invece come un&#8217;opportunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\"><strong>Parli continuamente dell\u2019Europa <span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">dei diritti e dei popoli. Ma, in concreto, come si resiste ai <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>diktat<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"> della Troika? Come si costruisce un\u2019altra Europa all&#8217;interno delle regole di Maastricht?<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"western\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 facile. Non prendiamoci in giro. <\/span><\/span>L&#8217;Europa sorge per delle belle ragioni: mai pi\u00f9 violenza, barbarie, disumanizzazione, guerra e fascismo. Dobbiamo rivendicare pi\u00f9 forte che mai le ragioni per cui l&#8217;Europa \u00e8 sorta. Non possiamo dimenticarlo. Ma l&#8217;Unione europea non \u00e8 stata ben costruita, perch\u00e9 ha aderito al processo neoliberale globale ed \u00e8 diventata un&#8217;Europa dall&#8217;alto, tecnocratica, che ha generato disuguaglianze. E&#8217; chiaro che c&#8217;\u00e8 stata una deviazione in questa costruzione istituzionale europea. Ma credo che sarebbe un errore darla per persa, perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 qualcosa come il miglior desiderio dell&#8217;umanit\u00e0. Se ci\u00f2 che critichiamo \u00e8 che la troika ha costruito dall&#8217;alto un&#8217;Europa che non rappresenta la maggioranza della popolazione, allora \u00e8 la maggioranza della popolazione che deve ricostruire l&#8217;Europa: non dobbiamo delegare a un&#8217;istituzione la responsabilit\u00e0 della propria auto-riforma. Dobbiamo farlo dal basso. Ancora una volta credo che il municipalismo abbia un ruolo molto importante: non solo perch\u00e9 sa farlo dal basso, dalla cittadinanza e dalla prossimit\u00e0, ma perch\u00e9 ha il valore delle pratiche e delle esperienze concrete. Gestiamo l&#8217;energia in modo diverso, lottiamo contro l&#8217;inquinamento, riduciamo le automobili e guadagniamo spazio per le persone, e l&#8217;economia non muore, al contrario, funziona meglio. Sono le citt\u00e0 che dimostrano che si possono fare politiche di accoglienza e questa non \u00e8 una minaccia ma la dimostrazione che le nostre citt\u00e0 sono migliori e pi\u00f9 felici. Questo \u00e8 imbattibile, perch\u00e9 niente \u00e8 pi\u00f9 convincente dell&#8217;esperienza. Ci possono essere grandi discorsi e grandi promesse, ma a lungo termine l&#8217;esperienza convince pi\u00f9 di ogni altra cosa. E non \u00e8 facile, perch\u00e9 nelle citt\u00e0 abbiamo grandi sfide, poche competenze e poche risorse. Tuttavia, sono convinta che le citt\u00e0 abbiano un ruolo molto importante da svolgere nella grande opportunit\u00e0 di approfondimento democratico e di reinvenzione dell&#8217;Europa dal basso.<\/p>\n<p class=\"western\"><em><strong><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Autore: Steven Forti<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Professore associato in Storia Contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Autonoma di Barcellona e ricercatore dell\u2019Istituto di Storia Contemporanea dell\u2019Universit\u00e0 Nova di Lisbona. <\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\"><em><a href=\"https:\/\/www.twitter.com\/StevenForti\" target=\"Ir a su perfil de Twitter (ventana nueva)\"><span style=\"color: #217dd3;\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">@StevenForti<\/span><\/span><\/span><\/a><\/em><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\"><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Calibri, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Traduzione dallo Spagnolo dell&#8217;equipe traduttori di Pressenza<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prossima settimana uscir\u00e0 Ada Colau, la ciudad en com\u00fan (Ada Colau, la citt\u00e0 in comune, n.d.t.), un libro scritto dallo storico e collaboratore di CTXT Steven Forti e dal giornalista italiano Giacomo Russo Spena, che ripercorre la storia 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